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Classificazione Python molurus pimbura

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  • Classificazione Python molurus pimbura

    Ciao a tutti,
    vorrei chiedere ai più esperti se per caso sanno com'è stato riclassificato il Python molurus pimbura.
    Ho guardato la nuova tassonomia e non è più tra le sottospecie di Python molurus, è diventato P. m. molurus o P. m. bivittatus?

    Grazie e ciao,
    Manu

  • #2
    Ciao Manu,
    Python molurus molurus se non erro, comunque ora controllo.

    Ciao

    Marcello

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    • #3
      Confermo Manu!

      Ciao

      Marcello

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      • #4
        Sarei interessato a saperne di più su questa classificazione, secondo il mio personale parere se una riclassificazione andava fatta, doveva essere in senso opposto, ovvero diventare specie a se. Davide Fain che spero intervenga vista la sua esperienza con questi pitoni ed io, stiamo cercando con il conforto delle fotografie, di evidenziare le differenze NETTE che esistono tra queste due ssp, differenze che partono da una discreta differenza nelle dimensioni di esemplari adulti P. m.molurus più grande di P.m pimbura, differenze di livrea, e di conformazione della testa, fino ad arrivare a particolari che sono molte volte fondamentali nella classificazione di un ofide, come ad esempio la 6° squama sopralabiale nel P.m.pimbura è direttamente a contatto con l'occhio cosa che non si verifica nel P.m. molurus. Presto comunque queste osservazioni verranno messe on line, molte volte vale più una foto di 100 parole.
        JMO
        saluti
        EMa

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        • #5
          Avevo immaginato fosse stato riclassificato come P. molurus molurus, troppo diverso da P. m. bivittatus.
          Ma bella e condivisibile anche la spiegazione di Ema.
          Visto che ci sono posto un paio di foto di questi stuepndi pitoni.



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          • #6
            In effetti non vi è mai stata una grande chiarezza in letteratura riguardo alle differenze tra Python molurus molurus e la variante geografica "pimbura" (ufficialmente non più sottospecie).
            Effettivamente gli esemplari insulari dimostrano di raggiungere dimensioni inferiori e di avere le selle del dorso meno omogenee (più altre piccole differenze), tuttavia sarebbe auspicabile un' analisi massiccia di campioni di DNA da parte di qualche università per dar pace a questo annoso dibattito tassonomico. A mio avviso la caratteristica della sesta squama a contatto con l'occhio non è sufficiente ad assegnare lo status di specie a sè al nostro amato "pimbura", dato che molte specie di ofidi presentano alcune varianti geografiche con squamature differenti (in ogni caso anche negli Sri Lankan python una squama è comunque a contatto con l'occhio, a differenza dei P. m. bivittatus). Ciò non significa che intimamente non sia dalla parte di Emanuele e di Davide, dato che ho avuto la fortuna di confrontare dal vivo entrambe le forme di m.m. e qualcosa dentro di me mi dice che al di là della classificazione attuale non si tratta della stessa specie. Tra parentesi ho notato un comportamento molto strano in tre esemplari puri di m.m. "non pimbura" che non ho mai osservato in nessun altro pitone (sorpresa...). Ciao e teniamoci informati, Stefano B.

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            • #7
              Effettivamente, non vi si può dar torto, le differenze tra P. m. m. e l'ex P. m. p. sono abbastanza marcate.
              Anche al mio occhio(poco esperto per quanto riguarda gli ofidi) quando ho visto per la prima volta dal vero la coppia di pimbura nella foto, ho notato che non sembravano i soliti Python molurus, in particolare dal disegno e dalla forma della testa, ma fino all'altro giorno quando non avevo mai fatto ricerche sulla sottospecie bimbura non mi ponevo quesiti sul perchè non fosse più sottospecie.
              Come dice Seba, una squama non basta per classigicare una nuova specie, già a volte non basta per classificare una sottospecie, prendo come esempio i gechi, guardate i Rhacodactylus l. leachianus e R. l. henkeli, hanno varie differenze di livrea e morfologice in base alle varie location, ma ciò non ha dato modo di descrivere nuove specie o sottspecie(eccezion fatta peril il Dark morph su cui ancora si discute).
              Credo però che Seba abbia ragione, esami massicci del DNA, potranno svelare questo mistero

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              • #8
                Inutile sprecare parole sulla sistematica e sulle enormi differenze del Python molurus pimbura purtroppo non ufficialmente rielevato a sottospecie ma bensì riconosciuto come sottospecie dalla maggior parte degli erpetologi mondiali.

                Come accennato da Emanuele , in collaborazione con un erpetologo romano sto analizzando gli scritti di Deraniyagala del 55 riguardanti gli studi su P.molurus. ed un analisi approfondita dei mitocondri delle sottospecie.
                A riguardo tengo a specificare che la sottospecie Python molurus molurus andrebbe suddivisa ulteriormente in "Python molurus orbiculatus" (vedi esemplari osservati in Bharatpur) comprendente individui del nord india e Pakistan diversi dai molurus molurus del centro-sud india.

                Davide Fain

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                • #9
                  Originariamente inviato da DavideFain
                  Inutile sprecare parole sulla sistematica e sulle enormi differenze del Python molurus pimbura purtroppo non ufficialmente rielevato a sottospecie ma bensì riconosciuto come sottospecie dalla maggior parte degli erpetologi mondiali.

                  Come accennato da Emanuele , in collaborazione con un erpetologo romano sto analizzando gli scritti di Deraniyagala del 55 riguardanti gli studi su P.molurus. ed un analisi approfondita dei mitocondri delle sottospecie.
                  A riguardo tengo a specificare che la sottospecie Python molurus molurus andrebbe suddivisa ulteriormente in "Python molurus orbiculatus" (vedi esemplari osservati in Bharatpur) comprendente individui del nord india e Pakistan diversi dai molurus molurus del centro-sud india.

                  Davide Fain
                  E' passato un po' di tempo, ma torno a discutere su questo interessante argomento, naturalmente sempre nei miei limiti con gli ofidi.

                  Certo, esaminare vecchi scritti è utile, ma come spesso avviene, gli erpetologi litigano su varie classificazioni, trovandosi più o meno d'accordo su determinate specie, sottospecie e a volte generi o sottofamiglie.
                  Ma credo che per avere prove inconfutabili, sulla classificazione di una determinata specie o sottospecie si dovrebbero esaminare diversi esemplari dal vero e fare esami comparativi del DNA, solo in questo modo credo si possano avere risultati più che soddisfacenti.

                  Tu Davide e anche Emanuele, che ne pensate?

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                  • #10
                    è evidente che le analisi del DNA rappresentano il metodo più corretto per determinare i limiti di una specie ....ma vi è un problema enorme collegato.
                    TUTTa la classificazione, non solo erpetologica, ha fino ad oggi preso in esame due criteri per la determinazione di specie...1) significative differenze anatomiche, possibilità di riproduzione con prole fertile.
                    In erpetologia già la seconda gamba ha subito duri colpi con la riproduzione in terrario (e non solo) fra specie diverse e fra generi (!!!) diversi......la prima gamba, poi , da sola non è mai stata considerata sufficiente.
                    L'esame del DNA ha portato a sconvolgimenti tassonomici ovunque sia stata impiegata, a sottolineare la relativa ignoranza nostra sull'essenza tassonomica delle specie...basti pensare alla classificazione del genere Euscorpius, totalmemte ribaltata, o al genere Coluber (per restare in erpetologia...). Aspettiamoci rivoluzioni con la metodologia dell'analisi del DNA, ma cerchiamo anche di capire....la nostra padronanza dei codici genetici è ancora poco approfondita e l'analisi sistematica del dna per classificare parentele e lontananze genetiche è senz'altro destinata a fare non solo scoperte, ma anche errori grossolani.
                    Pensate che la differenza percentuale fra il DNA umano e di scimpanzè è minore che la differenza che c'è fra quello di Euscorpius italicus e flavicaudis.....insomma....anche da quel lato e per quella metodica c'è molto, molto da capire ed imparare.

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