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Lemniscomys barbarus

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  • Lemniscomys barbarus

    Scheda di allevamento Lemniscomys barbarus
    (topo cinghiale o topo striato africano) - Linnaeus 1766

    Foto e testi Linda Gadaldi


    Regno: Animalia
    Phylum: Cordata
    Classe: Mammalia
    Ordine: Rodentia
    Famiglia: Muridae
    Genere: Lemniscomys
    Specie: L.barbarus





    Distribuzione/Habitat: Questa specie ha una densa diffusione all'interno di un'area che si estende lungo le regioni mediterranee dell'Africa del Nord/Nord-Ovest (approssimativamente da Tunisia, Libia, Marocco a Ghana e Burkina Faso con qualche rara segnalazione in Uganda e Tanzania). Il numero degli individui in natura subisce forti oscillazioni durante il corso dell'anno in stretta relazione con le stagioni africane, in particolar modo con le piogge. L.barbarus si può rinvenire in svariati ambienti: dalla macchia mediterranea alla savana, a zone rocciose, boschive o coltivate, f ino a 900-1000 m di altitudine (v. IUCN least concern e G.B.I.F.).

    Cenni tassonomici: Non è ancora del tutto univoca la tassonomia che concerne il genere Lemniscomys, a causa sicuramente delle sensibili differenze morfologico-cromatiche fra le diverse specie ma anche per l'interfecondità dimostrate da alcune; un aspetto importante è costituito infatti dalla distribuzione geografica di alcune popolazioni la quale è solitamente molto ben delineata ad eccezione di brevi tratti territoriali comuni. Pare comunque diffuso il riconoscimento in Lemniscomys di 10 specie (11 secondo la IUCN), tra cui 8 sottospecie all'interno di Lemniscomys barbarus: L. b. albolineatus, L. b. barbarus, L. b. convictus, L. b. fasciatus, (L.b. ifniensis), L. b. manteufli, L. b. spekei e L. b. zebra.

    Morfologia: Roditore di piccole dimensioni, si attesta mediamente fra i 9 e gli 11 cm di lunghezza esclusa la lunga coda che ne raddoppia la misura. Il colore di base di dorso e pancia è beige con nette striature longitudinali che percorrono l'intera schiena dell'animale fino la base della testa (dove sono assenti), esse sono marrone scuro contornate di nero e divengono di tonalità via via più intensa proseguendo verso il centro. Anche la coda presenta un'unica, scura, striatura lungo la sua lunghezza. NB La particolare tattica difensiva di questi animali consente loro di distrarre ipotetici predatori (o allevatori inesperti...) spelandosi e perdendo definitivamente la coda se questa viene trattenuta o danneggiata. Per tanto - considerata anche l'indole imprevedibile di questi animali - consiglio di maneggiarli con cautela, utilizzando possibilmente un piccolo contenitore come un bicchiere per gli spostamenti o i controlli di routine. La particolare colorazione che caratterizza gran parte di quest o genere rende gli esemplari praticamente invisibili nella sterpaglia anche alla luce del giorno. Il corpo snello e flessibile dà modo di fare scatti fulminei e movimenti agilissimi, permettendo salti anche molto alti. Il carattere un po' pauroso e sempre allertato rende i giovani di L. barbarus delle piccole molle... quindi attenzione.





    Lemniscomys ha anche una mediocre capacità di immagazzinare il cibo nelle "tasche guanciali", non evolutesi come nei criceti come delle vere e proprie tasche ma che vengono ugualmente utilizzate. Non vedendo quasi mai la femmina uscire dalla tana poco dopo il parto è ipotizzabile che il maschio possa fornire cibo alla compagna nei primi 2-3 giorni, servendosene.






    Allevamento in cattività

    Premessa: Questo animale differisce per molti aspetti dai più comuni roditori allevati come "pet", ad esempio Mus musculus, per questo è importante prestare la dovuta attenzione alle particolari (se pur non eccessivamente impegnative) esigenze di questa specie.


    Terrario: Consiglio per l'allevamento di una coppia di L.barbarus un contenitore di plastica di almeno 40x20x25 cm, ottimali i fauna box di grandi dimensioni o i vasconi in plastica porta oggetti/vestiti rinvenibili in tutti i supermercati e nei bricò center (mi raccomando di porre una rete sopra i contenitori progettati senza copertura). La voce che siano roditori impossibili da tenere nella plastica a causa della forte abitudine a rodere ogni cosa capiti loro a tiro non è del tutto veritiera, io non ho mai osservato essere state prese di mira parti del contenitore per consumare la dentatura nonostante fossero ben raggiungibili (contrariamente ad altri generi come Mus), questo anche grazie all'inserimento da parte mia di diversi legni che consentono, oltre a fornire un buon riparo naturale, un materiale molto sfruttato in tal senso. Totalmente da evitare a mio avviso sono le comuni gabbie per roditori, inadatte per mammiferi che richiedano particolari condizioni di stabulamen to. I comuni fauna box ad esempio, ma anche gli acquari debitamente modificati, sono chiusi da tutti i lati a parte le griglie superiori in plastica che consentono un sufficiente ricambio d'aria, di conseguenza gli animali ospitativi risultano essere più protetti, sia da un punto di vista termico (mentenimento della temperatura, protezione dalle correnti d'aria) che da eventuali disturbi esterni (animali, bambini ecc.). Sono più facilmente pulibili, non permettono la fuoriuscita del substrato, le pareti non si "ossidano" come succede col tempo alle gabbie (nonostante si possano rigare) e permettono una chiara visione globale dell'interno. Inoltre il prezzo di un fauna box è di molto inferiore ad una gabbia della medesima grandezza.


    Allestimento: Tutto il volume dell'ambiente sarà ben sfruttato da questi animali se gli se ne dà la possibilità, per cui è bene inserire al suo interno rami e corte cce ben fissati, di modo che i Lemnyscomis vi ci possano consumare i denti, arrampicare e correre agevolmente. Questi roditori sono piuttosto attivi e passano molto tempo in posizioni rialzate a riposare e controllare accuratamente il "territorio" circostante, per cui è bene permetterglielo diponendo debitamente rami ed altri elementi naturali (a propria discrezione anche piante finte di una certa robustezza, ma io preferisco evitarle). Utilizzo perlopiù legni venduti nei negozi per l'allestimento di acquari in quanto sono già perfettamente puliti e di forma gradevole, ma ho comunque utilizzato anche legni trovati in natura in buono stato (successivamente puliti e sterilizzati in forno) appartenenti a Generi arborei non tossiche se rosicchiate, vanno bene a questo scopo diversi alberi da frutto, acacia, larice, pioppo e molti altri. È importantissimo fornire del materiale che possa essere utilizzato per l'imbottimento del nido, fieno e/o bambagia per roditori e/o lana vanno bene, oppure è possibile ricreare personalmente una o due tane in posizioni diverse del terrario di modo che vengano visitate e adattate nel giro di poco tempo dagli stessi animali. Più ciotole dovranno essere messe a disposizione per la somministrazione degli alimenti, ne consiglio una per il cibo secco ed una per quello umido/vivo. L'acqua deve essere sempre attingibile, un comune beverino è perfetto allo scopo.


    Esempio di allestimento:



    Substrato/Manutenzione: Consiglio un fondo in segatura o tutolo di mais, assorbenti e gradevoli esteticamente. La quantità di rifiuti depositati da questo genere di animale è, oltre che quasi inodore, molto contenuto; io cambio totalmente il substrato un paio di volte al mese i n presenza di 4-5 esemplari, tenendo conto che provvedo quotidinamente ad eliminare eventuali scarti e rimasugli di cibo. L'odore muschiato e selvatico proprio di questi animali è a mio avviso delizioso e rende anche il momento della manutenzione più sporadico e piacevole.


    Parametri d'allevamento: Viene normalmente consigliato di riscaldare L.barbarus durante il periodo invernale, io ritengo non sia necessario se la temperatura casalinga non scende sotto i 16°C ma che favorisca comunque la riproduzione e il grado di attività degli individui, per cui considero ottimale fornire un certo gradiente termico all'interno del terrario. Per fare ciò basta disporre in parte del terrario (metà o 1/3) un cavetto o una piastra riscaldanti che mantengano la temperatura intorno ai 25-26 gradi nella parte calda scemando via via che ci si allontana dalla fonte di calore. Non inserite mai questi elementi all'interno del terrario ma poneteli sempre esternamente.


    Alimentazione: Vengono apprezzati tutti i semi abbastanza piccoli da essere sbucciati e rosicchiati in breve tempo e una vastissima gamma di vegetali, per cui consiglio di fornire una buona varietò di alimenti fra cui: miscugli di semi per piccoli uccelli (canarini e cocorite), fieno, spighe di panìco, semi di girasole (i giovanissimi avranno difficoltà ad aprirli), legumi, frumento, riso soffiato, semi di canapa, cibo per pesci, cereali da colazione, frutta, verdura, saltuariamente pane/biscotti/uova, insetti da pasto o qualche crocchetta per gatti, funghi e germogli commestibili. Al contrario di roditori altrettanto "massicci"i Lemniscomys lasceranno l'involucro della maggior parte dei semini forniti ma in compenso la quantità di cibo ingerita in un giorno è notevole. Vengono accettate con gusto anche noci aperte, arachidi e nocciole ma consigl io di fornire gli alimenti più calorici e oleosi con parsimonia. Mais, pellets pressati per roditori e tutti i semi eccessivamente grossi o duri da poter essere aperti verranno scartati.


    Convivenza e Comportamento: Trattasi di animali semi-coloniali che non definirei propriamente sociali, in natura formano nuclei familiari di modeste dimensioni i quali vivono pacificamente la reciproca vicinanza, per cui anche in allevamento è consigliato riprodurre una condizione similare rispettando possibilmente proporzioni demografiche fra maschi e femmine di 1:2 (meglio se 1;3), questo per evitare troppi scontri per la conquista di quest'ultime. Qualche allevatore afferma che possano verificarsi lotte e cannibalismo fra nidiate avvenute in tempistiche diverse con i genitori ma non ho mai osservato questo fenomeno nemmeno dopo la terza figliata all'interno del medesimo ambiente. Consiglio comunque di predisporre con attenzione il debito spazio agli animali di modo da evitare qualsivoglia problema.
    Certi aspetti sociali come il grooming (la pulizia reciproca fra individui) e il gioco sono scarsamente osservabili in questa specie, contrariamente ad altri roditori comunemente allevati.
    In cattività L.barbarus si dimostra essere un animale molto pulito, timido, curioso e allo stesso tempo estremamente prudente. Fino adesso nessuno fra adulti e cuccioli ha mai accettato cibo dalle mie mani e, se pur tollerata, la mia presenza ravvicinata genera ancora ansia ai primi adulti acquistati. I giovani invece sembrano accettare di buon grado qualche carezza sul dorso alla quale rispondono stando perfettamente immobili (certo non perchè gli sia gradita ma nemmeno la reputino minacciosa). In terza generazione ho osservato che gli esemplari sostano già più volentieri in posizioni scoperte del terrario, sopportano meglio forti rumori e movimenti inconsulti ma sono dell'op inione che come specie non supererà mai la timidezza e l'accortezza tipici che la caratterizzano e che, daltronde, in natura gli permette di sopravvivere a predatori e pericoli.



    Sono animali estremamente agili e veloci, passano molto tempo in posizioni rialzate (anche di giorno) che gli favoriscano una buona visione di ciò che hanno attorno. Incredibilmente silenziosi e raramente mordaci, probabilmente in natura devono temere una folta schiera di predatori che li costringe a limitare al minimo ogni tipo di suono e rumore. Tra la notte e il crepuscolo capita sovente di sentire i giovani maschi riproduttivi rincorrersi per il terrario e corteggiare le femmine.


    Manipolazione: E' generalmente mal tollerata, non reagiscono alla carezza ma se spinti sopra ad una mano tendono a rimanervi solo per qualche tempo. Ritengo sia una pratica da evitare in quanto, nonostante non siano assolutamente propensi al morso, non sono animali che necessitano nè ricercano il contatto umano, anzi pare essergli causa di stress, per cui è meglio evitarlo di modo da scongiurare eventuali salti pericolosi o fughe. Lemniscomys barbarus è un'affascinante e attraente roditore che si presta bene alla vita in terrario ma NON come pet.


    Dimorfismo sessuale: E' piuttosto netta, il maschio tende a rimanere più snello, agile e di dimensioni leggermente più contenute, sviluppa un sacco scrotale di dimensioni notevoli dopo il mese e mezzo di vita ed è totalmente privo di mammelle (elemento utile per il sessaggio delle nidiate) mentre la femmina raggiunge un peso ed una mole maggiori. Il sessaggio risulta possibile anche prima della maturazione sessuale, servendosi di un contenitore trasparente come un bicchiere e guardando gli animali dal basso. La distanza ano-genitale è molto maggiore nei maschi che inoltre presentano un organo sessuale ben visibile.




    Riproduzione: Da alcuni descritta come rara è invece una fase molto affascinante e comunemente osservabile in tutte le coppie allevate - nel modo corretto - in cattività. La ricezione sessuale avviene intorno ai 2 mesi per i maschi e i 4 per le femmine. I maschi passano buona parte del proprio tempo nel combattersi le femmine e nel fissare dei ruoli sociali di dominanza. Solitamente, in un ambiente limitato, tende a riprodursi solo la coppia principale. Pur essendo animali che creano colonie di media entità in natura si riproducono molto bene anche in coppia ma eventuali altri componenti del gruppo non recano solitamente alcun disturbo ai riproduttori che ambe due si occupano del mantenimento della prole. La femmina se allevata assieme al maschio rimarrà incinta subito dopo il parto e ne porterà a compimento nell'arco dell'anno anche una decina - se le condizioni glielo permettono -. Per evitare che ciò avvenga è possibile abbassare la temperatura d'allevamento di modo da indurre una diapausa, non sono infatti a favore di togliere il partner dopo l'accoppiamento o la gravidanza perchè in questa specie entrambi i genitori hanno un ruolo importante nella crescita e nella difesa della prole, per cui trovo più naturale e corretto lasciare le colonie integre. Fino adesso non ho mai osservato alcun fenomeno di cannibalismo o aggressività, anzi gli individui, anche i riproduttori, sembrano essere molto rassicurati dalla presenza degli altri componenti del gruppo dai quali raramente si isolano.
    Una particolarità interessante riguarda il mutamento nel comportamento del maschio in questo periodo che diventa risoluto, protettivo e circospetto, passando ore a controllare il terrario e il nido in posizioni favorevoli, posizionandosi all'istante sopra la nidiata in caso di allarme.



    La gestazione ha una durata di una ventina di giorni e ogni parto vedrà la nascita di 3-5 cuccioli delle dimensioni di 2.5 cm per pochi grammi di peso, le tipische strisce dorsali sono visibili già poco dopo la nascita.




    Due roditori di una settimana di vita a confronto.



    La riproduzione è un aspetto importante che è stato spesso causa di dibattito. Io ritengo che sia un buon "criterio di valutazione" per stabilire la correttezza e l'adattamento della coppia/colo nia al terrario ed ai parametri disposti loro ma che in presenza di un alto numero di parti possa abbreviare la durata media di vita. In natura infatti questo aspetto è fortemente influenzato dalla disponibilità di risorse trofiche (non sempre accessibili), le condizioni climatiche (ciclicamente avverse o proibitive), la densità di popolazione (relativa a fattori come quelli citati o le malattie) ecc.. Quindi in cattività fornendo un'alimentazione equilibrata, disponendo nel modo corretto dello spazio a disposizione, ponderando bene la composizione dei gruppi e potendo monitorare accuratamente i parametri ambientali si può compensare sufficientemente un dispendio di energie tali da consentire riproduzioni numerose alle femmine senza conseguenze immediatamente negative per la salute delle stesse ma condizionandone potenzialmente l'aspettativa di vita.


    Durata di vita: Questi sono dati che verranno sicuramente aggiornati col tempo in quanto l'allevamento corretto di questi animali non è ancora così diffuso e poco si conosce dell'effettiva aspettativa di vita degli esemplari. Pare che in natura non superino l'anno di età mentre in cattività, grazie a condizioni più favorevoli e monitorate, possano raggiungere i 2-3 anni. Come già precedentemente detto credo che questo aspetto sia in relazione alle condizioni ambientali, quindi ad esempio ad un monitoraggio più costante in cattività ma basato su informazioni sbagliate (es. set up errato del terrario, ambientazione più difficoltosa, meno parti, meno dispendio di energie-> vita più lunga). Probabilmente anche per questo la durata vitale è così ridotta nel proprio ambiente (la riproduzione africana si concentra nelle brevi stagioni più miti e favorevoli dell'anno) e così ampliata in cattività.


    Periodo di attività: Non vi sono delle vere e proprie fasce orarie di uscita e riposo, è facile osservare degli individui in piena attività nel primo pomeriggio come nel bel mezzo della notte, con picchi durante il crepuscolo.


    Reperimento in commercio: Sempre più diffusi nelle fiere terraristiche - se pur a prezzi ingiustificatamente alti e talvolta di cattura - e da allevatori privati, ancora sconosciuti invece alla vendita nei negozi specializzati e negli zoo garden.
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