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Eublepharis macularius

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  • Eublepharis macularius

    EUBLEPHARIS MACULARIUS (Blyth 1854)

    Foto e testi a cura di Ridetti Alessandro "billi" www.nextgecko.com



    Ordine: Squamata
    Super famiglia: Sauria
    Famiglia: Eublepharidae
    Sottofamiglia: Eubleparinae
    Genere: Eublepharis
    Specie: Eublepharis macularius





    DISTRIBUZIONE
    E' originario di India, Iran e Pakistan, il suo habitat varia da pianure aride con scarsa vegetazione a montagne rocciose fino ai 2500 Mt. Le temperature in questi areali variano dai 15°C ai 40°C ma in alcune zone montuose può scendere anche sotto lo zero. L'umidità varia dal 30% al 50%.
    DESCRIZIONE
    Il geco leopardino (Eublepharis macularius) appartiene alla famiglia Eublepharidae caratterizzata dalla presenza di palpebre mobili. I baby sono caratterizzati da una colorazione a bande gialle e nere mentre il corpo degli adulti è coperto di macchie scure (spot) da cui il nome "macularius" su un colore di fondo tendente giallo. Non è dotato di lamelle sub digitali per cui non è in grado di arrampicarsi su superfici lisce ma grazie alle sue unghie è un arrampicatore molto abile su superfici porose come rocce e legno. Raggiunge una dimensione massima di 24/25 cm per un peso che varia tra i 50 e i 70gr di media (nel morph Super Giant: 30 cm, 156 gr), le femmine sono leggermente più piccole. E' notturno ed è solito cacciare al crepuscolo. La sua coda è utilizzata come riserva di grasso ed è un buon metodo per valutare lo stato di salute del geco, se si sente in pericolo è in grado di staccarsela (autotomia); con il passare del tempo ricrescerà una coda differente dall'originale, liscia e piuttosto tozza. E' il geco più diffuso tra gli appassionati grazie anche alle molteplici variazioni cromatiche presenti sul mercato (morph). Come per la maggior parte dei rettili, non è possibile per nessun motivo tenere due maschi nello stesso terrario, mentre, al contrario, più femmine sono consentite. Le aspettative di vita in cattività di un esemplare correttamente allevato sono di 15-20 anni.
    Foto di un baby di circa 15 giorni
    morph: high yellow

    Foto di un adulto
    si può notare il cambiamento del pattern
    diventato a macchie (spot) da cui il nome macularius
    IL

    TERRARIO

    Le dimensioni minime consigliate sono di 40 x 50 x 40 cm per un singolo esemplare, 60 x 50 x 40 cm per una coppia e 80 x 50 x 40 per un trio (aumentando del 10/15% ogni ulteriore esemplare). Il materiale di costruzione del terrario non è determinante, il vetro sarà più semplice da disinfettare mentre il legno è un buon isolante termico. In alternativa si possono usare anche il fauna box di dimensioneadeguata per un singolo esmplare. E' importante che nel terrario siano presenti griglie o fori d'areazione per permettere un buon ricircolo d'aria che impedisca la formazione di muffe. L'arredamento indispensabile è composto da: ciotola acqua, ciotola cibo, tappino per calcio e vitamine, tana fredda umida, tana calda. Molto importante è la tana umida, per crearla sarà sufficiente un contenitore con un foro superiore per il passaggio del geco, all'interno bisogna inserire fibra di cocco e torba da tenere umida (non fradicia). Il sistema di riscaldamento più efficace è l'utilizzo di tappetini riscaldanti o cavetti riscaldanti. Il tappetino dovrà essere di circa 1/3 della dimensione del terrario e in grado di riscaldare il terrario (nel punto caldo)a 32°C, la temperatura ideale della parte fredda è dai 22 ai 24°C con un tasso di umidità del 50%. Il discorso cambia per gli esemplari baby, che necessitano sempre temperature non inferiori ai 25°C per almeno i primi sei mesi di vita. In terrario è importante ricreare il normale fotoperiodo, se si ha una finestra questa sarà sufficiente, altrimenti si consiglia una lampada a spot o a basso consumo collegata ad un timer. Essendo notturno il geco leopardino non ha necessità di lampade emittenti raggi UVB. Il substrato consigliato per i baby è la carta, è facile da sostituire, molto igienica e anche economica. Quando il geco avrà raggiunto una dimensione adeguata (35/40 gr) il substrato potrà essere sostituito, per i terrari semisterili si potrà utilizzare un tappetino di erba sintetica, per quelli biotopo il consiglio è quello di utilizzare molte rocce e una miscela con base di argilla, molto malleabile quando bagnata ma che una volta asciutta si indurirà evitando il rischio di ingestione. Altri substrati adatti sono: torba bionda, fibra di cocco, lastre in pietra o ghiaietto per acquari a grana grossa. Sconsigliati invece sabbia, segatura e tutolo di mais perché se ingeriti possono causare occlusioni intestinali pericolose per la salute del geco.
    Esempio di tana umida creata
    con un contenitore alimentare,
    forata e riempita con fibra di cocco


    ALIMENTAZIONE
    Il geco leopardino è insettivoro, la sua dieta si baserà su: grilli, blatte, tarme della farina, kaimani, saltuariamente camole del miele e pinkies, quest'ultimi sono molto indicati dopo la deposizione delle uova in quanto ricchi di calcio. Gli insetti da pasto andranno ben alimentati almeno 48 ore prima di essere offerti. La dieta sarà migliore quanto più sarà varia tuttavia, integrando adeguatamente, è possibile nutrire il geco esclusivamente con tarme della farina, quest'ultime sono preferite dai grossi allevatori per svariati motivi, sconsiglio di utilizzare questo metodo a chi non abbia una buona esperienza di allevamento.

    INTEGRAZIONE
    L'integrazione è molto importante nel geco leopardino, esistono vari metodi per l'integrazione, di seguito riporto quello che personalmente utilizzo con successo. Il prodotto che utilizzo è un prodotto completo di calcio, vitamine (compresa D3), minerali e aminoacidi. Lo somministro ai baby ad ogni pasto spolverando direttamente gli insetti (se si utilizzano tarme della farina è sufficiente versarne un pochino nella ciotola del cibo), mentre per gli adulti, utilizzo un tappino nel quale inserire il prodotto da lasciare a disposizione, il geco andrà a leccare il contenuto del tappino a bisogno.
    Altro metodo utilizzato
    Spolverare le prede 2 volte a settimana con calcio + D3 e una volta ogni 15 gg con vitamine.
    I vari metodi sono variabili soprattutto in base hai prodotti utilizzati.


    BRUMAZIONE
    La brumazione in cattività è un periodo variabile tra 1 e 2 mesi nel quale si tiene il geco a basse temperature (16-18°C), non è necessaria a scopo riproduttivo ma si ritiene che sia benefica. Andranno mandati in brumazione solo i gechi in ottima salute e di almeno un anno. Qualche giorno prima di iniziare ad abbassare le temperature si smetterà di alimentare il geco e assieme alle temperature andranno diminuite anche le ore di luce. Nell'arco di una settimana si dovrà raggiungere la temperatura indicata ed un massimo di 6/7 ore di luce giornaliera, alcuni allevatori durante questo periodo mantengono il geco completamente al buio. Molto importante sarà effettuare preventivamente le analisi delle feci, mandare in brumazione un geco con parassiti intestinali potrebbe avere conseguenze disastrose.

    RIPRODUZIONE
    I gechi leopardini raggiungono la maturità sessuale a circa 6 mesi di vita e 35gr un accoppiamento in queste condizioni potrebbe essere però letale per la femmina per cui si consiglia di non farli accoppiare prima dell'anno di età e di almeno 50/60gr di peso. La riproduzione di questo geco è molto semplice, finita la brumazione le femmine e riportati i valori normali di allevamento avranno l'ovulazione, da quel momento il maschio mostrerà interesse e avverrà l'accoppiamento. Dopo un tempo variabile dai 15 ai 30 giorni avverrà la deposizione; la femmina qualche giorno prima inizierà a fare qualche "prova di scavo" (per la deposizione si utilizza la stessa tana umida, per non creare stress inutile non è consigliato inserire nuovi siti di deposizione in un momento così delicato). Le uova andranno rimosse dal substrato, facendo attenzione a non ruotarle, e andranno inserite in una vaschetta con all'interno vermiculite con rapporto acqua:vermiculite di 2:1. La temperatura di incubazione varia da 26°a 32°C. La temperatura di incubazione determina il sesso del nascituro per cui: a 26°C si avranno femmine, a 32°C si avranno maschi.
    In questa foto è ben evidente un'ovulazione,
    la femmina è pronta per l'accoppiamento!


    DIMORFISMO SESSUALE
    Il dimorfismo è abbastanza evidente già dai 3 mesi di vita, il maschio presenta una serie di pori preanali a forma di V e due evidenti rigonfiamenti alla base della coda che contengono gli emipeni.



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