annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Boa constrictor in coppia.

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Boa constrictor in coppia.

    Mi hanno detto che si pu˛ formare una coppia di B.C. anche con due fratelli!
    Ŕ vero o me l'hanno detto per vendermi due serpenti al posto di uno?

  • #2
    Da quel che so io, come per altre specie animali si corrono dei rischi incrociando animali consanguigni.
    Ma non sono esperto di genetica quindi lascio la parola agli esperti del forum (che anzi approfitto per ringraziare per le tante info che mi danno!).


    Ciao!

    Cesare

    Commenta


    • #3
      lo puoi fare tranquillamente. gli inincroci (inbreeding degli anglosassoni) danno problemi solo se praticati su serpenti portatori di tare genetiche note. per i boa vale anche il discorso di evitare l'accoppiamento consanguineo tra albini (a dire il vero molti sconsigliano anche l'accoppiamento tra albini non consanguinei)
      per molti colubri(guttate ad esempio) Ŕ stato provato che accoppiamenti in consanguineitÓ stretta per + di 20 generazioni non danno alcuna sorta di problema, sempre per˛ partendo da animali geneticamente "sani".
      The BossÖ
      [URL="http://www.qualitysnakes.it/"]www.qualitysnakes.it[/URL]
      Qui trovate il [URL="http://www.sanguefreddo.net/showthread.php?27229-Regolamento-SFn"]Regolamento SFN[/URL]

      Commenta


      • #4
        quoto Python, non so per le elaphe ma per i boa sapevo che non ci sono problemi fino alla settima generazione!

        Commenta


        • #5
          Per alcuni taxa anche meno (ma sono casi particolari e probabilmente dovuti appunto a tare genetiche degli esemplari in questione) in cui l'imbreeding depression si Ŕ avuta dopo 3-4 generazioni; in particolare mi riferisco a quanto accaduto agli inizi dei '90 nel nord-Europa con gli A.dumerili (in cui molti ceppi sintomatizzavano per malattie respiratorie) o, in tempi pi¨ recenti, "pare" la linea di sangue Danese di B.c. amarali per quanto concerne invece disturbi gastrointestinali (?).

          Commenta


          • #6
            Io condivido solo in parte quanto detto.
            E' necessario conoscere bene gli esemplari strettamente imparentati che si vogliono incrociare. Alcune tare genetiche , infatti, sono ben visibili, altre molto pi¨ subdole. Si possono trovare precocemente individui scarsamente resistenti a malattie respiratorie, a virus, con basso tasso di riproduttivitÓ.
            Solo conoscendo i genitori, gli avi vicini, si pu˛ essere sicuri di avere a che fare con esemplari sani .....
            In natura l'imbreeding ha ostacoli perchŔ possa verificarsi, il pi¨ importante dei quali Ŕ la maturazione in tempi diversi di fratelli e sorelle...ed ogni cosa in natura ha un significato....
            j.m.o.
            ciao!

            Commenta


            • #7
              Di fatto gli esempi da me riportati si caratterizzano entrambi per la precarietÓ con la quale si Ŕ tentato di ottenere discendenze da un numero estremamente esiguo di esemplari a causa dell'irreperibilitÓ degli stessi (A.dumerili); situazioni quindi in cui non vi era la possibilitÓ di conoscere, scegliere e selezionare i futuri "founders" col fine di costituire un pool genetico "self sustaining", ma giÓ il possesso di almeno una coppia era bastevole a tentarne disperatamente la riproduzione (il caso dei B.c. amarali).

              Commenta


              • #8
                ma giÓ il possesso di almeno una coppia era bastevole a tentarne disperatamente la riproduzione (il caso dei B.c. amarali).
                La tua frase dice tutto...in condizioni particolari, il generale non vale "obtorto collo".

                Commenta


                • #9
                  Esattamente, a mali estremi...

                  Commenta


                  Sto operando...
                  X