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Python timoriensis

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  • Python timoriensis

    me ne è arrivato uno oggi. in soggiorno temporaneo. una femmina di 2,5m. animale schivo e riservato, molto bello e particolare sia come livrea che come forma della testa. l'ho messo nella stanza a 28°C e stasera provo a farlo mangiare. vi terrò aggiornati
    The Boss™
    [URL="http://www.qualitysnakes.it/"]www.qualitysnakes.it[/URL]
    Qui trovate il [URL="http://www.sanguefreddo.net/showthread.php?27229-Regolamento-SFn"]Regolamento SFN[/URL]

  • #2
    Dimensioni
    Lunghezza complessiva variabile tra i 130 cm ed i 300 cm. Per circa 5 anni ho personalmente allevato due femmine di 8 e 10 anni che misuravano rispettivamente 280 e 320 cm. (circa). Sono animali meravigliosi, dall’aspetto generale alquanto primitivo molto somigliante a Morelia amethystina ssp. con cui sembra condividere anche alcune caratteristiche comportamentali.

    Abitudini
    Assolutamente sconosciute quelle in natura. Durante gli anni che li ho avuti i miei animali si sono rivelati moderatamente arboricoli al pari di Morelia spilota ssp., e di abitudini prettamente notturne. Veloci nei movimenti, si arrampicavano e correvano con estrema agilità. Come comunemente avviene in altri pitoni dell’Australasia (i.e. Leiopython sp.), poco dopo l’avvenuta digestione e defecazione del pasto – che per il rapidissimo metabolismo seguiva di pochi giorni l’ingollamento dello stesso – rigurgitavano (casting) una fitta matassa di peli o piume aggrovigliate, ultimo prodotto di scarto della preda.

    Temperature
    Temperatura diurna sui 27-28° con un leggero abbassamento notturno, ed una zona più calda di 32°. Personalmente le ho allevate in condizioni non eccessivamente umide (50-60%) ottenendo mute perfette.

    Indole
    Timido e riservato, questo pitone è particolarmente fiero e scontroso di carattere (leggi: “non ama essere maneggiato”) il che non lo rende molto “domestico” (ma quale serpente può definirsi tale?). Una delle cause che sicuramente non lo fanno assurgere a “beniamino” dell’erpetocultore medio v’è la poco piacevole abitudine a riversare il contenuto intestinale se preso in mano o comunque disturbato; un inconveniente che purtroppo pochissimi animali perdono col tempo, anche se allevati e maneggiati fin da cuccioli (nel mio avatar una delle due femmine quando era “ancora” affabile durante le operazioni di pulizia). Momento della giornata più adatto per offrire il cibo è sicuramente la sera a luci spente, depositando la preda nei pressi della tana; tuttavia i miei animali ben presto sono arrivati ad accettare roditori direttamente dalla pinza a qualsiasi ora del giorno, mostrando una “feeding response” di tutto rispetto.
    In realtà questo serpente più che aggressivo è facilmente irritabile e nervoso, presentando scarsi livelli di confidenza con l’allevatore anche dopo anni di permanenza in cattività. Affinché prosperi alla stregua di altre razze più comuni è necessario l’allestimento di vari nascondigli e tane nelle quali l’animale possa ritirarsi completamente; ho di fatto constatato come spesso l’elevata attività motoria presentata dalla specie, che a livello comportamentale giustificherebbe il diffuso suggerimento di mantenerla in teche di ampiezza maggiore di quella che occorrerebbe per la media di altri boidi di stesse dimensioni, è inversamente proporzionale al grado di sicurezza percepito dall’animale. Ciò non toglie che P.timoriensis tragga indiscusso beneficio dall’essere ospitato in terrari spaziosi e ben sviluppati in altezza, dove trascorrerà molto tempo arrampicandosi sui rami.

    ho visto che non se ne parla quasi mai,
    La scarsa popolarità presso il grande pubblico di boid-fanciers è probabilmente da imputare a due ordini di fattori inficianti, come spesso accade in questo campo, l’un l’altro con ricorsività circolare: l’indole piuttosto “selvatica” che, spesso a torto, gli ha valso la scomoda nomea di “mordace” tout court; una provata difficoltà a riprodurlo con successo e regolarità. P.timoriensis è così assurto, fin dalla sua apparizione sul mercato internazionale degli animali vivi (fine anni ’60, inizi ’70), allo status di serpente “per appassionati”, figurando solo molto sporadicamente, tanto negli USA quanto in Europa, nei listini prezzo degli allevatori più specializzati e nelle collezioni dai gusti più esigenti

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    • #3
      Riprodotti in Italia...
      Per la precisione a Treviso

      tartapiero

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      • #4
        Personalmete ne possiedo una coppia nata in cattività a luglio 2003;confermo quanto asserisce GetCoiled,tuttavia tengo a precisare che,con tempo e pazienza,questi splendidi pitoni si abituano ad essere manipolati quanto qualsiasi altro boide ragionevolemte tranquillo,lasciandosi afferrare e maneggiare senza svuotare l'intestino sull'allevatore,si tratta solo di non spaventarli con gesti bruschi e di essere condiscendenti coi movimenti dell'animale;rimangono tuttavia di indole molto timida e riservata,tanto da rendere obbligatorio per il loro allevamento l'uso di rifugi in cui si sentano sicuri durante le ore di riposo,perdendo così molta della naturale diffidenza.

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