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Perché non catturare mantidi in autunno.

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  • Perché non catturare mantidi in autunno.

    A grande richiesta (e sperando di fare cosa gradita), pubblico anche qui il post che ho messo in giro sul social di Mark...

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ID: 2038706

    Ho trovato una mantide, posso allevarla? (di William Di Pietro)

    Queste righe nascono dall'esigenza di dare un criterio alle cose. Moltissime persone, in questi ultimi giorni, hanno postato sul gruppo messaggi del tipo: "Ho trovato una mantide ed ora la sto allevando, come devo comportarmi?", oppure "Ho salvato una mantide dal
    freddo, sembra che si stia riprendendo", o ancora peggio: "Ho portato a casa una mantide, e prima di morire ha deposto un'ooteca: e adesso cosa faccio?". Analizziamo brevemente cosa non va di questi approcci un pò troppo istintivi ed arrangiati alla "terrariofilia", fornendo inoltre una linea guida ed utili consigli su come comportarsi con le mantidi nostrane.
    Innanzitutto, la terrariofilia è un hobby che prevede l'utilizzo di conoscienze scientifico biologiche quali un minimo di tassonomia= cosa sto allevando?!? - e di ecologia delle specie allevate (cosa mangiano, a che parametri fisici vivono), con il fine ultimo della loro
    riproduzione. Che si tratti di una costosissima specie tropicale comprata in fiera, piuttosto che di una comunissima Mantis religiosa di cattura, non ci si dovrebbe MAI improvvisare allevatori, poichè da noi dipenderà la vita dell'animale che andremo ad ospitare. Potrebbe
    sembrare banale, ma evidentemente non lo è: le informazioni si cercano prima di allevare, e non viceversa! Soprattutto nel caso delle mantidi nostrane, ci sono alcuni punti chiave da considerare. Esse sono perfettamente adattate al clima temperato italiano, per cui frasi del tipo "Ho salvato una mantide dal freddo" sono assolutamente immotivate e prive di qualsiasi fondamento. Le mantidi italiane producono una generazione all'anno; la durata del ciclo vitale varia, al variare della latitudine, da aprile a novembre (nelle regioni più calde si arriva a dicembre). Come risaputo, la vita dei maschi
    è più breve, ed il loro unico scopo è quello di accoppiarsi con quante più femmine possibile; per queste ultime, invece, il discorso cambia: dopo la o le copula/e, hanno l'importante compito di cercare luoghi adatti (in termini ottimale esposizione al freddo, al vento, alle rigide/miti temperature, umidità, luce, etc etc) alla deposizione delle ooteche. Sarà proprio il loro prezioso contenuto ad assicurare un continuum al patrimonio genetico del maschio e della femmina; in altri termini, sarà proprio grazie alle ooteche svernanti che le mantidi potranno rinascere la prossima primavera, evitando l'estinzione. Qui dovrebbe sorgere spontaneo un quesito: "Ma allora le specie nostrane non andrebbero allevate?". Tralasciando qualsiasi tipo di discorso legale o giuridico (non è questo l'articolo adatto), prelevare una mantide in natura comporta una riduzione della variabilità genetica di quella specie nell'ecosistema in cui è avvenuto il prelievo. In parole povere, è come se uccideste la mantide in questione, precludendo ai suoi geni, o meglio, alle sue varianti geniche (gli
    alleli), la possibilità di perpetuarsi nelle generazioni successive. In questo modo, il numero di mutazioni resistenti a particolari malattie, parassiti, etc, etc diminuisce considerevolmente in una popolazione. La vostra risposta sarà sicuramente: "Ma per un individuo che allevo non si estingue mica l'intera specie!!!" E' vero, nessuna obiezione;
    considerando però il numero sempre crescente di appassionati che si accostano alla mantidofilia, si impiega davvero poco a passare da "singolo caso isolato" a vera e propria moda. In definitiva, è corretto allevare mantidi nostrane? Dando per scontato che ci siamo informati alla perfezione, e sappiamo vita morte e miracoli della specie in questione, l'allevamento è fattibile, a patto che:
    1) Le mantidi vengano prelevate allo stadio di neanide o ninfa, e che si soddisfino tutte le loro esigenze in fatto di cibo, spazio, temperatura, umidità, etc etc.
    2) A meno che non dobbiate condurre studi scientifici e vi servano quindi un numero spropositato di individui, 5 neanidi ed una coppia adulta o sub adulta sono più che sufficienti.
    3) Si rispettino le esigenze di spazio, evitando incidenti di muta.
    4) Non si sovralimentino.
    5) Una volta adulte, dopo l'indurimento dell'esoscheletro e la maturazione delle gonadi, si
    provveda artificialmente alla ricerca dei un partner, o, in alternativa, si liberino. Temporalmente, la comparsa dello stadio adulto, si verifica verso agosto per le specie che svernano sottoforma di ooteche, ed a metà giugno per le specie che vanno in diapausa invernale. A
    partire da 20 giorni dopo l'ultima muta, saranno pronte ad accoppiarsi. E' consigliabile farle copulare quanto prima e più volte possibile. Maschi e femmine dovranno provenire dalla stessa popolazione o da popolazioni limitrofe, per evitare flussi genici vari ed eventuali. Ad
    esempio, incrociare un maschio di Mantis religiosa catturato in Sardegna con una femmina nativa di Milano, è come introdurre la mantide sarda direttamente in natura, creando un vero e proprio flusso genico all'interno della popolazione milanese.
    6) Catturate solo in luoghi ove potrete tornare facilmente per liberare le femmine gravide, ed eventualmente i maschi. E' inutile portare a casa da vacanze in luoghi remoti una femmina, se non si dispone di maschi della stessa popolazione. Allo stesso tempo, portando maschi spaiati da lontano, saremo costretti ad accoppiarli con mantidi native.
    Purtroppo, quest'estate, anche noi ci siamo cascati, incrociando un maschio del Conero con una femmina Milanese, riliberata subito dopo l'amplesso.
    7)In caso doveste ritrovarvi con ooteche, attaccatele con una punta di colla a freddo in una postazione riparata e sopraelevata, vicino a dove avete catturato la madre; se tale luogo dovesse essere particolarmente trafficato, esposto al caos urbano o semplicemente
    lambito da diversi tipi di inquinamento / interventi di sfalcio annuali, portatela/e nell'area verde più vicina.
    8) Non provate a schiudere in casa ooteche di specie nostrane senza esporle ad un periodo di freddo invernale: potrebbero infatti nascere neanidi molto deboli e/o poco vitali. Sarete inoltre costretti ad allevarli fino alla prossima primavera, e poi liberarli.

    Come abbiamo visto, quindi, allevare mantidi nostrane può rivelarsi un'avventura entusiasmante e sostenibile, a patto che si rispettino gli equilibri ecologici delle specie/popolazioni e degli ambienti. Spero di non essere apparso tedioso ai più esperti ed ostrogoto ai principianti. Mi auguro altrestì di aver fornito la linea guida promessa all'inizio di queste poche righe.

    Per maggiori informazioni:
    Email: mantidi@hotmail.it

    Ilaria Porcu & William Di Pietro - Mantidi Lovers Italia
    (Copyright 2014)
    Ultima modifica di Mantidi Lovers; 03-10-2014, 21:42.
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