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Abc delle più comuni tartarughe d'acqua (Trachemys & Co.)

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  • Abc delle più comuni tartarughe d'acqua (Trachemys & Co.)

    L'ABC delle più comuni tartarughe d'acqua
    a cura di Simone Masin "Getulus72", con la collaborazione di Luca Caroldi "Luca-VE"

    1- Hai appena comprato o ti è stata regalata una tartarughina d’acqua e non hai idea di come tenerla? Questo vademecum è per te. Ti darà una serie di regole base per far crescere il piccolo rettile in modo corretto, e va integrata con una buona consultazione di testi specifici e siti internet. Più cose saprai sulla tua tartarughina, meglio sarai in grado di tenerla. Cominciamo.

    2- Con tutta probabilità la tua tartarughina appartiene al Genere Trachemys. Un gruppo di tartarughe d’acqua dolce di provenienza americana. Fatte nascere in grandi allevamenti in America e poi esportate in tutto il mondo. La specie più commercializzata è Trachemys scripta scripta. Ma le informazioni che trovi qui vanno bene anche per le altre specie affini.
    3- Il tuo animale è un neonato. Da adulto sarà MOLTO grossa. Attorno ai 30/40cm. Crescerà in fretta e raggiungerà queste dimensioni in circa 5 anni. Non rimarrà piccola se nutrita poco. Semplicemente morirà di stenti. Preparati a allestire una vasca di dimensioni adeguate per lei. Il sesso dei neonati è impossibile da determinare. I maschi adulti hanno una coda più lunga e spessa e artigli più lunghi delle femmine.
    4- Queste tartarughe vivono in laghi, stagni, lanche allagate. Passano la giornata nuotando e cercando cibo in acqua e scaldandosi al sole su tronchi e oggetti galleggianti. Il sole e le radiazioni UVB sono indispensabili per farle crescere bene e consentire loro di digerire il cibo. In natura si nutrono di pesci e anfibi, invertebrati acquatici, carcasse di animali finiti in acqua e di vegetazione acquatica. I neonati sono più carnivori, crescendo invece diventano prevalentemente vegetariane.
    5- La vasca. Queste tartarughine hanno bisogno di TRE cose. 1) Acqua pulita in cui nuotare, che sia alla temperatura giusta. 2) Una zona asciutta su cui salire per scaldarsi e digerire il cibo. 3) Una fonte di raggi UVB. Finchè sono piccole si può usare una qualsiasi vasca di plastica di volume non inferiore ai 30l. La profondità dell’acqua dev’essere ALMENO due volte quella del guscio dell’animale. L’acqua deve essere mantenuta sempre tra i 25 e i 28C°. E’ sufficiente usare un piccolo termoriscaldatore per acquari, immerso nell’acqua. La parte acquatica può essere dotata di filtro oppure si può tenerla pulita con cambi dell’acqua. La zona asciutta può essere realizzata con pietre, mattoni, lastre di plexiglass. L’accesso dev’essere agevole e la tartaruga deve potersi asciugare completamente. Sopra la zona asciutta va posizionato un normale faretto da lettura, con una lampadina di 40/60W che porti la temperatura dell’area a 30C° (misurata con un termometro!). Sopra la vasca va installata una lampada emettente raggi UVB che può essere sia un tubo al neon specifico per tartarughe (NON vanno bene i neon per acquari) che una lampada compatta specifica per rettili (entrambi reperibili nei negozi per rettili) La percentuale di emissione di UVB dev’essere 8%. Di notte le luci vanno spente. Attenzione! Faretto riscaldante e lampada UVB non sono alternativi l’uno all’altro, servono ENTRAMBI per una crescita corretta della tartarughina nei mesi invernali! Se hanno freddo non mangiano e muoiono lentamente! Se passano molto tempo all’asciutto sono malate! In fondo alla pagina trovate un semplice schema che vi illustra come allestire la vasca e alcune foto di una vasca allestita per Trachemys adulte!
    6- In primavera ed estate le tartarughine dovrebbero stare all’aperto in modo da avere accesso al sole naturale. Bisogna fare attenzione a non cuocerle, ovviamente! Se avete un laghetto in giardino, che corrisponda alle necessità di queste tartarughe, è possibile e addirittura consigliabile mantenerle per tutto l'anno all'aperto, ua volta che abbiano raggiunto i 2 anni di età.
    Un laghetto adatto a consentire il letargo deve avere una profondità dell'acqua di almeno 50-60 cm, per evitare che ghiacci completamente, un fondo fangoso, ricoperto di foglie o sedimento e sponde scavabili per consentire agli animali di interrarsi per sottrarsi al gelo.
    7- Il cibo. Sono rettili onnivori. Ricordate che il miglior cibo è quello che imita quel che mangerebbero in natura. Quindi ogni volta che state per dar loro qualcosa, pensate se qualcosa di analogo potrebbe esser trovato da una tartaruga selvatica. La base dell’alimentazione dei neonati è il pesce. Meglio pesci d’acqua dolce, crudi e interi, in modo che gli animali possano mangiare anche lische e interiora, oltre che il muscolo. Tutti i pesciolini di piccola taglia sono adatti. Molto usate le acquadelle o sperlani, trota, persico, perca del Nilo. Il pesce di mare e i molluschi marini vanno somministrati in modo discontinuo: sono tartarughe d’acqua dolce e non si nutrono di pesce marino in natura! Oltre al pesce si possono dare gamberi crudi, tarme della farina, lombrichi e vegetali come radicchio, scarola, crescione e poca frutta. Qualche pezzetto di osso di seppia va lasciato galleggiare nella vasca, per fornire calcio. Un paio di volte al mese si può dare un pò di carne bianca o di fegato, crudo o sbollentato. I mangimi galleggianti in pellets per tartarughe, a forma di bastoncino possono essere usati come complemento alimentare, ma non devono essere la base della dieta!
    8- Assolutamente inutili e dannosi sono i gamberetti essiccati venduti come cibo per tartarughine. Vanno eliminati dalla dieta. Carne trita, formaggi, insaccati, pane, biscotti sono tutti cibi innaturali e assolutamente nocivi. Anche se le tartarughe possono mostrare di gradire molto alcuni di questi cibi, questo non è un buon motivo per assecondarle. Le tartarughe non hanno idea di quanto un cibo sia adatto a loro o faccia loro bene! Animali alimentati con cibi del genere possono sviluppare patologie renali e epatiche gravissime e ve ne accorgerete quando sarà ormai troppo tardi.
    9- Le tartarughe palustri sono rettili rustici e robusti. I neonati sono più fragili e delicati e si ammalano più facilmente. I segnali d’allarme da non sottovalutare sono i seguenti: la tartarughina rifiuta il cibo. Passa molto tempo in acqua con gli occhi chiusi e non si muove. Quando nuota mantiene un assetto inclinato. Quando nuota non riesce ad immergersi completamente e torna a galla come un tappo di sughero. Passa molto tempo all’asciutto anche di notte, quando le luci sono spente. Il guscio è morbido e cedevole. Gli occhi sono gonfi o coperti da una patina biancastra. Ha piccole lesioni sulla pelle o sul guscio. In tutti questi casi, non c’è tempo da perdere! Va portata subito da un veterinario competente di rettili. Sulla nostra Homepage trovi un elenco di veterinari per tartarughe, Regione per Regione. Ne troverai sicuramente uno vicino a te!
    10- Le tartarughe americane non vanno assolutamente abbandonate sul territorio italiano. Creano moltissimi problemi ai nostri ecosistemi e il loro abbandono è punito dalla Legge. Se non puoi più tenere la tua tartaruga rivolgiti ad un centro specializzato per trovarle un’altra sistemazione adeguata! Allo stesso modo, se desideri adottarne una o cerchi una compagna/o per le tue, rivolgiti presso varie organizzazioni (ENPA, LAV, Tarta Club Italia ecc) o a chi gestisce Parchi Pubblici o Laghetti comunali, spesso sono in difficoltà a trovare collocazioni ad esemplari abbandonati.


    Buon allevamento!


    Simone e Luca

    Esemplari adulti di Trachemys ssp.

    Altri esemplari



    Due delle più comuni tartarughe acquatiche: al centro Trachemys scripta scripta, in basso a sinistra Trachemys scripta elegans



    Nelle foto sotto: lo schema per la realizzazione di acquaterrario per tartarughe acquatiche ", e le foto di una vasca realizzata sullo stesso modello.
    File allegati
    Ultima modifica di Luca-VE; 06-12-2010, 00:42.
    NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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