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ABC del serpente

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  • ABC del serpente

    L'abc del serpente

    Scheda a cura di Melody

    Premessa:

    Questo documento vuole essere una "linea guida" sui serpenti in generale, senza trattare nel dettaglio la stabulazione (temperature, umidità dimensioni di terrario ecc.), che è specifica per ogni differente specie.
    In ogni caso vale la regola ONE CAGE ONE SNAKE, ossia ogni serpente in una teca a sè.


    La muta e la pelle:
    Ogni ofide possiede di 3 strati di pelle, ognuno con una sua funzione precisa:
    • Epidermide: è lo strato di pelle superficiale, che vediamo sotto forma di squame. E` costituita, appunto, dalle squame, ed ha la funzione di proteggere il serpente dall'esterno e di permettere la locomozione.
    • Derma: in questo strato si trovano le terminazioni nervose, che consentono al serpente di avere percezione tattile; ci sono anche vasi sanguini e cromatofori, che sono i responsabili della pigmentazione del serpente.
    • Subderma o ipoderma: è situato al di sotto del derma ed appare come uno strato di tessuto adiposo (grasso) che rappresenta una riserva di energia (fondamentale durante il periodo di bruma o, nelle specie ovipare, per affrontare al meglio una gravidanza.)

    La muta è un fenomeno naturale legato al processo di rinnovamento ciclico dello strato epidermico che è esposto sia ad usura per sfregamento che al danneggiamento provocato da predatori o prede.
    In caso di ferite, abrasioni o comunque processi aatologici che coinvolgono tale apparato la frequenza delle mute è aumentata, proprio per velocizzare i processi riparativi che spesso hanno bisogno di più cicli di muta per essere completi


    La fase di muta è un periodo di grande stress per l'ofide. In tutte le specie è consigliabile, in questa fase, aumentare l'umidità all'interno del terrario.
    Nella pre-muta il colore dell' animale tende a divenire opaco ed a scurirsi. Dopo qualche giorno, si comincia a notare che gli occhi assumono aspetto lattiginoso, “blu”, in un processo che dura ancora diversi giorni (solitamente 3/4). Al termine di questa fase il colore dell’animale sembrerà essere tornato il solito, splendente, e dopo un paio di giorni vi sarà la muta vera e propria.
    Lo scurirsi dei colori, e gli occhi "blu", sono dovuti al liquido linfatico che si forma tra i due strati di pelle (il vecchio ed il nuovo). Nella fase in cui l’animale apparentemente torna ad essere di un colore normale, il liquido si è in realtà riassorbito e la vecchia pelle è pronta a staccarsi.


    Termoregolazione:
    E` necessario fare in modo che gli ofidi abbiano sempre a disposizione una zona calda e una più fresca nelle quali stabulare.
    Questo perchè parliamo di animali
    ectotermici o pecilotermici, non in grado, cioè, di produrre autonomamente il calore di cui necessitano (a differenza dei mammiferi, che sono in grado di trasformare l'energia data dal cibo in calore). Hanno bisogno, quindi, di una zona riscaldata adeguatamente per poter digerire e aumentare la temperatura corporea. Per questo motivo, gli ofidi necessitano di mangiare molto meno rispetto agli animali a sangue caldo e sono in grado di risparmiare molte energie.


    Dentatura:
    I denti dei serpenti non hanno funzione masticatoria. Possono servire, in base alle varie specie, per bloccare la preda e ingoiarla o, nel caso dei serpenti velenosi, come una vera e propria arma letale.

    Esistono 4 "tipologie" di dentatura, che caratterizzano altrettanti gruppi di ofidi:
    Aglifi: fanno parte di questo gruppo i serpenti appartenenti alle famiglie Boidae e Colubridae, e tutti gli altri serpenti non velenosi. La loro dentatura è costituita da denti che hanno tutti più o meno le stesse dimensioni.

    Proteroglifi: i membri di questo gruppo possiedono un paio di denti particolari, impiantati all'inizio della mascella superiore, più grossi e spessi rispetto alla restante dentatura. Nella regione temporale si trovano le ghiandole velenifere. In caso di morso, il veleno fluisce dalle ghiandole ai 2 denti cavi che lo "iniettano" direttamente nel tessuto della preda. Questo sistema è caratteristico dei serpenti appartenenti alla famiglia Elapidae.

    Opistoglifi:in questi serpenti i denti deputati alla distribuzione del veleno sono situati in fondo alla mascella ed hanno una caratteristica forma di “scala a chiocciola”. Per iniettare il veleno, quindi, necessitano di "masticare" la preda. Sono presenti in alcuni ofidi appartenenti alla famiglia Colubridae.

    Solenoglifi: i "denti del veleno" sono situati all' inizio della mascella e sono molto piu lunghi dei altri denti (possono raggiungere i 3-5 cm). Quando l'ofide è a bocca chiusa, questi ritraggono e vengono contenuti in una tasca di tessuto. Anche questi denti sono cavi e, tramite essi, gli ofidi di questo gruppo iniettano il veleno prodotto dalle ghiandole velenifere. Fanno parte di questo gruppo le famiglie Viperidae e Crotalinae.

    Alcuni serpenti hanno sviluppato particolari abilità tra qui quella sputare il veleno e quindi di colpire una preda ad una relativa distanza.

    I sensi di un Serpente:

    Olfatto: Negli ofidi, il naso viene usato esclusivamente per la respirazione e non per sentire gli odori; l'organo deputato a questo, invece, è la lingua biforcuta.
    Estraendo la lingua, riescono a "campionare" l'aria raccogliendo, con le due estremità, particelle sospese che riportano all'interno della bocca. Qui, sul palato ed in corrispondenza delle narici, si trova un caratteristico organo detto "di Jacobson", che rappresenta il centro sensoriale tramite il quale riescono a riconoscere gli odori e che consente al serpente di percepire gli elementi nell'area circostante.

    Vista: Alcuni serpenti sono in grado di vedere i colori mentre altri riescono a distinguere solamente il bianco ed il nero, in alcuni casi neppure molto nitidamente. La vista permette loro di individuare il partner per un eventuale accoppiamento, un rivale o ancora una preda. Essi riescono però perfettamente a distinguere il chiaro dallo scuro e il giorno della notte.

    Udito: I serpenti non "sentono", in quanto non possiedono un orecchio esterno. Sono dotati, però, di un organo interno dell'orecchio che consente loro di percepire onde sonore e vibrazioni le quali vengono associate a ciò che li circonda: è proprio per questo motivo che spesso tendono a poggiare la testa al suolo.
    Le vibrazioni sono trasmesse dalle mascelle all'orecchio interno.

    Calore:Alcuni serpenti dispongono di uno speciale organo termorecettore posto nelle fossette facciali nei crotali e in quelle labbiali nei boidi in grado di percepire le fonti di calore. In alcune specie, sono molto evidenti in altre meno. Questo senso extra permette all’animale di percepire e puntare la preda con certezza assoluta anche in totale assenza di luce.

    Gli organi interni principali di un serpente:

    Polmoni:
    La maggior parte dei serpenti ha un solo polmone funzionale e ben sviluppato (il destro) mentre il sinistro è un rudimento. A questa regola fanno eccezione i boidi che di polmoni funzionanti ne hanno due. Inoltre possiedono, alla fine della trachea, una sorta di "sacco" che ha la funzione di immagazzinare aria di riserva: questa viene utilizzata durante le immersioni o nella fase di ingollamento. (Prede molto grosse possono pressare la trachea e non consentir loro di respirare durante la prima fase di ingollamento.)

    Stomaco:
    Lo stomaco dei serpenti è dotato di ghiandole che producono succhi gastrici potenti, in grado di digerire le prede. Le uniche componenti non digeribili sono la cheratina (unghie, peli e piume) e la chitina, e vengono espulse con le feci.

    Cloaca e tratto digerente:
    Gli ofidi possiedono stomaco, intestino, reni e fegato, ma non sono dotati di vescica. I reni ed il tratto digestivo confluiscono, dunque, in un'unica via d’uscita detta cloaca. Gli escrementi, in genere, sono quindi costituiti da feci ed urati insieme.
    La cloaca è anche la via d'accesso alle ovaie femminili. In essa il maschio, durante l'accoppiamento, inserisce uno dei due emipeni situati nella parte terminale della coda.

    I serpenti a livello di riproduzione si dividono in tre categorie:
    Ovovivipari: le uova di questi serpenti vengono incubate e si schiudono all’interno dell’organismo della femmina senza di fatto ricevere nutrizione. In questo caso, dopo un periodo di tempo mediamente lungo, le femmine espellono cuccioli perfettamente formati e indipendenti.
    Ovipari: le uova di questi serpenti vengono espulse e incubate all’esterno del corpo materno. Dopo un periodo mediamente breve di gestazione le uova vengono deposte e si schiudono in tempi di durata variabile in base alla temperatura a cui vengono incubate.
    Vivipari: le uova di questi serpenti vengono incubate nel corpo materno ma a differenza delle specie ovovivipare queste ricevono nutrimento durante la fase di gestazione, sono vivipari alcuni viperidi.

    Metodi di locomozione:
    I metodi di locomozione con cui si spostano i serpenti sono quattro e dipendono dal tipo di habitat in cui essi vivono e dalla conformazione del corpo.
    Locomozione ondulatoria orizzontale: è utilizzata dalla maggior parte dei serpenti inclusi quelli acquatici. Il corpo si flette formando una serie di anse grazie alle quali, facendo presa tramite le squame ventrali riesce a dare la spinta in avanti che consente l’avanzamento.
    Locomozione rettilinea: il serpente è in grado di contrarre i muscoli del corpo, riducendo di fatto la sua lunghezza e facendo perno sul terreno con le squame ventrali protrae in avanti il corpo riducendo la presa a terra in modo lineare dalla testa alla coda.
    Locomozione a torsione laterale: tipica dei serpenti deserticoli questo tipo di locomozione avviene grazie ad un minimo atrito con il substrato sabbioso. Il corpo si torce in modo da produrre un avanzamento in linea obliqua.
    Locomozione a fisarmonica: tipica dei serpenti arboricoli, il corpo si piega in una serie di S e facendo leva sulla coda produce un movimento in avanti o verso l’alto.

    Terrario:
    La scelta, in base alle necessità di ogni singola specie, può spaziare tra teche in legno, vetro o rack system costituiti da vasche in plastica. In generale i baby serpenti vanno tenuti in fauna-box (contenitori di plastica con coperchio colorato, solitamente utilizzati per i pesciolini rossi) per qualche mese, per evitare fughe dai terrari troppo grandi. L’importante, comunque, è garantire all'ofide una buona areazione ed una stabulazione adatta all'areale a cui appartiene (umidità e temperature.)


    Substrati consigliati:
    Anche qui si ha una vasta scelta: torba, tutolo di mais, truciolo di faggio depolverato, reptibark, tappetini in erba sintetica, carta assorbente o semplici fogli di giornale. e' possibile scegliere ciò che preferite in base alle esigenze personali (praticità ed effetto visivo) e quelle del animale. Assolutamente da evitare tutti i substrati polverosi e lettiere per gatti.


    Arredamento:
    Come arredamento standard per qualsiasi specie, bisognerebbe fornire almeno 2 tane (una nella zona calda e l'altra nella fresca) ed una ciotola d’acqua che permetta all'ospite un'immersione completa. Si può abbellire il terrario con rami, tronchi, pietre (non appuntite), foglie e piante finte a piacimento. Bisogna ricordare, però, che ogni cosa che entra nella teca dell'ofide dovrà essere sterilizzata ed accuratamente pulita.
    Fonti luminose come lampade o neon sono assolutamente da schermare e rendere irragiungibili (per evitare ustioni). Lo stesso va fatto con cavetti e tappetini riscaldanti che vanno preferibilmente posti all'esterno del terrario, o coperti da un sottofondo.
    Le fonti di calore vanno termostatate.


    Igiene:
    Molto usate per disinfezione e pulizia sono l’amuchina o la stermina diluite. E' importante ricordare che tutti gli oggetti e il terrario stesso devono essere accuratamente risciacquati dopo il trattamento.


    La dieta:
    Una dieta adeguata alla maggioranza degli ofidi allevati in cattività è costituita da piccoli/medi mammiferi come topi (Mus musculus) e ratti (Rattus norvegicus); soventemente, sono utilizzati anche conigli, pulcini e gerbilli.
    Non è necessario integrare la dieta con prodotti vitaminici o calcio mentre solo poche specie necessitano di un'integrazione di pesce.

    Hanno inoltre partecipato alla scheda Lilou e Python.
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      Ordine: SQUAMATA
      Sottordine: SERPENTES
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      Sottofamiglia:
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