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Ratto domestico

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  • Ratto domestico

    Ratto domestico

    Scheda a cura di Simone Masin


    Origini,sistematica e domesticazione

    Il ratto domestico è la forma addomesticata del ratto bruno, detto anche ratto delle chiaviche o surmolotto (Rattus norvegicus). I ratti bruni sono originari dell’Asia meridionale e dell’India, dove da migliaia di anni, hanno imparato a sfruttare le derrate alimentari accumulate dall’uomo, vivendo e moltiplicandosi in prossimità degli insediamenti umani. Questo comportamento è detto sinantropia. Le due specie di ratto che più frequentemente si comportano da sinantropi degli esseri umani sono il ratto bruno (Rattus norvegicus) e il ratto nero (Rattus rattus). Nonostante i nomi comuni, ratti bruni e neri NON sono distinguibili dal colore della pelliccia. I ratti neri si distinguono dai loro cugini bruni per alcuni caratteri morfologici (dimensione delle orecchie, rapporto coda: lunghezza del corpo, peso, lunghezza del cranio) e soprattutto per la loro ecologia: i ratti neri tendono ad essere arboricoli, preferendo microhabitat caldi e asciutti. I ratti bruni, d’altro canto, sono prevalentemente terricoli e prediligono habitat umidi, quali canali, argini di fiumi, fogne. Le due specie non ibridano naturalmente e, dove presenti in simpatria (nello stesso habitat), tendono a occupare nicchie diverse. I ratti bruni, più aggressivi, tendono a competere con i neri e ne sono predatori. Entrambe le specie di ratti giunsero in Europa al seguito degli esseri umani: i ratti neri giunsero in Europa per primi, nel Dodicesimo Secolo. I ratti bruni arrivarono nel Diciassettesimo Secolo, causando una significativa riduzione delle popolazioni locali di ratto nero. I ratti neri non furono addomesticati con lo stessa capillarità con cui lo furono i ratti bruni, anche se non è da escludersi che in alcuni ceppi di ratti domestici siano stati introdotti i geni del ratto nero. La domesticazione dei ratti bruni iniziò nel 1800, in Inghilterra. I ratti erano catturati vivi e riprodotti per essere usati nel Rat Fight: un combattimento tra ratti e cani di razza terrier, in cui il cane dimostrava il suo coraggio affrontando i ratti che venivano gettati in una arena. L'allevamento in cattività causò la comparsa delle prime mutazioni nel colore della pelliccia e l’uso dei ratti nella pratica medica, li rese una tra le specie di roditore più allevata al mondo.

    Caratteristiche,ecologia e comportamento

    I ratti sono roditori coloniali. Allo stato selvatico formano colonie che possono arrivare fino a un centinaio di individui, tutti in varia misura imparentati tra loro. La colonia è iniziata da una coppia dominante e dai suoi discendenti. La struttura della colonia è chiusa e il riconoscimento dei singoli animali è su base olfattiva. Tutti gli animali di una colonia condividono un odore caratteristico, che ne permette l’accettazione. Ratti con un odore estraneo alla colonia non vengono riconosciuti e sono attaccati e spesso uccisi. Occasionalmente, femmine giovani estranee possono essere accettate in una colonia. La colonia si garantisce così dai rischi della consanguineità spinta. I ratti di una colonia, in contesti naturali, scavano una rete sotterranea di cunicoli, provvisti di nidi, aree di uso comune, dispense e uscite di sicurezza. Colonie che vivono a contatto con gli esseri umani si rivelano molto adattabili, sfruttando condotti di scarico, intercapedini nei muri, manufatti vari. All’interno della colonia esistono gerarchie. Gli individui più anziani sottolineano la loro posizione di dominanza esibendo il comportamento detto jumping back, ovvero scavalcando e passando sopra agli individui sottomessi, che rispondono col cosiddetto crawling under, ovvero strisciando sotto il loro ventre. La struttura sociosessuale è promiscua. Le femmine in calore possono accettare copule da molti maschi, anche se danno la preferenza ai maschi più maturi. Il livello di competizione sessuale tra maschi è perciò molto basso e i maschi convivono bene assieme. Le femmine riuniscono assieme le cucciolate in nursery comuni, anche se non nel modo sistematico in cui lo fanno i topi. Una femmina dominante può monopolizzare o divorare i cuccioli di femmine sottomesse. Le femmine mature ottimizzano la loro produttività entrando in calore entro 24 ore dopo il parto e, una volta coperte, allattando la prima cucciolata mentre i feti della cucciolata successiva si sviluppano. In questo modo una femmina di ratto è in grado di partorire fino a 13 cuccioli ogni 22/23 giorni. La mortalità nei cuccioli dopo lo svezzamento è altissima. I ratti selvatici sono onnivori. Predano piccoli roditori, rettili, anfibi, uccelli e loro uova, insetti e molluschi. Il periodo di attività è crepuscolare/notturno. Durante il periodo di attività gli animali compiono spostamenti di foraggiamento dalla colonia in un areale piuttosto modesto (meno di 200m). La vita media di un ratto selvatico è stimata attorno ai 10 mesi. La predazione (in Italia) è prevalentemente a carico di rapaci, carnivori e ofidi.

    Il ratto domestico: fancy o feeder?

    I ratti domestici differiscono in molti aspetti dai loro antenati selvatici. Tendono ad essere molto meno reattivi agli stimoli, quindi a spaventarsi di meno per rumori o stimolazioni improvvise. Alcune linee genetiche sono poco attive ed esplorative. Hanno un’elevata tolleranza alla manipolazione e non mordono quasi mai, anche se sottoposti a situazioni stressanti. Le femmine entrano in calore prima (6 settimane circa) rispetto alle femmine selvatiche (8 settimane e oltre). L’allevamento in purezza ha prodotto varietà di dimensioni molto maggiori dei ratti selvatici, con maschi che arrivano ai 400g e oltre. La principale differenza da tenere presente nello scegliere un ratto è però quella tra FANCY o FEEDER rat. I feeder rats, o ratti da pasto, sono la stragrande maggioranza che si trova comunemente in vendita nei garden oppure nei negozi specializzati. Questi animali sono allevati per diventare un pasto per rettili carnivori. Vengono perciò selezionati per la produttività. In altri termini, non viene effettuata nessuna selezione per caratteri quali: docilità, resistenza alle malattie, durata della vita, colore del mantello. Spesso i feeder vengono allevati in consanguineità stretta. Questo porta a diversi problemi nel caso in cui un feeder venga tenuto come animale da compagnia: animali dal carattere ingestibile, ridotta resistenza alle malattie, elevata insorgenza di tumori in età precoce. Tipicamente, la durata di vita media di un feeder si attesta attorno ai 18 mesi, contro i 24 mesi ed oltre di un fancy. I fancy rats sono ancora poco diffusi in Italia, sebbene siano allevati da decenni all’estero (Inghilterra, Germania, Olanda e USA, soprattutto) si tratta di animali appositamente selezionati per essere animali da compagnia e non cibo. Vengono quindi selezionati individui di buon carattere, elevata resistenza alle malattie e ai tumori e livree attraenti. Il che si traduce in una maggiore aspettativa di vita per l’animale e in una maggiore soddisfazione per il proprietario.

    Allevamento e gestione

    I ratti devono avere una gabbia in cui possano riposare e mangiare, e in cui possano essere lasciati quando non si è in grado di supervisionarli. Lasciati liberi, possono causare danni alla casa e farsi male seriamente, quindi una gabbia è necessaria. Ciò detto, la gabbia migliore è quella che offre agli animali il maggior numero di cose da fare. Personalmente sconsiglio di usare per alloggiare i ratti, tutti i contenitori di plexiglass o plastica, tipo faunabox et similia: sono generalmente troppo piccoli e le pareti lisce non offrono opportunità di arrampicarsi. Inoltre la ventilazione è scarsa e i ratti sono MOLTO sensibili ai vapori ammoniacali che si sprigionano dalla lettiera sporca. Le gabbie migliori sono quelle multipiano in rete metallica, concepite per criceti e cincillà. Scegliete la gabbia più grossa che riuscite a trovare, tenendo conto che un ratto abbisogna di una superficie lineare MINIMA pari a 350 cm2 (parametri di stabulazione EU). Tenete conto che i maschi adulti crescono abbastanza grossi da poter essere alloggiati anche in una gabbia da coniglietti (con le sbarre a passo grosso), ma le femmine riusciranno a passare tra le sbarre. Sul fondo non devono esserci griglie o similari, i ratti soffrono spesso di ascessi alle zampe e le griglie sono pericolose. Come lettiera si può usare tutolo di mais, truciolo di legno, pellets di segatura, o altre lettiere tipo Yesterday’s news. E’ importante evitare le lettiere profumate al limone o essenze similari: l’inalazione prolungata può dare irritazione, aprendo la strada a malattie polmonari. Parimenti sconsigliate sono tutte le lettiere per gatti (sepiolite, bentonite, argilla…) perché eccessivamente abrasive e polverulente. La gabbia può essere arredata con corde, scalette, tronchi, tubi di plastica, palline di plastica dura per consentire ai ratti di arrampicarsi e giocare. Secondo la mia esperienza personale, le ruote da criceti o cincillà non li entusiasmano. I cuccioli le trovano divertenti per le prime settimane, ma un ratto adolescente non le considera nulla più che un posto comodo in cui schiacciare un pisolino. Questo la dice lunga sull’intelligenza dei ratti! Nel caso scegliate di inserire una ruota, usate solo ruote per topolini o cincillà: quelle con il retro chiuso: la coda di un ratto può incastrarsi tra i raggi di una ruota tradizionale, con esiti disastrosi! Un gioco divertente che può tenere impegnato un ratto per ore è quello di inserire nella gabbia alcune noci intere, che il ratto debba rosicchiare per arrivare al gheriglio! I ratti amano dormire in posizioni sopraelevate e adorano le amache! Una semplice amaca può essere ricavata da un riquadro tagliato da un vecchio paio di jeans e appeso in alto nella gabbia. In alternativa si può usare una cassetta nido da pappagalli privata di un lato ed appesa orizzontalmente. Tutti gli arredi devono essere in plastica dura, altrimenti verranno irrimediabilmente rosicchiati! Indispensabili due ciotole in plastica, una per il cibo secco e una per il cibo deperibile e un abbeveratoio a goccia. Tutti gli arredi devono essere facilmente amovibili e lavabili, perché i ratti (specialmente i maschi, ma non solo) marcano il territorio con gocce di urina e tutti gli arredi andranno lavati periodicamente. L’ambiente dovrà essere stimolante e vario, specialmente nei primi 3 mesi di vita, per ottenere animali interattivi e intraprendenti. I giochi dovranno essere cambiati spesso e gli arredi spostati periodicamente per mettere alla prova le capacità del vostro ratto! Per lo stesso motivo, i ratti potranno essere fatti uscire, per periodi di tempo prolungati dalla gabbia, SEMPRE SOTTO SUPERVISIONE. L’ambiente ideale è una stanza in cui
    • I cavi elettrici sono fuori portata
    • Non ci sono piante velenose
    • Detersivi, smacchiatori, e veleni sono ben chiusi
    • Cani, gatti e furetti sono alla larga. I ratti stessi possono diventare pericolosi per altri animali: criceti, gerbilli, topolini, uccellini e piccoli rettili possono essere facilmente sopraffatti da un ratto. Alcuni ratti vanno d'accordo con cavie e topolini, altri li infastidiscono e alcuni li considerano cibo. Dipende dal carattere dei singoli individui.
    I ratti sono animali sociali. Mai tenere un ratto da solo. Ratti allevati da soli vivono di meno e possono sviluppare problemi caratteriali (eccessiva timidezza, abulia). E’ sempre meglio prendere due o tre cuccioli dello stesso sesso per formare un gruppo ed evitare riproduzioni indesiderate. Animali giovani (fino a 3 mesi di vita) si amalgamano bene assieme senza grossi problemi. Le femmine gravide devono essere alloggiate in gabbia singola. Due femmine molto ben affiatate tra loro possono continuare a condividere la gabbia nel caso in cui solo una delle due sia gravida, l’altra si occuperà di scaldare e pulire i cuccioli. Nel caso in cui entrambe siano gravide è necessario separarle: cercheranno di rubarsi i cuccioli a vicenda e i cuccioli verrebbero danneggiati nella disputa. Inoltre la femmina che riuscirà ad accaparrarsi tutti i cuccioli non sarà in grado di allattarli tutti correttamente. Sebbene costino meno di un criceto, è importante capire che i ratti richiedono MOLTE più attenzioni del roditore medio (criceto, criceto russo, cavia...). Hanno bisogno di uscire regolarmente e necessitano di una interazione quotidiana col padrone. Se non potete dedicare loro almeno un’ora al giorno, orientatevi verso roditori meno esigenti.

    Alimentazione

    I ratti sono onnivori. Il loro fabbisogno alimentare è stato accuratamente studiato ed esistono mangimi completi in blocchetti appositamente formulati per i ratti da laboratorio. La composizione di uno di tali mangimi è riportata di seguito: 18%proteina greggia; 3%grassi greggi; 6%fibra; 7% ceneri; 1% carbonato di calcio. Un mangime secco abbastanza equilibrato, economico e fatto in casa, può essere assemblato come segue: 2kg di mangime fioccato multicereale per conigli da reddito (si trova nei consorzi agrari)+1kg di crocchette per cani light. I mangimi secchi possono essere utilizzati come cibo di base, sempre presente nella scodella, in ragione di un cucchiaio da minestra per animale. Si può fornire anche pane, con moderazione. Io integro l’alimentazione secca tre volte alla settimana con frutta e verdura a pezzetti, pollo bollito, uovo sodo, yogurt e molta insalata. La frutta è molto gradita, specialmente quella zuccherina (banana, papaya, mango…). Da evitare l’avocado, l’arancia va sempre servita sbucciata, in quanto la buccia contiene sostanze di provato effetto cancerogeno. Cibi da dare con parsimonia: biscotti, dolciumi, cioccolata et similia. Possono essere usati come premio. Il cibo umido va servito alla sera e rimosso al mattino, per evitare che irrancidisca. Le madri in gravidanza e lattazione ed i cuccioli possono ricevere un’integrazione proteica sotto forma di uovo sodo o pollo bollito.

    Malattie

    I ratti domestici hanno alcune patologie ben conosciute, che richiedono una rapida visita dal veterinario. Questi animali hanno un metabolismo MOLTO VELOCE e un ratto sofferente alle 7 di mattina può essere morto la sera! Il punto debole dei ratti è l’apparato respiratorio: tutti i ratti convivono con un batterio appartenente al gruppo dei micoplasmi (Mycoplasma pulmonis) che normalmente viene controllato dal sistema immunitario dell’animale, ma che può causare infezioni respiratorie e polmoniti croniche o letali in caso di stress e abbassamento delle difese immunitarie. Questo significa che un ratto che subisca qualche genere di stress, potrà cominciare a manifestare sintomi respiratori variabili, da modesta a media entità, che possono evolvere in bronchite o polmonite. Gli eventi stressanti possono essere: il cambiamento di gabbia o di compagni di gabbia, un ambiente troppo freddo o troppo caldo, una lettiera che sprigioni vapori irritanti. La miglior cura è, come sempre, la prevenzione. Gabbie pulite e non sovraffollate, una buona quarantena applicata a tutti i nuovi arrivi, scrupolosa igiene e riduzione degli eventi stressanti al minimo, garantiscono una colonia in buona salute. Di solito un ratto che sviluppa un’infezione respiratoria comincia a starnutire con frequenza progressivamente maggiore, alla quale può seguire respiro faticoso e tosse. E’ il caso di andare dal veterinario se:
    • Il ratto è accovacciato con schiena inarcata ed il pelo sulla spina dorsale è ispido e arruffato.
    • Il ratto ha il muso e gli occhi incrostati di una secrezione rossastra, simile a sangue.
    • Il ratto emette suoni con la bocca sia da sveglio che mentre sonnecchia. I suoni possono essere gorgoglii, piccoli schiocchi, rumori crepitanti
    • Il ratto tiene la testa storta, inclinata da un lato
    • Il ratto rifiuta un bocconcino del suo cibo preferito ed è apatico e poco vitale
    • Il ratto ha strani gonfiori sul corpo, soprattutto sul ventre o tra le zampe
    • Il ratto vi sembra dimagrito senza motivo apparente.
    La speranza di vita media di un fancy rat si aggira sui due anni, i maschi anziani tendono ad essere colpiti da infarto, diabete e complicazioni respiratorie. Le femmine sono molto soggette a tumori mammari e tumori ovarici. Nel caso dei tumori mammari, la mastectomia è in grado di regalare molti altri mesi di vita serena ai nostri beniamini.

    Socializzazione

    Potenzialmente, tutti i ratti possono diventare degli ottimi animali domestici, anche se, talvolta, alcuni ceppi di feeder rats si mostrano eccessivamente timidi per essere addomesticati. Quel che tutti possono insegnare al proprio ratto è: 1-Lasciarsi prendere in braccio 2-Accorrere quando viene chiamato 3-Uscire e rientrare da solo nella sua gabbia 4-Lasciarsi portare in giro in tasca o nel cappuccio della felpa. I migliori risultati si ottengono con i cuccioli sotto i 3 mesi di vita. Se vi è possibile è sempre meglio procurarsi un animale di 5/6 settimane di vita: a questa età i rattini sono in un periodo sensibile in cui imparano a riconoscere il territorio e capire chi sono i loro compagni di branco. Quel che bisogna fare in questo caso è far capire ai rattini che noi apparteniamo alla colonia e fare in modo che perdano la loro timidezza nei nostri confronti. Ciò può essere fatto prendendo in mano quotidianamente i cuccioli, giocando con loro, offrendo loro piccole leccornie e permettendogli di stare sulla nostra spalla, cosa che peraltro amano moltissimo. Nel caso in cui si abbia a che fare con soggetti molto timidi e nervosi, si può provare a tranquillizzarli con la tecnica del bagging: si tratta di trovare un piccolo sacchetto di juta o stoffa, che permetta al rattino di respirare, e mettervi dentro il cucciolo spaventato. Il sacchetto va poi tenuto sotto il proprio maglione in modo che il cucciolo stia a contatto con il nostro corpo, che senta il nostro odore e il suono della nostra voce, rimanendo al tempo stesso in un luogo buio che lo tranquillizza, mentre noi svolgiamo le normali mansioni domestiche. L’operazione va ripetuta quotidianamente per circa una mezzora: di solito il rattino più spaventato si calma notevolmente dopo una settimana circa di questo procedimento. I cuccioli possono essere addestrati ad uscire dalla gabbia e ad accorrere se chiamati per nome, semplicemente offrendo loro un bocconcino appetitoso ogni volta che rispondono al richiamo. Quanto al rimanere tranquilli sulla spalla o in una tasca quando li si porta in giro, maschi e femmine hanno comportamenti divergenti: i maschi, di solito più tranquilli e meno reattivi, saranno più inclini ad addormentarsi nella tasca in cui li si è messi, magari per fare capolino ogni tanto. Le femmine invece, molto più curiose, tenderanno a preferire la vostra spalla come punto di osservazione preferenziale, piuttosto che rimanere nella tasca.

    Riproduzione

    I ratti domestici raggiungono la maturità sessuale ad un’età molto precoce. I maschi possono riprodursi già attorno alle 5 settimane e le femmine attorno alle 6-8 settimane. Tuttavia è assolutamente sconsigliabile far accoppiare femmine così giovani, che non hanno ancora terminato di crescere. E’ meglio attendere che abbiano raggiunto almeno due mesi e mezzo di età. Maschi e femmine maturi sono molto riconoscibili perchè i maschi presentano testicoli molto evidenti alla base della coda. I testicoli possono essere ritratti se l’animale è spaventato, ma appoggiando il ratto su una superficie trasparente e osservandolo da sotto per qualche minuto, senza disturbarlo, i testicoli diverranno evidenti. Le femmine entrano in calore ogni 4 giorni circa e permangono in calore per circa una giornata. I maschi, invece, sono sempre in grado di fecondare una femmina. Se i ratti sono usati come animali da pasto, la soluzione migliore è alloggiare un maschio adulto con 3-4 femmine giovani e sane: man mano che le femmine rimarranno gravide possono essere isolate in gabbie da parto dove daranno alla luce i cuccioli indisturbate. Al termine dello svezzamento le femmine potranno essere rimesse assieme al maschio che le coprirà nuovamente. E’ possibile permettere alle femmine di dare alla luce i cuccioli nella gabbia comune, ma ciò produrrà conflitti tra le varie femmine, inoltre i cuccioli più maturi ruberanno il latte dei neonati, la crescita dei cuccioli sarà stentata. La produttività complessiva del gruppo sarà inferiore. Nel caso dei fancy rats, la cosa migliore, una volta deciso quali animali si vogliono far accoppiare, è mettere il maschio assieme alla femmina per più notti di seguito, per riportarlo poi nella sua gabbia al mattino: lasciando un maschio con la femmina in modo permanente, il maschio in questione diverrà molto aggressivo con i suoi compagni di gabbia, una volta riportato nella gabbia maschile, ed è possibile che diventi un maschio super-dominante, che non accetta più la convivenza con gli altri. Di solito mettere un maschio con una femmina per dieci giorni è sufficiente a garantire l’accoppiamento. La gravidanza dura 21-22 giorni. La femmina comincia a mostrare segni di gravidanza solo attorno all’ultima settimana antecedente al parto: è il momento di isolarla in una gabbia posta in un luogo tranquillo e fornirle una cassettina di legno e abbondante paglia, fieno o ritagli di giornale. L’alimentazione della gestante e della femmina in allattamento dovrà essere accurata e abbondante, ricca di proteine. Circa 12 ore prima del parto la femmina preparerà il nido e da questo momento è meglio non prenderla in mano e non tentare di ispezionare i cuccioli. Va lasciata in pace, limitandosi a fornire cibo e acqua. Molte femmine diventano assai aggressive per le prime due settimane successive al parto e, sebbene non sia facile che divorino i cuccioli come fanno i topi, possono assestare morsi dolorosi al proprietario che cerchi di vedere i cuccioli! I cuccioli, in numero variabile da 2 a 13, nascono nudi e ciechi, del peso di 6g circa, molto immaturi, ma nel giro di due settimane si coprono di pelo. A tre settimane i cuccioli aprono gli occhi e attorno alle quattro settimane sono svezzati. E’ buona cosa lasciare i cuccioli con la madre fino a cinque settimane, prima di trovare loro una nuova casa. I cuccioli appena svezzati non hanno ancora imparato a usare correttamente i distributori d’acqua a goccia (le drinking bottles), quindi è meglio fornire l’acqua da bere anche in una piccola ciotola sistemata sotto il beccuccio dell’abbeveratoio, finche non imparano ad usarlo. Più maneggerete i cuccioli, a partire dalle tre settimane di vita, migliori risultati otterrete con l’addomesticamento!
    Ultima modifica di bonzai; 25-03-2016, 07:10.
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