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Podarcis sicula (melanica) in anteprima per S.F.N.

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  • Podarcis sicula (melanica) in anteprima per S.F.N.

    Per la professionalità e la preparazione dello staff di Sangue Freddo.Net al pari della sua utenza, ho scelto questo forum per condividere il programma di riproduzione e conservazione(il primo in Italia) al quale lavoro da un paio d'anni.

    Gli esemplari di cui sotto, in quanto esemplari di valore scientifico sono stati tutti dichiarati agli organi di pertinenza, col supporto del museo naturale del Parco Nazionale del Cilento essendo questa specie compresa nel trattato di Berna.

    L'esemplare melanico è un maschio, da me rinvenuto sui monti Lattari della costiera Amalfitana nella sua propaggine meridionale, allevato fino alla maturità sessuale e dopo una brumazione di 3 mesi da gennaio a marzo a temperature tra i 7° e i 9°, è stato accoppiato con una femmina di fenotipo ancestrale, che dopo 15 giorni di gestazione ha deposto 4 uova nella prima deposizione, 5 nella seconda, 4 nella terza e 4 nella quarta.
    Le stesse si sono schiuse dopo un'incubazione di circa 35/40 giorni ad una temperatura di 26°, le femmine F1 che ne sono nate verranno accoppiate col padre per poter avere il melanismo manifesto in metà della progenie che ne discenderà.









    Ultima modifica di Vincenzo_Salvatico; 17-07-2008, 22:50.

  • #2
    Cavoli veramente stupende, io spesso mi metto in giardino ad osservare questi piccoli capolavori, il tuo maschio è semplicemente SPETTACOLARE! Esperienza interessantissima, ho spesso il tarlo di prendere nostrani "coi documenti in regola" per allevarli, anche perchè in molti stati esteri sono molto apprezzate e vedendo questo post direi che il perchè è lampante

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    • #3
      Complimenti per aver condiviso le foto! Ho quasi le lacrime nel vedere le foto dell'accoppiamento.. oggi sono stato 15 minuti a spiare una semplice muraiola solo perchè non mi aveva notato e ho potuto guardare il suo comportamento abituale.. cosa non darei per poterle vedere dal vivo! grazie e ancora complimenti

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      • #4
        Nella vecchia casa prima della distruzione totale le osservavo semplicemente lasciando la finestra della stanza delle bestiole aperta, venivano a mangiare camole a scrocco

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        • #5
          Ciao Vincenzo, non capisco una cosa: questo individuo appartiene ad una sottospecie ben precisa come ad esempio la famosa Podarcis sicula coerulea dei faraglioni di Capri o è semplicemente un individuo melanico di Podarcis sicula?
          Perché nel secondo caso non trovo il fine conservazionistico di cui parli trattandosi semplicemente di un individuo melanico di una specie che vive su tutta la Penisola e viene per di più fatto accoppiare con le figlie per manifestare un semplice carattere sicuramente meraviglioso ma che è "gestito" dalla natura e poco ha a che fare con la conservazione della specie in sé.
          Scusa il dubbio.

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          • #6
            che bello poter leggere ste cose,complimenti davvero per il progetto ed un ringraziamento per aver condiviso le foto!!

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            • #7
              Complimenti e grazie di aver condiviso, ma è un tuo progetto o sei un ricercatore dell'università?

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              • #8
                Allora, prima di tutto devo dire che è un esemplare incredibile, sicuramente di rilievo scientifico e senza dubbio mirabile esempio della enorme variabilità di questa specie così diffusa! (escono parecchi articoli ogni anno su esemplari singoli, ritrovati in natura, di sauri albini o melanici)
                Poi, non per fare il bastian contrario ma vorrei aprire una discussione (civile) su questo argomento... la mia domanda è: a che pro?
                Che interesse conservazionistico può avere moltiplicare in cattività esemplari melanici? Ci sarà un motivo per cui in natura se ne trovano così pochi, magari è un carattere che oltre ad essere recessivo è anche svantaggioso? Non pensate?
                Che interesse conservazionistico può avere creare una stirpe di lucertole deliziosamente nere (un piacere per gli occhi, appunto) ma tutte imparentate fra loro? Conoscete gli svantaggi che può avere l'imbreeding?
                Che senso avrebbe rilasciare in natura (ammesso che sia questo lo scopo, visto che si parla di conservazione) tante lucertoline nere con una bassissima variabilità genetica in un mondo di lucertole verdi o marroncine, insomma se escludiamo qualche isoletta del Mediterraneo con i suoi buoni motivi, ci sarà una ragione per cui la maggior parte delle lucertole non è nera. Convenite?
                Poi... la conservazione si fa su entità che in qualche modo rischiano qualcosa, Podarcis sicula mi pare stia bene in salute, gli esemplari neri non sono in pericolo, sono soltanto frutto della casualità (sempre isolette escluse)... ne nasce uno ogni dieci anni... la conservazione si fa sulle popolazioni, non sui singoli individui soltanto perchè a nostro parere sono belli altrimenti quale sarà il prossimo progetto: il Ramarro piebald? La Caretta striped? Il Biacco labirinth triplo het aneritristic?
                Insomma a conservare le mutazioni casuali, almeno per la fauna selvatica, in genere ci pensa la natura... lo ha detto anche Carletto D., quel tizio inglese con la Barba bianca, che non era una cima, ma quanto ad intuizioni...
                la conservazione è un'altra cosa per me... il problema è che mentre la singola Lucertola campestre sforna figlioletti, al riparo dai biacchi, servita e riverita solo perchè è nera, le ultime Podarcis raffonei crepano indisturbate (e non tutelate come dovrebbero)nei pochi scogli delle Eolie in cui sono rimaste... e vi assicuro che alcune di loro sono (quasi) nere.... com'è sto fatto?
                Senza cattiveria... solo la mia opinione
                Ultima modifica di purricano; 18-07-2008, 00:00.

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                • #9
                  Bellissime foto e bellissima esperienza, anche io, però, vorrei avere delucidazioni relative a ciò che hanno scritto purricano e Perfect_crime ossia quale è lo scopo principe di questo progetto? Niente polemica solo curiosità

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                  • #10
                    Avendo postato su un sito di terrariofilia il fine mi sembra ovvio, come ovvio è che avendo questa specie una diffusione così ampia la conservazione è riferita al singolo esemplare mutato, sempre meglio che finire sotto formalina nelle polverose "collezioni scientifiche"di qualche museo e vi assicuro che troppi ne ho visto di tali scempi, ad oggi stiamo ancora valutando la possibilità che questo esemplare faccia parte di una colonia per i vari avvistamenti fatti nella zona di rinvenimento che purtroppo ogni anno è devastata da incendi che rendono i censimenti difficili.

                    Per quanto riguarda la caerulea del faraglione esterno di Capri il progetto di censimento e riproduzione partirà tra non molto in collaborazione con l'università di Roma.

                    Per la raffonei puoi con il supporto di qualche università o museo avviare un progetto di conservazione in cattivita se ne hai le capacità e soprattutto la volontà. Fare, agire, questo conta ai fini della conservazione, il polemizzare sicuramente meno.
                    Ultima modifica di Vincenzo_Salvatico; 18-07-2008, 08:39.

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                    • #11
                      Sempre grandioso vincenzo... in barba ai morph di palla... ti stimo.

                      Che interesse conservazionistico può avere creare una stirpe di lucertole deliziosamente nere (un piacere per gli occhi, appunto) ma tutte imparentate fra loro? Conoscete gli svantaggi che può avere l'imbreeding?
                      Non serve a nulla polemizzare con l'inbreeding in quanto questo è un "lavoro" per capire la "mutazione" della popolazione e lo si può fare tranquillamente senza pericoli. Basterà fare eterozigoti con una femmina (o più) di origine diversa per non avere problemi, è talmente semplice... tanto qua non si parla di morphs di "palla" che devono fruttare più soldi nel minor tempo possibile ma di un progetto a puro livello di osservazione e studio fatto da un Appassionato Erpetofilo/ Erpetologo Vero.
                      Polemizzate pure, magari pensate che era meglio come facevano qualche anno fa, quando questi esemplari venivano presi e gettati in formalina da "grandi erpetologi" piuttosto che essere analizzati nella loro essenza di esseri viventi... che in quanto tali vivono e si riproducono e non nuotano in formalina.
                      Ultima modifica di FabioDV; 18-07-2008, 09:04.
                      FabioDV

                      You'll pry my herps from my cold dead hands...

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                      • #12
                        ...io son sempre più convinta...che anche se una sola persona, un solo bambino, vedendo queste foto, si incuriosisce e riflette sui sauri nostrani.. beh.. tutto sarà tanto di guadagnato.Per le famigerate collezioni di formalina...d'accordissimo con voi,ma ancora di più con:"Fare, agire, questo conta ai fini della conservazione, il polemizzare sicuramente meno".Un paio di curiosità:hai controllato o fatto trattamenti antiparassitari, dai cibo di cattura?
                        Grazie

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                        • #13
                          curiosità:

                          un animale così scuro avrà una minore necessità di riscaldarsi e quindi un maggiore tempo di attività durante la giornata?

                          Questo comporta una maggiore necessità di prede?

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                          • #14
                            complimenti V. davvero una cosa degna di essere riportata, non solo su SFN ma penso che anche su "Le scienze" non ci starebbe male come domanda ti chiedo, qual'era il setup di queste bestione?dimensioni del terrario, varietà/quantità di cibo, temperature ecce cc
                            grazie mille

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                            • #15
                              Premetto che anche se nella foto ci fosse stato un accoppiamento con tanto di schiusa di Podarcis sicula "ancestrali", chiunque avesse postato avrebbe avuto il mio massimo rispetto, perchè una persona che si sbatte ad allevare, riprodurre e magari reintrodurre in natura i piccoli di una specie italiana, non banale da allevare merita rispetto. Ma nel nostro ambiente forse il rispetto si guadagna con altri comportamenti, mi immaginerei già la serie di post inquisitori, che dipingerebbero la persona come il più deprovebole personaggio irrispettoso della natura, certe cose oltre che ad amareggiarmi mi fanno sorridere e scuotere la testa.
                              Fatta questa premessa, nel caso specifico le polemiche sono oltremodo fuoriluogo, perchè il personaggio in questione prima di tutto è un Appassionato Erpetofilo con le maiuscole, secondo perchè ha l'appoggio di enti scientifici, e per avere un appoggio simile bisogna presentare un progetto concreto non due cazzate. L'approccio di studio è innovativo, anzichè lavorare su esemplari morti in formalina si studia l'animale in questo caso molto particolare allevandolo in cattività, siamo difronte ad uno dei rari casi in cui l'erpetologia incontra l'erpetofilia, con uno scambio e un arricchimento per entrambi.
                              Spero che in futuro questa metodologia più umana di studio considerata a torto "obsoleta" venga adottata sempre più spesso, quindi massimo rispetto per Vincenzo che ha aperto la strada per un dialogo e un confronto verso due realtà così diverse, sensibilizzando e attuando salvaguardia nei confronti delle specie autoctone, che vengono difese a spada tratta da ipocriti e falsi moralisti solo quando sono dentro ad un terrario, che poi magari se ne sbattono quando il proprio gatto a distrutto l'intera popolazione di muraiole del loro giardino.
                              saluti
                              EMa

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                              Sto operando...
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