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| Sauri & altri rettili. Lacertidi, Iguanidi, Agamidi & co Moderatori: fantasma, gabrisaura, tuatara |
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| Data Registrazione: Mar 2006 Località: Roma
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L’Oceano Pacifico ospita probabilmente la maggiore concentrazione di microsistemi insulari e arcipelaghi del mondo. Faglie sottomarine, forti correnti marine e cambiamenti climatici improvvisi, nonchè le notevoli distanze che separano questi sistemi gli uni dagli altri sono la fonte principale dell’endemismo di molte specie di rettili in quelle isole. Come mi è già capitato di scrivere, l’habitat delle isole è molto particolare: un complesso equilibrio di gestione di risorse, sinergie e mutualismi. La cronica mancanza di cibo ( o meglio una disponibilità ben definita di risorse ) in questi ecosistemi ha generato nel corso dell’evoluzione una gamma eterogenea di specie con attitudini alimentari particolari ( Iguane marine delle Galapagos e alghe, per esempio ). Ebbene, se si guarda bene la cartina del Pacifico si nota come ci sia quasi una specie di sauri con abitudini alimentari alternative per piccolo arcipelago ( Filippine, Galapagos, Fiji e Tonga, Caledonia, Salomone, etc. ), ma questa osservazione tiene conto solamente delle specie giunte sino ai giorni nostri. Il flagello della colonizzazione umana ha infatti spesso cancellato rettili insulari eccezionali dal pianeta ( Macroscincus Coctei a Capo Verde, Testuggini alla Galapagos, e quasi le Gallotia dalle Canarie…). Ma quanto queste specie sono in simbiosi ( e quindi perfettamente integrate ) col micro habitat che le ospita? Entrando nell’ambito dei sauri, numerose specie di piccole dimensioni risultano essere parzialmente frugivore o nutrirsi di polline. Ma mentre da specie cosiddette “foraggiatrici” come molti scincidi e lacertidi ( Gallotia o Podarcis ), questo comportamento viene attribuito più alla adattabilità alle risorse piuttosto che ad una coerente specializzazione alimentare…lo stesso non può dirsi per le specie di geconidi, definite “da agguato”. L’evoluzione verso questo tipo di dieta può essere spiegata da un utilizzo primitivo dei fiori e dei frutti maturi come “catalizzatori” della scarsa disponibilità di insetti in questi habitat. La stessa scarsità di insetti ( impollinatori per eccellenza ) nonchè la stagionalità meno marcata nei cicli biologici delle piante hanno sicuramente contribuito al fenomeno. Ma i risvolti finali sono sconcertanti…basti pensare che in queste specie si sono sviluppati recettori sensibili alle sostanze chimiche ( presupposto di una caccia “attiva” ma anche di una dieta non carnivora ) mancanti tutte le altre specie di gechi… per arrivare, osservando al microscopio la struttura delle squame giugulari di Hoplodactylus pacificus, a notare come siano diverse da quelle del resto del corpo, con una struttura microscopica che pare atta al trasporto di polline: sintomo inequivocabile che l’evoluzione è giunta al mutualismo sistematico tra pianta e animale. Molto si è studiato sul tema dei sauri come veicolo di impollinazione e dispersione di semi, e alla luce dell’abbondanza nei nostri terrari di Rhacodactylus e Phelsuma ( e si spera un giorno anche i bellissimi vivipari neozelandesi) ma anche di altre specie di sauri parzialmente interessate al fenomeno, mi è sembrato interessante approfondire questo tema ( anche se esula un po dall'ambito teraristico... Seguono alcuni link a documenti più specifici: www.rsnz.org/publish/nzjb/1987/26.pdf http://ieg.ebd.csic.es/pdfs/Olesen-V...zardTree03.pdf www.scielo.cl/pdf/rchnat/v77n3/art15.pdf http://mit.biology.au.dk/~biojmo/pdf...ogy%202004.pdf
__________________ Socio A.R.Er. Coruscus sum ergo melior sum. |
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Trooopppo giusto! eheheh Aggiungerei solo le specie di Suromalus delle isole della Baja California.
__________________ Immagini il silenzio se tutti dicessero solo quello che sanno? l'uso della parola è un dono, non un obbligo I saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi non ne tengono conto. Se un milione di persone crede ad una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida. Socio A.R.Er. |
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| | #4 (permalink) | |
| Data Registrazione: Jun 2007 Località: Alife(Caserta)
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__________________ "Quando scruti nell'abisso anche l'abisso scruta in te"... degli occhiali da sole... e si attacca ;) ---> Chiamatemi Yak ;) a.k.a Tignoso <--- | |
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| | #5 (permalink) |
| Data Registrazione: Oct 2005 Località: Briga Novarese (NO)
Messaggi: 531
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Ciao LizardMan, cercando altro ho trovato questo tuo interessante post, vorrei chiederti solamente il riferimento relativo alla differenza morfologica delle squame in Hoplodactylus. Ciao, Luca |
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| | #7 (permalink) |
| Data Registrazione: Mar 2006 Località: Roma
Messaggi: 427
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Mi fa molto piacere, grazie. Per il "collega" Ophidia ho aggiunto il link relativo a quella informazione ( primo pdf - pag 318 ). Poi..un piccolo spunto...chi si è mai chiesto a cosa servono le ciglia dell'omonimo ( e semifrugivoro ) Rhacodactylus???
__________________ Socio A.R.Er. Coruscus sum ergo melior sum. |
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| | #8 (permalink) |
| Data Registrazione: Oct 2005 Località: Briga Novarese (NO)
Messaggi: 531
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LizardMan ti spiego la mia perplessità da cui è scaturita la richiesta della citazione: che vantaggio avrebbe un geco con squame modificate per trasportare il polline? Volevo quindi capire come gli autori fossero giunti a questa conclusione. Purtroppo nell'articolo si accenna solo vagamente a questa differenza morfologica, citando poi un lavoro in preparazione che ho provato a cercare ma non ho trovato (mi chiedo se poi è stato pubblicato). In realtà un modo in cui la modificazione di quelle squame potrebbe aver giovato mi è venuto in mente ma è una speculazione proprio per cercare di dare un significato "mutualistico"... ma l'idea più gettonata per me (per ora) è che il motivo della differenza nell'ultrastruttura delle squame non sia legato al mutualismo ma che, al limite, sia la pianta ad aver giovato di una qualche modifica nella morfologia dei granuli pollinici che così sono trattenuti meglio da quel tipo di squama. Ho provato a cercare il lavoro che ai tempi era "in preparazione", ti sarei grato se ci provassi anche tu, sono curioso di capire come gli autori abbiano interpretato quel fenomeno. Ciao, Luca |
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| | #9 (permalink) | |
| Data Registrazione: Jan 2007 Località: Pastrengo(VR)
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| Citazione:
__________________ Ex-rhacofilo..pentito...ma in via di redenzione...XD | |
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| | #10 (permalink) |
| Data Registrazione: Mar 2006 Località: Roma
Messaggi: 427
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Ho cercato ma purtroppo nulla...sfortunatamente non tutti gli articoli di divulgazione scientifica finiscono in un pdf free. Al livello di mera speculazione ( anche se non sono un biologo ) posso ipotizzare il mutualismo in virtù della storica acquisizione, da parte dellle specie di gechi frugivori ( Rhacodactylus, Hoplodactylus, Naultinus, Phelsuma, etc.) di recettori sensibili alle sostanze chimiche collegati all'utilizzo del tongue-flicking. Mi spiego meglio. Se i vantaggi relativi alla pianta sono collegati all'animale ( come vettore di polline ) può darsi che il vantaggio per l'animale è proprio la pianta stessa, e non il polline. Com'è riportato in quei documenti, la densità di esemplari di gechi per metro quadro di fiori diventa estremamente alta per specie dalle abitudini così solitarie...e sicuramente questi "rave" alimentari avranno una qualche funzione nel ciclo biologico ( se non riproduttivo ) di questa specie. Tanto più che alcune piante dispongono le proprie infiorescenze in posizioni raggiungibili solo dal basso, appositamente per i piccoli squamati. E se il polline trattenuto avesse una qualche funzione chimica nel "marcare" gli esemplari in base alla zona di alimentazione ( e quindi in base al territorio di appartenenza ), per segnalare la disponibilità di cibo ad altri esemplari, o semplicemente per facilitare gli "incontri" ( come un ferormone - dopotutto trattasi di cellule "sessuali" ) tra esemplari grazie alla maggiore dispersione di tale segnale olfattivo? Se si unisce a questo il fatto che difficilmente è stato il polline a modificare il geco, ma piuttosto una necessità del geco portarsi dietro il polline...uhm...sarebbe senz'altro mutualismo. Coincide con la tua ipotesi?
__________________ Socio A.R.Er. Coruscus sum ergo melior sum. |
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