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Originally Posted by xgeckos ogni causa di stress, scientificamente, indebolisce il sistema immunitario, con conseguente manifestazioni di problemi latenti o di predisposizione e maggiore ricezione verso l'attacco di virus o parassiti (dal cancro ai semplici vermi o protozoi).
ora possiamo discutere per ore se avvalerci di spiegazioni madico-scientifiche intese all'occidentale, o se avvalerci della concezione degli organismi di tipo orientale..
è interessante notare che mentre la nostra medicina (sia veterinaria che umana) sostiene che ci sia una correlazione ma non riesce a spiegare la cosa oltre un certo punto (la famosa schiera di perchè che alla fine lasciano domande senza risposte), la medicina orientale riesce (con senso assolutamente logico) a spiegare causa-reazione,anche se in maniera "non scientifica"... |
C'è da fare un po di chiarezza su queste affermazioni. Dove sta scritto che la medicina occidentale non sa spiegare cosa avviene in situazioni di stress? Anche se ammetto che il discorso immunologia-sistema nervoso-endocrino è in continua evoluzione.
Sulla medicina orientale non ci metto bocca perchè non la conosco...
Lungi da me dal voler fare il solito discorso "la medicina X è meglio della medicina Y", provo a riassumere brevemente cosa succede in caso di STRESS (dal punto di vista "occidentale", visto che è la materia dei miei studi).
Partiamo innanzitutto con una definizione di STRESS in campo fisiopatologico: "lo STRESS è una risposta endocrino-metabolica e comportamentale a stimoli (STRESSORS) che perturbano l'ambiente esterno e/o interno dell'animale alterandone l'omeostasi".
Gli STRESSOR hanno una componente specifica (ad esempio i Traumi) ed una aspecifica ("Psicogena"). La risposta endocrina avviene tramite stimolazione dell'asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene con conseguente produzione di Cortisolo e Adrenalina. Entrambi, con effetti specifici diversi, mettono l'organismo in condizione di rispondere meglio e più rapidamente a condizioni di pericolo attraverso modificazioni metaboliche (es. iperglicemia, lipolisi, proteolisi), ematologiche (leucogamma da stress)e migliorando l'efficienza dei sistemi vitali (cardiocircolatorio, Sistema Nervoso Centrale). A lungo termine, però, gli effetti dello stress possono essere negativi, soprattutto per l'inefficienza del sistema immunitario ed in particolare della componente cellulo-mediata.
Andiamo un po oltre, scendiamo più nel dettaglio.
Nello Stress acuto si ha una liberazione primaria di catecolamine (tra cui l' adrenalina

) da parte della midollare del surrene, si attiva il sistema catecolaminergico centrale, la corticale e si ha l'attivazione del sistema neurovegetativo simpatico.
Allo stesso tempo viene attivata la secrezione ipotalamica di CRH (fattore di rilascio ipotalamico per la corticotropina), che induce la liberazione ipofisaria di ACTH (corticotropina). Quest'ultima va ad agire sulla corticale del surrene, inducendo liberazione di glicocorticoidi (tra cui il cortisolo

).
Tutto ciò cosa comporta? Uno stato di allerta e ipereattività neuromuscolare, con mobilitazione di tutte le attività nervose deputate ad indurre una risposta comportamentale che consiste nell'evitare o nell'affrontare la causa di noxa. L'animale è quindi nella cossidetta situazione di "Fight or Flight" e tramite la propria esperienza saprà se dovrà combattere oppure fuggire.
Detto questo, se la situazione dannosa prende il sopravvento o non è dominabile da un comportamento attivo (come il "Fight or Flight"), si ha un potenziamento dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e contemporaneamente il sistema catecolaminergico viene depresso in sede centrale e periferica.
Ciò comporta una sorta di "messa in economia" dell'organismo, con conseguente limitazioni di attività comportamentali (motorie, esplorative, riproduttive ecc) e metaboliche (accrescimento, sintesi proteiche ecc) che non sono indispensabili per la sopravvivenza dell'organismo.
Apporofondendo ancor di più in ambito endocrinologico, la caratteristica principale dell'insorgere dello stress è la liberazione da parte dell'ipotalamo di CRH, a cui ovviamente segue la liberazione ipofisaria di ACTH (come dicevamo prima).
Oltre a ciò si liberano beta-lipotropine e beta-endorfine (in quanto hanno un precursore comune con l'ACTH... la proopiomelanocortina).
Questi fattori comportano liberazione di glicocorticoidi (da parte dell'ACTH) e lipolisi (da parte delle lipotropine).. (ecco una delle tante cause per cui un organismo sotto stress dimagrisce

)
Lo Stress a livello encefalico fa si che vengano rilasciati neuro-ormoni in sede ipotalamica e non, come ACTH, endorfine, encefaline, ADH (ormone antidiuretico) ecc.
Questi fattori concorrono all'instaurarsi di effetti comportamentali, l'attenuazione della sensibilità dolorifica e hanno pure effetti sulla regolazione dell'attività endocrina dell'ipotalamo.
Un esempio per chiarire un po (spero

): lo stress stimola la sintesi di CRH, la liberazione di ADH, ma inibisce la liberazione di GnRH (fattore di rilascio ipotalamico per le gonadotropine) e di TRH (fattore di rilascio ipotalamico per la tirotropina), a cui segue la diminuzione dell'attività gonadotropa e la depressione dell'attività tiroidea.
Se tutti questi effetti permangono, lo stress diventa cronico, e l'animale entra in uno stato di resistenza che ovviamente non può durare all'infinito e a lungo andare porta alla morte. (ecco perchè ad esempio animali di cattura che non si adattano alla cattività soccombono in breve tempo).
Un animale sotto stress cronico ha una ridotta difesa verso le malattie (infettive, parassitarie, tossiche, allergiche ecc) e ha anche un ridotto accrescimento, una ridottà attività sessuale (se i nostri animali non stanno bene nei terrari col cavolo che si riproducono

)
Colleghiamoci ora con immunologia..
Brevemente (e genericamente): il sistema immunitario ha il ruolo di proteggere l'organismo dalla presenza di complessi molecolari estranei; questa funzione è esercitata tramite il riconoscimento delle varie forme molecolari. Questo fa si che in effetti il sistema immunitario possa essere considerato un "organo di senso", proprio perchè è in grado di determinare quali molecole sono proprie dell'organismo e quali no, e quindi eliminarle.
Il tessuto linfoide entra in gioco a svolgere questa funzione di eliminazione, con cellule specializzate:
-linfociti B, responsabili dell'immunità umorale,
-linfociti T, responsabili dell'immunità cellulo-mediata.
Il riconoscimento di sostanze non-self (estranee) da quelle self (proprie) è dovuta alle diverse modalità di interazione con gli antigeni di istocompatibilità (particolari molecole), geneticamente determinate e con un elevato polimorfismo (che fa si che ci sia una netta differenza tra individuo e individuo anche nell'ambito di una stessa specie ---> da qui nasce ad esempio il problema del rigetto degli organi trapiantati).
Quando un antigene non-self viene riconosciuto, si ha la moltiplicazione delle cellule linfoidi interessate, con relativa risposta:
-produzione di anticorpi,
-attivazione linfociti T, leucociti e macrofagi,
-liberazione di segnali chimici che attivano la risposta di difesa diversificata, locale o sistemica.
Il sistema immunitario utilizza quindi dei mediatori chimici, le
citochine, che amplificano il numero di cellule che vengono coinvolte nella risposta immunitaria e la modulano in associazione con il sistema nervoso e il sistema endocrino.
Ma cosa sono ste benedette citochine? (tornerà utile proseguendo il discorso

)
Sempre in generale: distinguiamo le citochine in linfochine (prodotte dai linfociti) e monochine (prodotte da monociti e macrofagi).
Molte di queste citochine sono glicoproteine a basso peso molecolare; sono assimilabili agli ormoni.
Non agiscono solamente a livello immunitario, ma anche sul sistema osteoarticolare, sui mastociti, sulle cellule del midollo osseo e sulle cellule endoteliali.
Hanno svariate funzioni, alcune agiscono con azione inibente e citotossica sulle cellule bersaglio, partecipano ai processi di flogosi ecc. La loro funzione è importante soprattutto a livello locale, ma possono agire a livello sistemico (es. l'interleuchina I ha azione pirogena).
Citochine e linfochine agiscono anche su ipotalamo e ipofisi: in particolare l'interleuchina I (mediatore chimico della febbre, analgesico endogeno e fattore coinvolto nell aregolazione del sonno) è anche un potente stimolatore della secrezione di CRH e potrebbe aumentare la risposta ipofisaria al CRH stesso con azione locale paracrina; sembra che, d'altra parte, il CRH, indirettamente tramite l'ACTH e i glicocorticoidi, controlli la sintesi di interleuchina I da parte dei macrofagi (con un feed-back negativo neuro immune

)..................
Torniamo al discorso sull'interazione tra sistema immunitario, nervoso ed endocrino.
Come dicevamo, l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene in condizioni di stress ne è l'aspetto più evidente.
Nonostante ciò, molti ormoni sono coinvolti nella risposta immunitaria; quindi, oltre ai glicorticoidi, vengono coinvolti ad esempio gli steroidi sessuali, gli ormoni tiroidei, l'insulina, il GH (ormone della crescita o somatotropo), gli ormoni neuroipofisari ecc..
L'azione di tutti questi ormoni può essere mediata o diretta.
Interessante è che i linfociti e leucociti hanno recettori per peptidi neuroendocrini e RH (fattori di rilascio) ipotalamici, e d'altra parte anche'essi sono in grado di produrre endorfine, encefaline, ACTH, GHRH (fattore di rilascio ipotalamico per l'ormone somatotropo), gonadotropine e via dicendo.
Inoltre su linfociti, macrofagi, neutrofili ci sono recettori alfa e beta adrenergici e peptidergici, che costituiscono il principale nesso del controllo del sistema nervoso sul sistema immunitario, con un innervazione adrenergica o peptidergica degli organi linfoidi centrali e periferici.
Ecco perchè una risposta del sistema immunitario in atto comporta un aumento della frequenza di scarica di neuroni in sede ipotalamica e in altre aree del cervello (ciò conferma una bidirezionalità della comunicazione tra organi linfoidi e SNC).
Ed ora vediamo quali sono gli effetti più marcati dell'adrenalina, del cortisolo e dei glicocorticoidi in genere.
Principali effetti dell'adrenalina:
-Iperglicemia
-Aumento dei NEFA (acidi grassi circolanti)
-Aumento del Colesterolo
-Aumento del consumo di ossigeno
-Aumento della frequenza respiratoria
-Aumento della frequenza cardiaca
-Aumento della forza di contrazione sistolica
-Aumento della pressione arteriosa
-Ridistribuzione del sangue verso muscoli e cervello
-Aumento della velocità di coagulazione
-Spremitura della milza
-Modificazioni comportamentali
Principali effetti del Cortisolo:
-Iperglicemia
-Aumento dei NEFA
-Aumento del catabolismo proteico --->
Accelerata distruzione degli anticorpi
-Leucocitosi
-Modificazioni della formula leucocitaria (neutrofilia, linfopenia, eosinopenia)
-Riduzioni del tessuto linfatico (timo, milza, linfonodi)
-Inibizione delle reazioni infiammatorie
-Modificazioni comportamentali
Principali effetti dei glicocorticoidi:
-Sintesi di glucosio: Aumento della glicemia, diminuzione della fame
-Catabolismo proteico: Aumenta l'azotemia e l'acido urico
-Lipolisi: aumentano i NEFA, aumentano i corpi chetonici, diminuisce il peso
-
Involuzione del tessuto linfatico: diminuiscono i linfociti eosinofili, aumentano i neutrofili (leucogramma da stress)
-Effetto antiinfiammatorio: diminuisce l'istamina e la fagocitosi
-Azione mineralcorticoide: aumentano Na e Acqua, diminuiscono K e Ca ---->ipertensione
-
Leucogramma da stress: leucocitosi, neutrofilia relativa ed assoluta, linfopenia relativa ed assoluta (solo in alcune specie), monocitosi, eosinopenia.
Ed ora passiamo agli effetti dello stress (che corrisponde, come ormai sappiamo, ad alti livelli di adrenalina, cortisolo e glicocorticoidi):
- SHIFT IPOFISARIO: l'ipofisi aumenta la secrezione di ACTH ma diminuisce quella di altri ormoni. Esempio:
1) GH: diminuisce ----->minor incremento ponderale
2) Gonadotropine: riduzione di LH (ormone luteinizzante) per calo di Gn-RH ipotalamico, dovuto all'inibizione del CRH
3) Prolattina: aumenta---->inibisce la produzione di Gn-RH ipotalamico e di LH ipofisario---->ipofertilità.
-MODIFICAZIONI METABOLICHE: fattore concausale nella comparsa di malattie metaboliche (chetosi, diabete ecc)
--Aumento della morbilità
--Minor accrescimento ponderale
--Ipofertilità
-MODIFICAZIONI DELLA FUNZIONE IMMUNITARIA:
1) Effetti del sistema nervoso simpatico sulla funzione immunitaria
Gli organi linfatici primari e secondari sono innervati da fibre adrenergiche con contatti sinaptici con i linfociti, e i leucociti hanno recettori beta 2 (sensibili all'adrenalina)
-Modulazione da parte dell'adrenalina:
a) inibizione della sintesi di anticorpi
b) inibizione dell'attività citotossica delle cellule NK
2) Effetti dei glicocorticoidi sulla funzione immunitaria
Dipendono dalla specie in quesione e dal tipo di steroide. In generale:
-Movimento del traffico di leucociti:
a) Neutrofilia: rilascio del pool di riserva midollare, minor adesione all'endotelio, ridotta chemiotassi, allungamento dell'emivita.
b) Linfopenia: passaggio dal circolo al tessuto linfatico e, nelle specie sensibili, distruzione del tessuto linfatico.
c) Eosinopenia, Basopenia: ridistribuzione nei tessuti.
-Produzione di fattori umorali.
-Inibizione della produzione di citochine
-Inibizione della trascrizione e aumento della degradazione degli m-RNA per sintesi di ribonucleasi specifiche.
-Inibizione dei mediatori della flogosi.
-Inibizione dell'attività di citochine e mediatori per inibizione della sintesi dei recettori o per blocco dei fattori della trascrizione.
-Funzionalità dei neutrofili:
a) riduzione dell'adesione all'endotelio per inibizione dell'espressione delle molecole di adesione dei neutrofili e dell'endotelio.
b) modesta riduzione della chemiotassi e della degranulazione.
c) inibizione dell'apoptosi
-Funzionalità dei monociti:
a) inibizione del differenziamento in macrofagi.
b) inibizione dell'espressione di antigeni del MHC di classe II.
c) inibizione dell'attività battericida e tumoricida.
d) inibizione della migrazione.
-Funzionalità dei linfociti T:
a) induzione dell'apoptosi.
b) inibizione della proliferazione (mediata dall'interleuchina 2).
c) spostamento dell'equilibrio da immunità cellulomediata a immunità umorale.
-Funzionalità dei linfociti B:
Non ancora ben chiarita.
-Funzionalità sulle cellule NK:
Attività citotossica depressa.
3)Effetti di altri ormoni sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene
-CRH ipotalamico: effetto immunosoppressivo.
a) riduzione dell'attività citotossica delle cellule NK.
b) riduzione della blastizzazione linfocitaria in risposta a fitogeni
Questi effetti appena citati sono probabilmente mediati dall'attivazione del sistema nervoso simpatico da parte del CRH stesso.
Sicuramente ho tralasciato altre duemila cose, ma mi sembra già abbastanza per dire che una "qualche" spiegazione approfondita al fenomeno dello stress c'è eccome

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Originally Posted by clipeo Ciao ragazzi ho notato (forse ho scoperto l'acqua calda) che, a seguito di situazioni stressanti (cambio di terrario, unione con altri gechi, etc), le feci dei miei gechi tendono a diventare mollicce per poi tornare normali una volta stabilizzatasi la situazione. Il che mi fa arrivare a due conclusioni:
1) A causa dello stress le difese immunitarie crollano e c'è un'esplosione di parassiti presenti nell'intestino dei gechi ma, normalmente, tenuti sotto controllo dal sistema immunitario del geco (l'analisi delle feci in situazione normale è negativa e i gechi stanno benissimo).
2) A causa dello stress, vengono alterate le normali funzioni digestive (vedi un essere umano prima di un esame  !!!) fino a quando la situazione si stabilizza (e se così fosse mi ,piacerebbe sapere quali sono i meccanismi fisiologici che causano il problema).
Detto questo, che mi dite? Qualcuno ha notato qualcosa del genere con i propri animali? Qualche esperto potrebbe spiegare il fenomeno scientificamente?? Oppure è possibile che sia solo un caso o una mia visione distorta della realtà? |
Allora...conclusione numero 1
E' vero che, per tutta la trafila di roba che ho scritto sopra, in presenza di stress la carica parassitaria (e non solo) generalmente sotto controllo aumenta improvvisamente (vedi animali di cattura introdotti in cattività per esempio). Ma gli esami delle feci avrebbero rivelato i parassiti anche prima del momento di stress

Se un animale è "pulito" e non viene a contatto con i vari parassiti, anche in condizioni di stress rimarrà "pulito".
Conclusione numero 2
Indubbiamente può succedere. Ma bisogna specificare che la risposta allo stress è soggettiva ad ogni individuo. Per fare un esempio in ambito umano, basti pensare alle persone che per stress smettono di mangiare, mentre, all'opposto, alcune persone mangiano ancor di più in caso di stress

Detto questo, è plausibile pensare ad una reazione come quella che descrivi.
Le catecolamine a livello di apparato digerente determinano ischemia e inibizione di tutte le secrezioni e di tutte le forme di motilità.
Aumentano però il tono degli sfinteri, per effetto dei recettori alfa.
Il sistema immunitario (ampiamente coinvolto nelle situazioni di stress come abbiamo visto) induce tra le altre cose la produzione di VIP (Vasoactive Intestinal Polipeptide) e Sostanza P, due ormoni che rientrano nell'ambito dell'apparato digerente.
Il VIP inibisce la secrezione acida ed enzimatica dello stomaco prodotta dalla gastrina e dall'istamina, stimola la lipolisi, la glicogenolisi e la secrezione pancreatica e dell'intestino tenue. Agisce anche come regolatore della motilità intestinale, inibisce il tono degli sfinteri, regola il flusso ematico locale ecc.
La Sostanza P aumenta la motilità dell'intestinuo tenue esaltando la reattività dei neuroni afferenti dei plessi intestinali.
E' logico pensare che un alterazione delle concentrazioni di questi elementi in situazione di stress possa comportare l'insorgenza di anomalie nei normali processi digestivi e quindi delle feci

(poi sicuramente ci sono altri mille fattori che ancora mi sfuggono

)