Giusto, Sesarma. Per quanto a pochi piaccia saperlo, praticamente tutti i ratti da compagnia appartengono alla stessa SPECIE (non razza!) del ratto di chiavica, o surmolotto, o pantegana. La specie è Rattus norvegicus, ed è stata addomesticata circa due secoli addietro, inizialmente riprodotta in cattività per essere usata per i cosiddetti Rat-fight, uno sport popolare nei distretti minerari inglesi, in cui i ratti venivano fatti combattere contro cani terrier. Dalle riproduzioni in cattività originarono le prime mutazioni di colore, e i ratti domestici vennero usati nella pratica medica e poi come pets.
L'altra SPECIE, il ratto nero o Rattus rattus, è decisamente più rara e il suo declino in Italia è attribuito proprio all'invasione dei Rattus norvegicus, che sono più grossi e adattabili. Dove sono presenti in simpatria, i norvegicus prediligono i piani bassi e i corsi d'acqua, mentre i rattus colonizzano ambienti asciutti.
I ratti di fogna sono completamente interfertili con i ratti domestici, che sono solo una differente varietà. Prova ne è che io ho recuperato un cucciolo selvatico caduto in una trappola, due anni fa. l'ho cresciuto in cattività e l'ho incrociato con una linea dei miei ratti domestici. Le cucciolate sono sane e molto più resistenti alle malattie. Gli F1 sono molto più reattivi e poco manipolabili rispetto ai ratti domestici, ma il carattere torna a migliorare dopo una generazione. Altre differenze. Gli F1 tendono a rimanere più piccoli, da adulti. La maturità sessuale degli F1 è raggiunta attorno ai 2 mesi, contro le sei settimane dei ratti domestici. Le cucciolate sono meno numerose (6-10).
Simone
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\"Esistono mondi, come il vostro, in cui lo spirito dimora dentro al corpo. Ed esistono mondi come il mio, in cui il nostro spirito ci cammina accanto, in forma di animale, il nostro compagno, il nostro daimon.\"
P. Pullman, La Bussola d\'Oro.
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