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bollettino vittati

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  • bollettino vittati

    Aggiornamento sui vittati presi ad Hamm: sono stato via per Pasqua e purtroppo alcuni piccoli sono deceduti, ma i primi 5 neometamorfosati sono belli grossi e si nutrono senza problemi! Ieri sera i due piccoli neometamorfosati rimasti hanno divorato avidamente tre grillini a testa, inseguendoli con ferocia! Altri tre sono ancora larve.
    Riflessione personale: le voci dicevano che i vittatus fossero tritoni decisamente complessi da svezzare.. PER ORA sembrano davvero poco problematici, specialmente se confrontati con altre specie tipo i vulgaris.

  • #2
    Secondo me dipende da "chi" sono i genitori delle larve. Spesso si sottovalutano fenomeni di inbreeding, ma io ci starei comunque attento... In ogni caso bene così e speriamo che tu possa portarli fino alla maturità.
    Ciao
    Ema

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    • #3
      Esatto, concordo con il nostro Emanuro, ehehe, ossia che ho potuto osservare di persona l'allevamento di alcuni piccoli di Tylototriton in passato, due che provenivano da una gruppo riproduttivo e due da un altro. Due mangiavano, ma non con avidità e assumevano comportamenti diversi rispetto agli altri due esemplari, gli altri due, diversi divoravano il cibo e stavano benone. Alla fine geneticamente parlando, secondo me la questione sta proprio sulla salute dei genitori.

      Gio

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      • #4
        Non credo... per quanto riguarda la genetica, la successione di poche generazioni in cattività sono risibili per modificare anche minimamente una specie a livello genetico: servono tanti esemplari, tanti tentativi, tante generazioni, dunque tanto tempo.

        Forse qui si parla di un potere di acquisizione dei singoli esemplari che viene "magicamente" trasmessa ai figli. Bene, cerco di spiegarmi in due parole: Rupert Sheldrake. Ne aggiungo altre 5: "I poteri straordinari degli animali". Però non posso lasciarvi certo a bocca asciutta: quel "magicamente" non è a caso tra virgolette. Si tratta di un argomento per niente campato in aria e teorizzato da un ciarlatano che ha buttato giù due righe per accalappiare il primo che passa. Rupert Sheldrake è noto a livello mondiale, ha fatto un sacco di pubblicazioni sull'argomento telepatia e attraverso centinaia (davvero centinaia nel libro che ho citato) di esperimenti è arrivato - ovviamente per via indiretta - a ipotizzare e in certi casi poter dimostrare la presenza della telepatia nel mondo animale. Non è una cosa soprannaturale: anzi! Noi siamo in un certo senso soprannaturali perché siamo l'unica specie sulla Terra che ha sviluppato nuovi e ben più efficaci mezzi di comunicazione tanto da farci ridurre la telepatia a poche linee (ancor presenti: ad esempio, non vi capita mai di pensare ad un vostro caro o alla vostra fidanzata così dal nulla ed un secondo dopo v'arriva la sua chiamata al telefono?). Beh, poi la telepatia più evidente si trova negli animali più sviluppati e complessi subito dopo di noi: cani, gatti, cavalli, ecc. Gli animali un pò meno complessi la usano in modo diverso: per creare un gruppo, per avvertire il resto del gruppo di un pericolo o per manovrare il gruppo a fare una certa cosa: vedasi i superorganismi (formiche o altri artropodi marini) o gli stormi di uccelli che volano in precisi assetti senza mai scontrarsi l'uno con l'altro.

        Nel caso di un pò tutte le specie animali, chissà forse anche quelle vegetali (tanto, chi la conosce la telepatia veramente a fondo? Ora come ora appunto la si può conoscere solo nei casi più evidenti e attraverso metodi indiretti... ed ecco come mai Sheldrake invita chiunque a buttarsi nell'argomento, visto che è totalmente vergine), si riscontra una capacità di apprendimento rispetto all'ambiente naturale molto, molto veloce, che passa di padre in figlio senza aver alcun riscontro a livello genetico.

        Beh, tutto ciò, in sostanza, benché un pò fuori topic , ma credo molto interessante: http://www.sheldrake.org/, serve a dimostrare il fatto che anche presso i nostri umili rettili ed anfibi sono assolutamente giustificabili casi come quelli descritti da Banda.

        E... morale della favola: leggete Sheldrake! E' un grande!

        Ciao
        Fab

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        • #5
          No Fabrizio, mi rifiuto di credere una cosa del genere....

          Il fatto che ci siano esemplari che hanno delle tare fisiche non vuole dire per niente che questi animali siano dei telepati.
          Tu dici che ci vogliono tanti animali ed è qui che sbagli. E' proprio perché ci sono pochi animali in cattività che in poco tempo si possono creare delle tare genetiche.

          Ciao
          Ema

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          • #6
            Beh, di genetica purtroppo non ne so niente... e voglio dire, è anche ovvio: ho 16 anni e sono al liceo Classico! Io infatti ho speso solo due paroline su quest'argomento - proprio conoscendo la mia ignoranza - e magari anche sbagliando (anzi, a detta tua - e non ho motivo di non crederci - ho torto!). Ma d'altronde non era quello l'oggetto della mia discussione... L'argomento era la telepatia e per affrontare tale argomento mi sono scordato di chiedervi di non porvi nella posizione scettica tipica dello scienziato. Anch'io sono uno "scienziato" e sono fissato con la razionalità e la scienza come unità di misura per vivere (ed è anche per questo che non capisco e anzi rinnego le religioni, l'astrologia, la superstizione, ecc.), e nonostante questo sono rimasto del tutto persuaso dal discorso di Sheldrake. Comunque, leggetevi il libro e capirete il discorso, se siete interessati. La parte che si occupa proprio di quest'argomento è alla fine del libro! Io ho conoscenze troppo superficiali sia di genetica sia del pensiero e delle tesi di Sheldrake per fare un discorso in sua difesa. Vi invito solo a leggerlo perché anche con queste poche conoscenze (ad es. le mie), si può comprendere il succo !

            E il fatto che tu dici che questi animali non sono "telepati" sembra attribuirgli proprio la definizione di "telepatia" che abbiamo oggi. Definizione e visione dovute alla nostra cultura e che sono ovviamente sbagliate, rispetto a come invece viene definita la telepatia da Sheldrake. Ripeto che noi uomini siamo più evoluti perché i pro della telepatia è che lega in maniera assolutamente infrangibile due o più individui che sono in comunicazione anche a distanze eccezionali, ma ha anche estremi limiti: ergo, i nostri metodi di comunicazione, dal parlato, al visivo o allo scritto, sono ben più efficaci e variegati. E ribadisco anche che la telepatia di cui sono in possesso questi animali inferiori come i rettili e agli anfibi è di altro tipo: è di tipo esperienziale, esperienze che si vengono a fissare sul sistema degli istinti, che a quanto pare si possono trasmettere da padre in figlio proprio grazie a questo tipo di telepatia, che non è appunto quella concepita da noi: ora penso a te e ti faccio sapere di che colore è il mio vestito. No! La telepatia nostra e degli animali superiori può trasmettere solo messaggi come "sto male", "sono in pericolo", sto arrivando", "sto morendo" e simili. La telepatia negli organismi inferiori - di nuovo - è del tipo: superorganismi, stormi di uccelli che in volo non si scontrano, trasmissione di nuovi istinti imparati a seconda delle nuove situazioni (ad es.: la cattività), ecc.

            In ogni caso, Ema, era Sheldrake stesso a escludere la genetica... ed il fatto è solo che lui ha due lauree, quindi penso ne capisca un pò più di me ...

            Vabbè... discorso interessante, comunque, non è vero? A me ha affascinato tremendamente: credo mi comprerò qualche altro libro dei suoi. E poi ripeto che tramite il numero e il tipo degli esperimenti che lui fa, o la gente comune fa, sono davvero convincenti. E sono ancora più persuaso dalla presenza della telepatia, quando tramite un discorso intelligente e che mi pare abbastanza sensato, Sheldrake afferma che anzi la telepatia non è soprannaturale, non è superiore alle lingue, alla scrittura e al dialogo umani, e che serve "soltanto" a quelle cose appena citate.

            Ciao
            Fab

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