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Pantherophis guttatus (ex Elaphe guttata)

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  • Pantherophis guttatus (ex Elaphe guttata)

    Pantherophis guttatus (ex Elaphe guttata)

    Scheda a cura di Ilaria Auletta "Lilou"

    Morfologia
    Il Pantherophis guttatus è attualmente tra gli ofidi più diffusi nell’ambito terraristico italiano e non solo. Le dimensioni degli esemplari adulti oscillano tra i 4-5 cm di diametro ed i 75-150cm di lunghezza, per un peso che varia tra i 250 ed oltre i 500 grammi.
    Questo affascinante ofide è particolarmente noto per le caratteristiche comuni alla maggioranza degli esemplari, che lo rendono una tra le specie più adatte ai neofiti:

    • Le dimensioni contenute degli animali adulti
    • La facile gestione dei parametri di stabulazione
    • La difficile inappetenza
    • L’estrema docilità
    • L’ampia varietà delle colorazioni (morphs)
    • La facilità di riproduzione in cattività



    Provenienza
    Il Pantherophis guttatus è un colubride originario del sud degli Stati Uniti.

    Habitat: la vita in terrario
    Fino a circa 9/10 mesi di vita, è fortemente sconsigliato utilizzare terrari: date le ridotte dimensioni dei baby (dai 15 ai 25 cm alla nascita per neppure un centimetro di diametro) è molto facile che trovino vie di fuga in qualunque fessura, seppure all’apparenza piccolissima.
    Un esemplare baby va stabulato all’interno di un fauna box, delle dimensioni minime di 30x20x20 cm e che non abbia prese d’aria più grandi di 3-4 mm.
    Per un esemplare adulto, è consigliabile utilizzare un terrario di almeno 70x35x35cm, che abbia prese d’aria adeguate a non creare ristagno dell’aria, ma non troppo grandi da impedire il mantenimento di temperatura ed umidità: nella zona calda le prese d’aria dovranno essere posizionate in basso, in quella fredda in alto, in modo da creare un corretto ricircolo dell’aria.

    Substrato
    per evitare ingestione accidentale di pezzetti di substrato, e per l’estrema comodità, è consigliabile utilizzare semplice carta assorbente. In alternativa può essere utilizzato truciolo di faggio depolverato, o, esteticamente più carine ma molto più scomode, piccole cortecce in pezzi (come il repti-bark). Assolutamente NO a sabbia, pietruzze per acquari, lettiere per gatti: oltre ad essere un substrato inadatto, possono causare problemi respiratori al vostro animale (le polveri sottili di segatura, sabbia, lettiera per gatti) od essere accidentalmente ingerite durante i pasti. Meglio evitare le piante vive: sono un terreno fertile per la proliferazione di muffe ed acari.

    Arredamento
    all’interno del terrario e del fauna box, non dovranno mai mancare una ciotola d’acqua pulita (abbastanza grande perché il serpente possa eventualmente immergersi) ed una tana. Meglio due, che sistemerete una nella zona più calda, e l’altra in quella più fredda del terrario, in modo che l’animale possa scegliere come meglio termoregolarsi.
    Potete utilizzare altri oggetti per abbellire il terrario, come tronchi, massi, piante finte, oggetti in terracotta; IMPORTANTE è che non abbiano fessure o scanalature piccole, in cui il serpente possa incastrarsi.
    N.B: è consigliabile sterilizzare ogni oggetto che entra all’interno del terrario passandolo al microonde, o in forno, o con una vaporella.

    Temperature
    Essendo un animale a sangue freddo, originario di luoghi in cui il clima oscilla tra i 25/30°, il vostro animale avrà bisogno di termoregolarsi tramite una fonte di calore esterna al suo corpo, che si avvicini il più possibile a quella del suo habitat naturale.
    Il Pantherophis guttatus è un colubride notturno, ed è solitamente rintanato durante le ore del giorno: ciò implica che sia abituato a ricevere calore dal suolo, piuttosto che direttamente dalla luce solare. Per riprodurre al meglio le caratteristiche del suo habitat, non avete dunque bisogno di comprare lampade o spot, che sono anche piuttosto costose: basteranno un cavetto o un tappetino riscaldante; da 15/25w sono sufficienti a scaldare al meglio un terrario o un fauna box.
    Oltre al cavetto/tappetino, avrete bisogno di un termostato, meglio se con sonda, con il quale regolare la temperatura. E di un termometro, se il vostro termostato non lo possiede. Io consiglio sempre i fedelissimi termometri a mercurio, come quelli per ambienti.
    La fonte di calore dovrà essere sistemata ESTERNAMENTE al fauna box. Nel terrario, invece, sistemerete il cavetto o tappetino sul fondo, e mediante un doppio fondo in vetro, compensato o plexiglass starete attenti ad impedire che il serpente ne possa entrare in diretto contatto.
    Il terrario ed il fauna box dovranno raggiungere, per 1/3 della loro lunghezza, una temperatura che oscilli tra i 27 e i 28°. Per questo, sistemerete il tappetino (o una serpentina creata con il cavetto), solamente sotto un terzo del vostro terrario/fauna box. I restanti 2/3 del terrario dovranno gradualmente scendere fino a 25-26° nella zona più fresca.
    Non è necessaria un’escursione termica notturna, che dovrà comunque non scendere al di sotto dei 20° nella zona più fresca.

    Umidità
    All’interno del terrario/fauna box bisognerà avere un’umidità del 50/60%. Per far ciò, potrete sistemare la ciotola dell’acqua verso la parte più calda del terrario, in modo che tramite evaporazione ne innalzi il tasso. In periodo di muta del serpente, è consigliabile nebulizzare l’interno del terrario un paio di volte al giorno per alzare la percentuale di umidità.

    Alimentazione
    In natura, il Pantherophis guttatus si nutre principalmente di piccoli mammiferi (roditori), rettili, piccoli nidiacei ed uova.
    In cattività, è consigliabile fornire ai nostri ofidi una dieta costituita esclusivamente da roditori (topi e piccoli ratti): questi, infatti, sono in grado di coprire alla perfezione il loro fabbisogno alimentare. Le regole da seguire, per conoscere le dimensioni giuste del roditore da fornire, sono queste:

    • La preda non deve superare, in diametro, la larghezza del punto del corpo più largo del serpente.
    • La preda (o le prede) deve raggiungere il 20% circa del peso del serpente.
    • E` meglio fornire POCHE prede (meglio una, se rispetta i parametri di larghezza) della dimensione adatta, piuttosto che TANTE più piccole.

    Per gli esemplari adulti, basta seguire le regole di cui sopra ed alimentarli ogni 10 giorni circa; i subadulti vanno alimentati ogni 7/10 giorni circa.

    Gli esemplari baby, invece vanno nutriti con pinkies (cuccioli di 4-5 giorni) di Mus musculus decongelati ed intiepiditi su una fonte di calore, ogni 5/7 giorni. Solitamente basta porgere un pinkie al serpente con l’ausilio di una pinza, abbastanza vicino perché ne senta l’odore, perché esso lo afferri e lo costringa, prima di cominciare a mangiarlo.
    Per invogliarlo a prendere la preda, potete “simulare” il movimento del pinkie, muovendolo lentamente davanti al muso del serpente, o sfiorandogli appena la coda.
    Per i serpenti più “timidi”, spaventati dal movimento, potrete anche lasciare il pinkie sul pavimento del fauna box.

    Inappetenza
    Purtroppo può capitare di incorrere in un baby inappetente. In questo caso, esistono svariati modi per tentare di convincere il vostro animale a mangiare, ma TUTTI sono caratterizzati dalla stessa, semplice regola base: i baby non vanno stressati. Un animale inappetente, nel 99% dei casi non mangia perché, semplicemente, è stressato. Toccarlo, spostare la tana, aprire in continuazione il terrario, non sono elementi che aiutano nell’invogliare un piccolo ai pasti.
    Ergo, prima di adottare in sequenza ognuno di questi differenti metodi, comportatevi come se aveste dimenticato di avere un serpente, per almeno 5 giorni, e lasciatelo in pace. Poi, preferibilmente di sera, tentate così: (tra i diversi metodi, dovranno passare almeno altri 3 giorni in cui, nuovamente, non toccherete né disturberete il vostro serpente.)

    Metodo 1: assicuratevi che sia tutto piuttosto buio, e che il pinkie sia ben tiepido. Aprite il fauna box e semplicemente poggiate il pinkie ben caldo fuori dalla tana in cui il serpente è annidato, o per terra. Chiudete il fauna box e andate via. Ricontrollate dopo almeno mezz’ora, e lasciateli insieme tutta la notte.

    Metodo2: procuratevi una scatola piuttosto piccola, (ad es. quella della margarina, o i contenitori delle camole, ovviamente entrambe con relative prese d’aria) e metteteci dentro pinkie e serpente insieme. Lasciateli chiusi nella scatolina che poggerete all’interno del fauna, per tutta la notte.

    Metodi 3 e 4: riprovate i primi due metodi bucando la testa del pinkie con uno spillo, e lasciando fuoriuscire, strizzandolo, del materiale cerebrale (l’odore invoglia il serpente al pasto)

    Metodi 5 e 6: riprovate i primi due metodi procurandovi un pinkie vivo.

    Un baby può sopravvivere oltre un mese di vita senza mangiare, ed è bene provare con pazienza ognuno dei metodi sopra elencati, prima di ricorrere all’alimentazione forzata. Questa è una pratica molto traumatica per il serpente e difficile da effettuare, se erroneamente eseguita può causare danni all’animale ed abbisogna, dunque, di precisione e delicatezza; va quindi lasciata fare ad una persona competente. Se i piccoli sono particolarmente debilitati, è bene contattare un esperto e ricorrere a reidratazione ed alimentazione forzata anche prima di un mese di distanza dall’ultimo pasto.

    Patologie frequenti
    Ciò che più frequentemente è riscontrabile sui Panterophis guttatus, è la presenza di parassiti (interni o esterni). Una buona abitudine, è quella di far analizzare le feci di un nuovo ospite da un veterinario, perché faccia un accurato esame parassitologico; durante il periodo di quarantena, è consigliabile utilizzare come substrato semplice carta bianca assorbente, per poter facilmente rilevare la presenza di eventuali acari (bisogna controllare anche la ciotola dell’acqua.)
    Quando sono presenti acari, il fastidio spinge il serpente ad immergersi per lungo tempo nella ciotola dell’acqua. Se notate questo comportamento, controllate minuziosamente la pelle del vostro Pantherophis, soprattutto attorno alla bocca e sotto il mento; gli acari si presentano come piccoli puntini neri, che si muovono, visibili ad occhio nudo.
    E` consigliabile chiedere il dosaggio dell’adeguato antiparassitario al proprio veterinario.
    Inappetenza improvvisa, respiro rumoroso, strano atteggiamento della testa, bozzi lungo il corpo, non sono buoni segni e vanno riferiti quanto prima ad un veterinario competente.

    FAQ
    Il Pantherophis baby non mangia: consultate la sezione “alimentazione”

    Il Pantherophis effettua la muta a brandelli, o ne sono rimasti pezzetti addosso: innanzitutto, alzate il tasso di umidità all’interno del terrario spostando la ciotola sulla zona calda. Se sono rimasti pezzetti di muta attaccati al corpo, fate in questo modo:
    Preparate un fauna box con all’interno 4-5 cm di acqua calda (non bollente! Max 30°), e lasciate il serpente a bagno, sotto controllo, per qualche minuto (rapportato alle dimensioni del serpente.). Fatto ciò, provate a rimuovere delicatamente l’exuvia con le dita, seguendo il senso delle squame. Se l’operazione non riesce, lasciate a bagno il serpente finchè l’asportazione non risulta semplice. Per nessun motivo strappate la pelle che non viene via facilmente: potreste asportare erroneamente qualche squama.

    Due Panterophis possono essere tenuti insieme?: va assolutamente evitato. Seppur rari, sono stati documentati fenomeni di cannibalismo. Si incorrerebbe anche nel rischio di trasmissione reciproca di patologie di varia natura e parassiti; Inoltre, tenere gli esemplari separati aiuta a monitorarli singolarmente nella maniera corretta: muta, feci, etc..
    Inoltre, se si tratta di esemplari di sessi diversi, il rischio è che si accoppino precocemente: la femmina potrebbe non essere abbastanza grande da riuscire a deporre le uova, ed andare incontro a distocia (mancata espulsione delle uova che, se non risolta, porta alla morte dell’animale.)


    Importante: tutti i nuovi esemplari vanno sottoposti ad un periodo di quarantena; 40 giorni durante i quali il loro box/terrario sarà tenuto lontano da eventuali esemplari già posseduti, meglio se in un’altra stanza. Nel mentre, ci si accerterà che non abbiano patologie, acari, parassiti interni che possano trasmettere agli altri animali.


    Accoppiamento
    I Pantherophis guttatus sono tra gli animali che più facilmente si riproducono in cattività.
    Ciò nonostante, è necessario rispettare alcuni parametri prima di tentare un qualunque accoppiamento:
    Entrambi gli animali devono godere di ottima salute.
    I maschi diventano riproduttivi e sono in grado di accoppiarsi già ad un anno (sono stati registrati anche casi in cui i maschi si siano accoppiati a pochi mesi di vita), mentre per le femmine è necessario aspettare che siano raggiunti età e peso adatti ad affrontare la gestazione, e la conseguente deposizione.
    La femmina dovrà pesare come minimo 250-300 grammi, ed avere almeno due o tre anni di vita. Femmine troppo piccole potrebbero non riuscire ad espellere le uova, ed andare incontro a distocia, molto pericolosa per l’animale (addirittura mortale in alcuni casi).

    Molti allevatori ritengono sia utile un precedente periodo di brumazione che ricrei le stesse condizioni climatiche del luogo di origine del Pantherophis. Questo, sembra favorire la fertilità delle uova e stimolare gli animali all’accoppiamento.
    * Quando le temperature esterne cominciano ad abbassarsi (solitamente attorno alla metà di novembre), smetterete di alimentare i Pantherophis attendendo un periodo di almeno due settimane perché la digestione sia completa, e che gli animali abbiano defecato. Comincerete quindi ad abbassare gradualmente la temperatura all’interno del terrario, in modo che arrivi intorno ai 15° nel giro di una settimana/10 giorni.
    Nel successivo periodo di latenza, che durerà almeno tre mesi, le temperature dovranno essere stazionarie tra i 15 e i 18°; gli animali dovranno comunque avere sempre acqua pulita a disposizione.
    * A partire dalla metà di febbraio, ricomincerete gradualmente ad alzare le temperature fino a portarle alla solita stabulazione del terrario, e ad alimentare gli animali, partendo inizialmente con prede non troppo grosse.
    * Subito dopo la brumazione ed alcuni pasti, la femmina effettuerà una muta; è in questo particolare periodo che, sprigionando una gran quantità di “feromoni”, la femmina stimolerà il maschio all’accoppiamento.
    * A questo punto, bisognerà introdurre la femmina all’interno del terrario del maschio.
    Il maschio comincerà il corteggiamento, muovendosi a scatti vicino la femmina fino ad allinearsi al suo fianco. Quindi, inserirà uno dei due emipeni nella sua cloaca. E` opportuno, quando i serpenti si saranno staccati (solitamente dopo un intervallo che va dai 10 minuti all’ora), dividerli per tre giorni e reinserire nuovamente la femmina nel terrario del maschio per un paio di volte. In questo modo si potrà essere più sicuri dell’effettiva riuscita dell’ accoppiamento.



    * Ad accoppiamento avvenuto, la femmina continua a nutrirsi per circa 5 settimane, al termine delle quali comincerà a rifiutare il cibo.
    * Inizia quindi la fase di PLS, o Pre Laying Shed (Muta Pre-Deposizione): a muta avvenuta, entro un intervallo che va da 5 ai 15 giorni, la femmina deporrà. Bisognerà introdurre all’interno del terrario un contenitore con coperchio, all’interno del quale vi sarà un foro abbastanza grande da lasciar entrare il serpente. (Particolarmente adatti sono i contenitori per alimenti in plastica) Come fondo al contenitore di deposizione, potrete usare del semplice scottex, che provvederete a tenere umido (non bagnato) costantemente.





    * A deposizione avvenuta, prendete delicatamente le uova con le mani pulite, senza capovolgerle né staccarle, e ponetele così come si trovano all’interno del contenitore di incubazione.





    * Accertatevi che, tra le uova deposte, non vi siano delle uova infertili o slugs: appaiono gialle, eccessivamente ellittiche, viscide e mollicce rispetto a quelle fertili, che sono invece piuttosto bianche e non viscide in superficie. Un metodo efficace per provare la fertilità di un uovo, è la speratura: essa consiste nell’illuminare l’interno dell’uovo accostando al guscio una pila a led: all’interno, se è fertile, riuscirete a vedere una piccola rete di capillari, mediante i quali il futuro cucciolo espleta le sue funzioni vitali all’interno dell’uovo.
    Se vi sono slugs tra le uova deposte, rimuovetele dal grappolo staccandole con attenzione.





    Preparazione all'incubatrice
    Il contenitore nel quale incuberete le uova, dopo averle tolte dal contenitore di deposizione, dovrà essere mantenuto ad una temperatura costante di 27-28,5°, ad un’umidità del 90%.
    Come substrato per le uova userete circa 2 cm di vermiculite, o fondo vivo per acquari; per almeno un centimetro, sul fondo del contenitore, dovrà sempre essere presente uno strato d’acqua. Una cosa a cui stare particolarmente attenti, è la condensa che si formerà sul coperchio del contenitore: non dovrà essere troppa da gocciolare e bagnare le uova, perciò regolate le prese d’aria in modo che non lo sia.



    L’incubatrice può essere costruita in casa in un vecchio terrario, o in un grande contenitore con coperchio come uno scatolo di polistirolo: sul fondo sistemerete un tappetino o cavo riscaldante, collegato ad un termostato la cui sonda sarà inserita direttamente all’interno del contenitore delle uova.





    *Dopo 55/65 giorni, comincerà la schiusa. I piccoli impiegano anche fino a 24 ore per uscire dall’uovo che hanno forato, utilizzando il piccolo “dente dell’uovo” che possiedono sul muso. Lasciate che escano da soli.



    Il mio consiglio, è quello di separare i piccoli in contenitori diversi, fin dalla nascita: secondo la mia esperienza, la loro convivenza è spesso causa di stress, ed aumenta la percentuale di cuccioli inappetenti.



    Il testo e le immagini sono proprietà di Ilaria Auletta
    www.reptilery.it

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    • Morelia viridis
      bonzai
      Morelia viridis
      Scheda a cura di Angelo Cabodi e Silvia Tangredi.
      www.squamata.it

      Morelia viridis (SCHLEGEL, 1872)
      Green tree python



      Ordine: Squamata
      Sottordine: Ophidia
      Superfamiglia: Henophidia (Booidea)
      Famiglia: Boidae
      Sottofamiglia: Pythoninae
      Genere: Morelia
      Specie: viridis

      Sottospecie
      Morelia viridis viridis (SCHLEGEL 1872)
      Morelia viridis shireenae (HOSER 2003)

      Distribuzione
      ...
      25-03-2016, 07:30
    • ABC del serpente
      bonzai
      L'abc del serpente

      Scheda a cura di Melody

      Premessa:

      Questo documento vuole essere una "linea guida" sui serpenti in generale, senza trattare nel dettaglio la stabulazione (temperature, umidità dimensioni di terrario ecc.), che è specifica per ogni differente specie.
      In ogni caso vale la regola ONE CAGE ONE SNAKE, ossia ogni serpente in una teca a sè.


      La muta e la pelle:
      Ogni ofide possiede di 3 strati di pelle, ognuno con
      ...
      25-03-2016, 07:29
    • Sanzinia madagascariensis
      bonzai
      Sanzinia madagascariensis

      Stefano "GetCoiled" Alcini

      SANZINIA MADAGASCARIENSIS (Dumèril & Bibron, 1844)

      Ordine: SQUAMATA
      Sottordine: SERPENTES
      Famiglia: BOIDAE
      Sottofamiglia: BOINAE
      Genere: BOA


      NOTE TASSONOMICHE
      Il boa arboricolo del Madagascar, altresì noto come Sanzinia – forse il nome più diffuso tra gli allevatori ed appassionati del genere – è stato protagonista negli ultimi anni di un’accesa diatriba
      ...
      25-03-2016, 07:29
    • Apodora papuana
      bonzai
      Apodora papuana
      Stefano "GetCoiled" Alcini

      APODORA PAPUANA (Peters & Doria, 1878 )

      Ordine: SQUAMATA
      Sottordine: SERPENTES
      Famiglia: PYTHONIDAE
      Sottofamiglia:
      Genere: APODORA


      NOMI COMUNI E NOTE TASSONOMICHE

      ENG: Papuan python. New-Guinea olive python. Papuan olive python.


      Considerato fino a qualche anno fa come un’ulteriore sottospecie dell’australiano Liasis olivaceus (L.o.papuanus),
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      25-03-2016, 07:28
    • Broghammerus timoriensis
      bonzai
      Broghammerus timoriensis
      Scheda a cura di Stefano "GetCoiled" Alcini

      BROGHAMMERUS TIMORIENSIS (Peters, 1876)

      Ordine: SQUAMATA
      Sottordine: SERPENTES
      Famiglia: PYTHONIDAE
      Genere: BROGHAMMERUS



      NOMI COMUNI E NOTE TASSONOMICHE

      ENG: Timor python – il primo nome comune (FitzSimons, 1930) non è altro che la traduzione letterale del latino timoriensis, tuttavia scorretto “a priori” in quanto la specie non è endemica
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      25-03-2016, 07:28
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