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Morelia viridis

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  • Morelia viridis

    Raggiunge i 2 metri scarsi, e per quanto poco attivo mi sembra un po' piccolo il tuo terrario ma solo per un esemplare adulto, mentre per un giovane o sub adulto va benissimo. Considera che, essendo arboricoli, necessiterebbero di un terrario con un buon sviluppo verticale

  • #2
    D: ma quali sono le dimensioni che raggiunge questo serpe????

    R: rispetto ad altri pitoni è di dimensioni piuttosto modeste e mediamente stimabili intorno ai 120 – 160 cm. Spesso la lunghezza, le differenze ponderali e di costituzione sono variabili in funzione della provenienza geografica degli esemplari presi in esame; alcune femmine più anziane originarie delle isole Biak e Yapen superano facilmente i 190 – 200 cm. in età adulta. Secondo la mia esperienza personale anche le femmine dell’arcipelago Aru raggiungono dimensioni rispettabili.

    D: e quali sono le dimensioni del terrario per allevarne uno???

    R: Classicamente la teca tipo per rettili arboricoli come M.viridis si caratterizza per la forma sviluppata verticalmente le cui misure ottimali sono di circa 70 cm. (lunghezza) x 70 cm. (larghezza) x 100 cm. (altezza). Secondo alcuni allevatori Americani, invece, è preferibile fornire questi animali di una teca a foggia orizzontale in ragione delle osservazioni comportamentali condotte in cattività. M.viridis di fatto si posiziona, per una questione di sicurezza, sempre su i rami posti più alto; quelli che per forza di cose sono soggetti alle temperature più elevate, sia che gli si fornisca una sorgete di calore dal basso (tappetino) che dall’alto (lampada). In una teca orizzontale il range termico risulta più vario data la possibilità di creare una sorta di microclimi maggiormente demarcati mano a mano che l’animale, traslando orizzontalmente sui supporti, si allontana/avvicina alla fonte di calore posizionata ad una delle due estremità laterali. Dimensioni medie per una teca così progettata saranno di 100 cm. (lunghezza) x 70 cm. (larghezza) x 70 cm. (altezza).

    D: dite che una teca di 50x50x120h possa bastare????

    R: Si, per un esemplare adulto

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    • #3
      Info.....


      Si potrebbe tenere con un pitone reale?

      Premetto che ho una teca altissima,quasi due metri(ovviamente un ex armadio adattato artigianalmente)......

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      • #4
        Assolutamente no!

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        • #5
          tre livelli di risposta:

          1) no! non è saggio tenere serpi di specie di verse insieme.
          2) no! è ancora meno saggio tenere insieme animali che vivono geograficamente distanti.
          3) no! hanno bisogno di condizioni climatiche decisamente differenti.

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          • #6
            Grazie mille per le vostre risp. soprattutto a getcoiled che da sempre delle risposte dettagliatissime, io per adesso non ho assolutamente intezione di allevare morelie in quanto non ho l'esperienza sufficiente però più avanti vorrei provare ad allevarle.
            Getcoiled tu hai detto che le dimensioni variano dall'areale di provenienza, sapresti dirmi quale rimane più "piccola"(dicicamo che non superi i 150-160cm)????e qual è la più semplice per incomiciare con questa specie???
            grazie ancora
            ciao tham

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            • #7
              I Sorong sono, tra le provenienze più comuni, quella che rimane di dimensioni più contenute. Per “iniziare” con le M.viridis è bene farlo acquistando un animale da un allevatore serio, noto per la sua professionalità, che ti assicuri un esemplare sano e senza problemi nell’alimentarsi autonomamente (questo assolutamente a prescindere quindi dall’areale di provenienza). Secondo la mia esperienza i Biak sono stati i più facili da svezzare (a 3 settimane di vita iniziai a nutrirne due coppie con lo scenting method utilizzando interiora di quaglia) in quanto molto aggressivi ed attivi.
              Ultimamente una provenienza che mi sta dando grandi soddisfazioni ed è un vero piacere allevare per la velocità di crescita rispetto agli Aru, Sorong e gli stessi Biak, unitamente la generale a-problematicità sinora dimostrata, sono i Wamena, che anch’essi non dovrebbero crescere più dei Sorong appartenendo al medesimo “race” o “type”.

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              • #8
                Come al solito getcoiled ci da risposte precise confermando la sua "fama" di conoscitore del genere "morelia" (vabbè che anche avendo riprodotto gli "hog" di mostra di saperne e basta su tutto !!!)
                per fare un po' di sarcasmo ... : get ha scritto "una provenienza che mi sta dando soddisfazioni, sono i wamena" ... bè Getcoiled .. se conosci una persona a cui i wamena nn darebbero soddisfazioni .. ti pago da bere .
                a parte gli scherzi .. si è parlato di "scenting method" ... chè roba è ?
                pensavo che il problema dell'alimentazione si potesse risolvere come con i corallus .. dove avendo delle fossette estremamente ricettive .. basta "scaldare" bene le prede è il gioco è fatto (almeno in parte) .. tornando sempre sull'argomento .. generalmente i chondro " avviati" mangiano senza problema .. mentre con i baby bisogna sempre ricorrere a "trucchi da illusionisti" .. è un problema di molti o tutti i baby di chondro ?? cioè esistono baby che si alimentano senza problemi ? generalmente bastano alcuni accorgimenti o è seriamente complicato nutrire un baby chondro ? scusa la caterva di domande ... ma un testimonianza "dal vero" a riguardo mi darebbe un idea piu' precisa
                un ultimo domandone sui chondro .. in molti esemplari è presente il "codino" di colore nero .. è una caratteristica di un particolare areale ??
                Grazias ..

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                • #9
                  Lo “scenting-method” consiste nell’insaporire la preda con gli odori di un’altra (i.e. ad un pinky scongelato ci strofini sopra del sangue di quaglia). Se poi la preda l’hai scaldata, decongelandola, in acqua calda hai anche l’opzione di avere un item facilmente “localizzabile” dal serpente.

                  Diciamo che la stragrande maggioranza dei baby viridis è problematica nell’avviarli ad alimentarsi autonomamente in quanto le loro prede “naturali”, sia per il modo di deambulare che per l’odore emanato, sono alquanto diverse dal “classico” pinky: piccoli anuri e sauri. Che poi certi esemplari siano più difficoltosi di altri è un dato di fatto. Che io sappia gli Aru sono tra i più problematici da “svezzare”, ma più di una volta allevatori americani mi hanno espresso pareri circa una sorta di “ereditarietà” condivisa tra tutti i componenti di una covata per quanto concerne la facilità/difficoltà nell’accettare le prime prede (?). Gran parte del prezzo commerciale, affatto irrisorio nonostante la sempre maggiore disponibilità di esemplari offerti sul mercato, sembrerebbe da imputare alla complessità e (molta) pazienza che l’operazione svezzamento richiede (spesso cuccioli “stubborn feeder” vengono di fatto venduti a prezzi notevolmente ridotti....).

                  La colorazione della punta della coda nelle M.viridis è un tratto diagnostico spesso caratteristico ed affidabile nello stabilire l’appartenenza o meno di un dato esemplare ad una determinata popolazione. Qualche esempio tra i molti: negli ARU la coda tronca e smussata è per lo più verde, nei SORONG è scura o comunque per la maggior parte nera, negli JAYAPURA i cuccioli l’hanno bianca e da adulti gialla (tratto per una diagnosi differenziale con gli affini SORONG), nei BIAK le lunghe code sono uniformemente nere marezzate di blu scuro, nei WAMENA sono variegate di verde, giallo e spesso nero.

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                  • #10
                    Wamena

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                    • #11
                      Sono spettacolari
                      Ma come hai fatto ad avere certe rarita'?
                      Ad Hamm scommetto! e posso chiederti quanto li hai pagati???
                      quanto aveva?
                      sto seriamente pensando di iniziare col mio primo chondro ...
                      Ciao
                      Lucas

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                      • #12
                        D: Ma come hai fatto ad avere certe rarita'?
                        R: dopo Sorong, Aru e Biak i Wamena stanno diventando la località di M.viridis più diffusa qui in Europa, quindi non si posso certo definire “rarità”; termine certamente più appropriato per provenienze quali Iron range, Timika o Merauke.

                        D: Ad Hamm scommetto
                        R: si, avevo anticipatamente prenotato due coppie (nelle due foto postate le due femmine) da un allevatore Olandese

                        D: posso chiederti quanto li hai pagati???
                        R: 450 Euro l’uno

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                        • #13
                          Grazie mille x le info
                          il prezzo mi sembra buono,
                          hai ragione i wamena non si possono considerare delle rarita come avevo erroneamente scritto,
                          mi sto leggendo pagina x pagina il libro di Greg Maxwell, una BIbbia direi!!!
                          ad hamm se mi gira(ooviamente mi sto preparando x l'occasione, anche se sara' difficile) e ne trovo uno che mi ispira salute e robustezza lo prendo! chissa, x ora mi sto documentando minuziosamente...
                          grazie e complimenti x i chondro...

                          Lucas

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                          • #14
                            "The Complete Chondro" di Greg Maxwell è un buon testo per quanto concerne allevamento e riproduzione, è un vero peccato che il nostro non si sia cimentato con altrettanto impegno ed entusiastico slancio su versanti quali la tassonomia (assolutamente incompleta nei suoi "accenni") ed il "locality debate" (troppo fazioso il suo schierarsi per il versante "morph" e gli "high-end" in generale). Molto buono ho trovato alcuni anni fa anche "Der grune baumpython" ad opera di Markus Vier e Ralf Vitt (Herpeton ed.) - quest'ultimo, tra l'altro, riproduttore di una delle linee di sangue migliori di Biak che abbia mai allevato. Ad ogni modo tutto sta nel trovare l'animale sano e ben "avviato", il resto non si distingue molto dall'allevamento di altri taxa Australasiatici.

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