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| Camaleonti Sezione dedicata ai Camaleonti Moderatori: Morgana, Serenin, monocromo, franklin |
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Ciao a tutti, nel pomeriggio di ieri, ho avuto modo di visitare la Fiera, “Esotika”, a Perugia. Per chi non avesse avuto modo di andare e ha una qualche curiosità, provo a postare delle foto di alcuni esemplari di Cama presenti. Le foto riguardano n° 2 Pardalis maschi (di cattura) e n° 1 rampholeon (..in realtà ce ne era uno uguale in un'altra scatolina, ma non sono riuscito a fotografarlo). Oltre a questi 3-4 esemplari, ho potuto contare anche 2 baby nosy be di 1 settimana, ma dei quali non mi sono sentito di scattare foto (apparivano già sufficientemente tormentati) e una ventina di Calippini sparsi qua e la nei vari stand, null'altro. Chiedendo ai vari espositori invece, ho saputo che nella giornata di Sabato sono stati venduti e quindi stati anche presenti, 2 nosy be di circa 3 mesi. Ci sono altre testimonianze a riguardo?
__________________ \"..proprio la possibilità di realizzare sogni, rende la vita interessante..\" ..Furcifer Pardalis Nosy Be 0.1.0 -> Nocciolina |
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| | #2 (permalink) |
| Data Registrazione: Aug 2005 Località: Roma
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non hai visto la coppia gigantesca di c.melleri? non l' hai9 vista vero? e sai perche'? perche' me li sono presi io.....da paura!!!!!!
__________________ ciao Paolo |
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| Data Registrazione: Mar 2004 Località: Dorio -Lecco-
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| | #5 (permalink) |
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portobello ne sei delttto sicuro???lo spero per te li hai presi da mcserpenti vero?che altri cama montani c'era?
__________________ "Meglio stare zitti e fare la figura dell'idiota,che aprir bocca e togliere ogni dubbio.." |
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| | #6 (permalink) |
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altra cosa,se te la cavi con l'inglese leggiti melleri discovery,ci sono tante cosine,altra cosa,li terrai divisi o insieme?
__________________ "Meglio stare zitti e fare la figura dell'idiota,che aprir bocca e togliere ogni dubbio.." |
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| | #8 (permalink) | ||
| Data Registrazione: Mar 2004 Località: Dorio -Lecco-
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| | #9 (permalink) |
| Data Registrazione: Mar 2004 Località: Dorio -Lecco-
Messaggi: 11.719
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ti copio di seguito delle e-mail di Giandomentico del 2001 spero possano esserti utili. ESPERIENZE CON CHAMAELEO (TRIOCEROS) MELLERI I parte: provenienza e habitat. Il gigante africano Trioceros melleri (fino a 60 cm) proviene da Tanzania, Zambia e Mozambico, anche se quasi tutti i melleri che si trovano in cattività provengono dalla Tanzania. Riguardo l'habitat naturale dei melleri si è detto di tutto alcuni dicono che provengono da un ambiente di savana, altri sostengono invece che vivano sui monti ad altitudini variabili tra i 600 e i 1000 mt.. Personalmente sostengo la seconda ipotesi ,come spiegherò più avanti. In realtà, parlando con gli esportatori si è capito che quegli esemplari che si dice provengano dalla savana, vengano invece da aree coltivate che si trovano ad altitudini tra i 500 e i 600 mt, mentre la maggior parte delle popolazioni di melleri vivrebbe nella foresta trai 600 e i 1000 metri come sopra citato. Considerato che questi sono i siti di raccolta dei melleri destinati al mercato terrariofilo (attualmente le quote di esportazione sono di 4000 esemplari l'anno) si sono osservate le seguenti: - I melleri provenienti dalle aree coltivate sono gli animali più facili da catturare ,perché più alla portata, ma sono anche i peggiori animali da terrario. Primo perché vengono da un ambiente modificato a cui si sono dovuti adattare ma non è certo il loro habitat ideale, quindi questi camaleonti sono generalmente poco idratati e sottoalimentati. Inoltre i pesticidi usati nelle aree coltivate contaminano le prede dei camaleonti che finiscono per essere avvelenati. Generalmente i melleri catturati in questi siti hanno una vita molto breve. - Invece i melleri delle foreste montane sono i candidati migliori per l'allevamento, poiché vengono da un ambiente ottimale in fatto di temperatura e umidità, hanno pochi parassiti e si sono alimentati in modo idoneo. Per l'appassionato non è facile capire che tipo di esemplare ci viene offerto, bisogna fidarsi del venditore. Tuttavia c'è un solo esportatore che ha una buona capacità selettiva, da informazioni sull'habitat e fornisce i melleri migliori, anche se il prezzo che chiede è più alto rispetto ad altri. Quindi una buona indicazione è il prezzo (oltre ovviamente allo stato generale di salute dell'animale). Diffidate delle super offerte! Tornando all'habitat del melleri, si riporta si tratti di un ambiente di foresta dalla vegetazione lussureggiante, caratterizzato da un umidità elevatissima, tanto da formare una densa foschia durante le prime ore del mattino. Le temperature vanno dai 26°C di giorno ai 15°-17°C di notte. I melleri sono soliti vivere nella parte alta degli alberi, fino a 12 mt. di altezza e sono visti raramente al livello del suolo. I giovani vivono invece tra i due e i quattro metri da terra, in mezzo ad arbusti. Luca Giandomenico ESPERIENZE CON CHAMAELEO (TRIOCEROS) MELLERI Parte II: allevamento Chamaeleo melleri è sempre stato considerato un camaleonte difficile da tenere in cattività, solitamente questi animali deperiscono nel giro di qualche settimana. Questo è dovuto a due fattori: grosso carico di parassiti e disidratazione. I melleri sono camaleonti facilmente stressabili che soffrono molto per la mancanza di acqua, quindi il lungo viaggio, abbinato alle condizioni precarie prima della spedizione, causa un forte stress e una forte disidratazione. Inoltre molti importatori, per mancanza di spazio, tendono a mettere più camaleonti nello stesso terrario (altra causa di stress). Possiamo dedurre che quando l'appassionato acquista un melleri, quest'ultimo ha già subito notevoli stress. Tuttavia ,in realtà, il melleri è un animale robusto e nonostante quello che passa prima di arrivare nei nostri terrari, è quasi sempre possibile far ambientare un melleri in modo idoneo. Un melleri, una volta ambientato, è in grado di vivere circa 15 anni! Ovviamente è meglio acquistare esemplari nati in cattività, anche se non è facile trovarne. Anche animali di cattura sono dei buoni candidati, pur che deparassitati e in ottima forma fisica Dobbiamo inoltre considerare che molti melleri "salvabili" muoiono in seguito a causa di un errato allevamento. Di seguito riporto le mie esperienze con l'allevamento dei melleri. Terrario: è ideale un terrario in rete, classico per i camaleonti. Le dimensioni minime del terrario devono essere di cm 60 x 80 x 120h per un singolo animale. E' meglio sistemare il terrario su un supporto, in modo che il camaleonte possa restare al di sopra della nostra testa: i melleri devono sempre guardarci dall'alto, altrimenti rimarrebbero irrequieti. Personalmente utilizzo dei terrari di cm 120 x 70 x 240 (h) per un animale. E' inutile soffermarsi su arredamento interno e impianto di illuminazione, dato che non sono dissimili da quelli usati per altri camaleonti. Non utilizzo hot spot. Temperature: uno degli errori più frequenti nell'allevamento dei melleri è quello di considerarli camaleonti che amano il caldo! Non è così. In seguito a diversi esperimenti ho constatato che si allevano molto meglio con temperature intorno ai 26°C max. con un abbassamento notturno fino a 17°C. Con temperature intorno ai 29°-30°C cominciano a deperire fino alla morte. Le stesse osservazioni sono state fatte da amici olandesi, tedeschi e americani. Inoltre ho adottato dei cicli di alternanza stagionale, alternando un inverno fresco (22°-23°C max. di giorno e 16°-17°C di notte) con una stagione più calda (max diurna 26°C). Questo ciclo induce i melleri a riprodursi. Umidità: l'umidità deve essere elevata, mediamente tra il 75 e il100%, anche se non deve essere costante durante la giornata. Il melleri è un camaleonte che beve molto, quasi un litro di acqua al giorno!! Quindi è indispensabile utilizzare un gocciolatoio. Per questa specie è necessario creare una pioggia artificiale, sotto la quale i camaleonti indugiano molto, bagnandosi e bevendo a volontà. I melleri per stare bene devono essere sempre perfettamente idratati. In generale non si può dire che il melleri sia un camaleonte adatto a tutti, infatti la sua cura richiede molto tempo e molto spazio, tuttavia è molto interessante da tenere e osservare. Nella prossima "puntata" parlerò della riproduzione Luca Giandomenico ESPERIENZE CON CHAMAELEO (TRIOCEROS) MELLERI Parte III : riproduzione Riprodurre i melleri non è cosa facile. Partiamo dalla distinzione dei sessi: distinguere maschi e femmine nei melleri è una cosa molto difficile, infatti il melleri è una specie monomorfica, ovvero i sessi hanno il medesimo aspetto e non vi sono segni esterni di dimorfismo sessuale. Durante gli anni di esperienza accumulata con questa specie ho trovato una "formula" che può aiutare a distinguere i sessi dei melleri. Generalmente (sto parlando di animali adulti) il maschio ha una testa più piccola e allungata rispetto alla femmina, ha un corpo più snello e una forma più slanciata, mentre la femmina è più tozza. Inoltre nei maschi la coda è leggermente più lunga che non nelle femmine, ovviamente in relazione alla lunghezza del corpo. Comunque questo non garantisce al 100% una distinzione sessuale, anche se nel mio caso la percentuale di successo si è rivelata vicino a questo valore. L'unico modo certo per capire di che sesso sono i nostri animali è l'osservazione dei comportamenti : il maschio corteggia le femmine e lotta con altri maschi! Attenzione, sembra facile, ma in realtà non lo è. Infatti i comportamenti sociali verso i componenti del sesso opposto sono osservabili soltanto durante il periodo degli amori, ovvero in primavera. E qui troviamo la seconda difficoltà. Nell'habitat naturale del melleri le stagioni sono invertite rispetto alle nostre. Per ragioni anche economiche, conviene far adattare alla nostra stagione gli animali dell'emisfero australe tenuti in cattività nel nostro emisfero. Perché questo adattamento avvenga, ovviamente, deve trascorrere almeno un anno. Visti i dati sulla mortalità del melleri post importazione, si può capire perché non è facile riprodurre i melleri: pochissimi esemplari arrivano e superano l'anno di vita in cattività. In realtà, una volta che i camaleonti si sono adattati, al sopraggiungere della primavera, i maschi iniziano automaticamente a corteggiare le femmine. Il corteggiamento è quello tipico dei camaleonti, in cui il maschio muove la testa in senso verticale, alzando e abbassando i "flap" che ha dietro la testa. Durante il periodo degli amori il maschio cambia colorazione, diventando nero (al posto del verde) e giallo-beige. Anche se non dissimile dal corteggiamento delle altre specie, la scena, date i 50-60 cm e la robusta costituzione degli animali, è abbastanza impressionante. Anche se l'accoppiamento vero e proprio è difficile da osservare (avviene praticamente all'alba o di sera tardi), se tenete gli adulti in coppie, dopo un paio di mesi li potete separare: la femmina quasi sicuramente sarà gravida, anche se fino a che la deposizione è vicina è difficile capirlo. La gestazione dura circa tre - quattro mesi, durante i quali le femmine devono ricevere le cure necessarie (calcio, raggi UV, alimentazione varia ecc..). Quando giunge il momento di deporre la femmina scende dalla sua pianta e inizia a scavare una buca di circa 20 cm di diametro , ma con una profondità di circa 12 cm. In questa buca la femmina depone da 20 a 75 uova, di cm 2 x 1 (giganti se si guarda alla dimensione delle uova di altre specie) dopo di che ricopre con cura la buca. Tutto questo processo dura parecchie ore, da tre a nove. Le uova vanno incubate nella vermiculite umida a 22°C di giorno con un calo notturno. Con queste condizioni i piccoli nascono dopo 5 mesi e sono già lunghi 10 cm! Alcuni amici hanno provato ad incubare le uova di melleri a 24-25°C, le uova si sono schiuse dopo 5 mesi, ma i piccoli sono tutti morti dopo qualche mese a causa problemi respiratori. Luca Giandomenico |
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| Data Registrazione: Apr 2004 Località: Verona
Messaggi: 3.693
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A completamento da quanto postato da Monocromo e Franklin, dai un'occhiata qui, spero possa esserti utile nell'allevamento di questi splendidi camaleonti. http://www.melleridiscovery.com/index.html
__________________ Ci vuole sempre qualcosa da bere... ci vuole sempre vicino un bicchiere... |
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