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ABC delle piu' comuni tartarughe terrestri (Genere Testudo)

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  • ABC delle piu' comuni tartarughe terrestri (Genere Testudo)

    L’ABC delle tartarughe terrestri

    a cura di Simone Masin "Getulus72", con la collaborazione di Luca Caroldi "Luca-VE"



    1- Hai appena comprato o ti è stata regalata una tartarughina terrestre e non hai idea di come tenerla. Questo vademecum è per te. Ti darà una serie di regole base per far crescere il piccolo rettile in modo corretto, e va integrata con una buona consultazione di testi specifici e siti internet. Più cose saprai sulla tua tartarughina, meglio sarai in grado di tenerla. Andiamo a cominciare:

    2- Le tartarughe di terra più comuni e allevate nel nostro paese sono Testudo hermanni, T. graeca e T. marginata, tutte vivono in zone mediterranee calde e soleggiate. In Italia sono diffuse in varie Regioni del Centro-Sud. Il loro ambiente naturale è la cosiddetta macchia mediterranea, una boscaglia di arbusti e praterie che cresce in zone aride e sabbiose, in cui d’estate piove molto poco. Il classico paesaggio della Grecia o della Sardegna con distese di uliveti e dune sabbiose rappresenta bene il loro habitat! Qui le tartarughe si scaldano al sole, brucano la dura e coriacea vegetazione e, durante la stagione fredda, scavano una buca nel terreno soffice e vanno in letargo fino a primavera. Nelle regioni più calde, le tartarughe estivano: possono scavarsi una buca nel terreno durante le settimane più torride e aspettare che le temperature scendano, dormendo. Maschi e femmine si distinguono dopo circa 5 anni dalla nascita: i maschi hanno la coda più lunga e spessa e corteggiano insistentemente le femmine per tutta la buona stagione, mordendole e speronandole col guscio.

    3- L’alloggio. Terrario o recinto? Le tartarughe terrestri mediterranee non possono essere tenute in casa in un terrario. Questi rettili come abbiamo visto, sono delle grandi camminatrici e hanno bisogno di molto spazio e della luce del sole per crescere bene. Tartarughe cresciute in casa, senza sole, quasi sempre si ammalano e muoiono nel giro di pochi anni. Per quanto accuratamente sia progettato il terrario, è praticamente impossibile ricreare i microclimi necessari a queste tartarughe ed evitare che si ammalino di patologie in terrario. Le più comuni malattie infatti sono collegate all’unione di tre fattori: troppo cibo+poco movimento+insufficiente radiazione solare. L’obiettivo di chi acquista una tartarughina terrestre non dev’essere quello di farla crescere il più in fretta possibile, bensì quello di farla crescere in modo lento e regolare! Un giardino soleggiato è l’ambiente più adatto a loro. Per creare un recinto adatto puoi cintare un pezzo di giardino (il più assolato) interrando una rete metallica plasticata almeno per 30 cm e nascondendola con assi di legno, in modo che l’animale non passi la sua giornata a cercare di scavalcarla e creare all’interno un habitat adatto alla tua tartaruga. Più grande è meglio la tua tartaruga starà. In un recinto sufficientemente ampio la tartaruga brucherà le erbe spontanee e sarà quasi autosufficiente. Non dimenticare di aggiungere una casetta in legno per i giorni di pioggia e qualche cespuglio che dia ombra nei giorni più caldi. Nonchè una ciotola bassa che funga da bagno e abbeveratoio. Anche le tartarughine neonate se la cavano bene in un recinto del genere, ma bisogna coprirlo con una rete per evitare che cornacchie e gazze si mangino la tartarughina!

    4- Conoscerne la dieta è fondamentale per crescere bene la tartaruga. Le tartarughe terrestri sono animali strettamente vegetariani, in natura passano la loro giornata vagabondando qua e là alla ricerca di erbe e piante verdi che strappano con il loro potente becco e divorano. Ogni pianta che cresca a terra può essere strappata e mangiata. In natura non mangiano quasi mai frutta e nei mesi più caldi si devono accontentare di erbe e piante grasse secche e fibrose. Visto che vivono in ambienti aridi le tartarughe bevono raramente e sfruttano l’acqua contenuta nelle piante che mangiano: non appena un acquazzone crea qualche pozza d’acqua, però, le tartarughe si affrettano a immergersi per bagnarsi e farsi delle gran bevute! In queste occasioni le tartarughe spesso defecano e urinano, quindi è importante consentire loro di bagnarsi regolarmente. Le tartarughe allevate in giardino devono ricevere una dieta simile alle tartarughe che vivono libere.

    5- La base dell’alimentazione dev’essere a base di erbe selvatiche fibrose e comprendere le seguenti essenze vegetali: erba di campo, erba medica, tarassaco, crescione, trifoglio, piantaggine, centocchio, prezzemolo, foglie e fiori di rosa, pale di fico d’india e insalata amara come cicoria, scarola, romana o radicchio. In quantità limitata e sempre minoritaria rispetto alle verdure e alle erbe selvatiche, si possono somministrare fichi, fragole, more, lamponi, albicocche e ciliege. Sempre a disposizione un pezzetto d’osso di seppia per fornire gli animali di calcio. E’ sconsigliato polverizzare il calcio sul cibo.

    6- Alimenti assolutamente vietati sono tutti i cibi proteici e i carboidrati complessi: la pappa del gatto o del cane, il pane, il formaggio e i latticini. la carne trita, gli insaccati. Tutta la frutta matura e zuccherina e ortaggi come i pomodori sono eccessivamente ricchi di zuccheri e, sebbene molto appetiti dalle tartarughe, da somministrare in modo sporadico. Sebbene su alcuni manuali, la carne trita sia ancora consigliata come integrazione per le giovani tartarughe, essa è un alimento assolutamente innaturale che causa una crescita sproporzionata ed è responsabile di patologie renali e la deformazione del carapace chiamata piramidalizzazione.

    7- La piramidalizzazione: è uno dei classici sintomi di una errata gestione delle tartarughe mediterranee. Il carapace assume un aspetto bozzellato invece di essere liscio e arrotondato. Questa malformazione è spesso associata alla MOM malattia ossea metabolica, una delle più gravi malattie dei rettili ed è causata solitamente da tre fattori: troppo cibo+cibo sbagliato (troppo nutriente, vedi sopra)+poco esercizio fisico. Bisogna aggiungere che le tartarughine devono ricevere piccoli pasti quotidiani e i vegetali devono essere serviti interi. L’animale deve lavorare per nutrirsi!

    8- Infine, il letargo. Tutte le tartarughe mediterranee, tranne alcune sottospecie nordafricane, sono perfettamente in grado di affrontare il letargo, se in buone condizioni fisiche. Anche i neonati sono in grado di superarlo senza danni. Il letargo è utile e indispensabile. Tartarughe al di sotto dell’anno di vita possono beneficiare di un letargo abbreviato: le si può mandare in ibernazione assieme alle altre alla fine di ottobre (circa) e svegliarle gradualmente attorno a febbraio. In questo caso possono aspettare la bella stagione in un terrario attrezzato con un ricco substrato di torba, fieno, un basking spot che porti la temperatura a 30C° in un angolo e una lampada UVB specifica per tartarughe.
    Contrariamente a quello che si crede, sono molte di più le Testudo, anche baby, che muoiono in terrario (magari in terrari con condizioni inadatte) di quelle regolarmente in letargo all'aperto!




    Testudo hermanni hermanni


    Testudo hermanni boettgeri

    Buon allevamento!

    Simone e Luca
    File allegati
    Ultima modifica di Luca-VE; 07-02-2011, 15:00.
    NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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