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Convenzione di Berna

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  • Convenzione di Berna

    A cura di "LadyOscar"

    CONVENZIONE DI BERNA
    Relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, adottata a Berna il 19 settembre 1979 e ratificata in Italia con la legge n. 503 del 5 Agosto 1981

    le ragioni che hanno condotto all’emanazione della suddetta convenzione sono esplicitate nel preambolo, ove si afferma che, considerata la minaccia di estinzione che grava su numerose specie della flora e della fauna selvatiche, le quali costituiscono un patrimonio naturale da preservare e trasmettere alle generazioni future, occorre che i singoli governi nazionali adottino nei rispettivi programmi le opportune politiche atte ad assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitats naturali.
    Nello specifico è stato sancito che:
    Art. 6
    Ogni Parte contraente adotterà necessarie e opportune leggi e regolamenti onde provvedere alla particolare salvaguardia delle specie di fauna selvatica enumerate all'allegato II. Sarà segnatamente vietato per queste specie:
    a) qualsiasi forma di cattura intenzionale, di detenzione e di uccisione intenzionale;
    b) il deterioramento o la distruzione intenzionali dei siti di riproduzione o di riposo;
    c) il molestare intenzionalmente la fauna selvatica, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione agli scopi della presente Convenzione;
    d) la distruzione o la raccolta intenzionali di uova dall'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote;
    e) la detenzione ed il commercio interno di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall'animale, nella misura in cui il provvedimento contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.




    Art. 7
    1. Ogni Parte contraente adotterà le necessarie e opportune leggi e regolamenti onde proteggere le specie di fauna selvatica enumerate all'allegato III.
    2. Qualsiasi sfruttamento della fauna selvatica elencata all'allegato III sarà regolamentato in modo da non compromettere la sopravvivenza di tali specie, tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 2.
    3. Le misure da adottare contempleranno:
    a) periodi di chiusura e/o altri provvedimenti atti a regolare lo sfruttamento;
    b) il divieto temporaneo o locale di sfruttamento, ove necessario, onde ripristinare una densità soddisfacente delle popolazioni;
    c) la regolamentazione, ove necessario, di vendita, detenzione, trasporto o commercializzazione di animali selvatici, vivi o morti.




    Art. 8
    In caso di cattura o uccisione di specie di fauna selvatica contemplate all'allegato III, e in caso di deroghe concesse in conformità con l'articolo 9 per specie contemplate all'allegato II, le parti contraenti vieteranno il ricorso a mezzi non selettivi di cattura e di uccisione, nonché il ricorso a mezzi suscettibili di provocare localmente la scomparsa, o di compromettere la tranquillità degli esemplari di una data specie, e in particolare ai mezzi contemplati all'allegato IV.



    ALLEGATO II
    - Specie di fauna rigorosamente protette -


    Rettili

    TESTUDINES


    Testudinidae
    Testudo graeca
    Testudo hermanni
    Testudo marginata

    Emydidae
    Emys orbicularis
    Mauremys caspica * (1)
    Dermochelyidae
    Dermochelys coriacea
    Cheloniidae
    Caretta caretta
    Chelonia mydas
    Eretmochelys imbricata
    Lepidochelys kempii
    Trionychidae
    Rafetus euphraticus
    Trionyx triunguis

    SAURIA

    Gekkonidae
    Cyrtodactylus kotschyi
    Phyllodactylus europaeus
    Tarentola angustimentalis
    Tarentola boettgeri
    Tarentola delalandii
    Tarentola gomerensis

    Agamidae
    Stellio stellio (Agama stellio) *
    Chamaeleontidae
    Chamaeleo chamaeleon

    Lacertidae
    Algyroides fitzingeri
    Algyroides marchi
    Algyroides moreoticus
    Algyroides nigropunctatus
    Archaeolacerta bedriagae (Lacerta bedriagae) *
    Archaeolacerta monticola (Lacerta monticola) *
    Gallotia galloti
    Gallotia simonyi (Lacerta simonyi) *
    Gallotia stehlini
    Lacerta agilis
    Lacerta clarkorum
    Lacerta dugesii
    Lacerta graeca
    Lacerta horvathi
    Lacerta lepida
    Lacerta parva
    Lacerta princeps
    Lacerta schreiberi
    Lacerta trilineata
    Lacerta viridis
    Ophisops elegans
    Podarcis erhardii
    Podarcis filfolensis
    Podarcis lilfordi
    Podarcis melisellensis
    Podarcis milensis
    Podarcis muralis
    Podarcis peloponnesiaca
    Podarcis pityusensis
    Podarcis sicula
    Podarcis taurica
    Podarcis tiliguerta
    Podarcis wagleriana

    Anguidae
    Ophisaurus apodus

    Scincidae
    Ablepharus kitaibelii
    Chalcides bedriagai
    Chalcides ocellatus
    Chalcides sexlineatus
    Chalcides simonyi (Chalcides occidentalis) *
    Chalcides viridianus
    Ophiomorus punctatissimus

    OPHIDIA

    Colubridae
    Coluber cypriensis
    Coluber gemonensis
    Coluber hippocrepis
    Coluber jugularis * (2)
    Coluber najadum * (3)
    Coluber viridiflavus
    Coronella austriaca
    Elaphe longissima
    Elaphe quatuorlineata
    Elaphe situla
    Natrix megalocephala
    Natrix tessellata
    Telescopus fallax

    Viperidae
    Vipera albizona
    Vipera ammodytes
    Vipera barani
    Vipera kaznakovi
    Vipera latasti
    Vipera lebetina * (4)
    Vipera pontica
    Vipera ursinii
    Vipera wagneri
    Vipera xanthina

    Anfibi

    CAUDATA


    Salamandridae
    Chioglossa lusitanica
    Euproctus asper
    Euproctus montanus
    Euproctus platycephalus
    Mertensiella luschani (Salamandra luschani) *
    Salamandra atra * (5)
    Salamandrina terdigitata
    Triturus carnifex
    Triturus cristatus
    Triturus dobrogicus
    Triturus italicus
    Triturus karelinii
    Triturus montandoni

    Plethodontidae
    Speleomantes flavus (Hydromantes flavus) *
    Speleomantes genei (Hydromantes genei) *
    Speleomantes imperialis (Hydromantes imperialis) *
    Speleomantes italicus (Hydromantes italicus) *
    Speleomantes supramontis (Hydromantes supramontis) *

    Proteidae
    Proteus anguinus

    ANURA

    Discoglossidae
    Alytes cisternasii
    Alytes muletensis
    Alytes obstetricans
    Bombina bombina
    Bombina variegata
    Discoglossus galganoi
    Discoglossus jeanneae
    Discoglossus montalentii
    Discoglossus pictus
    Discoglossus sardus
    Neurergus crocatus
    Neurergus strauchi

    Pelobatidae
    Pelobates cultripes
    Pelobates fuscus
    Pelodytes caucasicus
    Pelobates syriacus
    Bufonidae
    Bufo calamita
    Bufo viridis

    Hylidae
    Hyla arborea
    Hyla meridionalis
    Hyla sarda

    Ranidae
    Rana arvalis
    Rana dalmatina
    Rana holtzi
    Rana iberica
    Rana italica
    Rana latastei

    Note all'Allegato II
    Il 3 dicembre 1993 il Comitato permanente per la Convenzione ha adottato la seguente Raccomandazione (n. 39 -1993):
    "Il Comitato permanente della Convenzione sulla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa raccomanda, ai sensi dell'Articolo 14 della Convenzione, che nell'attuare la Convenzione le Parti contraenti tengano conto delle osservazioni tecniche in appresso. Gli asterischi indicano che il nome della specie è stato modificato, e la denominazione precedente figura tra parentesi.
    A seguire è indicato l'aggiornamento tassonomico.
    1. Mauremys caspica è stata divisa in due nuove specie:
    • Mauremys caspica
    • Mauremys leprosa (Mauremys caspica leprosa)
    2. Coluber jugularisè stata divisa in due nuove specie:
    • Coluber jugularis
    • Coluber caspicus (Coluber jugularis caspicus)
    3. Coluber najadumè stata divisa in due nuove specie:
    • Coluber najadum
    • Coluber rubriceps (Coluber najadum rubriceps)
    4. Vipera lebetinaè stata divisa in due nuove specie:
    • Vipera lebetina
    • Vipera schweizeri (Vipera lebetina schweizeri)
    5. Salamandra atraè stata divisa in due nuove specie:
    • Salamandra atra
    • Salamandra lanzai (Salamandra atra lanzai)

    ALLEGATO III
    - Specie di fauna protette -

    Rettili
    Tutte le specie non incluse nell'Allegato II

    Anfibi
    Tutte le specie non incluse nell'Allegato II.
    -------------------------------------------------------------------------------------

    Ambito di applicazione della Convenzione

    È indispensabile fare un breve accenno alle norme di diritto internazionale al fine di chiarire la questione relativa all’applicazione della convenzione.

    La legge che autorizza la ratifica e rende esecutiva una convenzione internazionale ha l’effetto di rendere immediatamente applicabile nell’ordinamento interno (lo stato italiano) la normativa in essa contenuta, dalla data della sua entrata in vigore, qualora tale normativa sia “self executing”. Una norma si definisce self-executing quando può essere immediatamente applicata, senza bisogno di ulteriori interventi di integrazione della sua efficacia o completamento del suo precetto. In caso contrario, quando cioè non è “self-executing” costituisce semplicemente un elemento necessario per l’adattamento della norma internazionale nel diritto interno, ma non sufficiente per la sua piena applicabilità.

    Orbene, l’orientamento giurisprudenziale più recente, oramai consolidato, ritiene che le norme contenute nella convenzione di Berna hanno carattere unicamente programmatico, poiché prevedono esclusivamente ed espressamente l'adozione, da parte degli stati membri, delle necessarie ed opportune leggi per l'esecuzione delle misure di salvaguardia stabilite nella convenzione medesima; leggi che non possono essere certamente individuate in quella di ratifica della convenzione di berna, poichè il legislatore si è limitato ad un laconico ordine di esecuzione, quando invece avrebbe dovuto adottare tutte e le opportune misure per rendere effettivi i divieti previsti nella suddetta convenzione.
    Nelle more dell'approvazione di una normativa generale (la tutela dell'ambiente compete, infatti, esclusivamente allo Stato) le regioni, sfruttando gli spazi a loro concessi, soprattutto nell'ambito della politica di pianificazione e di sviluppo, hanno provveduto ad emanare norme, (perfette, comprensive sia dei divieti sia delle sanzioni) a tutela della fauna minore.

    Elenco leggi regionali
    • LAZIO L.R. 5 aprile 1988, n. 18
    • MOLISE L.R. 6 settembre 1996, n. 28
    • LIGURIA L.R. 22 gennaio 1992, n. 4
    • CALABRIA L.R. 17 maggio 1996, n. 9
    • VALLE D’AOSTA L.R. 1 aprile 1987, n. 22
    • ABRUZZO L.R. 7 settembre 1993, n. 50
    • SARDEGNA L.R. 29 luglio 1998, n. 23
    • TOSCANA L.R. 6 aprile 2000, n. 56
    • EMILIA ROMAGNA L. R. 31 luglio 2006, n. 15
    • TRENTINO ALTO ADIGE:
    • BOLZANO (Prov.) L.P. 13 agosto 1973 n. 27
    • TRENTO (Prov.) L.P. 25 luglio 1973 n. 16
    • SICILIA L.R.01 settembre 1997 n. 33
    • FRIULI-VENEZIA GIULIA L.R. 3 giugno 1981, n. 34
    • VENETO L.R. 15 novembre 1974, n. 53
    • SARDEGNA L.R. 29 luglio 1998, n. 23
    • LOMBARDIA L.R. 27 luglio 1977, n. 33--> abrogata dalla L.R. 31 marzo 2008 , n. 10
    • PIEMONTE L.R. 2 novembre 1982, n. 32
    Come potrete notare diverse regioni non hanno una legislazione generale sulla tutela della fauna minore, altre invece si sono limitate a contemplare esclusivamente alcune specie; comunque non fatevi trarre in inganno, perchè ben potrebbero esserci delle normative speciali, ad esempio istitutive dei diversi parchi regionali o attuative della direttiva habitat (di cui si parlerà successivamente).

    LAZIO L.R. 5 aprile 1988, n. 18
    Tutela di alcune specie della fauna minore.


    Art. 3
    Per le specie elencate nel presente articolo è vietato:
    a) qualsiasi forma di cattura, di detenzione e di uccisione;
    b) il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo;
    c) il molestare la fauna selvatica minore, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione al raggiungimento delle finalità di cui al precedente articolo 1;
    d) la distruzione o la raccolta di uova dell'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote;
    e) la detenzione, il trasporto ed il commercio di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall'animale, nella misura in cui ciò contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.
    Le specie di anfibi e rettili protette sono le seguenti:
    Salamandra pezzata (Salamandra salamandra gigliolii);
    Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata);
    Tritone crestato (Triturus cristatus carnifex);
    Tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis);
    Tritone italiano (Triturus italicus);
    Geotritone italiano (Hydromantes italicus italicus);
    Ululone a ventre giallo (Bombina variegata pachypus);
    Rospo comune (Bufo bufo spinosus);
    Rospo smeraldino (Bufo viridis viridis);
    Raganella comune (Hyla arborea arborea);
    Rana agile (Rana dalmatina);
    Rana greca (Rana graeca);
    Tartaruga marina comune (Caretta caretta caretta);
    Tartaruga franca (Chelonia mydas mydas);
    Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea);
    Testuggine comune (Testudo hermanni robertmertensi);
    Testuggine d'acqua (Emys orbicularis);
    Tarantola mauritanica (Tarentola mauritanica mauritanica);
    Emidattilo verrucoso (Hemidactylus turcicus turcicus);
    Ramarro (Lacerta viridis viridis);
    Lucertola muraiola (Podarcis muralis brueggemanni e Podarcis muralis nigriventis);
    Orbettino (Anguis fragilis fragilis);
    Luscengola (Chalcides chalcides chalcides);
    Biacco maggiore (Coluber viridiflavus viridiflavus);
    Lucertola campestre (Podarcis sicula campestris, Podarcis sicula sicula, Podarcis sicula latastei, Podarcis sicula pasquinii e Podarcis sicula patrizii);
    Cervone (Elaphe quatuorlineata quotuorlineata);
    Saettone (Elaphe longissima longissima ed Elaphe longissima romana);
    Biscia dal collare (Natrix natrix helvetica);
    Biscia tassellata (Natrix tessellata tessellata);
    Coronella austriaca (Coronella austriaca austriaca);
    Coronella della Gironda (Coronella girondica);
    Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii ursinii).
    È vietata l'uccisione, la cattura, il trasporto ed il commercio dei gamberi d'acqua dolce (Austropotamobius pallipes italicus) e dei granchi di acqua dolce (Potamon fluviatile fluviatile) non provenienti da allevamento.
    La cattura di tutte le specie del genere Helix (chiocciola) è vietata da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima della levata del sole.
    La cattura delle specie di cui al precedente terzo comma è consentita per una quantità giornaliera di 1 chilogrammo per persona.
    Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei confronti degli appartenenti alle università, agli enti ed istituti di ricerca pubblici o privati, autorizzati con decreto del Presidente della Giunta

    Art. 5
    Gli anfibi, i rettili, i molluschi ed i crostacei vivi, confiscati a norma della presente legge, sono restituiti al loro ambiente naturale, purché appartenenti alla fauna autoctona.

    Art. 6
    Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di L. 70.000 e massima di L. 170.000 ed alla confisca degli animali.

    MOLISE L.R. 6 settembre 1996, n. 28
    Tutela di alcune specie di fauna minore.


    Art. 4 Divieti
    1. Per le specie di cui all'allegato «A» è vietato:
    a) qualsiasi forma di cattura, di detenzione e di uccisione;
    b) il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo;
    c) il molestare la fauna selvatica minore, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione al raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1;
    d) la distruzione o la raccolta di uova dall'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote;
    e) la detenzione, il trasporto ed il commercio di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall'animale, nella misura in cui ciò contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.

    Art. 5
    1. È vietata l'uccisione, la cattura, il trasporto ed il commercio dei gamberi d'acqua dolce (Astropotamobius pallipes italicus) e dei granchi di acqua dolce, non provenienti da allevamento.

    Art. 9 Restituzione all'ambiente degli animali vivi catturati
    1. Gli anfibi, i rettili, i molluschi ed i crostacei vivi catturati, confiscati a norma della presente legge, sono restituiti al loro ambiente naturale, purché appartenenti alla fauna locale.

    Art. 10 Ammende
    1. Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di lire settantamila (L. 70.000) e massima di lire duecentocinquantamila (L. 250.000).

    Allegato «A»
    - Salamandra pezzata (Salamandra salamandra gigliolii)
    - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata)
    - Tritone crestato (Triturus cristatus carnifex)
    - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis)
    - Tritone italiano (Triturus italicus) - presenza da confermare
    - Geotritone italiano (Hydromantes italicus italicus)
    - Ululone a ventre giallo (Bombina variegata pachypus)
    - Rospo comune (Bufo bufo spinosus)
    - Rospo smeraldino (Bufo viridis viridis)
    - Raganella comune (Hyla Italica)
    - Rana agile (Rana dalmatina)
    - Rana greca (Rana graeca)
    - Rana verde minore (Rana esculenta)
    - Rana dei fossi (Rana lessonae)
    - Tartaruga marina comune (Caretta caretta caretta) - potenziale presenza
    - Testuggine comune (Testudo hermanni robertmertensi)
    - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
    - Tarantola mauritanica o Geco (Tarentola mauritanica)
    - Emidattilo verrucoso (Hermidactylus turcicus turcicus) - potenziale presenza
    - Ramarro (Lacerta viridis)
    - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
    - Orbettino (Anguis fragilis fragilis)
    - Luscengola (Chalcides chalcides chalcides)
    - Biacco (Coluber viridiflavus viridiflavus)
    - Lucertola campestre (Podarcis sicula campestris)
    - Cervone (Elaphe quatuorlineata)
    - Saettone (Elaphe longissima)
    - Biscia dal collare (Natrix helvetica)
    - Biscia tassellata (Natrix tessellata)
    - Coronella austriaca (Coronella austriaca)
    - Colubro di Riccioli (Coronella girondica)
    - Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii ursinii) - potenziale presenza.

    LIGURIA L.R. 15 dicembre 1992, n. 36 Modifica ed integrazione alla legge regionale 22 gennaio 1992, n. 4 «Tutela della fauna minore».

    Art. 3
    Protezione della Formica rufa.

    1. È vietato danneggiare, disperdere o distruggere intenzionalmente nidi di formiche del gruppo Formica rufa o asportarne uova, larve, bozzoli, adulti.
    2. È altresì vietato detenere e commerciare nidi di suddette formiche.
    3. Al Corpo Forestale dello Stato è data facoltà di autorizzare la cessione e di nidi per attuare programmi di lotta biologica

    Art. 4
    Protezione delle chiocciole.

    1. Le chiocciole (lumache con guscio con particolare riferimento agli elicidi di interesse alimentare appartenenti alla specie Helix pomatia, Heliz aspersa) che vengono raccolte in natura si presumono destinate all'uso e consumo diretto e ne sono pertanto vietate la vendita e l'acquisto.
    2. È consentito il commercio esclusivamente di chiocciole provenienti da allevamenti; in questo caso i prodotti messi in commercio devono essere accompagnati da idonea certificazione rilasciata dal produttore dalla quale risulti la quantità e l'allevamento di provenienza.

    Art. 5
    Protezione di crostacei, anfibi e rettili.

    1. Sul territorio regionale è vietato danneggiare e uccidere intenzionalmente, nonché molestare, catturare, detenere e commerciare le seguenti specie:
    - Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes)
    - Granchio di fiume (Potamon fluviatile = P.edule)
    - Salamandra pezzata (Salamandra salamandra)
    - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata)
    - Tritone crestato (Triturus carnifex = T. Cristatus Auct.)
    - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris)
    - Tritone alpestre (Triturus alpestris)
    - Geotritone italiano (Spelaeomantes ambrosii = S. Italicus)
    - Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)
    - Rospo comune (Bufo bufo)
    - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
    - Pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus)
    - Raganella comune (Hyla arborea)
    - Raganella mediterranea (Hyla meridionalis)
    - Rana agile (Rana dalmatina)
    - Rana greca (Rana italica = R. Graeca Auct.)
    - Rana temporaria (Rana tempraria)
    - Rana verde minore (Rana esculenta)
    - Tartaruga marina comune (Caretta caretta)
    - Tartaruga franca (Chelonia nydas)
    - Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)
    - Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata)
    - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
    - Greco comune (Tarentola mauritanica)
    - Greco verrucoso (Hemidactylus turcicus)
    - Tarantolino (Phylodactylus europaeus)
    - Lucertola ocellata (Lacerta lepida)
    - Ramarro (Lacerta viridis)
    - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
    - Lucertola campestre (Podarcis sicula)
    - Orbettino (Anguis fragilis)
    - Luscengola (Chalcides chalcides)
    - Biacco (Coluber viridiflavus)
    - Saettone (Elaphe longissima)
    - Colubro bilineato (Elaphe scalaris)
    - Colubro lacertino (Malpolon mon spessulanus)
    - Biscia d'acqua (Natrix natrix)
    - Biscia viperina (Natrix maura)
    - Biscia tassellata (Natrix tassellata)
    - Colubro liscio (Coronella austriaca)
    - Colubro di Riccioli (Coronella girondica) e le altre specie di anfibi e rettili presenti allo stato libero nella Regione e, in particolare:
    - Rana verde maggiore (Rana ridibunda)
    - Testuggine comune (Testudo hermanni)
    - Testuggine greca (Testudo graeca)
    - Testuggine marginata (Testudo marginayta)
    2. Tale divieto concerne sia gli animali adulti sia le forme giovanili, gli stati larvali e le uova.
    3. Il divieto di raccolta, di commercializzazione e di detenzione vale per gli animali vivi o morti nonché per parti di essi.
    4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 1, è consentito il commercio di esemplari morti per uso alimentare esclusivamente di rane verdi provenienti da allevamento.
    5. I prodotti immessi sul mercato devono essere accompagnati da certificato redatto dal produttore e indicante le specie, l'allevamento di provenienza e il peso complessivo degli animali.
    6. L'uccisione della vipera (Vipera aspis) è consentita in caso di imminente pericolo e ne è consentita la cattura per la produzione di siero antiofidico

    Art. 7
    Divieto di introduzione, di reintroduzione e di ripopolamento.

    1. È vietato liberare sul territorio regionale specie di anfibi e rettili autoctoni o estranei alla fauna locale.
    2. Le Province possono autorizzare in deroga operazioni di reintroduzione da parte di enti o istituti di ricerca che abbiano elaborato studi e programmi appositi approvati dalla Commissione tecnico-scientifica regionale per l'ambiente naturale di cui all'art. 13.
    3. Tali reintroduzioni potranno riguardare esclusivamente specie un tempo sicuramente presenti nell'area interessata ed estinte per cause antropologiche.

    Art. 9
    Tutela dei principali siti di riproduzione, di attività trofica, svernamento ed estivazione
    .

    1. Ai fini della miglior tutela delle specie di cui all'articolo 5, la Regione ne protegge i principali siti di riproduzione, di attività trofica, svernamento ed estivazione.
    2. A tale scopo la Regione, avvalendosi anche della collaborazione delle Province, provvede alla formazione di un elenco ed alla individuazione cartografica dei principali siti di cui al comma 1. Tale elenco viene aggiornato ogni cinque anni.
    3. Per ciascun sito l'elenco dovrà contenere la descrizione, la localizzazione cartografica, l'indicazione delle principali componenti biologico ambientali, il grado di vulnerabilità delle singole aree, evidenziando, se necessari, particolari criteri gestionali da adottare per garantire la conservazione.
    4. L'elenco è approvato con deliberazione della Giunta regionale entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione tecnico scientifica di cui all'articolo 13. Con la medesima procedura vengono approvati i successivi aggiornamenti. I siti individuati vengono inseriti con specifica normativa e apposita simbologia nella cartografia del Piano territoriale di coordinamento paesistico (P.T.C.P.).
    5. Nei siti compresi nell'elenco non è consentito:
    a) alterare in alcun modo l'assetto idrogeologico e vegetazionale dell'area ed in particolare effettuare alcun tipo di discarica, movimento di terreno, sbancamento, escavazione, riempimento, arginatura, con la sola eccezione di quegli interventi che si rendessero eventualmente necessari per assicurare l'incolumità pubblica;
    b) raccogliere o danneggiare la flora e la fauna tipiche dei siti;
    c) modificare in modo rilevante i parametri fisico-chimici delle acque;
    d) esercitare la caccia e la pesca e le attività ad esse connesse (ripopolamenti, pasturazioni, ecc.);
    e) alterare il flusso idrico o captare le acque;
    f) bonificare i terreni;
    g) utilizzare diserbanti, insetticidi e fitofarmaci.
    6. Per gli interventi previsti in via eccezionale alla lettera a) del comma 5, le Province provvedono, ove occorra, alla messa in opera di manufatti che consentano sia la tutela dei siti sia l'incolumità delle persone.
    7. Qualora per la conservazione di siti di particolare interesse siano necessarie ulteriori misure di salvaguardia, oltre a quelle previste nei commi precedenti la Giunta regionale può provvedere a tutelare l'area secondo le indicazioni fornite dalla Commissione tecnico-scientifica regionale per l'ambiente naturale integrata a norma dell'articolo 13.
    8. Le Province provvedono, entro sei mesi dall'approvazione regionale dell'elenco di cui al presente articolo, alla tabellazione dei siti da tutelare con i relativi divieti.
    9. Le Province possono erogare indennità ai conduttori dei fondi vincolati in relazione alle prescrizioni impartite e provvedono a realizzare gli interventi gestionali che si rendono opportuni nelle aree inserite nell'elenco di cui ai commi precedenti al fine di preservarne le caratteristiche ambientali

    Art. 11 Sanzioni.
    1. Per le infrazioni alle norme stabilite dalla presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative:
    a) da lire 100.000 a lire 1.000.000 per la violazione dei divieti di cui all'articolo 3;
    b) da lire 10.000 a lire 100.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4;
    c) da lire 50.000 a lire 500.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 5;
    d) da lire 200.000 a lire 2.000.000 per le violazioni all'articolo 5 relative alle seguenti specie, che sono considerate particolarmente protette:
    - Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes)
    - Granchio di fiume (Potamon edule = P. fluviatile)
    - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata)
    - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris)
    - Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)
    - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
    - Pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus)
    - Tartaruga marina comune (Caretta caretta)
    - Tartaruga franca (Chelonia nydas)
    - Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)
    - Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata)
    - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
    - Tarantolino (Phyllodactylus europaeus)
    - Lucertola ocellata (Lacerta letida)
    - Colubro bilineato (Elaphe scalaris)
    - Colubro lacertino (Malpolon monspessulanus)
    - Testuggine greca (Testudo graeca)
    - Testuggine comune (Testudo hermanni)
    e) da lire 100.000 a lire 1.000.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 7;
    f) da lire 10.000 a lire 100.000 per ogni esemplare per la violazione degli obblighi di cui all'articolo 8;
    g) da lire 2.000.000 a lire 20.000.000 per le violazioni delle lettere a), c), e) f), del comma 5 dell'articolo 9, oltre all'obbligo della rimessa in ripristino dei luoghi;
    h) da lire 50.000 a lire 500.000 per le altre violazioni di cui al comma 5 dell'articolo 9.
    2. I proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie sono introitati dalle Province e sono destinati al finanziamento delle attività previste dalla presente legge.
    3. Oltre alle sanzioni pecuniarie previste dal presente articolo, i soggetti preposti alla vigilanza possono provvedere alla confisca dell'animale e, ove possibile, alla liberazione immediata sul sito di raccolta.

    CALABRIA L.R. 17 maggio 1996, n. 9
    Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio.


    Art. 15 Divieti.
    ...
    3. Per tutte le specie di Anfibi e di Rettili, comprese le tartarughe marine, è vietata:
    a) la cattura, l'uccisione e il ferimento, salvo che avvengano per caso fortuito o per forza maggiore;
    b) la distruzione, la raccolta e la detenzione di uova.
    Deroghe ai divieti di cui sopra possono essere consentiti dalla Regione ad allevamenti, per scopo alimentare, di esemplari appartenenti alla specie «Rana esculenta»; inoltre la Regione può consentire la raccolta e la detenzione, per scopi scientifici, didattici o di conservazione, formalmente documentati, ad università, enti di ricerca o musei di storia naturale.

    Art. 20 Sanzioni.
    ...
    3. Chiunque violi le disposizioni in materia di Rettili ed Anfibi, di cui all'articolo 15, comma 3, della presente legge, è soggetto ad una sanzione amministrativa da un minimo di lire 100.000 ad un massimo di 500.000 ed alla confisca degli animali.

    VALLE D'AOSTA L.R. 1 aprile 1987, n. 22
    Norme per la tutela dei rettili e anfibi.


    Art. 1
    1. È vietato alterare, disperdere e distruggere intenzionalmente, asportare o raccogliere uova di tutte le specie di rettili

    Art. 2
    1. È vietata la cattura, l'uccisione intenzionale o il commercio delle seguenti specie di rettili, compresi negli allegati 2 e 3 della convenzione di Berna del 19 settembre 1979:
    a) Allegato 2:
    - Ramarro (Lacerta viridis)
    - Colubro di Esculapio (Elaphe longissima)
    - Coronella (Coronella austriaca)
    - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
    b) Allegato 3:
    - Lucertola vivipara (Lacerta vivipara)
    - Orbettino (Anguis fragilis)
    - Biacco (Coluber viridiflavus)
    - Natrice dal collare (Natrix natrix)
    - Tutti gli altri rettili.

    Art. 3
    1. È vietata la cattura, l'uccisione intenzionale o il commercio delle seguenti specie di anfibi, compresi negli allegati 2 e 3 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979:
    a) Allegato 2:
    - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
    - Raganella (Hyla arborea)
    b) Allegato 3:
    - Tritone alpino (Triturus alpestris)
    - Salamandra (Salamandra salamandra)
    - Salamandra nera (Salamandra atra)
    - Rospo comune (Bufo bufo)
    - Tutti gli altri anfibi.

    Art. 5
    1. Nelle oasi di protezione e nelle altre zone protette è vietata la cattura o l'uccisione della Vipera aspide (Vipera aspis) e del Marasso (Vipera berus), compresi nell'allegato 3 della convenzione di Berna del 19 settembre 1979.

    Art. 8
    1. I contravventori alle norme di cui all'articolo 1 sono soggetti alla sanzione amministrativa da L. 60.000 a L. 120.000.
    2. I contravventori alle norme di cui agli articoli 2 - 3 - 5 sono soggetti alla sanzione amministrativa da L. 200.000 a L. 500.000 per ogni esemplare raccolto o ucciso appartenente all'allegato 2 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979 e alla sanzione amministrativa da L. 60.000 a L. 120.000 per ogni esemplare raccolto o ucciso se appartenente all'allegato 3 della Convenzione di cui sopra.

    ABRUZZO L.R. 7 settembre 1993, n. 50
    Primi interventi per la difesa della biodiversità nella Regione Abruzzo: tutela della fauna cosiddetta minore


    Art. 2 Elencazione della fauna oggetto di protezione.
    Sono oggetto di tutela le sottoelencate specie e raggruppamenti faunistici:
    Austropotamobius pallipes (Gambero di fiume)
    Potamon fluviatile (Granchio di fiume)
    Palaemonetes antennarius (Gamberetto di fiume)
    Salamandra salamandra (Salamandra pezzata appenninica)
    Salamandrina terdigitata (Salamandrina dagli occhiali)
    Triturus (intero genere) (Tritone)
    Speleomantes italicus (=Hydromantes italicus) (Geotritone italiano)
    Emys orbicularis (Testuggine europea d'acqua dolce)
    Testudo hermanni (Tartaruga di terra comune o Tartaruga di Hermann)
    Bombina variegata (Ululone dal ventre giallo)
    Hyla arborea (Raganella comune)
    Rana (intero genere) (Rana)
    Bufo viridis (Rospo smeraldino)
    Bufo bufo (Rospo comune)
    Lacerta viridis (Ramarro)
    Podarcis (Lucertola)
    Tarentola mauritanica (Geco comune)
    Hemidactylus turcicus (Gevo verrucoso)
    Anguis fragilis (Orbettino)
    Chalcides chalcides (Luscengola)
    Elaphe longissima (Saettone)
    Elaphe quatuorlineata (Cervone)
    Natrix natrix (Biscia dal collare)
    Coluber viridiflavus (Biacco maggiore)
    Natrix tassellata (Biscia tassellata)
    Coronella austriaca (Colubro liscio)
    Coronella girondica (Colubro di Riccidi)
    Vipera ursinii (Vipera dell'Orsini)
    Vipera aspis (Vipera comune)
    Helix (intero genere) (Chiocciola)
    Lampetra planeri (Lampreda di fiume)
    Gasterosteus aculeatus (Spinarello)
    Scardinius scardafa (Scardola)
    Hippocampus hippocampus (Cavalluccio marino)
    Syngnathus acus (Pesce ago)
    Sono tutelati, inoltre, tutti i Chirotteri (Pipistrelli) e l'intero popolamento della fauna delle grotte dell'Abruzzo.

    Art. 3 Divieti.
    Per tutte le specie elencate nel precedente art. 2 è vietata:
    a) ogni forma di cattura, di asportazione dall'habitat naturale, di maltrattamento, di detenzione in cattività e di uccisione;
    b) ogni attività o modificazione che possono provocare l'eccessivo disturbo, la distruzione o il deterioramento degli ambienti di vita, di riproduzione o di frequentazione;
    c) la raccolta e la detenzione di uova, anche non fecondate o vuote;
    d) l'attività di trasporto, la detenzione e il commercio di esemplari vivi o morti.

    Art. 9 Sanzioni.
    Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di lire 300.000 e massima di lire 5.000.000 ed alla confisca degli animali.

    SARDEGNA L.R. 29 luglio 1998, n. 23
    Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna


    Art. 5
    Specie tutelate.

    1. Fanno parte della fauna selvatica, oggetto di tutela della presente legge, i mammiferi, gli uccelli, i rettili e gli anfibi dei quali esistono popolazioni viventi, stabilmente o temporaneamente, in stato di naturale libertà nel territorio regionale e nelle acque territoriali ad esso prospicienti.
    2. La Regione, in armonia con le Direttive comunitarie e con le Convenzioni internazionali di cui all'art. 2, persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche.
    3. È vietato ogni atto diretto, o indiretto, che determini l'uccisione e la cattura o il disturbo di tutte le specie di fauna selvatica particolarmente protetta, anche sotto il profilo sanzionatorio, di cui all'allegato elenco, che fa parte integrante della presente legge.
    4. Durante il periodo di nidificazione dell'avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo alla medesima.
    5. Non è considerato disturbo l'addestramento dei cani nei tempi e luoghi consentiti dalla presente legge.
    6. Le norme della presente legge non si applicano ai Muridae (ratti e topi), alla Nutria (Myocastor coypus) e alle arvicole.

    Art. 64
    Divieto di detenzione di fauna selvatica viva
    1. Salvo che nelle oasi permanenti di protezione faunistica e cattura,
    nelle zone temporanee di ripopolamento e cattura, nonché nei centri
    gestiti dalle strutture periferiche dell'Assessorato della difesa
    dell'ambiente a ciò abilitate, è fatto divieto a chiunque di detenere
    fauna selvatica viva senza l'apposita autorizzazione rilasciata
    dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito
    l'Istituto regionale per la fauna selvatica.
    2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai
    giardini o istituti zoologici, alle stazioni zootecniche sperimentali,
    agli osservatori ornitologici e alle istituzioni similari

    art. 74Sanzioni
    A chi abbatte, cattura o detiene un esemplare di qualsiasi specie di fauna sempre protetta è comminata una sanzione amministrativa da L. 10.000.000 a L. 20.000.000 e viene altresì revocata l'autorizzazione regionale alla caccia.
    4. Per le violazioni delle altre disposizioni della presente legge si
    applicano le sanzioni amministrative previste dall'articolo 31 della
    Legge n. 157 del 1992.
    5. Per le residue violazioni della presente legge e non previste
    dall'articolo 31 della Legge n. 157 del 1992 è comminata una sanzione
    amministrativa da lire 100.000 a lire 1.000.000. Tali sanzioni sono
    raddoppiate in caso di recidiva.

    EMILIA ROMAGNA L. R. 31 luglio 2006, n. 15 DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DELLA FAUNA MINORE

    Art. 2 Oggetto della tutela
    1. Sono oggetto della tutela di cui alla presente legge tutte le specie di anfibi, rettili e chirotteri presenti sul territorio emiliano-romagnolo, oltre alle specie particolarmente protette ai sensi del comma 2, nonché i loro habitat trofici, di riproduzione e di svernamento.
    2. Ai sensi e per gli effetti di cui alla presente legge, sono considerate
    particolarmente protette:
    a) le specie di cui agli Allegati II) e IV) della Direttiva 92/43/CEE;
    b) le specie appartenenti all’Elenco Regionale delle specie rare e/o minacciate,
    di cui all’articolo 6 della presente legge;
    c) le specie appartenenti alla fauna minore ai sensi dell’articolo 1, comma 2, indicate come rare o minacciate da direttive comunitarie o norme nazionali.
    3. Per le specie ittiche sono fatte salve le disposizioni del regolamento regionale 16 agosto 1993, n. 29 (Attrezzi e modalità di uso consentiti per la pesca. Periodi di divieto di pesca delle specie ittiche nelle acque interne dell’Emilia-Romagna) in attuazione dell’articolo 31 della legge regionale 22 febbraio 1993, n. 11 (Tutela e sviluppo della fauna ittica e regolazione della pesca in Emilia-Romagna).
    4. E’ consentita la raccolta in natura delle chiocciole (Molluschi Elicidi di interesse alimentare) solo per uso e consumo diretto, con un limite massimo giornaliero e personale di 1000 grammi.
    5. Non è consentita la raccolta in natura di chiocciole e rane nei territori compresi all'interno del sistema delle aree protette ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 2005, n. 6 (Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della Rete natura 2000) salvo diverse disposizioni degli enti di gestione competenti.
    6. E’ vietata la vendita di chiocciole e rane raccolte in natura; è consentito
    esclusivamente il commercio di chiocciole e rane provenienti da allevamento, la cui vendita deve essere accompagnata da certificazione rilasciata dal produttore, nella quale risulti la quantità e l’allevamento di provenienza.

    Art. 3 Forme di tutela
    1. Per le specie indicate all’articolo 2 è fatto divieto di:
    a) cattura o uccisione intenzionale, nonché detenzione e commercio di
    esemplari vivi o morti o di loro parti;
    b) danneggiamento o distruzione intenzionale di uova, nidi, siti e habitat di
    riproduzione, aree di sosta, di svernamento ed estivazione;
    c) disturbo intenzionale, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l’attività trofica, lo svernamento, l’estivazione o la migrazione;
    d) rilascio in natura di organismi alloctoni in grado di predare o di esercitare competizione trofica, riproduttiva o di altro genere nei confronti della fauna minore autoctona, evitando comunque ogni forma di maltrattamento degli alloctoni, ai sensi dell’articolo 727 del Codice Penale

    Art. 7 Sanzioni
    1. Chi contravviene alle disposizioni di cui alla presente legge è passibile delle seguenti sanzioni amministrative:
    a) da 25 Euro a 250 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
    comma 1, lettera a); qualora le violazioni riguardino le specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 50 Euro a500 Euro per ogni esemplare, nonché la confisca degli animali e il loro rilascio in ambienti idonei; qualora le violazioni siano inerenti a fini commerciali, si applicano sanzioni di importo doppio;
    b) da 25 Euro a 250 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
    comma 1, lettera b); qualora le violazioni riguardino specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 500 a 5.000 Euro, nonché l’obbligo di rimessa in pristino dei luoghi;
    c) da 10 Euro a 60 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
    comma 1, lettera c); qualora le violazioni riguardino specie articolarmente
    protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica una sanzione da 20 Euro a 120 Euro;
    d) da 20 Euro a 120 Euro in caso di violazione del divieto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d); qualora le violazioni comportino effetti negativi nei
    Deliberazione legislativa n. 25/2006 7 confronti di specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 40 Euro a 240 Euro;
    e) da 25 Euro a 250 Euro in caso di immissione sul mercato di specie
    autorizzate all’allevamento ad uso commerciale senza certificato redatto
    dall’allevatore, ai sensi dell’articolo 4, comma 2;
    f) da 25 Euro a 120 Euro in caso di prelievo, detenzione, allevamento o
    uccisione per scopi di ricerca, ripopolamento, reintroduzione o per scopi
    amatoriali, in assenza dell’autorizzazione provinciale di cui all’articolo 4,
    comma 3;
    g) da 20 Euro a 120 Euro in caso di prelievo e allevamento per attività
    didattiche da parte di scuole, enti o associazioni riconosciuti, senza la
    preventiva comunicazione alla Provincia, o a seguito di diniego ai sensi
    dell’articolo 4, comma 4, nonché la confisca degli animali e la liberazione in luoghi idonei.
    2. I proventi, derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1, sono riscossi dalle Province ed enti di gestione delle Aree protette e sono destinate al finanziamento delle attività di cui alla presente legge.

    TOSCANA L.R. 6 aprile 2000, n. 56
    Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche - Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n. 7 - Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49


    art. 4 Tutela
    1. Sono fatte salve le norme di conservazione e di tutela specifiche
    dettate, in relazione alle singole specie e tipologie faunistiche e
    floreali protette, dalla normativa comunitaria e nazionale vigente.

    art. 5 Tutela della fauna
    1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 4, sono considerate
    protette ai sensi della presente legge tutte le specie animali
    individuate dall'allegato B, per le quali è vietato:
    a) la cattura e l'uccisione;
    b) il deterioramento e la distruzione dei siti di riproduzione o di
    riposo;
    c) la molestia, specie nel periodo della riproduzione e
    dell'ibernazione o del letargo;
    d) la raccolta e la distruzione delle uova e dei nidi;
    e) la detenzione ed il commercio degli animali, vivi o morti, anche
    imbalsamati, nonchè di loro parti o prodotti identificabili ottenuti
    dall'animale.
    ...
    3. Fermo restando il divieto relativo al commercio, sancito dalla
    lettera e) del comma 1, nonchè quelli posti da previgenti norme di
    legge, coloro che a qualsiasi titolo detengano animali vivi o morti,
    anche imbalsamati, di cui all'allegato B, nonchè loro parti o
    prodotti identificabili ottenuti dall'animale, sono obbligati a
    presentare denuncia alla Provincia competente per territorio, entro
    sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, o, qualora sia
    successivo, dall'inserimento nell'elenco di cui allo stesso allegato
    B.
    ...
    5. Con Allegato B1 sono individuate le specie per le quali sono
    definiti limiti e modalità di prelievo.
    6. Fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente, è vietato il
    rilascio in natura di specie estranee alla fauna locale.

    art. 17 Sanzioni amministrative
    1. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera a) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
    lire 500.000 (258,23 euro) a lire 3.000.000 (1549,37 euro) per ogni
    esemplare catturato o ucciso, fino ad un massimo di lire 10.000.000
    (5164,57 euro). Alla stessa sanzione è soggetta la violazione di cui
    alla lett. b), per ogni sito deteriorato o distrutto, e la violazione
    di cui alla lett. e), per ogni esemplare detenuto o commercializzato.
    2. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera c) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
    lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro).
    3. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera d) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
    lire 100.000 (51,65 euro) a lire 600.000 (309,87 euro) per ogni
    esemplare raccolto o distrutto, fino ad un massimo di lire 10.000.000
    (5164,57 euro).
    4. Chiunque non ottemperi all'obbligo posto ai sensi dell'art. 5,
    comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
    somma da lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro).
    5. Chiunque violi i limiti posti ai sensi dell'art. 5, comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
    lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro) per ogni
    esemplare prelevato eccedente i limiti consentiti, fino ad un massimo
    di lire 2.000.000 (1032,91 euro).
    6. Chiunque violi il divieto posto dall'art. 5, comma 6 è soggetto
    alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire
    500.000 (258,23 euro) a lire 3.000.000 (1549,37 euro). Alla stessa
    sanzione è soggetta la violazione di cui al comma 5 dell'articolo 6.

    ALLEGATO B
    SPECIE ANIMALI PROTETTE AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE

    INVERTEBRATI
    MOLLUSCHI
    Chondrina oligodonta
    Melanopsis dufouri
    Tacheocampylaea tacheoides

    INSETTI
    Lepidotteri
    Brithys crini [=pancratii]
    Charaxes jasius
    Coenonympha corinna
    Coenonympha dorus aquilonia
    Coenonympha elbana
    Erebia gorge erynis
    Euchloe bellezina tagis calvensis
    Euplagia [=Callimorpha] quadripunctaria
    Maculinea alcon rebeli

    Coleotteri
    Acanthocinus xanthonereus
    Agabus striolatus
    Agrilus ribesii
    Amorphocephala coronata
    Asida gestroi ssp. pl.
    Bagous sp.pl.
    Bidessus saucius
    Calchophora detrita
    Campalita [=Calosoma] algirica
    Carabus (Macrothorax) morbillosus
    Carabus chlathratus antonellii
    Ceratophyus rossii
    Donacia sp.pl.
    Duvalius sp. pl.
    Eupotosia mirifica [=koenigi balcanica]
    Gnorimus variabilis [=octopunctatus]
    Hoplia dubia
    Hoplia minuta
    Hydroglyphus signatellus
    Hypotyphlus bastianinii
    Lucanus cervus
    Lucanus tetraodon
    Metronectes aubei
    Nebria orsinii apuana
    Necydalis ulmi
    Odonteus armiger
    Oxypleurus nodieri
    Paracylindromorphus subuliformis
    Pogonocherus marcoi
    Polyphylla fullo
    Prionus coriarius
    Stomis roccai mancinii
    Timarcha apuana
    Trechus solarii
    Troglorynchus sp.pl.
    Typhloreicheia andreinii
    Typhloreicheia damone
    Typhloreicheia ilvensis
    Typhloreicheia maginii
    Typhloreicheia mingazzinii

    Ortotteri
    Dolichopoda sp.pl.

    Odonati
    Brachytron pratense [=hafniense]
    Calopteryx xanthostoma
    Coenagrion pulchellum
    Sympetrum flaveolum
    Trithemis annulata

    Ditteri
    Keroplatus tipuloides

    Crostacei
    Palaemonetes antennarius
    Potamon fluviatile

    VERTEBRATI
    CICLOSTOMI
    Lampetra fluviatilis (Lampreda di fiume)
    Lampetra planeri (Lampreda comune)
    Petromyzon marinus (Lampreda di mare)

    PESCI
    Aphanius fasciatus (Nono)
    Cottus gobio (S*****ne)
    Gasterosteus aculeatus (Spinarello)
    Liphophrys fluviatilis (Cagnetta)
    Padogobius nigricans (Ghiozzo di ruscello)

    ANFIBI
    Bombina pachypus (Ululone dal ventre giallo appenninico)
    Bufo bufo (Rospo comune)
    Hyla intermedia (Raganella comune)
    Rana temporaria (Rana temporaria)
    Salamandra salamandra (Salamandra pezzata)
    Salamandrina terdigitata (Salamandrina dagli occhiali)
    Speleomantes italicus (Geotritone italiano)
    Triturus alpestris apuanus (Tritone alpestre delle Apuane)
    Triturus vulgaris meridionalis (Tritone comune)

    RETTILI
    Anguis fragilis (Orbettino)
    Chalcides chalcides (Luscengola, fienarola)
    Coronella girondica (Colubro del Riccioli)
    Dermochelys coriacea (Tartaruga liuto)
    Hemidactylus turcicus (Geco verrucoso)
    Lacerta bilineata (Ramarro)
    Natrix natrix (Biscia dal collare)
    Tarentola mauritanica (Tarantola muraiola)

    MAMMIFERI
    Insettivori
    Crocidura leucodon (Crocidura ventre bianco)
    Crocidura suaveolens (Crocidura minore)
    Neomys anomalus (Toporagno d'acqua di Miller)
    Neomys fodiens (Toporagno d'acqua)
    Suncus etruscus (Mustiolo)
    Talpa caeca (Talpa cieca)

    Roditori
    Arvicola terrestris (Arvicola terrestre)
    Micromys minutus (Topolino delle Risaie)
    Microtus multiplex (Arvicola di Fatio)
    Microtus nivalis (Arvicola delle nevi)

    TRENTINO ALTO ADIGE

    L.P. N. 27 DEL 13-08-1973 REGIONE BOLZANO (Prov.)
    Norme per la protezione della fauna.


    art. 2
    Elenco delle specie protette
    Sono tutelate ai sensi della presente legge le specie sottoelencate:
    dei mammiferi:
    1) la talpa europea - talpa europea;
    2) il riccio - erinaceus europaeus;
    3) il moscardino - muscardinus avellenarius;
    4) il quercino - eliomys quercinus;
    dei rettili - serpenti:
    5) la biscia d' acqua - natrix natrix;
    6) la biscia tessellata - natrix tessellata;
    7) il biacco - coluber viridiflavus;
    8 )il colubro d' Esculapio - elaphe longissima;
    9) il colubro liscio - coronella austriaca;
    dei rettili - lacertidi:
    10) l' orbettino - anguis fragilis;
    11) le lucertole, specie - lacerta agilis;
    - lacerta viridis;
    - lacerta vivipara;
    - lacerta muralis;
    degli anfibi - anuri:
    12) la raganella - hyla arborea;
    13) il rospo - bufo bufo;
    14) il rospo smeraldino - bufo viridis;
    15) l' ululone dal ventre giallo - bombina variegata;
    16) le rane, specie - rana esculenta;
    - rana temporaria;
    degli anfibi - urodeli:
    17) la salamandra pezzata - salamandra salamandra;
    18 ) la salamandra nera - salamandra atra;
    19) il tritone alpestre - triturus alpestris;
    20) il tritone comune - triturus vulgaris;
    21) il tritone crestato - triturus cristatus;
    dei gasteropodi - polmonati:
    22) gli elicidi, specie - helicidae species;
    degli insetti:
    23) la formica rossa - formica rufa;
    24) la mantide religiosa - mantis religiosa;
    dei crostacei:
    25) il gambero - astacus astacus.
    Per le specie di cui al presente elenco sono vietati la cattura e l'abbattimento, la vendita, la custodia ed ogni trattamento, come pure è vietato danneggiare ed asportare le loro crisalidi, larve, uova, nidi, cove e dimore, inclusi i formicai di qualsiasi tipo.
    Sono escluse dal divieto di cui al comma precedente le specie di elicidi che provengono da colture.
    Tali specie, se poste in commercio, devono essere accompagnate da certificato di provenienza redatto dal produttore.
    La cattura e l' abbattimento delle talpe è ammessa solo da parte dei proprietari, affittuari e usufruttuari dei fondi destinati a coltura agricola ed a giardinaggio.

    art. 10
    Sanzioni amministrative per le trasgressioni alle norme per la protezione della fauna
    Sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:
    a) chiunque non ottempera alle disposizioni di cui al secondo comma del precedente art. 2, riguardanti il divieto di catturare, abbattere, vendere,
    custodire e trattare le specie elencate nell' articolo medesimo e di danneggiare ed asportare le loro crisalidi, larve, uova, nidi, cove e dimore inclusi i formicai di qualsiasi tipo, soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 10.000 a lire 100.000;
    ---
    Chiunque viola le disposizioni di cui agli artt. 2 e 3 della presente legge è soggetto alla confisca delle specie di animali.
    La violazione è presunta quando, a formale intimazione, sia opposto rifiuto all' apertura, per i necessari controlli, dei contenitori portatili o degli altri mezzi di trasporto. Se la violazione è compiuta da chi è soggetto all' altrui attività , direzione e vigilanza, incorre nella sanzione di cui ai precedenti commi la persona investita dell' autorità o incaricata della
    direzione o vigilanza.


    L.P. N. 16 DEL 25-07-1973 REGIONE TRENTO (Prov.)
    Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore.


    art. 2
    E' vietato alterare, disperdere, distruggere nidi
    di formiche, o asportarne uova, larve, adulti.

    art. 4
    Nel territorio provinciale è vietato offrire in
    vendita e commerciare nidi di formiche, nonchè uova,
    larve, adulti di tale specie.

    art. 5
    Nel territorio della provincia è vietata durante l' intero arco dell' anno la cattura di uova e girini di tutte le specie di Anfibi. Dal 1º marzo al 30 aprile è vietata la cattura di tutte le specie del genere Rana, L. (rana); dal 1º aprile al 30 giugno è vietata la cattura di tutte le specie del genere Helix, L. (lumaca con chiocciola). Nel restante periodo dell' anno la cattura
    di rane adulte e lumache è consentita per una quantità giornaliera non superiore ad un chilogrammo per persona e per genere, a meno che non sia interdetta dal proprietario del fondo.
    E' vietata la cattura di lumache e rane, durante la notte da un' ora dopo il tramonto a un' ora prima della levata del sole.

    art. 7
    Chiunque violi le disposizioni di cui agli articoli 2 e 4 o non ottemperi alle prescrizioni indicate nell' autorizzazione di cui all' articolo 3, terzo comma,
    è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 20.000 e massima di Lire 60.000 ed alla confisca amministrativa degli insetti.
    Chiunque violi le disposizioni di cui all' articolo 5, primo comma, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 10.000 e massima di Lire 60.000 ed alla confisca
    amministrativa di uova, girini, rane e lumache.
    Chiunque violi le disposizioni di cui all' articolo 5, secondo comma, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 20.000 e massima di Lire 120.000 ed alla confisca amministrativa di uova, girini, rane e lumache.
    Le violazioni alle norme di cui ai precedenti commi sono presunte quando, a formale intimazione, sia opposto rifiuto all' apertura, per i necessari controlli, dei contenitori portatili e degli altri mezzi di
    trasporto.
    In tal caso deve essere applicata la sanzione amministrativa pari al massimo delle rispettive somme previste.

    SICILIA L.R. 01 settembre 1997 n. 33
    Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio.
    Disposizioni per il settore agricolo e forestale.


    art. 2 Fauna selvatica

    1. Fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della
    presente legge le specie animali delle quali esistono popolazioni o
    esemplari viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale
    libertà nel territorio regionale.
    2. Le specie i cui esemplari costituiscono fauna selvatica sono
    distinte in:
    a) specie particolarmente protette;
    b) specie protette;
    c) specie che possono costituire oggetto di attività venatoria.
    3. Sono particolarmente protette, anche sotto il profilo
    sanzionatorio, le specie di fauna selvatica elencate nell'articolo 2,
    comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 . Sono altresì protette le specie elencate all'allegato IV, lettera A, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992.
    ...
    6. Le disposizioni contenute nel Capo I della presente legge non si
    applicano ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole ed alle talpe.

    Art. 3 Divieto di uccellagione ed altri divieti.
    1. Salvo quanto previsto dalle disposizioni della presente legge, sono vietati:
    a) ogni forma di uccellagione;
    b) la cattura e la detenzione di uccelli e di mammiferi selvatici nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati;
    c) la caccia, la cattura e la detenzione di tartarughe di mare, di testuggini sia di terra che di acqua dolce, di istrici;
    d) l'introduzione di specie alloctone.

    art. 32 Sanzioni
    ....
    8. Per tutti i divieti per i quali non siano previste sanzioni pecuniarie nella presente legge o nella legge 11 febbraio 1992, n. 157, si applica la sanzione amministrativa da lire 500.000 a lire 1.500.000.

    FRIULI-VENEZIA GIULIA L.R. 3 giugno 1981, n. 34
    Norme per la tutela della natura e modifiche alla legge regionale 27 dicembre 1979, n. 78.


    Art. 16
    Nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia è vietato distruggere o danneggiare i nidi di formiche del gruppo Formica rufa (formica rossa) nonché asportare commerciare e vendere uova, larve e adulti di detta specie.

    Art. 17
    1. La cattura delle specie del genere Rana (Rana), fatto salvo quanto disposto dal comma 2, è vietata.
    2. È consentita la cattura della specie Rana temporaria nei territori montani, così come individuati dalla legge regionale 20 dicembre 2002, n. 33 (Istituzione dei Comprensori montani del Friuli-Venezia Giulia), con esclusione di quelli ricadenti nelle province di Gorizia e di Trieste dal 1° luglio al 28 febbraio e della specie Rana esculenta nei restanti territori montani e nella pianura dal 1° giugno al 31 gennaio.
    3. Il quantitativo massimo giornaliero catturabile per persona è fissato in chilogrammi uno.
    4. Il comma 2 non trova applicazione nelle aree protette di cui agli articoli 3 e 4 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali) e successive modificazioni.
    5. Le specie Rana dalmatina, Rana latastei, Rana lessonae e Rana ridibunda sono specie protette e la loro cattura è vietata in tutto il territorio regionale durante tutto l'arco dell'anno (17).

    Art. 17-bis
    1. La cattura di tutte le specie del genere Helix L. (Lumaca con chiocciola) è vietata dal 1° giugno al 30 giugno e dal 1° settembre al 30 settembre.
    2. Al di fuori del periodo di cui al comma 1, la cattura di molluschi del genere Helix è consentita per una quantità giornaliera non superiore a chilogrammi due per persona (18).

    Art. 18
    È vietato catturare il gambero d'acqua dolce (Astacus).

    Art. 20
    Chiunque violi le disposizioni contenute nella presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire 20.000 e non superiore a lire 500.000.
    La violazione è presunta quando, a formale richiesta da parte del personale adibito alla sorveglianza, nell'ambito delle zone di raccolta, sia opposto rifiuto all'apertura dei contenitori portatili o dei mezzi di trasporto.
    La raccolta delle piante protette, dei funghi e della fauna minore in violazione delle disposizioni della presente legge comporta altresì la loro confisca in via amministrativa.

    VENETO L.R. 15 novembre 1974, n. 53.
    Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore e della flora



    Art. 3
    È vietato distruggere, disperdere, alterare nidi di formiche del tipo rufa o asportarne uova, larve, adulti.
    È, altresì, vietato nel territorio della Regione commerciare e vendere nidi di formiche del tipo rufa, nonché uova, larve, adulti di tali specie

    Art. 4
    La raccolta di nidi di formiche del tipo rufa, di uova, di larve, adulti per scopi scientifici o didattici può essere autorizzata dal competente Ispettorato ripartimentale delle foreste, fatto salvo il benestare del proprietario del fondo.
    La richiesta di autorizzazione va indirizzata all'Ispettorato ripartimentale delle foreste e deve specificare lo scopo della raccolta.
    L'autorizzazione ha carattere personale e deve indicare la durata e le modalità della raccolta

    Art. 5
    È vietata durante tutto l'anno nel territorio regionale la cattura di uova e girini di tutte le specie di Anfibi.
    La cattura di tutte le specie del genere Rana, L. (rana) è consentita dal 1° maggio al 1° marzo. La cattura di tutta la specie del genere Helix L. (lumaca con chiocciola) è consentita solo dal 1° luglio al 31 marzo.
    Nei suddetti periodi la cattura di rane adulte e lumache è consentita per una quantità giornaliera non superiore ad un chilogrammo per persona e per genere, a meno che non sia interdetta dal proprietario del fondo.
    È comunque vietata in tutto il periodo dell'anno la cattura di lumache e rane durante la notte da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima della levata del sole.

    Art. 17
    Per la inosservanza delle disposizioni della presente legge, ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, laddove il fatto costituisce reato, si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
    a) da L. 15.000 a L. 90.000 per la violazione ai divieti e vincoli di cui agli articoli 3 e 5;
    ...
    Nei casi di cui alle lettere a), ....del primo comma si applica inoltre la confisca amministrativa delle specie della fauna inferiore e della flora tutelate dalla presente legge.
    Se la violazione è compiuta da chi è soggetto all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona incaricata della direzione o vigilanza, o rivestita dell'autorità è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della pena pecuniaria.

    LOMBARDIA L.R. 27 luglio 1977, n. 33
    Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica.


    legge abrogata dalla Legge Regionale 31 marzo 2008 , n. 10 Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea



    Art. 3
    (Conservazione degli invertebrati)
    1. La Regione individua ai sensi dell'articolo 1, comma 3, lettera a) le comunità di invertebrati minacciate di estinzione o comunque a rischio di rarefazione e le tutela vietando l'alterazione e la distruzione dei loro habitat.
    2. La Regione tutela le specie di invertebrati comprese nell'elenco di cui al comma 1, indicate come rare o minacciate in base alla normativa comunitaria e nazionale o alle liste rosse IUCN, nonché tutte le specie endemiche lombarde. Per tali specie sono vietati la cattura e la detenzione a qualsiasi fine, l'uccisione volontaria, il danneggiamento dei nidi, la distruzione degli stadi larvali, l'alterazione dell'habitat; gli interventi agronomici, forestali e di gestione naturalistica sono di norma permessi se non costituiscono una seria minaccia per la conservazione delle loro popolazioni.
    3. Dal 1° marzo al 30 settembre di ogni anno è vietata la cattura di tutte le specie di molluschi dei generi Helix e Cantareus. Nel restante periodo dell'anno è consentita la cattura di chiocciole dei generi Helix e Cantareus per una quantità giornaliera non superiore a trenta individui complessivi per persona. L'attività di cattura è consentita dall'alba al tramonto e solo con l'uso delle mani libere.
    4. La raccolta e la detenzione di uova, stadi giovanili e adulti delle comunità e specie di cui al presente articolo sono consentite per soli scopi didattici e scientifici.

    *****
    CONVENZIONE DI BERNA
    relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, adottata a Berna il 19 settembre 1979 e ratificata in Italia con la legge n. 503 del 5 Agosto 1981

    le ragioni che hanno condotto all’emanazione della suddetta convenzione sono esplicitate nel preambolo, ove si afferma che, considerata la minaccia di estinzione che grava su numerose specie della flora e della fauna selvatiche, le quali costituiscono un patrimonio naturale da preservare e trasmettere alle generazioni future, occorre che i singoli governi nazionali adottino nei rispettivi programmi le opportune politiche atte ad assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitats naturali.
    Nello specifico è stato sancito che:
    Art. 6
    Ogni Parte contraente adotterà necessarie e opportune leggi e regolamenti onde provvedere alla particolare salvagu...
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      Sara' accettato unicamente il marcaggio a mezzo microchip anche per gli esemplari entro l'anno di eta', quindi:
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