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Lombrichi

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    L'allevamento dei lombrichi ai fini dell'alimentazione

    Il lombrico (Eisena foetida, verme del letame, o Lumbricus rubellus, conosciuto come il “Californiano” dai pescatori) o ancora il “selvatico” (L. terrestris) è un alimento ideale per anfibi, pesci, tartarughe carnivore ed anfibi.
    Di solito il terrestris è il più appetito dagli anfibi, per quanto riguarda invece le tartarughe acquatiche, che notoriamente non vanno troppo per il sottile, sono ottimi anche il rubellus o la foetida. Non va somministrato, se non in frequenza assolutamente saltuaria, alle tartarughe di terra o a quelle vegetariane in genere.
    Per la sistematica è un Oligocheta Anellide. Contiene molto ferro, calcio, vitamine e proteine (molta emoglobina) anche se è leggermente grasso. Ermafrodita, produce una specie di “uovo”, la capsula, che contiene a sua volta ulteriori involucri da cui escono diversi vermetti neonati di colore bianco, poi rosato. Si dice che un singolo verme, coniugatosi, può “generare” 1000-1500 vermetti l’anno.
    Possono riprodursi anche per segmentazione: vale a dire, tagliando a metà un lombrico, se ne possono “generare” due, almeno in condizioni ottimali. (l’ho sperimentato personalmente, funziona bene con i rubellus.)Un po’ come avviene nelle stelle marine (soprattutto del genere Acanthaster). Se viene amputata una “zampa” daremo origine ad una seconda stella marina.
    E’ sufficiente una scatola di polistirolo da 40x50 in su. Si può reperire nel retro dei supermercati, gelatai, negozi di alimentari, negozi di pesca, pescherie o surgelati.Per il substrato si può usare del comune terriccio da giardino, con l’aggiunta di un 20-30% di torba di sfagno, che aiuta a limitare muffe e batteri.
    E’ importantissimo sciacquare bene il terriccio (e la torba) in un secchio, onde diluire concimi chimici ed eventuali antielmintici. Per stare al sicuro è meglio utilizzare del terriccio proveniente da “agricoltura biologica” che, almeno sulla carta, non contiene additivi chimici.Strizzata bene la terra, in modo tale che non sia allagata, si può piazzare nella scatola di polistirolo, preventivamente trattata con varechina o candeggina, per prevenire muffe, e sapone antibatterico.
    Al termine risciacquarla bene con acqua corrente.
    I più scrupolosi “cuociono” anche la terra in forno a 250 gradi. Personalmente ho notato che, evitando di prendere la terra in “natura” (sconsigliabile), non è un’operazione strettamente necessaria. Io non l’ho mai fatto.
    A questo punto recatevi dal più vicino negozio di pesca ed acquistate 3 o 4 scatoline di vermi, che faranno da starter per la coltura.
    Al 99% si tratta di Lumbricus rubellus (si riconoscono di solito per il colore rosso vivido).
    Per quanto riguarda invece l’allevamento del Lumbricus terrestris, i problemi sono molti. L’unico modo, a quanto ho potuto sperimentare, è procurarsi una specie di setaccio, interrarlo per metà nel terreno del giardino (per chi ne ha uno) ed “allevarlo” lì. Questo vi eviterà di dover vangare costantemente il giardino alla ricerca di questo (appetitissimo) lombrico, averlo sempre a disposizione nella quantità desiderata e poterlo alimentare con comodo.
    Anche gli Urodeli più schizzinosi lo abboccano con voracità.
    Differisce sostanzialmente a seconda della stagione. In estate è bene non tenere sopra il coperchio per evitare pericolosi innalzamenti di temperatura, cosa che invece è meglio fare d’inverno, per tenere la temperatura costante. Il coperchio dovrà essere almeno in parte bucherellato, per ottenere un minimo di ossigenazione. Attenzione a non fare buchi grossi, altrimenti avrete una fuga in massa di lombrichi.
    La temperatura media di casa va bene, da tener anche presente che tollerano meglio il freddo che non il caldo ed ovviamente non amano la luce; sono infatti molto più attivi di notte.
    Temperature sopra i 30 o sotto i 5-6 gradi andrebbero comunque evitate, l’ideale è intorno ai 20 gradi.
    L’allevamento di lombrichi è abbastanza facile, basta attenersi ad alcune regole fondamentali: non far mancare, né eccedere con l’acqua.
    Per capirlo, è sufficiente mescolare un po’ la terra della coltura con le mani. I lombrichi devono trovarsi, grosso modo, a tutti i livelli, con lieve prevalenza verso il fondo.
    Se invece sono quasi tutti verso il fondo significa che c’è poca acqua (o la temperatura è inadatta), se li trovate in superficie vuol dire che li state allagando e quindi escono per respirare.
    Con un po’ di esperienza si riesce a capire, in base alla quantità di terra e di vermi, qual è la giusta idratazione
    Personalmente, usando sempre lo stesso tipo di scatola, mi regolo soppesandola con le braccia.
    L’irrorazione, ovviamente, dovrà essere più elevata nei mesi caldi che in quelli freddi, così come l’alimentazione.
    La coltura non deve mai “puzzare” di marcio o di escrementi, ma deve avere un gradevole odore di terra.
    La sua durata dipende da tantissimi fattori; quando però la terrà appare eccessivamente sciolta e un po’ maleodorante, è bene raccogliere i lombrichi e costituire una nuova coltura. Questo però non deve avvenire se non dopo diversi mesi.
    I lombrichi mangiano un po’ di tutto, anche se sono soprattutto vegetariani.
    Gli alimenti che uso principalmente per la loro dieta sono: bucce di mela, di pera, di pesca, di banana, pezzi di albicocca, qualche crocchetta (bagnata) per cani, spesso spruzzata di vitamine o calcio, per migliorare la qualità dell’allevamento.
    Si possono anche mettere delle foglie di latifoglie, più o meno secche. Da evitare assolutamente oleandro, ficus, edera, magnolia, etc. Almeno io non le uso.
    E’ bene ADAGIARE gli alimenti sulla superficie del terreno o interrarli leggermente.
    Spesso uso, anziché acqua semplice, latte scremato diluito al 33% con acqua, in quantità veramente modiche (gocce!). Altri so che usano invece latte condensato.
    L’errore più comune è quello di eccedere nelle quantità. Se si nota che si formano muffe intorno alla buccia o al croccantino vuol dire che si è esagerato ed è bene rimuovere al più presto l’alimento dato in eccesso.
    Se invece la quantità è quella giusta, vedremo sparire l’alimento in un paio di giorni e apparire la formazione di un “nugolo” di lombrichi intenti a divorare la pappa.
    Alcuni somministrano anche biscotti bagnati, che sembrano molto graditi. Personalmente l’ho fatto solo di rado e non ne trovo un valore aggiunto.
    In conclusione, se avremo fatto tutte le cose per benino, nell’arco di tre-quattro settimane compariranno dei vermetti bianchi (i “cuccioli”) che nel breve volgere di pochi giorni diventeranno di colore rosato per poi divenire rossi come i “genitori”. A quel punto possono essere somministrati.
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    • Lombrichi
      bonzai
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      Di solito il terrestris è il più appetito dagli anfibi, per quanto riguarda invece le tartarughe acquatiche, che notoriamente non vanno troppo per il sottile, sono ottimi anche il rubellus o la foetida....
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