annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Perchè i nostrani non si allevano.

Comprimi
Questa discussione è chiusa.
X
Questa è una discussione evidenziata.
X
X
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Perchè i nostrani non si allevano.

    PERCHE’ GLI ANFIBI NOSTRANI NON VANNO RACCOLTI E ALLEVATI.

    Dati gli sporadici ma sempre presenti interventi riguardanti la raccolta e l’allevamento di animali di fauna selvatica, in particolare anfibi, ho deciso di esporre, anche se in modo semplice e riassuntivo, le principali problematiche inerenti tale pratica.

    In primis c’è da dire che tutta la fauna italiana è protetta dalla legge e che questa come tale va da ogni buon cittadino rispettata.
    Qui potete trovare ulteriori informazioni a riguardo:
    http://www.sanguefreddo.net/legislazione-informazione-documentazione/19820-convenzione-di-berna.html
    http://www.sanguefreddo.net/legislazione-informazione-documentazione/15340-repertorio-fauna-italiana.html
    Ricordo che qual’ora gli organi preposti al controllo rinvenissero in vostro possesso animali di fauna selvatica il rischio è un salatissimo verbale.

    Qui di seguito invece cercherò di spiegare perché non è buona cosa raccogliere anfibi nostrani e i pericoli a cui si possa andare incontro.

    Il primo problema è quello sanitario, per quanto una persona possa avere mille attenzioni , questi animali sono comunque immancabilmente sottoposti o al proprio ambiente naturale, dove i patogeni sono di casa, o a quello di “allevamento” che spesso non è proprio ideale alle loro esigenze di vita.
    Il fatto che animali prelevati in natura vengano a contatto con l’ambiente domestico implica una duplice problematica: primo c’è la possibilità di inserire elementi patogeni nel proprio allevamento data la facilità con cui un animale di cattura ne funge da veicolo. Il problema potrebbe essere ovviato mettendolo in quarantena, in un ambiente diverso da quello di allevamento e lontano da eventuali altri animali, ma anche in questo modo non sempre si ha la certezza che alcune malattie non vengano veicolate, soprattutto quelle a lunga incubazione come le malattie funginee o i parassiti.
    Questo ne è un caso: http://www.sanguefreddo.net/anuri/17195-micosi-anfibi.html
    Raccogliere un anfibio senza la certezza che non sia privo di patogeni potrebbe voler dire mettere a repentaglio tutti gli anfibi di allevamento presenti in casa.
    La seconda parte del problema riguarda la diffusa pratica di molti nel prelevare animali molto giovani o in apparente stato di malessere o difficoltà, per poi reintrodurli in natura trascorso un periodo di osservazione, allevamento, o presunta cura.
    Ebbene questa pratica è eticamente alquanto scorretta e cercherò di elencarne i motivi:
    Partiamo dai girini: spesso vengono raccolti per due motivi, o per provare ad accrescerli, come si faceva nelle scuole qualche decennio fa, e quindi per poter osservare la loro metamorfosi; oppure perché la pozza in cui stanno si sta prosciugando e quindi si agisce pensando di spostarli in un sito a noi più idoneo e che ne permetta la sopravvivenza.
    Nel primo caso il rischio è duplice e decisamente alto, (come lo sarebbe prelevare animali adulti), in quanto si rischia di veicolare malattie agli animali che già possediamo e che magari godono di ottima salute. Ma cosa ben peggiore è che a volte gli animali “domestici” non sono proprio in salute come noi crediamo, spesso non siamo degli ottimi allevatori e i nostri animali diventano loro stessi veicoli di patogeni, quindi ad essere infettato potrebbe essere l’animale nostrano che abbiamo prelevato. La cosa però non sarebbe poi così drammatica se si fosse coscienti del possibile rischio e si decidesse di mantenere in cattività quell’animale fino al suo decesso.
    Il passo successivo spesso però è quello di riliberarlo in natura e quindi reinserirlo nella propria popolazione, dove potrebbe trasmettere il patogeno precedentemente acquisito, minando irrimediabilmente la salute della popolazione naturale.
    Allo stesso modo però anche le persone stesse che si accingono all’osservazione di anfibi in natura possono essere veicolo di patogeni, ricordiamoci che noi veniamo a contatto con i nostri animali, poi magari con quelli fuori casa, e abbiamo la capacità di fare lunghi spostamenti in tempi brevissimi, e che spesso nei nostri stivali o scarponi rimane del fango o materiale organico che potrebbe fungere da serbatoio. Per questo cerchiamo sempre di mantenere un buon livello di igiene.
    Il secondo punto riguarda la reintroduzione di animali in popolazioni diverse da quella naturale, dato che spesso si raccolgono animali in montagna, o durante escursioni o passeggiate, e poi li si vuole liberare magari nel bosco dietro casa, o nello stagno vicino, dato che non si ha la minima voglia di rifarsi la strada per riportarlo dove lo si è preso. Ebbene qui oltre al sopracitato problema sanitario subentra anche un problema genetico.
    Le popolazioni dei nostri anfibi spesso sono costituite da piccoli gruppi geneticamente diversificati, con particolarità magari note ai soli addetti ai lavori, ma che nel tempo potrebbero dare (o lo stanno già facendo) origine a sottospecie.
    Spostare quindi un animale da una popolazione ad un’altra equivale ad inquinare geneticamente la nuova popolazione, e rallentare questo naturale processo di speciazione e diversificazione.
    Terzo problema riguarda la reintroduzione di animali apparentemente malati, e che vengono raccolti con lo scopo di rimetterli in sesto per poi liberarli. Anche questo non va fatto, se un animale sta male o sta per morire sicuramente ha dei problemi, e qualunque sia l’origine di questi, per la natura è molto meglio perdere un individuo che rischiare di perderne molti.
    Quindi se trovate animali in difficoltà lasciateli dove sono, dato che comunque noi comuni mortali poco potremo fare, per capire il perché di un problema significa contattare un veterinario, far fare delle analisi delle feci, magari dei tamponi cutanei o delle biopsie, e tutto ciò su di un anfibio.
    Tutto queste operazioni prevedono un certo costo monetario che nessuno è mai disposto ad affrontare, quindi quello che si fa è raccogliere l’animale , cercare di nutrirlo e poi rilasciarlo. Nutrire un animale non lo ha mai salvato da malattie e se un animale era denutrito forse è perché non era più in grado di procacciarsi il cibo e quindi la sua naturale fine è la morte. Reinserire questi animali temporaneamente e erroneamente ”curati” non ha senso se non mettere sempre in pericolo la popolazione naturale.
    Tutte queste problematiche come avrete capito si intersecano e le cause di un prelievo che consideriamo divertente e innocuo sono a volte deleterie, quindi per favore prima di prelevare un animale pensiamoci sopra non due ma tre volte.


    Spero con questo scritto di far riflettere qualche mente prima che agisca
    www.ranitomeya.weebly.com
Sto operando...
X