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Convenzione di Berna

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  • Convenzione di Berna

    lazio L.R. 5 aprile 1988, n. 18
    Tutela di alcune specie della fauna minore.


    Art. 3
    Per le specie elencate nel presente articolo è vietato:
    a) qualsiasi forma di cattura, di detenzione e di uccisione;
    b) il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo;
    c) il molestare la fauna selvatica minore, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione al raggiungimento delle finalità di cui al precedente articolo 1;
    d) la distruzione o la raccolta di uova dell'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote;
    e) la detenzione, il trasporto ed il commercio di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall'animale, nella misura in cui ciò contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.
    Le specie di anfibi e rettili protette sono le seguenti:
    Salamandra pezzata (Salamandra salamandra gigliolii);
    Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata);
    Tritone crestato (Triturus cristatus carnifex);
    Tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis);
    Tritone italiano (Triturus italicus);
    Geotritone italiano (Hydromantes italicus italicus);
    Ululone a ventre giallo (Bombina variegata pachypus);
    Rospo comune (Bufo bufo spinosus);
    Rospo smeraldino (Bufo viridis viridis);
    Raganella comune (Hyla arborea arborea);
    Rana agile (Rana dalmatina);
    Rana greca (Rana graeca);
    Tartaruga marina comune (Caretta caretta caretta);
    Tartaruga franca (Chelonia mydas mydas);
    Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea);
    Testuggine comune (Testudo hermanni robertmertensi);
    Testuggine d'acqua (Emys orbicularis);
    Tarantola mauritanica (Tarentola mauritanica mauritanica);
    Emidattilo verrucoso (Hemidactylus turcicus turcicus);
    Ramarro (Lacerta viridis viridis);
    Lucertola muraiola (Podarcis muralis brueggemanni e Podarcis muralis nigriventis);
    Orbettino (Anguis fragilis fragilis);
    Luscengola (Chalcides chalcides chalcides);
    Biacco maggiore (Coluber viridiflavus viridiflavus);
    Lucertola campestre (Podarcis sicula campestris, Podarcis sicula sicula, Podarcis sicula latastei, Podarcis sicula pasquinii e Podarcis sicula patrizii);
    Cervone (Elaphe quatuorlineata quotuorlineata);
    Saettone (Elaphe longissima longissima ed Elaphe longissima romana);
    Biscia dal collare (Natrix natrix helvetica);
    Biscia tassellata (Natrix tessellata tessellata);
    Coronella austriaca (Coronella austriaca austriaca);
    Coronella della Gironda (Coronella girondica);
    Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii ursinii).
    È vietata l'uccisione, la cattura, il trasporto ed il commercio dei gamberi d'acqua dolce (Austropotamobius pallipes italicus) e dei granchi di acqua dolce (Potamon fluviatile fluviatile) non provenienti da allevamento.
    La cattura di tutte le specie del genere Helix (chiocciola) è vietata da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima della levata del sole.
    La cattura delle specie di cui al precedente terzo comma è consentita per una quantità giornaliera di 1 chilogrammo per persona.
    Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei confronti degli appartenenti alle università, agli enti ed istituti di ricerca pubblici o privati, autorizzati con decreto del Presidente della Giunta

    Art. 5
    Gli anfibi, i rettili, i molluschi ed i crostacei vivi, confiscati a norma della presente legge, sono restituiti al loro ambiente naturale, purché appartenenti alla fauna autoctona.

    Art. 6
    Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di L. 70.000 e massima di L. 170.000 ed alla confisca degli animali.
    Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

  • #2
    L.R. 6 settembre 1996, n. 28--- MOLISE

    MOLISE L.R. 6 settembre 1996, n. 28
    Tutela di alcune specie di fauna minore.


    Art. 4 Divieti
    1. Per le specie di cui all'allegato «A» è vietato:
    a) qualsiasi forma di cattura, di detenzione e di uccisione;
    b) il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo;
    c) il molestare la fauna selvatica minore, specie nel periodo della riproduzione, dell'allevamento e dell'ibernazione, nella misura in cui tali molestie siano significative in relazione al raggiungimento delle finalità di cui all'articolo 1;
    d) la distruzione o la raccolta di uova dall'ambiente naturale o la loro detenzione quand'anche vuote;
    e) la detenzione, il trasporto ed il commercio di tali animali, vivi o morti, come pure imbalsamati, nonché di parti o prodotti facilmente identificabili ottenuti dall'animale, nella misura in cui ciò contribuisce a dare efficacia alle disposizioni del presente articolo.

    Art. 5
    1. È vietata l'uccisione, la cattura, il trasporto ed il commercio dei gamberi d'acqua dolce (Astropotamobius pallipes italicus) e dei granchi di acqua dolce, non provenienti da allevamento.

    Art. 9 Restituzione all'ambiente degli animali vivi catturati
    1. Gli anfibi, i rettili, i molluschi ed i crostacei vivi catturati, confiscati a norma della presente legge, sono restituiti al loro ambiente naturale, purché appartenenti alla fauna locale.

    Art. 10 Ammende
    1. Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di lire settantamila (L. 70.000) e massima di lire duecentocinquantamila (L. 250.000).

    Allegato «A»
    - Salamandra pezzata (Salamandra salamandra gigliolii)
    - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata)
    - Tritone crestato (Triturus cristatus carnifex)
    - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis)
    - Tritone italiano (Triturus italicus) - presenza da confermare
    - Geotritone italiano (Hydromantes italicus italicus)
    - Ululone a ventre giallo (Bombina variegata pachypus)
    - Rospo comune (Bufo bufo spinosus)
    - Rospo smeraldino (Bufo viridis viridis)
    - Raganella comune (Hyla Italica)
    - Rana agile (Rana dalmatina)
    - Rana greca (Rana graeca)
    - Rana verde minore (Rana esculenta)
    - Rana dei fossi (Rana lessonae)
    - Tartaruga marina comune (Caretta caretta caretta) - potenziale presenza
    - Testuggine comune (Testudo hermanni robertmertensi)
    - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
    - Tarantola mauritanica o Geco (Tarentola mauritanica)
    - Emidattilo verrucoso (Hermidactylus turcicus turcicus) - potenziale presenza
    - Ramarro (Lacerta viridis)
    - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
    - Orbettino (Anguis fragilis fragilis)
    - Luscengola (Chalcides chalcides chalcides)
    - Biacco (Coluber viridiflavus viridiflavus)
    - Lucertola campestre (Podarcis sicula campestris)
    - Cervone (Elaphe quatuorlineata)
    - Saettone (Elaphe longissima)
    - Biscia dal collare (Natrix helvetica)
    - Biscia tassellata (Natrix tessellata)
    - Coronella austriaca (Coronella austriaca)
    - Colubro di Riccioli (Coronella girondica)
    - Vipera dell'Orsini (Vipera ursinii ursinii) - potenziale presenza.
    Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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    • #3
      L.R. 15 dicembre 1992, n. 36

      LIGURIA L.R. 15 dicembre 1992, n. 36 Modifica ed integrazione alla legge regionale 22 gennaio 1992, n. 4 «Tutela della fauna minore».

      Art. 3
      Protezione della Formica rufa.

      1. È vietato danneggiare, disperdere o distruggere intenzionalmente nidi di formiche del gruppo Formica rufa o asportarne uova, larve, bozzoli, adulti.
      2. È altresì vietato detenere e commerciare nidi di suddette formiche.
      3. Al Corpo Forestale dello Stato è data facoltà di autorizzare la cessione e di nidi per attuare programmi di lotta biologica

      Art. 4
      Protezione delle chiocciole.

      1. Le chiocciole (lumache con guscio con particolare riferimento agli elicidi di interesse alimentare appartenenti alla specie Helix pomatia, Heliz aspersa) che vengono raccolte in natura si presumono destinate all'uso e consumo diretto e ne sono pertanto vietate la vendita e l'acquisto.
      2. È consentito il commercio esclusivamente di chiocciole provenienti da allevamenti; in questo caso i prodotti messi in commercio devono essere accompagnati da idonea certificazione rilasciata dal produttore dalla quale risulti la quantità e l'allevamento di provenienza.

      Art. 5
      Protezione di crostacei, anfibi e rettili.

      1. Sul territorio regionale è vietato danneggiare e uccidere intenzionalmente, nonché molestare, catturare, detenere e commerciare le seguenti specie:
      - Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes)
      - Granchio di fiume (Potamon fluviatile = P.edule)
      - Salamandra pezzata (Salamandra salamandra)
      - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata)
      - Tritone crestato (Triturus carnifex = T. Cristatus Auct.)
      - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris)
      - Tritone alpestre (Triturus alpestris)
      - Geotritone italiano (Spelaeomantes ambrosii = S. Italicus)
      - Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)
      - Rospo comune (Bufo bufo)
      - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
      - Pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus)
      - Raganella comune (Hyla arborea)
      - Raganella mediterranea (Hyla meridionalis)
      - Rana agile (Rana dalmatina)
      - Rana greca (Rana italica = R. Graeca Auct.)
      - Rana temporaria (Rana tempraria)
      - Rana verde minore (Rana esculenta)
      - Tartaruga marina comune (Caretta caretta)
      - Tartaruga franca (Chelonia nydas)
      - Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)
      - Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata)
      - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
      - Greco comune (Tarentola mauritanica)
      - Greco verrucoso (Hemidactylus turcicus)
      - Tarantolino (Phylodactylus europaeus)
      - Lucertola ocellata (Lacerta lepida)
      - Ramarro (Lacerta viridis)
      - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
      - Lucertola campestre (Podarcis sicula)
      - Orbettino (Anguis fragilis)
      - Luscengola (Chalcides chalcides)
      - Biacco (Coluber viridiflavus)
      - Saettone (Elaphe longissima)
      - Colubro bilineato (Elaphe scalaris)
      - Colubro lacertino (Malpolon mon spessulanus)
      - Biscia d'acqua (Natrix natrix)
      - Biscia viperina (Natrix maura)
      - Biscia tassellata (Natrix tassellata)
      - Colubro liscio (Coronella austriaca)
      - Colubro di Riccioli (Coronella girondica) e le altre specie di anfibi e rettili presenti allo stato libero nella Regione e, in particolare:
      - Rana verde maggiore (Rana ridibunda)
      - Testuggine comune (Testudo hermanni)
      - Testuggine greca (Testudo graeca)
      - Testuggine marginata (Testudo marginayta)
      2. Tale divieto concerne sia gli animali adulti sia le forme giovanili, gli stati larvali e le uova.
      3. Il divieto di raccolta, di commercializzazione e di detenzione vale per gli animali vivi o morti nonché per parti di essi.
      4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 1, è consentito il commercio di esemplari morti per uso alimentare esclusivamente di rane verdi provenienti da allevamento.
      5. I prodotti immessi sul mercato devono essere accompagnati da certificato redatto dal produttore e indicante le specie, l'allevamento di provenienza e il peso complessivo degli animali.
      6. L'uccisione della vipera (Vipera aspis) è consentita in caso di imminente pericolo e ne è consentita la cattura per la produzione di siero antiofidico

      Art. 7
      Divieto di introduzione, di reintroduzione e di ripopolamento.

      1. È vietato liberare sul territorio regionale specie di anfibi e rettili autoctoni o estranei alla fauna locale.
      2. Le Province possono autorizzare in deroga operazioni di reintroduzione da parte di enti o istituti di ricerca che abbiano elaborato studi e programmi appositi approvati dalla Commissione tecnico-scientifica regionale per l'ambiente naturale di cui all'art. 13.
      3. Tali reintroduzioni potranno riguardare esclusivamente specie un tempo sicuramente presenti nell'area interessata ed estinte per cause antropologiche.

      Art. 9
      Tutela dei principali siti di riproduzione, di attività trofica, svernamento ed estivazione
      .

      1. Ai fini della miglior tutela delle specie di cui all'articolo 5, la Regione ne protegge i principali siti di riproduzione, di attività trofica, svernamento ed estivazione.
      2. A tale scopo la Regione, avvalendosi anche della collaborazione delle Province, provvede alla formazione di un elenco ed alla individuazione cartografica dei principali siti di cui al comma 1. Tale elenco viene aggiornato ogni cinque anni.
      3. Per ciascun sito l'elenco dovrà contenere la descrizione, la localizzazione cartografica, l'indicazione delle principali componenti biologico ambientali, il grado di vulnerabilità delle singole aree, evidenziando, se necessari, particolari criteri gestionali da adottare per garantire la conservazione.
      4. L'elenco è approvato con deliberazione della Giunta regionale entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sentita la Commissione tecnico scientifica di cui all'articolo 13. Con la medesima procedura vengono approvati i successivi aggiornamenti. I siti individuati vengono inseriti con specifica normativa e apposita simbologia nella cartografia del Piano territoriale di coordinamento paesistico (P.T.C.P.).
      5. Nei siti compresi nell'elenco non è consentito:
      a) alterare in alcun modo l'assetto idrogeologico e vegetazionale dell'area ed in particolare effettuare alcun tipo di discarica, movimento di terreno, sbancamento, escavazione, riempimento, arginatura, con la sola eccezione di quegli interventi che si rendessero eventualmente necessari per assicurare l'incolumità pubblica;
      b) raccogliere o danneggiare la flora e la fauna tipiche dei siti;
      c) modificare in modo rilevante i parametri fisico-chimici delle acque;
      d) esercitare la caccia e la pesca e le attività ad esse connesse (ripopolamenti, pasturazioni, ecc.);
      e) alterare il flusso idrico o captare le acque;
      f) bonificare i terreni;
      g) utilizzare diserbanti, insetticidi e fitofarmaci.
      6. Per gli interventi previsti in via eccezionale alla lettera a) del comma 5, le Province provvedono, ove occorra, alla messa in opera di manufatti che consentano sia la tutela dei siti sia l'incolumità delle persone.
      7. Qualora per la conservazione di siti di particolare interesse siano necessarie ulteriori misure di salvaguardia, oltre a quelle previste nei commi precedenti la Giunta regionale può provvedere a tutelare l'area secondo le indicazioni fornite dalla Commissione tecnico-scientifica regionale per l'ambiente naturale integrata a norma dell'articolo 13.
      8. Le Province provvedono, entro sei mesi dall'approvazione regionale dell'elenco di cui al presente articolo, alla tabellazione dei siti da tutelare con i relativi divieti.
      9. Le Province possono erogare indennità ai conduttori dei fondi vincolati in relazione alle prescrizioni impartite e provvedono a realizzare gli interventi gestionali che si rendono opportuni nelle aree inserite nell'elenco di cui ai commi precedenti al fine di preservarne le caratteristiche ambientali

      Art. 11 Sanzioni.
      1. Per le infrazioni alle norme stabilite dalla presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative:
      a) da lire 100.000 a lire 1.000.000 per la violazione dei divieti di cui all'articolo 3;
      b) da lire 10.000 a lire 100.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 4;
      c) da lire 50.000 a lire 500.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 5;
      d) da lire 200.000 a lire 2.000.000 per le violazioni all'articolo 5 relative alle seguenti specie, che sono considerate particolarmente protette:
      - Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes)
      - Granchio di fiume (Potamon edule = P. fluviatile)
      - Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tergiditata)
      - Tritone punteggiato (Triturus vulgaris)
      - Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata)
      - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
      - Pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus)
      - Tartaruga marina comune (Caretta caretta)
      - Tartaruga franca (Chelonia nydas)
      - Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)
      - Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata)
      - Testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
      - Tarantolino (Phyllodactylus europaeus)
      - Lucertola ocellata (Lacerta letida)
      - Colubro bilineato (Elaphe scalaris)
      - Colubro lacertino (Malpolon monspessulanus)
      - Testuggine greca (Testudo graeca)
      - Testuggine comune (Testudo hermanni)
      e) da lire 100.000 a lire 1.000.000 per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 7;
      f) da lire 10.000 a lire 100.000 per ogni esemplare per la violazione degli obblighi di cui all'articolo 8;
      g) da lire 2.000.000 a lire 20.000.000 per le violazioni delle lettere a), c), e) f), del comma 5 dell'articolo 9, oltre all'obbligo della rimessa in ripristino dei luoghi;
      h) da lire 50.000 a lire 500.000 per le altre violazioni di cui al comma 5 dell'articolo 9.
      2. I proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie sono introitati dalle Province e sono destinati al finanziamento delle attività previste dalla presente legge.
      3. Oltre alle sanzioni pecuniarie previste dal presente articolo, i soggetti preposti alla vigilanza possono provvedere alla confisca dell'animale e, ove possibile, alla liberazione immediata sul sito di raccolta.
      Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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      • #4
        L.R. 17 maggio 1996, n. 9

        CALABRIA L.R. 17 maggio 1996, n. 9
        Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio.


        Art. 15 Divieti.
        ...
        3. Per tutte le specie di Anfibi e di Rettili, comprese le tartarughe marine, è vietata:
        a) la cattura, l'uccisione e il ferimento, salvo che avvengano per caso fortuito o per forza maggiore;
        b) la distruzione, la raccolta e la detenzione di uova.
        Deroghe ai divieti di cui sopra possono essere consentiti dalla Regione ad allevamenti, per scopo alimentare, di esemplari appartenenti alla specie «Rana esculenta»; inoltre la Regione può consentire la raccolta e la detenzione, per scopi scientifici, didattici o di conservazione, formalmente documentati, ad università, enti di ricerca o musei di storia naturale.

        Art. 20 Sanzioni.
        ...
        3. Chiunque violi le disposizioni in materia di Rettili ed Anfibi, di cui all'articolo 15, comma 3, della presente legge, è soggetto ad una sanzione amministrativa da un minimo di lire 100.000 ad un massimo di 500.000 ed alla confisca degli animali.
        Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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        • #5
          L.R. 1 aprile 1987, n. 22

          VALLE D'AOSTA L.R. 1 aprile 1987, n. 22
          Norme per la tutela dei rettili e anfibi.


          Art. 1
          1. È vietato alterare, disperdere e distruggere intenzionalmente, asportare o raccogliere uova di tutte le specie di rettili

          Art. 2
          1. È vietata la cattura, l'uccisione intenzionale o il commercio delle seguenti specie di rettili, compresi negli allegati 2 e 3 della convenzione di Berna del 19 settembre 1979:
          a) Allegato 2:
          - Ramarro (Lacerta viridis)
          - Colubro di Esculapio (Elaphe longissima)
          - Coronella (Coronella austriaca)
          - Lucertola muraiola (Podarcis muralis)
          b) Allegato 3:
          - Lucertola vivipara (Lacerta vivipara)
          - Orbettino (Anguis fragilis)
          - Biacco (Coluber viridiflavus)
          - Natrice dal collare (Natrix natrix)
          - Tutti gli altri rettili.

          Art. 3
          1. È vietata la cattura, l'uccisione intenzionale o il commercio delle seguenti specie di anfibi, compresi negli allegati 2 e 3 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979:
          a) Allegato 2:
          - Rospo smeraldino (Bufo viridis)
          - Raganella (Hyla arborea)
          b) Allegato 3:
          - Tritone alpino (Triturus alpestris)
          - Salamandra (Salamandra salamandra)
          - Salamandra nera (Salamandra atra)
          - Rospo comune (Bufo bufo)
          - Tutti gli altri anfibi.

          Art. 5
          1. Nelle oasi di protezione e nelle altre zone protette è vietata la cattura o l'uccisione della Vipera aspide (Vipera aspis) e del Marasso (Vipera berus), compresi nell'allegato 3 della convenzione di Berna del 19 settembre 1979.

          Art. 8
          1. I contravventori alle norme di cui all'articolo 1 sono soggetti alla sanzione amministrativa da L. 60.000 a L. 120.000.
          2. I contravventori alle norme di cui agli articoli 2 - 3 - 5 sono soggetti alla sanzione amministrativa da L. 200.000 a L. 500.000 per ogni esemplare raccolto o ucciso appartenente all'allegato 2 della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979 e alla sanzione amministrativa da L. 60.000 a L. 120.000 per ogni esemplare raccolto o ucciso se appartenente all'allegato 3 della Convenzione di cui sopra.
          Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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          • #6
            L.R. 7 settembre 1993, n. 50 (1)

            ABRUZZO L.R. 7 settembre 1993, n. 50
            Primi interventi per la difesa della biodiversità nella Regione Abruzzo: tutela della fauna cosiddetta minore


            Art. 2 Elencazione della fauna oggetto di protezione.
            Sono oggetto di tutela le sottoelencate specie e raggruppamenti faunistici:
            Austropotamobius pallipes (Gambero di fiume)
            Potamon fluviatile (Granchio di fiume)
            Palaemonetes antennarius (Gamberetto di fiume)
            Salamandra salamandra (Salamandra pezzata appenninica)
            Salamandrina terdigitata (Salamandrina dagli occhiali)
            Triturus (intero genere) (Tritone)
            Speleomantes italicus (=Hydromantes italicus) (Geotritone italiano)
            Emys orbicularis (Testuggine europea d'acqua dolce)
            Testudo hermanni (Tartaruga di terra comune o Tartaruga di Hermann)
            Bombina variegata (Ululone dal ventre giallo)
            Hyla arborea (Raganella comune)
            Rana (intero genere) (Rana)
            Bufo viridis (Rospo smeraldino)
            Bufo bufo (Rospo comune)
            Lacerta viridis (Ramarro)
            Podarcis (Lucertola)
            Tarentola mauritanica (Geco comune)
            Hemidactylus turcicus (Gevo verrucoso)
            Anguis fragilis (Orbettino)
            Chalcides chalcides (Luscengola)
            Elaphe longissima (Saettone)
            Elaphe quatuorlineata (Cervone)
            Natrix natrix (Biscia dal collare)
            Coluber viridiflavus (Biacco maggiore)
            Natrix tassellata (Biscia tassellata)
            Coronella austriaca (Colubro liscio)
            Coronella girondica (Colubro di Riccidi)
            Vipera ursinii (Vipera dell'Orsini)
            Vipera aspis (Vipera comune)
            Helix (intero genere) (Chiocciola)
            Lampetra planeri (Lampreda di fiume)
            Gasterosteus aculeatus (Spinarello)
            Scardinius scardafa (Scardola)
            Hippocampus hippocampus (Cavalluccio marino)
            Syngnathus acus (Pesce ago)
            Sono tutelati, inoltre, tutti i Chirotteri (Pipistrelli) e l'intero popolamento della fauna delle grotte dell'Abruzzo.

            Art. 3 Divieti.
            Per tutte le specie elencate nel precedente art. 2 è vietata:
            a) ogni forma di cattura, di asportazione dall'habitat naturale, di maltrattamento, di detenzione in cattività e di uccisione;
            b) ogni attività o modificazione che possono provocare l'eccessivo disturbo, la distruzione o il deterioramento degli ambienti di vita, di riproduzione o di frequentazione;
            c) la raccolta e la detenzione di uova, anche non fecondate o vuote;
            d) l'attività di trasporto, la detenzione e il commercio di esemplari vivi o morti.

            Art. 9 Sanzioni.
            Chiunque violi le disposizioni di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa minima di lire 300.000 e massima di lire 5.000.000 ed alla confisca degli animali.
            Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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            • #7
              L.R. 29 luglio 1998, n. 23

              SARDEGNA L.R. 29 luglio 1998, n. 23
              Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna


              Art. 5
              Specie tutelate.

              1. Fanno parte della fauna selvatica, oggetto di tutela della presente legge, i mammiferi, gli uccelli, i rettili e gli anfibi dei quali esistono popolazioni viventi, stabilmente o temporaneamente, in stato di naturale libertà nel territorio regionale e nelle acque territoriali ad esso prospicienti.
              2. La Regione, in armonia con le Direttive comunitarie e con le Convenzioni internazionali di cui all'art. 2, persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche.
              3. È vietato ogni atto diretto, o indiretto, che determini l'uccisione e la cattura o il disturbo di tutte le specie di fauna selvatica particolarmente protetta, anche sotto il profilo sanzionatorio, di cui all'allegato elenco, che fa parte integrante della presente legge.
              4. Durante il periodo di nidificazione dell'avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo alla medesima.
              5. Non è considerato disturbo l'addestramento dei cani nei tempi e luoghi consentiti dalla presente legge.
              6. Le norme della presente legge non si applicano ai Muridae (ratti e topi), alla Nutria (Myocastor coypus) e alle arvicole.

              Art. 64
              Divieto di detenzione di fauna selvatica viva
              1. Salvo che nelle oasi permanenti di protezione faunistica e cattura,
              nelle zone temporanee di ripopolamento e cattura, nonché nei centri
              gestiti dalle strutture periferiche dell'Assessorato della difesa
              dell'ambiente a ciò abilitate, è fatto divieto a chiunque di detenere
              fauna selvatica viva senza l'apposita autorizzazione rilasciata
              dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito
              l'Istituto regionale per la fauna selvatica.
              2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai
              giardini o istituti zoologici, alle stazioni zootecniche sperimentali,
              agli osservatori ornitologici e alle istituzioni similari

              art. 74Sanzioni
              A chi abbatte, cattura o detiene un esemplare di qualsiasi specie di fauna sempre protetta è comminata una sanzione amministrativa da L. 10.000.000 a L. 20.000.000 e viene altresì revocata l'autorizzazione regionale alla caccia.
              4. Per le violazioni delle altre disposizioni della presente legge si
              applicano le sanzioni amministrative previste dall'articolo 31 della
              Legge n. 157 del 1992.
              5. Per le residue violazioni della presente legge e non previste
              dall'articolo 31 della Legge n. 157 del 1992 è comminata una sanzione
              amministrativa da lire 100.000 a lire 1.000.000. Tali sanzioni sono
              raddoppiate in caso di recidiva.
              Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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              • #8
                L.R. 31 luglio 2006, n. 15

                EMILIA ROMAGNA L. R. 31 luglio 2006, n. 15 DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DELLA FAUNA MINORE

                Art. 2 Oggetto della tutela
                1. Sono oggetto della tutela di cui alla presente legge tutte le specie di anfibi, rettili e chirotteri presenti sul territorio emiliano-romagnolo, oltre alle specie particolarmente protette ai sensi del comma 2, nonché i loro habitat trofici, di riproduzione e di svernamento.
                2. Ai sensi e per gli effetti di cui alla presente legge, sono considerate
                particolarmente protette:
                a) le specie di cui agli Allegati II) e IV) della Direttiva 92/43/CEE;
                b) le specie appartenenti all’Elenco Regionale delle specie rare e/o minacciate,
                di cui all’articolo 6 della presente legge;
                c) le specie appartenenti alla fauna minore ai sensi dell’articolo 1, comma 2, indicate come rare o minacciate da direttive comunitarie o norme nazionali.
                3. Per le specie ittiche sono fatte salve le disposizioni del regolamento regionale 16 agosto 1993, n. 29 (Attrezzi e modalità di uso consentiti per la pesca. Periodi di divieto di pesca delle specie ittiche nelle acque interne dell’Emilia-Romagna) in attuazione dell’articolo 31 della legge regionale 22 febbraio 1993, n. 11 (Tutela e sviluppo della fauna ittica e regolazione della pesca in Emilia-Romagna).
                4. E’ consentita la raccolta in natura delle chiocciole (Molluschi Elicidi di interesse alimentare) solo per uso e consumo diretto, con un limite massimo giornaliero e personale di 1000 grammi.
                5. Non è consentita la raccolta in natura di chiocciole e rane nei territori compresi all'interno del sistema delle aree protette ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 17 febbraio 2005, n. 6 (Disciplina della formazione e della gestione del sistema regionale delle aree naturali protette e dei siti della Rete natura 2000) salvo diverse disposizioni degli enti di gestione competenti.
                6. E’ vietata la vendita di chiocciole e rane raccolte in natura; è consentito
                esclusivamente il commercio di chiocciole e rane provenienti da allevamento, la cui vendita deve essere accompagnata da certificazione rilasciata dal produttore, nella quale risulti la quantità e l’allevamento di provenienza.

                Art. 3 Forme di tutela
                1. Per le specie indicate all’articolo 2 è fatto divieto di:
                a) cattura o uccisione intenzionale, nonché detenzione e commercio di
                esemplari vivi o morti o di loro parti;
                b) danneggiamento o distruzione intenzionale di uova, nidi, siti e habitat di
                riproduzione, aree di sosta, di svernamento ed estivazione;
                c) disturbo intenzionale, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l’attività trofica, lo svernamento, l’estivazione o la migrazione;
                d) rilascio in natura di organismi alloctoni in grado di predare o di esercitare competizione trofica, riproduttiva o di altro genere nei confronti della fauna minore autoctona, evitando comunque ogni forma di maltrattamento degli alloctoni, ai sensi dell’articolo 727 del Codice Penale

                Art. 7 Sanzioni
                1. Chi contravviene alle disposizioni di cui alla presente legge è passibile delle seguenti sanzioni amministrative:
                a) da 25 Euro a 250 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
                comma 1, lettera a); qualora le violazioni riguardino le specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 50 Euro a500 Euro per ogni esemplare, nonché la confisca degli animali e il loro rilascio in ambienti idonei; qualora le violazioni siano inerenti a fini commerciali, si applicano sanzioni di importo doppio;
                b) da 25 Euro a 250 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
                comma 1, lettera b); qualora le violazioni riguardino specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 500 a 5.000 Euro, nonché l’obbligo di rimessa in pristino dei luoghi;
                c) da 10 Euro a 60 Euro per la violazione delle norme di cui all’articolo 3,
                comma 1, lettera c); qualora le violazioni riguardino specie articolarmente
                protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica una sanzione da 20 Euro a 120 Euro;
                d) da 20 Euro a 120 Euro in caso di violazione del divieto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d); qualora le violazioni comportino effetti negativi nei
                Deliberazione legislativa n. 25/2006 7 confronti di specie particolarmente protette ai sensi dell’articolo 2, comma 2, si applica la sanzione da 40 Euro a 240 Euro;
                e) da 25 Euro a 250 Euro in caso di immissione sul mercato di specie
                autorizzate all’allevamento ad uso commerciale senza certificato redatto
                dall’allevatore, ai sensi dell’articolo 4, comma 2;
                f) da 25 Euro a 120 Euro in caso di prelievo, detenzione, allevamento o
                uccisione per scopi di ricerca, ripopolamento, reintroduzione o per scopi
                amatoriali, in assenza dell’autorizzazione provinciale di cui all’articolo 4,
                comma 3;
                g) da 20 Euro a 120 Euro in caso di prelievo e allevamento per attività
                didattiche da parte di scuole, enti o associazioni riconosciuti, senza la
                preventiva comunicazione alla Provincia, o a seguito di diniego ai sensi
                dell’articolo 4, comma 4, nonché la confisca degli animali e la liberazione in luoghi idonei.
                2. I proventi, derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al comma 1, sono riscossi dalle Province ed enti di gestione delle Aree protette e sono destinate al finanziamento delle attività di cui alla presente legge.
                Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                • #9
                  L.R. 6 aprile 2000, n. 56

                  TOSCANA L.R. 6 aprile 2000, n. 56
                  Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche - Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n. 7 - Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49


                  art. 4 Tutela
                  1. Sono fatte salve le norme di conservazione e di tutela specifiche
                  dettate, in relazione alle singole specie e tipologie faunistiche e
                  floreali protette, dalla normativa comunitaria e nazionale vigente.

                  art. 5 Tutela della fauna
                  1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 4, sono considerate
                  protette ai sensi della presente legge tutte le specie animali
                  individuate dall'allegato B, per le quali è vietato:
                  a) la cattura e l'uccisione;
                  b) il deterioramento e la distruzione dei siti di riproduzione o di
                  riposo;
                  c) la molestia, specie nel periodo della riproduzione e
                  dell'ibernazione o del letargo;
                  d) la raccolta e la distruzione delle uova e dei nidi;
                  e) la detenzione ed il commercio degli animali, vivi o morti, anche
                  imbalsamati, nonchè di loro parti o prodotti identificabili ottenuti
                  dall'animale.
                  ...
                  3. Fermo restando il divieto relativo al commercio, sancito dalla
                  lettera e) del comma 1, nonchè quelli posti da previgenti norme di
                  legge, coloro che a qualsiasi titolo detengano animali vivi o morti,
                  anche imbalsamati, di cui all'allegato B, nonchè loro parti o
                  prodotti identificabili ottenuti dall'animale, sono obbligati a
                  presentare denuncia alla Provincia competente per territorio, entro
                  sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, o, qualora sia
                  successivo, dall'inserimento nell'elenco di cui allo stesso allegato
                  B.
                  ...
                  5. Con Allegato B1 sono individuate le specie per le quali sono
                  definiti limiti e modalità di prelievo.
                  6. Fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente, è vietato il
                  rilascio in natura di specie estranee alla fauna locale.

                  art. 17 Sanzioni amministrative
                  1. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera a) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
                  lire 500.000 (258,23 euro) a lire 3.000.000 (1549,37 euro) per ogni
                  esemplare catturato o ucciso, fino ad un massimo di lire 10.000.000
                  (5164,57 euro). Alla stessa sanzione è soggetta la violazione di cui
                  alla lett. b), per ogni sito deteriorato o distrutto, e la violazione
                  di cui alla lett. e), per ogni esemplare detenuto o commercializzato.
                  2. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera c) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
                  lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro).
                  3. Chiunque violi il divieto di cui all'art. 5, comma 1, lettera d) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
                  lire 100.000 (51,65 euro) a lire 600.000 (309,87 euro) per ogni
                  esemplare raccolto o distrutto, fino ad un massimo di lire 10.000.000
                  (5164,57 euro).
                  4. Chiunque non ottemperi all'obbligo posto ai sensi dell'art. 5,
                  comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
                  somma da lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro).
                  5. Chiunque violi i limiti posti ai sensi dell'art. 5, comma 5 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
                  lire 50.000 (25,82 euro) a lire 300.000 (154,94 euro) per ogni
                  esemplare prelevato eccedente i limiti consentiti, fino ad un massimo
                  di lire 2.000.000 (1032,91 euro).
                  6. Chiunque violi il divieto posto dall'art. 5, comma 6 è soggetto
                  alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire
                  500.000 (258,23 euro) a lire 3.000.000 (1549,37 euro). Alla stessa
                  sanzione è soggetta la violazione di cui al comma 5 dell'articolo 6.

                  ALLEGATO B
                  SPECIE ANIMALI PROTETTE AI SENSI DELLA PRESENTE LEGGE

                  INVERTEBRATI
                  MOLLUSCHI
                  Chondrina oligodonta
                  Melanopsis dufouri
                  Tacheocampylaea tacheoides

                  INSETTI
                  Lepidotteri
                  Brithys crini [=pancratii]
                  Charaxes jasius
                  Coenonympha corinna
                  Coenonympha dorus aquilonia
                  Coenonympha elbana
                  Erebia gorge erynis
                  Euchloe bellezina tagis calvensis
                  Euplagia [=Callimorpha] quadripunctaria
                  Maculinea alcon rebeli

                  Coleotteri
                  Acanthocinus xanthonereus
                  Agabus striolatus
                  Agrilus ribesii
                  Amorphocephala coronata
                  Asida gestroi ssp. pl.
                  Bagous sp.pl.
                  Bidessus saucius
                  Calchophora detrita
                  Campalita [=Calosoma] algirica
                  Carabus (Macrothorax) morbillosus
                  Carabus chlathratus antonellii
                  Ceratophyus rossii
                  Donacia sp.pl.
                  Duvalius sp. pl.
                  Eupotosia mirifica [=koenigi balcanica]
                  Gnorimus variabilis [=octopunctatus]
                  Hoplia dubia
                  Hoplia minuta
                  Hydroglyphus signatellus
                  Hypotyphlus bastianinii
                  Lucanus cervus
                  Lucanus tetraodon
                  Metronectes aubei
                  Nebria orsinii apuana
                  Necydalis ulmi
                  Odonteus armiger
                  Oxypleurus nodieri
                  Paracylindromorphus subuliformis
                  Pogonocherus marcoi
                  Polyphylla fullo
                  Prionus coriarius
                  Stomis roccai mancinii
                  Timarcha apuana
                  Trechus solarii
                  Troglorynchus sp.pl.
                  Typhloreicheia andreinii
                  Typhloreicheia damone
                  Typhloreicheia ilvensis
                  Typhloreicheia maginii
                  Typhloreicheia mingazzinii

                  Ortotteri
                  Dolichopoda sp.pl.

                  Odonati
                  Brachytron pratense [=hafniense]
                  Calopteryx xanthostoma
                  Coenagrion pulchellum
                  Sympetrum flaveolum
                  Trithemis annulata

                  Ditteri
                  Keroplatus tipuloides

                  Crostacei
                  Palaemonetes antennarius
                  Potamon fluviatile

                  VERTEBRATI
                  CICLOSTOMI
                  Lampetra fluviatilis (Lampreda di fiume)
                  Lampetra planeri (Lampreda comune)
                  Petromyzon marinus (Lampreda di mare)

                  PESCI
                  Aphanius fasciatus (Nono)
                  Cottus gobio (S*****ne)
                  Gasterosteus aculeatus (Spinarello)
                  Liphophrys fluviatilis (Cagnetta)
                  Padogobius nigricans (Ghiozzo di ruscello)

                  ANFIBI
                  Bombina pachypus (Ululone dal ventre giallo appenninico)
                  Bufo bufo (Rospo comune)
                  Hyla intermedia (Raganella comune)
                  Rana temporaria (Rana temporaria)
                  Salamandra salamandra (Salamandra pezzata)
                  Salamandrina terdigitata (Salamandrina dagli occhiali)
                  Speleomantes italicus (Geotritone italiano)
                  Triturus alpestris apuanus (Tritone alpestre delle Apuane)
                  Triturus vulgaris meridionalis (Tritone comune)

                  RETTILI
                  Anguis fragilis (Orbettino)
                  Chalcides chalcides (Luscengola, fienarola)
                  Coronella girondica (Colubro del Riccioli)
                  Dermochelys coriacea (Tartaruga liuto)
                  Hemidactylus turcicus (Geco verrucoso)
                  Lacerta bilineata (Ramarro)
                  Natrix natrix (Biscia dal collare)
                  Tarentola mauritanica (Tarantola muraiola)

                  MAMMIFERI
                  Insettivori
                  Crocidura leucodon (Crocidura ventre bianco)
                  Crocidura suaveolens (Crocidura minore)
                  Neomys anomalus (Toporagno d'acqua di Miller)
                  Neomys fodiens (Toporagno d'acqua)
                  Suncus etruscus (Mustiolo)
                  Talpa caeca (Talpa cieca)

                  Roditori
                  Arvicola terrestris (Arvicola terrestre)
                  Micromys minutus (Topolino delle Risaie)
                  Microtus multiplex (Arvicola di Fatio)
                  Microtus nivalis (Arvicola delle nevi)
                  Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                  • #10
                    RE: L.R. 6 aprile 2000, n. 56

                    TRENTINO ALTO ADIGE

                    L.P. N. 27 DEL 13-08-1973 REGIONE BOLZANO (Prov.)
                    Norme per la protezione della fauna.


                    art. 2
                    Elenco delle specie protette
                    Sono tutelate ai sensi della presente legge le specie sottoelencate:
                    dei mammiferi:
                    1) la talpa europea - talpa europea;
                    2) il riccio - erinaceus europaeus;
                    3) il moscardino - muscardinus avellenarius;
                    4) il quercino - eliomys quercinus;
                    dei rettili - serpenti:
                    5) la biscia d' acqua - natrix natrix;
                    6) la biscia tessellata - natrix tessellata;
                    7) il biacco - coluber viridiflavus;
                    8 )il colubro d' Esculapio - elaphe longissima;
                    9) il colubro liscio - coronella austriaca;
                    dei rettili - lacertidi:
                    10) l' orbettino - anguis fragilis;
                    11) le lucertole, specie - lacerta agilis;
                    - lacerta viridis;
                    - lacerta vivipara;
                    - lacerta muralis;
                    degli anfibi - anuri:
                    12) la raganella - hyla arborea;
                    13) il rospo - bufo bufo;
                    14) il rospo smeraldino - bufo viridis;
                    15) l' ululone dal ventre giallo - bombina variegata;
                    16) le rane, specie - rana esculenta;
                    - rana temporaria;
                    degli anfibi - urodeli:
                    17) la salamandra pezzata - salamandra salamandra;
                    18 ) la salamandra nera - salamandra atra;
                    19) il tritone alpestre - triturus alpestris;
                    20) il tritone comune - triturus vulgaris;
                    21) il tritone crestato - triturus cristatus;
                    dei gasteropodi - polmonati:
                    22) gli elicidi, specie - helicidae species;
                    degli insetti:
                    23) la formica rossa - formica rufa;
                    24) la mantide religiosa - mantis religiosa;
                    dei crostacei:
                    25) il gambero - astacus astacus.
                    Per le specie di cui al presente elenco sono vietati la cattura e l'abbattimento, la vendita, la custodia ed ogni trattamento, come pure è vietato danneggiare ed asportare le loro crisalidi, larve, uova, nidi, cove e dimore, inclusi i formicai di qualsiasi tipo.
                    Sono escluse dal divieto di cui al comma precedente le specie di elicidi che provengono da colture.
                    Tali specie, se poste in commercio, devono essere accompagnate da certificato di provenienza redatto dal produttore.
                    La cattura e l' abbattimento delle talpe è ammessa solo da parte dei proprietari, affittuari e usufruttuari dei fondi destinati a coltura agricola ed a giardinaggio.

                    art. 10
                    Sanzioni amministrative per le trasgressioni alle norme per la protezione della fauna
                    Sono stabilite le seguenti sanzioni amministrative:
                    a) chiunque non ottempera alle disposizioni di cui al secondo comma del precedente art. 2, riguardanti il divieto di catturare, abbattere, vendere,
                    custodire e trattare le specie elencate nell' articolo medesimo e di danneggiare ed asportare le loro crisalidi, larve, uova, nidi, cove e dimore inclusi i formicai di qualsiasi tipo, soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire 10.000 a lire 100.000;
                    ---
                    Chiunque viola le disposizioni di cui agli artt. 2 e 3 della presente legge è soggetto alla confisca delle specie di animali.
                    La violazione è presunta quando, a formale intimazione, sia opposto rifiuto all' apertura, per i necessari controlli, dei contenitori portatili o degli altri mezzi di trasporto. Se la violazione è compiuta da chi è soggetto all' altrui attività , direzione e vigilanza, incorre nella sanzione di cui ai precedenti commi la persona investita dell' autorità o incaricata della
                    direzione o vigilanza.


                    L.P. N. 16 DEL 25-07-1973 REGIONE TRENTO (Prov.)
                    Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore.


                    art. 2
                    E' vietato alterare, disperdere, distruggere nidi
                    di formiche, o asportarne uova, larve, adulti.

                    art. 4
                    Nel territorio provinciale è vietato offrire in
                    vendita e commerciare nidi di formiche, nonchè uova,
                    larve, adulti di tale specie.

                    art. 5
                    Nel territorio della provincia è vietata durante l' intero arco dell' anno la cattura di uova e girini di tutte le specie di Anfibi. Dal 1º marzo al 30 aprile è vietata la cattura di tutte le specie del genere Rana, L. (rana); dal 1º aprile al 30 giugno è vietata la cattura di tutte le specie del genere Helix, L. (lumaca con chiocciola). Nel restante periodo dell' anno la cattura
                    di rane adulte e lumache è consentita per una quantità giornaliera non superiore ad un chilogrammo per persona e per genere, a meno che non sia interdetta dal proprietario del fondo.
                    E' vietata la cattura di lumache e rane, durante la notte da un' ora dopo il tramonto a un' ora prima della levata del sole.

                    art. 7
                    Chiunque violi le disposizioni di cui agli articoli 2 e 4 o non ottemperi alle prescrizioni indicate nell' autorizzazione di cui all' articolo 3, terzo comma,
                    è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 20.000 e massima di Lire 60.000 ed alla confisca amministrativa degli insetti.
                    Chiunque violi le disposizioni di cui all' articolo 5, primo comma, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 10.000 e massima di Lire 60.000 ed alla confisca
                    amministrativa di uova, girini, rane e lumache.
                    Chiunque violi le disposizioni di cui all' articolo 5, secondo comma, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma minima di Lire 20.000 e massima di Lire 120.000 ed alla confisca amministrativa di uova, girini, rane e lumache.
                    Le violazioni alle norme di cui ai precedenti commi sono presunte quando, a formale intimazione, sia opposto rifiuto all' apertura, per i necessari controlli, dei contenitori portatili e degli altri mezzi di
                    trasporto.
                    In tal caso deve essere applicata la sanzione amministrativa pari al massimo delle rispettive somme previste.
                    Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                    • #11
                      L.R. N. 33 DEL 01-09-1997

                      SICILIA L.R. 01 settembre 1997 n. 33
                      Norme per la protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione del prelievo venatorio.
                      Disposizioni per il settore agricolo e forestale.


                      art. 2 Fauna selvatica

                      1. Fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della
                      presente legge le specie animali delle quali esistono popolazioni o
                      esemplari viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale
                      libertà nel territorio regionale.
                      2. Le specie i cui esemplari costituiscono fauna selvatica sono
                      distinte in:
                      a) specie particolarmente protette;
                      b) specie protette;
                      c) specie che possono costituire oggetto di attività venatoria.
                      3. Sono particolarmente protette, anche sotto il profilo
                      sanzionatorio, le specie di fauna selvatica elencate nell'articolo 2,
                      comma 1, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 . Sono altresì protette le specie elencate all'allegato IV, lettera A, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992.
                      ...
                      6. Le disposizioni contenute nel Capo I della presente legge non si
                      applicano ai ratti, ai topi propriamente detti, alle arvicole ed alle talpe.

                      Art. 3 Divieto di uccellagione ed altri divieti.
                      1. Salvo quanto previsto dalle disposizioni della presente legge, sono vietati:
                      a) ogni forma di uccellagione;
                      b) la cattura e la detenzione di uccelli e di mammiferi selvatici nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati;
                      c) la caccia, la cattura e la detenzione di tartarughe di mare, di testuggini sia di terra che di acqua dolce, di istrici;
                      d) l'introduzione di specie alloctone.

                      art. 32 Sanzioni
                      ....
                      8. Per tutti i divieti per i quali non siano previste sanzioni pecuniarie nella presente legge o nella legge 11 febbraio 1992, n. 157, si applica la sanzione amministrativa da lire 500.000 a lire 1.500.000.
                      Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                      • #12
                        L.R. 3 giugno 1981, n. 34

                        FRIULI-VENEZIA GIULIA L.R. 3 giugno 1981, n. 34
                        Norme per la tutela della natura e modifiche alla legge regionale 27 dicembre 1979, n. 78.


                        Art. 16
                        Nel territorio della Regione Friuli-Venezia Giulia è vietato distruggere o danneggiare i nidi di formiche del gruppo Formica rufa (formica rossa) nonché asportare commerciare e vendere uova, larve e adulti di detta specie.

                        Art. 17
                        1. La cattura delle specie del genere Rana (Rana), fatto salvo quanto disposto dal comma 2, è vietata.
                        2. È consentita la cattura della specie Rana temporaria nei territori montani, così come individuati dalla legge regionale 20 dicembre 2002, n. 33 (Istituzione dei Comprensori montani del Friuli-Venezia Giulia), con esclusione di quelli ricadenti nelle province di Gorizia e di Trieste dal 1° luglio al 28 febbraio e della specie Rana esculenta nei restanti territori montani e nella pianura dal 1° giugno al 31 gennaio.
                        3. Il quantitativo massimo giornaliero catturabile per persona è fissato in chilogrammi uno.
                        4. Il comma 2 non trova applicazione nelle aree protette di cui agli articoli 3 e 4 della legge regionale 30 settembre 1996, n. 42 (Norme in materia di parchi e riserve naturali regionali) e successive modificazioni.
                        5. Le specie Rana dalmatina, Rana latastei, Rana lessonae e Rana ridibunda sono specie protette e la loro cattura è vietata in tutto il territorio regionale durante tutto l'arco dell'anno (17).

                        Art. 17-bis
                        1. La cattura di tutte le specie del genere Helix L. (Lumaca con chiocciola) è vietata dal 1° giugno al 30 giugno e dal 1° settembre al 30 settembre.
                        2. Al di fuori del periodo di cui al comma 1, la cattura di molluschi del genere Helix è consentita per una quantità giornaliera non superiore a chilogrammi due per persona (18).

                        Art. 18
                        È vietato catturare il gambero d'acqua dolce (Astacus).

                        Art. 20
                        Chiunque violi le disposizioni contenute nella presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore a lire 20.000 e non superiore a lire 500.000.
                        La violazione è presunta quando, a formale richiesta da parte del personale adibito alla sorveglianza, nell'ambito delle zone di raccolta, sia opposto rifiuto all'apertura dei contenitori portatili o dei mezzi di trasporto.
                        La raccolta delle piante protette, dei funghi e della fauna minore in violazione delle disposizioni della presente legge comporta altresì la loro confisca in via amministrativa.
                        Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                        • #13
                          L.R. 15 novembre 1974, n. 53

                          VENETO L.R. 15 novembre 1974, n. 53.
                          Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore e della flora



                          Art. 3
                          È vietato distruggere, disperdere, alterare nidi di formiche del tipo rufa o asportarne uova, larve, adulti.
                          È, altresì, vietato nel territorio della Regione commerciare e vendere nidi di formiche del tipo rufa, nonché uova, larve, adulti di tali specie

                          Art. 4
                          La raccolta di nidi di formiche del tipo rufa, di uova, di larve, adulti per scopi scientifici o didattici può essere autorizzata dal competente Ispettorato ripartimentale delle foreste, fatto salvo il benestare del proprietario del fondo.
                          La richiesta di autorizzazione va indirizzata all'Ispettorato ripartimentale delle foreste e deve specificare lo scopo della raccolta.
                          L'autorizzazione ha carattere personale e deve indicare la durata e le modalità della raccolta

                          Art. 5
                          È vietata durante tutto l'anno nel territorio regionale la cattura di uova e girini di tutte le specie di Anfibi.
                          La cattura di tutte le specie del genere Rana, L. (rana) è consentita dal 1° maggio al 1° marzo. La cattura di tutta la specie del genere Helix L. (lumaca con chiocciola) è consentita solo dal 1° luglio al 31 marzo.
                          Nei suddetti periodi la cattura di rane adulte e lumache è consentita per una quantità giornaliera non superiore ad un chilogrammo per persona e per genere, a meno che non sia interdetta dal proprietario del fondo.
                          È comunque vietata in tutto il periodo dell'anno la cattura di lumache e rane durante la notte da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima della levata del sole.

                          Art. 17
                          Per la inosservanza delle disposizioni della presente legge, ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, laddove il fatto costituisce reato, si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:
                          a) da L. 15.000 a L. 90.000 per la violazione ai divieti e vincoli di cui agli articoli 3 e 5;
                          ...
                          Nei casi di cui alle lettere a), ....del primo comma si applica inoltre la confisca amministrativa delle specie della fauna inferiore e della flora tutelate dalla presente legge.
                          Se la violazione è compiuta da chi è soggetto all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona incaricata della direzione o vigilanza, o rivestita dell'autorità è obbligata in solido con l'autore della violazione al pagamento della pena pecuniaria.
                          Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                          • #14
                            L.R. 29 luglio 1998, n. 23

                            SARDEGNA L.R. 29 luglio 1998, n. 23
                            Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia


                            Art. 5
                            Specie tutelate.

                            1. Fanno parte della fauna selvatica, oggetto di tutela della presente legge, i mammiferi, gli uccelli, i rettili e gli anfibi dei quali esistono popolazioni viventi, stabilmente o temporaneamente, in stato di naturale libertà nel territorio regionale e nelle acque territoriali ad esso prospicienti.
                            2. La Regione, in armonia con le Direttive comunitarie e con le Convenzioni internazionali di cui all'art. 2, persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche.
                            3. È vietato ogni atto diretto, o indiretto, che determini l'uccisione e la cattura o il disturbo di tutte le specie di fauna selvatica particolarmente protetta, anche sotto il profilo sanzionatorio, di cui all'allegato elenco, che fa parte integrante della presente legge.
                            4. Durante il periodo di nidificazione dell'avifauna è vietata qualsiasi forma di disturbo alla medesima.
                            5. Non è considerato disturbo l'addestramento dei cani nei tempi e luoghi consentiti dalla presente legge.
                            6. Le norme della presente legge non si applicano ai Muridae (ratti e topi), alla Nutria (Myocastor coypus) e alle arvicole.

                            Art. 63 Immissione di fauna selvatica estranea.
                            1. È sempre vietato immettere fauna selvatica estranea alla fauna indigena senza l'autorizzazione dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito il parere del Comitato regionale faunistico.

                            Art. 64 Divieto di detenzione di fauna selvatica viva.
                            1. Salvo che nelle oasi permanenti di protezione faunistica e cattura, nelle zone temporanee di ripopolamento e cattura, nonché nei centri gestiti dalle strutture periferiche dell'Assessorato della difesa dell'ambiente a ciò abilitate, è fatto divieto a chiunque di detenere fauna selvatica viva senza l'apposita autorizzazione rilasciata dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito l'Istituto regionale per la fauna selvatica.
                            2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai giardini o istituti zoologici, alle stazioni zootecniche sperimentali, agli osservatori ornitologici e alle istituzioni similari.

                            Art. 74 Sanzioni.
                            1. A chi abbatte, cattura o detiene un esemplare di qualsiasi specie di fauna sempre protetta è comminata una sanzione amministrativa da L. 10.000.000 a L. 20.000.000 e viene altresì revocata l'autorizzazione regionale alla caccia.
                            ...
                            5. Per le residue violazioni della presente legge e non previste dall'art. 31 della legge n. 157 del 1992 è comminata una sanzione amministrativa da L. 100.000 a L. 1.000.000. Tali sanzioni sono raddoppiate in caso di recidiva.
                            Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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                            • #15
                              L.R. 27 luglio 1977, n. 33

                              LOMBARDIA L.R. 27 luglio 1977, n. 33
                              Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica.


                              legge abrogata dalla Legge Regionale 31 marzo 2008 , n. 10 Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea



                              Art. 3
                              (Conservazione degli invertebrati)
                              1. La Regione individua ai sensi dell'articolo 1, comma 3, lettera a) le comunità di invertebrati minacciate di estinzione o comunque a rischio di rarefazione e le tutela vietando l'alterazione e la distruzione dei loro habitat.
                              2. La Regione tutela le specie di invertebrati comprese nell'elenco di cui al comma 1, indicate come rare o minacciate in base alla normativa comunitaria e nazionale o alle liste rosse IUCN, nonché tutte le specie endemiche lombarde. Per tali specie sono vietati la cattura e la detenzione a qualsiasi fine, l'uccisione volontaria, il danneggiamento dei nidi, la distruzione degli stadi larvali, l'alterazione dell'habitat; gli interventi agronomici, forestali e di gestione naturalistica sono di norma permessi se non costituiscono una seria minaccia per la conservazione delle loro popolazioni.
                              3. Dal 1° marzo al 30 settembre di ogni anno è vietata la cattura di tutte le specie di molluschi dei generi Helix e Cantareus. Nel restante periodo dell'anno è consentita la cattura di chiocciole dei generi Helix e Cantareus per una quantità giornaliera non superiore a trenta individui complessivi per persona. L'attività di cattura è consentita dall'alba al tramonto e solo con l'uso delle mani libere.
                              4. La raccolta e la detenzione di uova, stadi giovanili e adulti delle comunità e specie di cui al presente articolo sono consentite per soli scopi didattici e scientifici, ai sensi dell'articolo 8.
                              5. Sono vietati l'uccisione, la cattura, il trasporto e la detenzione a qualsiasi fine di gamberi di fiume autoctoni (genere Austropotamobius).
                              6. Sono consentite la cattura e la detenzione delle specie Austropotamobius italicus e Austropotamobius pallipes ai soli fini di ricerca e per progetti di reintroduzione, previa autorizzazione corredata dal progetto di ricerca o di reintroduzione, ai sensi dell'articolo 8.
                              Art. 4
                              (Conservazione di anfibi e rettili)
                              1. Sul territorio regionale, salvo quanto previsto dai commi 2, 3, 4 e 6, sono vietate la cattura, l'uccisione volontaria e la detenzione a qualsiasi fine, a tutti gli stadi di sviluppo, delle specie di anfibi e rettili autoctoni della Lombardia compresi nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, lettera b). Sono consentiti prelievi di anfibi e rettili a tutti gli stadi di sviluppo a scopi scientifici, di conservazione o per particolari iniziative di sensibilizzazione, previa autorizzazione corredata dal progetto di ricerca, di conservazione o di sensibilizzazione ai sensi dell'articolo 8.
                              2. Dal 1° ottobre al 30 giugno di ogni anno è vietata la cattura di tutte le specie di rane. Nel restante periodo dell'anno è consentita la cattura di rane verdi adulte della specie Rana klepton esculenta e rane rosse della specie Rana temporaria, per una quantità giornaliera non superiore a trenta individui complessivi per persona, unicamente mediante l'uso delle mani libere oppure di canne da pesca prive di amo.
                              3. Il divieto di cattura non viene applicato a chi preleva le specie di rane verdi (Rana esculenta) e di rane rosse (Rana temporaria) da allevamenti amatoriali che abbiano per fine l'incremento della specie e la loro diffusione sul territorio. L'allevamento deve essere posto su terreno privato, recintato, costituito da pozze o vasche naturali o appositamente costruite e adatte allo scopo, al fine di promuovere la costruzione di ambienti idonei alla riproduzione e alla diffusione spontanea delle specie in natura. I soggetti riproduttori debbono pervenire alle zone di riproduzione spontaneamente e non possono essere preventivamente catturati e manualmente immessi nelle pozze o vasche. Gli allevamenti, prima di potersi effettuare la cattura in deroga al periodo di divieto, debbono essere segnalati alla provincia territorialmente competente, la quale detiene un registro ai fini dei dovuti controlli. In tali allevamenti è consentito un prelievo, in modica quantità e comunque non superiore a quindici individui per giorno, anche nel periodo di divieto di cattura in natura. Il prelievo è ammesso solo per il titolare dell'allevamento, il cui nominativo è segnalato presso gli uffici della Provincia territorialmente competente. La provincia competente per territorio può inoltre disciplinare ulteriormente, in forma restrittiva, la conduzione degli allevamenti e la cattura in deroga ai divieti.
                              4. La cattura di rane non è comunque ammessa dal tramonto alla levata del sole.
                              5. Gli habitat naturali indispensabili alla sussistenza delle specie di anfibi e rettili da proteggere in modo rigoroso, compresi nell'elenco di cui al comma 1, sono da considerarsi tutelati. È vietata ogni azione dalla cui esecuzione possa derivare compromissione degli habitat necessari alla sussistenza di tali specie. Gli interventi agronomici, forestali e di gestione naturalistica sono di norma permessi se non costituiscono una seria minaccia per la conservazione delle loro popolazioni.
                              6. Fermi restando i programmi di traslocazione di specie autorizzati ai sensi dell'articolo 11 del d.p.r. 357/1997, i progetti di traslocazione di anfibi e rettili autoctoni in Lombardia devono essere preventivamente autorizzati dalla Regione ed eseguiti in base alle normative vigenti in materia di conservazione della natura.
                              7. I comuni, qualora nel territorio di rispettiva competenza sussistano popolazioni di anfibi in migrazione, coadiuvano e incentivano le operazioni di salvataggio svolte dai servizi di vigilanza ecologica ai sensi della legge regionale 28 febbraio 2005, n. 9 (Nuova disciplina del servizio volontario di vigilanza ecologica), o da altri soggetti competenti sul territorio.


                              Art. 10
                              (Introduzioni, reintroduzioni e restocking o rinforzi)
                              1. Sul territorio della Regione è vietato rilasciare individui di qualsiasi specie di invertebrati, anfibi, rettili non autoctoni. È fatto salvo l'utilizzo di invertebrati nell'ambito di interventi di lotta biologica autorizzati a norma di legge.
                              2. È parimenti vietata l'introduzione di specie vegetali alloctone negli ambienti naturali.
                              3. La Giunta regionale adotta eventuali misure incentivanti l'eradicazione delle specie invasive elencate nelle liste nere di cui all'articolo 1, comma 3, lettere d) ed e).
                              4. Reintroduzioni e restocking o rinforzi sono azioni finalizzate alla conservazione della biodiversità.
                              5. Qualsiasi progetto di restocking o rinforzo o reintroduzione di piante, invertebrati, anfibi e rettili autoctoni in Lombardia, ad esclusione di quanto previsto all'articolo 4, comma 3, è preventivamente autorizzato dalla direzione regionale di cui all'articolo 8, comma 1, redatto e seguito nella sua attuazione da tecnico qualificato in materia, nonché eseguito in base alla normativa vigente, in conformità a leggi, regolamenti e discipline di settore comunitarie, nazionali o regionali, ovvero a trattati internazionali in materia di conservazione.
                              6. L'esito di ogni intervento di restocking o rinforzo e reintroduzione deve essere comunicato alla Regione, ente responsabile della conservazione di un apposito registro delle reintroduzioni e dei restocking o rinforzi delle specie di cui alla presente legge.



                              Art. 13
                              (Sanzioni)
                              1. L'inosservanza delle disposizioni dirette a evitare la compromissione degli habitat di cui all'articolo 3, comma 1, articolo 4, commi 5 e 6, articolo 5, commi 1, 5, 6, 7, 8 e 9, articolo 12, comma 4, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 500,00 euro a 4.000,00 euro con obbligo di ripristino dell'habitat alterato o distrutto, secondo la disciplina applicabile.
                              2. L'inosservanza delle disposizioni dirette ad evitare la compromissione degli alberi monumentali di cui all'articolo 12, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 600,00 euro a 6.000,00 euro.
                              3. Qualora dallo svolgimento delle attività previste dalla presente legge derivi la compromissione dell'habitat e il danneggiamento o l'abbattimento di alberi monumentali, si applicano cumulativamente le sanzioni previste dai commi 1 e 2.
                              4. L'inosservanza delle disposizioni inerenti i prelievi e i danneggiamenti di cui all'articolo 3, commi 2, 4, 5, articolo 4, commi 1, 2, 4, articolo 6 commi 1, 7 e 10, articolo 7, commi 2 e 3, articolo 8, articolo 9, commi 1 e 2, comportano l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 50,00 euro a 500,00 euro.
                              5. L'inosservanza delle disposizioni inerenti introduzioni, reintroduzioni e restocking o rinforzi di cui all'articolo 10, commi 1, 2, 5 e 6, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 200,00 euro a 2.000,00 euro, con obbligo di eradicazione della specie alloctona introdotta, secondo la disciplina applicabile.
                              6. In caso di violazioni di minima entità e di totale assenza di profitto da parte del trasgressore, le sanzioni di cui al comma 4 possono essere rispettivamente ridotte fino alla metà.
                              7. L'introito dei proventi relativi alle sanzioni di cui ai commi da 1 a 6 spetta agli enti territorialmente competenti ai sensi dell'articolo 5, comma 9.
                              8. I proventi di cui al comma 7 sono destinati al finanziamento delle attività dirette al perseguimento delle finalità di cui alla presente legge.


                              Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la competente Commissione consiliare, la Giunta regionale approva appositi elenchi, che verifica e aggiorna con periodicità di norma triennale al fine di adeguarli allo stato delle conoscenze, incluse eventuali variazioni tassonomiche, alla normativa internazionale, comunitaria e nazionale, nonché agli elenchi dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), riferiti a:a) comunità e specie di invertebrati da proteggere;
                              b) specie di anfibi e rettili da proteggere in modo rigoroso e specie di anfibi e rettili autoctoni protetti;
                              c) specie di flora spontanea protette in modo rigoroso, specie di flora spontanea con raccolta regolamentata;
                              d) lista nera delle specie alloctone animali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione;
                              e) lista nera delle specie alloctone vegetali oggetto di monitoraggio, contenimento o eradicazione.
                              4. Gli elenchi e i relativi aggiornamenti sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione e adeguatamente divulgati.

                              gli elenchi http://www.regione.lombardia.it/shar..._7736_2008.pdf


                              grazie chris
                              Ultima modifica di ladyOscar; 26-06-2011, 22:08.
                              Satia te sanguine quem sitisti, cuiusque insatiabilis semper fuisti.

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