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micosi Anfibi

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  • micosi Anfibi

    Mi è stata inoltrata dal CORPO FORESTALE DELLO STATO, NUCLEO OPERATIVO CITES DI TRIESTE, la seguente comunicazione.
    Spero possa essere utile a tutti per la salvaguardia degli Anfibi.


    Comunicato della “Societas Herpetologica Italica”

    In riferimento all’oggetto si desidera qui informare le SS.LL. relativamente a quanto segue.
    Con nota n° 31792 del 04/12/2006 la “Societas Herpetologica Italica” chiede la collaborazione della scrivente Amministrazione nell’affrontare il problema del rapido e preoccupante diffondersi di una infezione fungina negli anfibi ( riscontrata sempre più di frequente nelle popolazioni autoctone), causata dal patogeno fungino B. dendrobatidis e denominata “ chitridiomicosi”.
    La “Societas Herpetologica Italica”, sulla base di studi e ricerche di cui alla Scrivente è stata fornita una sintesi, ha individuato in alcune famiglie di anfibi esotici ( in particolare Dendrobatidi ed Ilidi) la fonte principale della diffusione del patogeno in Europa ed in Italia.
    Considerato che , da una rapida analisi dei dati di importazione di anfibi inclusi negli Allegati del Reg. CE 338/97 degli ultimi nove anni ( 1998-2006), risulta che in otto casi su nove si è trattato di importazioni di Dendrobatidi, si ravvisa particolare urgenza nell’attuare tutte le necessarie misure del caso al fine di prevenire l’eventuale diffondersi dell’infezione dalle importazioni di specie incluse in CITES.
    Nella eventualità della presenza di animali infetti, al momento della introduzione sul territorio nazionale, assume cruciale importanza di un adeguato controllo sanitario degli animali stessi.
    A tale scopo la “Societas Herpetologica Italica” ha inviato una nota informativa ( di cui si allega coppia) relativa alle precauzioni da adottare nel corso di ricerche di campo o di manipolazione di anfibi.
    Si richiede pertanto la collaborazione delle SS.LL. nel trasmettere la nota allegata ( che sarà cura della Scrivente inviare anche a mezzo posta elettronica) a tutte le ditte che importano Anfibi in CITES, per quanto di competenza, ed ai Nuclei Operatici CITES.

    ILDIRIGENTE DELLA DIVISIONE I
    (Dott. Antonio Maturani)


    “Societas Herpetologica Italica”- Commissione Conservazione

    Misure di prevenzione generali e norme di comportamento

    Onde prevenire i rischi di una possibile diffusione sul territorio di malattie infettive ( come , ad esempio, la “ chitridiomicosi”) è necessaria l’adozione di adeguate misure di profilassi cui tutti i soggetti che vengono a contatto con gli Anfibi (ricercatori, studenti, semplici appassionati, commercianti, ecc.) dovrebbero scrupolosamente attenersi.

    Tali misure corrispondono in gran parte a quelle indicate nel Fieldwork Code of Practice del DAPTF ( Declininog Amphibian Populations Task Force):

    1) pulizia e disinfezione sistematica delle attrezzature utilizzate sul campo ( scarpe, stivali, retini, contenitori, ecc.) Meglio ancora sarebbe l’utilizzo di materiali diversi per ogni sito visitato, in particolare qualora si tratti di siti molto distanti tra loro, abitati da specie diverse o da popolazioni di specie rare, minacciate o isolate tra loro;

    2) disinfezione sistematica degli strumenti e delle attrezzature di laboratorio che vengono utilizzate o messi a contatto con esemplari di Anfibi;

    3) per la disinfezione sono indicati ipoclorito di sodio ( es. Amuchina al 5%) e l’alcool etilico. E’ necessario lasciare immersi gli attrezzi e i materiali da disinfettare per almeno 30 minuti;

    4) ridurre al minimo indispensabile il vaneggiamento di animali durante le attività di ricerca o conservazione, mantenendo bagnata l’epidermide degli esemplari;

    5) in caso di stabulazione temporanea di esemplari a scopo di studio o per iniziative di conservazione, alloggiare gli stessi in contenitori separati in base alla loro provenienza, evitando di alloggiare molti esemplari in uno stesso contenitore;

    6) lavarsi accuratamente le mai al termine del lavoro sul campo o utilizzare guanti monouso;

    7) evitare ogni traslocazione di animali da una località all’altra, salvo preventivo ed accurato accertamento sanitario svolto presso specifica struttura competente;

    8) evitare ogni liberazione o rilascio in natura di esemplari di incerta provenienza, ovvero di esemplari provenienti da stabulazioni in cattività priva di accurato monitoraggio sanitario;

    Altre informazioni utili, inoltre, potete trovarle collegandovi ai siti:
    http://www.open.ac.uk/daptf/
    http://www.amphibian.org/
    http://www.globalamphibians.org/

    SHI Commissione Conservazione
    www.ranitomeya.weebly.com

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