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Furetti

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  • Furetti

    Il furetto (Mustela putorius furo)

    Scheda a cura di: Simone Masin (Getulus72) e Cristiana Manetti (Morgana)

    CHI SONO I FURETTI:
    I furetti (Mustela putorius furo) sono piccoli mustelidi domestici, addomesticati in epoca storica come ausiliari nella caccia al coniglio e per il controllo dei roditori nelle abitazioni e sulle navi: in Inghilterra esisteva anche un sindacato di cacciatori di ratti con il furetto! L’ipotesi più accreditata sulla storia della domesticazione del furetto è che si tratti di una varietà domestica derivante dalla puzzola europea (Mustela putorius) con apporti genetici della puzzola delle steppe (Mustela eversmanni). La prima specie è tipica dell’Europa, mentre la seconda è diffusa in Russia, Europa Mongolia e Cina centrale. I furetti sono peraltro interfertili con entrambe le specie con cui si incrociano facilmente, e dalle quali li differenziano piccoli particolari morfometrici e comportamentali. Colonie di furetti ferali (tornati alla vita selvatica) sono note in Inghilterra e in Nuova Zelanda, in quest’ultimo Paese, i furetti ferali rappresentano un serio pericolo per la fauna autoctona.
    L’area originaria di domesticazione di questi piccoli carnivori è tuttora incerta, anche se analisi genetiche hanno permesso di datare la domesticazione a circa 2500 anni fa. Record archeologici (graffiti, scritti, resti biologici) sulla presenza di furetti addomesticati in civiltà umane anteriori a tale data sono da valutare con cautela essendo ambigua l’attribuzione alla varietà putorius ed essendo possibile la confusione tra furetti e altri piccoli carnivori come manguste o civette degli alberi. Tuttora i furetti sono usati nella caccia al coniglio in molte popolazioni del bacino mediterraneo, ma si sono affermati anche come animali da compagnia, specialmente in USA e Nord Europa. Infine, questi animali sono usati come cavie nella ricerca biomedica.

    CENNI DI BIOLOGIA:
    I furetti sono piccoli carnivori predatori. Le puzzole europee, la specie da cui derivano, sono animali crepuscolari e notturni, legati alle foreste umide di pianura e alle zone umide coperte di vegetazione. Analisi del contenuto stomacale e delle feci di puzzole selvatiche hanno permesso di capire che questi mustelidi in natura hanno un’alimentazione basata prevalentemente su rettili anfibi e roditori. Occasionalmente predano anche uccelli e lagomorfi. Il nome comune inglese della puzzola, polecat, non è altro che un anglicismo del termine francese Poule-chat, ovvero Gatto-da-polli, in riferimento alla nota predilezione che questi piccoli carnivori hanno per i pollai, che li porta a fare strage di galline! Le puzzole europee sono animali estremamente attivi e, durante il periodo di veglia coprono parecchi chilometri in una sola notte. Spesso si tuffano in acqua e sono eccellenti nuotatrici. Conducono esistenze solitarie e marcano il territorio con feci e secrezioni ghiandolari del dorso e delle ghiandole perianali (una abitudine condivisa anche dai furetti). A differenza delle puzzole, i furetti domestici hanno sviluppato un buon livello di socialità che consente loro di condurre esistenza comunitaria e dividere gli spazi comuni. Un processo analogo a quello che ha coinvolto i gatti domestici, rispetto ai loro antenati selvatici. Tuttavia, nè puzzole nè furetti cooperano durante la caccia e non accettano di spartire la preda, come è tipico invece di altri carnivori sociali (lupi, iene, licaoni). I furetti sono animali fotoperiodici, ciò significa che la riproduzione in questi mammiferi è innescata dall’aumento delle ore di luce e anche dalla temperatura ambientale. In natura il ciclo riproduttivo delle puzzole europee ha inizio al termine della stagione invernale e le prime cucciolate compaiono all’inizio della primavera. Il ciclo riproduttivo del furetto puo’presentare una cronologia leggermente sfasata se gli animali sono esposti ad illuminazione artificiale durante i mesi invernali: l’illuminazione prolungata durante le ore serali e la temperatura confortevole dell’appartamento possono indurre la femmina ad anticipare il ciclo estrale di qualche mese rispetto alla stagione climatica. In natura le puzzole portano a termine una sola cucciolata l’anno. I furetti possono tuttavia evidenziare eccezioni in questo senso, con cicli estrali meno regolari. La maturità sessuale è raggiunta tra i sei e gli otto mesi di vita. La longevità si attesta tra i sei e i dieci anni.

    ALLOGGIO:
    I furetti sono piccoli carnivori molto giocherelloni e dotati di una inesauribile energia, che hanno necessità di sfogare correndo, esplorando ogni recesso della casa e combinando ogni genere di marachella. Anche se la gestione di uno o più furetti non può prescindere dall’uso di una gabbia, è fondamentale ricordare che in nessun caso questi animali possono essere tenuti sempre chiusi in gabbia. La gabbia può essere usata come luogo di riposo e come zona di sicurezza in cui chiudere gli animali quando nessuno può supervisionarli. Ma un furetto felice deve avere la possibilità di essere lasciato uscire per almeno due ore al giorno in un ambiente in cui ogni pericolo sia stato eliminato.
    In più, i furetti hanno la necessità di avere una interazione forte e continua con il loro padrone: il che significa che durante i periodi di libera uscita è necessario giocare con loro e interagirvi, non limitarsi a lasciarli andare in giro da soli. Un furetto che non riceve attenzioni dal proprietario può fare ricorso a tutta la sua immaginazione per progettare disastri che richiamino l’attenzione del padrone! I furetti possono essere addestrati all’uso di guinzaglio e pettorina e sembrano divertirsi quando vengono portati a spasso. Ciò detto, l’alloggio migliore è una capiente gabbia a più piani, la più grande che riuscite a trovare, (ne esistono di specifiche per questi animali) in cui collocare giocattoli e strutture che rendano la permanenza del furetto il meno noiosa possibile: amache, tubi e tronchi cavi sono tutti arredi graditi al furetto. Completano l’arredo un comodo nido di stracci, tre scodelle (una per il cibo secco, una per l’umido e una per l’acqua), una bottiglia-abbeveratoio, di quelle comunemente usate per i roditori e una cassettina per le feci.. Se la gabbia è posta all’esterno, durante il periodo invernale i furetti avranno bisogno di un nido in legno ben concepito e provvisto di un pertugio di piccole dimensioni che limiti la dispersione di calore, con una camera interna ben guarnita di stracci e fieno. Questi animali sono in grado di sopportare temperature molto rigide, a patto che abbiano un nido in cui ritirarsi per riposare al caldo.


    ALIMENTAZIONE:
    I furetti sono definiti carnivori puri. Il che significa che il loro alimento d’elezione sono piccoli vertebrati, dagli anfibi ai mammiferi. I furetti possono essere adeguatamente alimentati sia con crocchette, che con carni e alimenti umidi, sia con una combinazione dei due metodi. Studi clinici hanno dimostrato che questi animali hanno la necessità di avere a disposizione un alimento con una quota proteica che stia attorno al 35-40% con una percentuale in grassi del 18-20%. La percentuale di carboidrati è bene che si attesti sul valore minimo possibile, in quanto esistono dati che sembrano collegare alcune malattie metaboliche ad un eccesso di carboidrati nella dieta. Ciò detto, esistono in commercio diversi buoni prodotti in crocchette per furetti, in alternativa possono essere usati mangimi per gattini in accrescimento, anche se non dovrebbero rappresentare l’unica dieta, perchè molti alimenti per gatti tendono ad avere percentuali eccessive di carboidrati nella composizione. Per lo stesso motivo mangimi per gatti adulti e mangimi di scarsa qualità sono inadeguati e da evitare. Ultimamente si sta diffondendo la tendenza di nutrire i furetti con carni crude (pollo, coniglio, carni rosse, topolini, quaglie), nel tentativo di evitare di fornire carboidrati non necessari e favorire la masticazione e le attività predatorie-consumatorie dell’animale. Questa pratica comporta alcune controindicazioni. Anzitutto, se le prede non sono fornite intere e se le carni sezionate prevalgono, esiste il rischio concreto che il fabbisogno nutrizionale dell’animale non sia soddisfatto appieno. Per avere accesso a vitamine, oligoelementi e fibra, idealmente il furetto dovrebbe poter consumare anche il contenuto intestinale, le ossa e la pelle della preda. In secondo luogo, la somministrazione di cibo crudo espone questi animali a intossicazioni specialmente durante la stagione calda, anche tenendo conto che questi mustelidi tendono a fare scorta di cibo da consumare in un secondo momento e le dispense non sono facili da trovare. Infine, il volume delle feci è notevolmente maggiore e l’odore delle feci e dell’animale stesso nutrito in questo modo tende ad essere sgradevole. Un valido compromesso è integrare l’alimentazione secca con cibi umidi per gattini o furetti e con carni cotte o sbollentate. I furetti non devono essere nutriti in nessun caso con dolciumi, merendine e alimenti zuccherini. Il cibo secco deve essere sempre a disposizione. Questi animali fanno molti piccoli pasti al giorno. L’acqua può essere fornita in una scodella e anche nella bottiglia-abbeveratoio. Molti furetti bevono più volentieri dalla scodella, anche se tendono a giocare e insudiciare l’acqua.

    RIPRODUZIONE:
    I furetti, come molti piccoli carnivori e roditori, presentano un ciclo riproduttivo ad ovulazione indotta: cio’ significa che la femmina in calore, riconoscibile dagli inconfondibili rigonfiamenti genitali, ovula soltanto dopo essersi ripetutamente accoppiata con il maschio. L’indizio che la femmina è pronta per accoppiarsi è dato dal rigonfiamento della vulva, accompagnato, dopo circa una settimana, da secrezioni che bagnano le cosce e il perineo dell’animale. Se la femmina non si accoppia resterà in questo stato molto a lungo e andrà incontro a un deperimento organico che potrebbe esserle fatale. Per questo è importante decidere PRIMA che il calore si presenti se si è intenzionati o meno a riprodurre una femmina. Il calore nel maschio è annunciato da un aumento delle secrezione sul dorso, dall’odore pungente e dall’aspetto untuoso della pelliccia. Inoltre i testicoli si fanno più evidenti e gonfi e l’animale tenta di sottomettere e montare gli altri furetti o le mani del padrone! L’accoppiamento è molto brutale e violento. Il maschio durante l’accoppiamento, afferra la femmina per la nuca, spesso mordendola ripetutamente durante il corteggiamento: in realtà, il comportamento del maschio è necessario per indurre nella femmina il cambiamento ormonale che le consentirà di produrre gli ovuli. Questo stato di cose comporta la necessità di lasciare la femmina al maschio per due o tre giorni consecutivi, in quanto un solo accoppiamento spesso non garantisce la fecondazione e la gravidanza. Potendo scegliere, come nel caso di molti mammiferi domestici, è assai meglio portare la femmina nella gabbia del maschio, piuttosto che il contrario: il maschio, sentendosi a suo agio nel proprio territorio, risulterà più determinato e dominante, mentre la femmina sarà meno aggressiva e collaborativa trovandosi in un territorio estraneo, cio’ faciliterà l’accoppiamento.
    Se la fecondazione ha avuto atto, i rigonfiamenti sessuali della femmina scompariranno gradualmente nel giro di un paio di settimane dall’ultimo accoppiamento e la vulva si presenterà pulita e senza più alcuna secrezione fino al momento del parto.
    La durata della gestazione nel furetto è di 42-44 giorni, calcolati dall’ultimo accoppiamento: bisognerà tener ben presente questa scadenza in modo da preparare alla futura mamma un nido confortevole in cui dare alla luce i propri cuccioli, con largo anticipo.
    Durante la gestazione l’alimentazione potrà essere la stessa che l’animale riceve nel resto dell’anno, a patto che sia equilibrata e di buona qualità. La femmina dovrà ovviamente avere cibo a volontà per far crescere i suoi cuccioli.
    L’aspetto fisico della femmina gravida non cambia molto durante il primo mese di gestazione: solo nelle ultime due settimane la furetta potrà ingrossarsi ed i capezzoli diverranno turgidi ed evidenti: ovviamente bisognerà evitare ogni tipo di trauma ed anche i giochi troppo violenti, in questo periodo!
    La gabbia della femmina andrà collocata in un luogo molto tranquillo e silenzioso, con una temperatura confortevole e magari si potrà coprire parzialmente la gabbia con uno straccio, per garantire alla femmina la privacy necessaria. Nella gabbia andrà collocato un nido, ben fissato ad un angolo della gabbia, in modo che la femmina non lo rovesci. E’ consigliabile che il nido sia posizionato sul fondo della gabbia e non in alto: questo perché i cuccioli cominciano ad esplorare il mondo quando ancora hanno gli occhi chiusi ed una caduta dal nido potrebbe esser loro fatale. Il nido potrà essere semplicemente una robusta scatola di cartone di dimensioni appropriate, con un foro circolare praticato a circa 10cm dalla base. Anche un nido cubico costruito in legno o truciolato non sarà troppo difficile da assemblare. Sul fondo del nido si potrà stendere uno strato di un paio di cm di trucioli di legno, (facilmente reperibili nei negozi di animali) che terranno caldi e asciutti i cuccioli: è meglio non usare stracci o vecchi vestiti perché i cuccioli potrebbero rimanere soffocati o abbandonati tra le pieghe del tessuto. I cuccioli, in numero da 1 a 10, nascono solitamente durante la notte: vi accorgerete della loro nascita perché il mattino seguente la femmina sarà restìa ad uscire dal nido, e potrete sentire alcuni flebili richiami accostando l’orecchio alla cassetta-nido. Questo è un momento molto delicato: la madre, anche se normalmente si mostra molto amichevole nei confronti dei padroni, potrebbe essere gelosa e apprensiva nei confronti di chiunque cerchi di toccare i cuccioli. Questo comportamento è assolutamente normale: in natura i mustelidi nascondono accuratamente la prole e le femmine difendono ferocemente i loro cuccioli da predatori anche molto più grandi di loro, quali lupi, cani, volpi. Attraverso lo sportellino potrete quindi dare una rapida occhiata alla mamma e ai cuccioli: questi dovrebbero apparire come tanti esserini rosati riuniti in un mucchio fremente. Se l’aspetto della cucciolata è questo, tutto sta andando per il meglio, richiudete con cura lo sportellino e limitatevi a fornire cibo e acqua in abbondanza alla mamma e rimuovere le feci, disturbandola il meno possibile per le prime due settimane. I cuccioli nascono ciechi e sordi, completamente dipendenti dalle cure della madre, che si occupa di allattarli, leccarli ed asportare feci ed urine. I cuccioli a qualche giorno dalla nascita assumeranno un odore dolciastro, perfettamente normale, che scomparirà prima dello svezzamento.
    I cuccioli crescono velocemente: a nove giorni dalla nascita cominceranno a coprirsi di pelo, occhi e orecchie cominceranno ad aprirsi attorno alle 4-5 settimane. A questa età i cuccioli cominceranno ad assaggiare i primi cibi solidi che la mamma porterà loro. Lo svezzamento sarà graduale e completo attorno ai due mesi di vita. Già tra le 3/4 settimane di vita i piccoli birbanti cominceranno a rotolare fuori dal nido, incuranti dei tentativi della mamma di riportarli a casa, acchiappandoli per la collottola: molti cuccioli avventurosi inizieranno l’esplorazione del mondo ancor prima di aver aperto gli occhi! Per facilitare lo svezzamento, tra le 4/5 settimane di vita si può cominciare a offrire ai cuccioli del cibo in scatola umido per gattini oppure il cibo umido chiamato A/D) in un piattino a bordi bassi, così da consentire a tutti i cuccioli di accedervi: molti di loro ci faranno il bagno dentro ai primi tentativi, ma alla fine tutti impareranno! Dopo qualche settimana si potrà cominciare a mescolare al cibo umido anche del cibo secco ammorbidito con acqua calda, arrivando a sostituire il cibo umido col secco gradualmente.
    A due mesi e mezzo i cuccioli saranno adorabili e vivaci palline di pelo: è l’età giusta per trovare loro una famiglia. Cuccioli ben educati e non mordaci sono molto più graditi a chiunque desideri un furetto ed educare i vostri cuccioli a non mordicchiare le dita e farsi prendere in braccio sarà semplice e divertente al tempo stesso: cominciate ad accarezzare i cuccioli per abituarli all’odore dell’uomo attorno alle due settimane di vita, quando ancora hanno gli occhi chiusi, in seguito potrete prenderli in braccio e giocare con loro per un po’ di tempo tutti i giorni: la costanza è quello che garantisce il successo, giocare con i cuccioli per una decina di minuti al giorno è meglio che farlo per ore una volta alla settimana! Dapprima alcuni cuccioli potranno non gradire il contatto col padrone e strillare o tentare di mordere: tranquillizzateli con dolcezza, ma non lasciateli andare! Lasciandoli andare ogni volta che mordicchiano le dita insegnerete loro che mordere è un’ottimo sistema per liberarsi dei seccatori e questo farà di loro dei prepotenti! Un altro tipo di problema si presenterà appena i monelli cominceranno a svezzarsi: questo è il momento in cui, come i bambini, i cuccioli si metteranno in bocca qualsiasi cosa per capire cosa è commestibile e cosa non lo è, convincerli che le dita dei padroni non sono decisamente nel menù è molto facile finchè sono cuccioli e i loro dentini sono innocui: ogni volta che -nella foga del pasto- qualche birbante vi morsica le dita, magari sporche della loro pappa, prendetelo saldamente per la collottola, soffiategli sul muso e scrollateli per la collottola, tenendoli sospesi, con un “NO!” deciso, presto impareranno le basilari regole di buona educazione! Anche mettere qualche goccia di profumo sulle dita prima di dare inizio ai giochi con i piccoli aiuta.

    LA SALUTE:

    IL FERRET-PROOFING E LA CONVIVENZA CON GLI ALTRI ANIMALI:

    I furetti sono animali definiti tigmofili, come molti roditori e animali da tana, essi si sentono a loro agio dentro a interstizi e pertugi stretti e se attraversano una stanza normalmente lo fanno lungo le pareti. Queste caratteristiche sono strategie antipredatorie e pongono questi animali a rischio nelle nostre case: i furetti infatti tendono ad esplorare ogni buco, anfratto, tubo, condotta o pertugio di una casa. Spesso cacciandosi in un mare di guai. Canne fumarie, interno di elettrodomestici, tubi, condotti di scarico delle acque, sono tutti posti che un furetto esplorerà con entusiasmo, incurante del pericolo di cadere, restare intrappolato, fulminarsi o semplicemente perdersi. Per questo è necessario, PRIMA di portare a casa un cucciolo, esaminare con occhio critico ogni stanza della casa e eliminare tutti i potenziali pericoli. Ogni intercapedine o buco dovrà essere otturato con rete metallica, plexiglass o griglie. I cavi elettrici andranno protetti e gli elettrodomestici schermati. Anche le piante in vaso andranno protette, perchè i furetti scaveranno nei vasi.
    La convivenza tra un furetto e altri animali è sempre da valutare con attenzione. I furetti possono convivere con gatti, cani e puzzole americane, ma non sempre la convivenza è pacifica e spesso i cani tendono a considerarli prede. La convivenza con roditori domestici e lagomorfi (conigli), così come con uccellini e rettili è assolutamente impossibile e sconsigliata. I furetti tendono a considerare prede tutti questi animali e non vi è possibilità di educarli al rispetto. I furetti possono convivere piuttosto bene tra loro, anche se i maschi interi durante il periodo del calore vanno alloggiati singolarmente.

    Il furetto va regolarmente vaccinato una volta l’anno,la prima volta con richiamo dopo un mese,poi una volta l’anno. In occasione della prima visita, è bene eseguire anche un analisi delle feci.La vaccinazione per il cimurro sarà anche occasione di una visita di controllo dal veterinario,che eventualmente valuterà anche se fare prevenzione per la filaria.
    Occorre anche fare prevenzione per le pulci e zecche, e controllare gli orecchi per scoprire un’eventuale acariasi. Se si osservano delle chiazze di zone senza pelo, ben diverse da muta,occorre un controllo dal veterinario.
    Il furetto è un animale molto curioso, infila il naso dappertutto, e spesso starnutisce per liberarsi il naso, ma se non smette è meglio farlo controllare. Sembra voler assaggiare tutto quello che lui reputa abbia una remota possibilità di essere mangereccio. Questa curiosità spesso lo mette nei guai, intossicazioni , avvelenamenti e corpi estranei non sono affatto rari, quindi “bonificate” da pericoli l’area dove il furetto rimane libero. I sintomi a cui bisogna prestare attenzione sono vari, ma vomito e/o diarrea ripetuti, abbattimento, scialorrea,rifiuto del cibo, devono prontamente essere valutati dal veterinario. Per quanto riguarda l’alimentazione, vale la pena ricordare che una sbilanciata (crocchette con cereali e vegetali) alterano il ph delle urine, con conseguente predisposizione ai calcoli,inoltre favorisce l’insorgere di enteriti croniche.
    Il furetto è predisposto, specialmente con l’avanzare dell’età, a problemi renali, individuabili precocemente con un analisi del sangue. Anche dare solo mangime secco influenza in modo negativo questa cosa.
    Anche la sfera della riproduzione è interessata da alcune patologie importanti.Se un furetto sterilizzato dimostra di avere atteggiamenti sessuali, occorre un controllo, potrebbe essere uno dei sintomi di malattia surrenalica,cioè il surrene troppo stimolato si ingrossa, e sfocia in una neoplasia (sembra che la sterilizzazione precoce e la predisposizione genetica possano essere una concause,oltre a un’esposizione a troppe ore di luce), la terapia d’elezione è la chirurgia.
    Le femmine possono incorrere nell’iperestrogenismo, stimolate da calori troppo prolungati dovuti alla mancanza di accoppiamento e alle troppe ore di luce,gli estrogeni hanno azione sul midollo osseo , può quindi risultare un’anemia, quindi le furette femmine o si fanno accoppiare regolarmente o è meglio pensare di sterilizzarle.
    Altre patologie comuni nei furetti sono l’insulinoma ,neoplasia del pancreas, si presenta con ipoglicemia (che spesso da come solo sintomo iniziale debolezza) che fortunatamente si riesce a controllare abbastanza bene, con terapia o chirurgia, e linfoma , quest’ultimo più grave.
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      Regno: Animalia
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