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Polli ornamentali moroseta

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  • Polli ornamentali moroseta

    Polli Ornamentali Moroseta
    Scheda: Polli ornamentali Moroseta (Silkie Fowls)
    By Getulus72 - Simone Masin

    Origini e storia:
    Questa razza molto ornamentale di polli ha origini antichissime: ne parla già Marco Polo nel 1200 nella sua opera più famosa, il Milione, in cui racconta che le tribù della Mongolia allevano “strani polli lanosi o incroci tra polli e conigli”. La razza, di origini asiatiche, venne importata in Occidente, dapprima come ornamento e ospite di collezioni e serragli di nobili appassionati di fauna esotica, poi se ne scoprirono le eccezionali qualità di balia e chioccia per schiudere e allevare altre specie di uccelli di pregio (fagiani, pernici, pavoni, anseriformi) e la sua diffusione aumentò ancora. Una conquista recente di questa razza è l’uso in Pet therapy: a causa del suo carattere docilissimo e del suo aspetto coccoloso, viene affiancata spesso a coniglietti e cavie nei Kinderheim zoo (Zoo dei bambini) e nelle collezioni di animali da terapia di ospedali e centri assistenziali. Al tempo stesso è una delle razze fancy (da esposizione e concorso) più allevate e amate.
    Aspetto della razza:
    Si tratta di polli molto singolari, la loro caratteristica più peculiare è certamente il piumaggio, che manca di penne strutturate ed è composto da soffice e vaporoso piumino. Sembrano grossi pulcini mai cresciuti. Questo è dovuto a una variante recessiva del gene che controlla la struttura delle penne, che nelle Moro a seta produce piumaggio privo delle cosiddette “barbule” ovvero le strutture uncinate che danno coerenza al piumaggio. Anche le penne lunghe (timoniere e remiganti) sono arricciate e vaporose. In più questa razza presenta le zampe piumate e una escrescenza ossea sul cranio che regge un ricco ciuffo e una folta barba sotto la gola. La forma del corpo è compatta e arrotondata, caratteristica questa che condividono con molte altre varietà asiatiche di polli (Brahma, Cocincina...). La cresta è a“mora”, piccola e seminascosta nel ciuffo, i bargigli sono assenti. Altra caratteristica peculiare della razza è data dal numero di dita: normalmente nei polli sono 4: 3 in avanti e uno posteriore. Le Moro a seta ne hanno 5. Tre voltate in avanti e due all’indietro. La pelle di questi animali è uniformente nera o color cioccolato, invece che gialla come negli altri polli. I colori ammessi e più comuni sono Bianco, Nero, Argento, Ancestrale (mogano), Rosso Perniciato, Blu, Lavanda. Meno comuni sono pattern come Orlato, Splash, Piebald o Pezzato. Il peso nei soggetti da esposizione deve restare sotto il chilo.

    Qualità della razza:
    A parte l’aspetto indubbiamente elegante e ornamentale questi polli sono estremamente docili e facilmente addomesticabili e fiduciosi. Non volano e anche un recinto di 50cm basta per tenerli confinati. Le zampe calzate li rendono poco adatti a razzolare e in un giardino difficilmente fanno danni razzolando le aiuole o il prato appena seminato, quindi possono essere lasciate libere senza paura che danneggino le piante, anche le più delicate. I galli non sono per nulla aggressivi con le persone e non rappresentano un rischio nemmeno per i bambini piccoli (cosa che invece si verifica con molte altre razze), con gli altri uccelli da cortile possono convivere, ma spesso vengono maltrattati e spiumati a causa dell’irresistibile tentazione che il loro piumaggio rappresenta per gli altri animali. A parte questo, sono ovaiole discrete, con una media di circa 200-250 uova a stagione, ma soprattutto le femmine sono covatrici instancabili: possono portare a termine 3-4 nidiate di fila e sono madri perfette, al punto che vengono usate come incubatrici naturali per specie difficili da riprodurre (non vanno fatte eseguire più di tre covate l’anno in ogni caso, per non sfinire la femmina). A differenza degli altri polli, le Moro a seta si allevano meglio in regime di monogamìa, quindi in coppie, invece che in harem. Dalla mia esperienza, il maschio non danneggia la femmina, anche se ne ha una sola, anzi è gentile e per niente aggressivo. Affidare più di due femmine a un maschio invece può significare che molte uova saranno infeconde perchè il maschio si concentra su una compagna sola.

    Strutture di allevamento e gestione:
    Anche se sembrano molto delicate e fragili, in realtà sono una razza estremamente rustica e resistente, in natura sopportavano gli inverni gelidi del deserto della Mongolia, assieme ai loro padroni nomadi! Dalla mia esperienza questa razza regge molto bene le temperature rigide, ma sopporta male l’umidità e la pioggia. Questo perchè il loro folto piumino le copre completamente e le protegge efficacemente dal freddo, ma si inzuppa molto facilmente. Quindi possono essere allevate all’aperto ma è fondamentale che il loro pollaio sia coperto e riparato dalla pioggia, non solo la casetta in cui si ritirano a dormire, ma anche il parchetto esterno. Inoltre il terreno su cui pascolano dev’essere sempre asciutto e ben drenato. Ottimo un letto di ghiaia nel parchetto, oppure cortex da pacciamatura. Niente pozzanghere o, peggio ancora, fango. Questo perchè sono polli che si sono adattati a un ambiente di steppa arida e le loro zampe piumate si inzaccherano e si rovinano facilmente nel fango, inoltre la loro bassa statura le espone a bagnarsi il petto e l’addome con conseguenze nefaste.
    Per lo stesso motivo la casetta dev’essere sempre molto pulita, considerato che dormono a terra. Io uso il truciolo+pellet da stufa+paglia e cambio il 20% del substrato ogni settimana. Nella casetta si può provare a fissare un’asse bassa a meno di 20cm dal suolo, sperando che la usino come posatoio per la notte, ma le mie non l’hanno mai usata. Completano l’arredo della casetta un nido a cassetta di superficie 30X30cm, riempito di fieno, da sistemare nel punto più buio della casetta, due mangiatoie a canalina (una per il cibo in pellet, l’altra per granaglie e grit) e un abbeveratoio a tramoggia. La scelta dell’abbeveratoio deve tener presente che questa razza ha il ciuffo e la barba: non si devono poter bagnare la barba durante l’inverno, per cui lo specchio d’acqua dev’essere ridotto. Niente tazze o pentole per l’abbeverata. Nel recinto, è buona cosa delimitare un angolo soleggiato con mattoni o assi di legno (tipo aiuola) in cui versare qualche chilo di sabbia fine (sabbia di mare o di fiume) mista a cenere, i polli la useranno per farsi il bagno di sabbia a tutto vantaggio della loro vaporosità! Per una coppia calcolare almeno 1,5-2mq effettivi calpestabili di parchetto.

    Alimentazione:
    Si tratta di una razza rustica e facile da nutrire, io alimento le mie con 50% di mangime sbriciolato per riproduttori (facilmente reperibile presso un consorzio agrario, anche se le mie preferiscono di più lo sfarinato allo sbriciolato!) e 50% di misto granaglie (mais, orzo, frumento, avena, sorgo, pisello). In più fornisco verdure tritate ogni mattina e occasionalente tarme della farina che sono sempre molto gradite. Il pane bagnato è un alimento povero ma molto gradito, si può darlo come premio o per addomesticarle, assieme alle tarme. Indispensabiler è invece il grit e l’integrazione di carbonato di calcio per le femmine che producono uova. Il grit è graniglia di quarzo che viene ingerita e serve ad aiutare la frantumazione del cibo, il calcio viene fornito attraverso una miscela di gusci d’ostrica che va lasciata a disposizione nella mangiatoia. Se agli animali è consentito di uscire in giardino, integreranno la loro alimentazione con insetti, anellidi, erbe selvatiche e minerali, a tutto vantaggio della loro salute.
    Riproduzione:
    Come si diceva, le femmine sono più che propense a covare da sole: se si decide di lasciarle covare è necessario, da febbraio-marzo e fino a settembre rimuovere giornalmente le uova che producono quando non covano, marcarle con la data di deposizione (con una matita) e metterle via in un locale fresco (sotto i 20C°). Così immagazzinate le uova possono essere conservate vitali fino a 15 giorni. Appena la gallina darà segnali di voler covare, restando tutto il giorno nel nido ed emettendo una sorta di miagolìo se disturbata, le si potranno affidare il giusto numero di uova. Non è bene esagerare: una chioccia Moro a seta può coprire circa una decina di uova, se sono le sue. Cinque-sei se sono di una razza gigante, due-tre se di oca. Le femmine covano per 21-22 giorni. In questo lasso di tempo bisogna rimuovere il maschio e eventuali altre femmine. Le femmine mangiano molto poco e si alzano dal nido solo per defecare e bere, una volta ogni due-tre giorni. É bene indurle a mangiare un pò di granaglie e bere se si nota che non si sono alzate affatto per due giorni di fila, altrimenti perdono moltissimo peso. Alla nascita dei pulcini la chioccia con i piccoli (appena sono asciutti e in grado di seguire la madre) va spostata in un piccolo recinto ben protetto da ratti, mustelidi, gatti, cani , volpi e rapaci. Inoltre non sottovalutate gazze e cornacchie che possono devastare una nidiata nel giro di mezz’ora! La chioccia spesso difende i pulcini a rischio della vita, quindi c’è il rischio che rimanga uccisa o ferita se non è posta in una gabbia protetta!I pulcini si alimentano con un buon mangime sfarinato per pulcini “I periodo”, addizionato di coccidiostatico, più un buon pastoncino all’uovo per canarini, più tarme della farina. Dalla seconda settimana di vita si possono aggiungere un pò di verdure tritate sottili (scarola, tarassaco,radicchio trevisano...). Le granaglie non vanno somministrate finchè i pulcini non abbiano cominciato a razzolare all’aperto, c’è il rischio che producano occlusioni intestinali.
    I piccoli è bene che non escano all’aperto per la prima settimana di vita, poi possono essere spostati in un recinto spostabile su un prato inerbito assieme alla madre, ma solo nelle belle giornate di sole. Per il primo mese i pulcini non sopportano acquazzoni e anche piogge moderate, si bagnano e muoiono, anche se protetti dalla madre. I pulcini sono indipendenti dalla madre attorno ai due mesi di vita. A questa data possono anche essere sessati con certezza perchè la cresta dei maschi diventa turgida e rossa.

    Malattie e problemi:
    Dalla mia esperienza le Moro a seta sono una razza resistente e poco propensa ad ammalarsi, se gestita bene. I pulcini entro le prime due settimane di vita possono essere vaccinati contro la Malattia di Marek e contro la Bronchite Infettiva accordandosi per tempo con il proprio veterinario in modo che si procuri i vaccini (che di solito sono in dosi enormi per la vacinazione delle ovaiole industriali). Un’altra malattia cui vanno soggette in climi umidi è la MRC (malattia respiratoria cronica) che si manifesta con rantoli e starnuti. Richiede un trattamento antibiotico da concordarsi con il veterinario. Da marzo a ottobre è bene infine controllare il piumaggio degli animali attorno alla cloaca e sotto le ali per capire se hanno pidocchi ematofagi o altri ectoparassiti (acari), che si possono eliminare usando un apposito spray a base di piretro che si acquista nei negozi di uccelli e consorzi agrari. Per la stessa ragione è bene controllare la casetta, specialmente il nido e le fessure tra le pareti: solitamente però, basta mettere una mano nel nido, sotto il fieno e, se i parassiti sono presenti, si arrampicheranno sulle mani come piccoli puntini neri che corrono qua e là.

    Buon allevamento!
    Ultima modifica di SFn Staff; 25-03-2016, 07:09.
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