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Geco nero

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  • Geco nero

    In un negozio (non specializzato in rettili ma che ha solo raramente dei rettili che però tiene bene), ho visto un geco tipo il leopardino solo che tutto nero (non omogeneo). Sapete mica darmi qualche sue notizie? Il geco costa 100 euro e di più non so!
    Ciao e grazie

  • #2
    Dici veramente poco, che colori erano presenti oltre al nero, visto che non era omogeneo?

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    • #3
      Hai presente il geco leopardino quello "normale" (non ipomelanico o albino) che in alcuni punti e marrone più cjiaro e in altri, tipo la coda e la testa, marrone più scuro? Questo che ho visto è praticamente identico di aspetto ma tutto nero, in alcuni punti più scuro e in altri più chiaro.
      Ciao

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      • #4
        Da quello che dici mi viene in mente un Goniurosaurus, più precisamente un Goniurosaurus hainanensis ma anche questo ha bande bianche.
        O più semplicemente e facilmente era un Eublepharis fuscus, di cattura, che viene venduto come Eublepharis macularius....e poi dicono d'aver scoperto i leo Dark........come se madre natura non l'avesse già fatto
        Un po' come i giant albino, mai visto un Eublepharis macularius montanus, adulto? Beh è enorme ed è un leo

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        • #5
          Scusa manu ma credo tu faccia confusione.

          In america qualsiasi novità è vagliata da un gran numero di persone e in genere le "fuffe" vengono scoperte in poco tempo.

          Vi sono test genetici che lo provano, molte università allevano leopardini per gli studi più disparati e spesso ai fini di migliorare la conoscenza di parti del corpo umano (occhi ad esempio)

          Una famosa università texana ne ha una colonia di ben 900 esemplari.

          Tali istituzioni sono attentissime alle nuove mutazioni, anche e soprattutto a quelle che appartengono al mercato erpetofilo, non a caso noi collaboriamo con svariate di esse.

          In genere questo aiuta gli allevatori seri (e da loro interpellati) a definire la correttezza delle loro scoperte.

          Per quanto riguarda il geco nero, può darsi che sia melanico, ma se è adulto è più che possibile che sia un esemplare femmina anziano. Spesso succede che le vecchie femmine si scuriscano notevolmente.

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          • #6
            Non contraddicendo Emilio spezzo comunque una lancia in favore di Manu avendo più volte notato come il mercato dei morphs di molti taxa tanto dello spilota-complex che di quello delle M.viridis si compone di varie mutazioni o bloodlines "particolari" i cui punti di forza poggiano su caratteri fenotipici assolutamente tipici di locality spesso e volentieri non divulgate per ovvi motivi di "esclusività".

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            • #7
              Ehehehe, diciamo che la mia non è voluta essere una provocazione, ma quasi
              Faccio chiarezza in ciò che ho detto, perchè guardando e riguardando i vari morph di leopardino e confrontandoli con le specie dalla colorazione ancestrale, penso sempre più che la casualità del gene recessivo di alcuni morph non sia poi così casuale.
              Ad esempio, i leo giant erano presenti sul listino prezzi di Glades herp, prima che apparissero sul mercato i giant albino, ma erano venduti come Eublepharis macularius montanus, se il gene del gigantismo di questa sottospecie fosse recessivo e si fosse perso nelle varie ibridazioni, fino a rispuntare sui giant albino di tremper?
              E mi viene da pensare che anche i dark possano avere origini simili.
              E' risaputo che spesso gli allevatori americani, ibridino specie e/o sottospecie diverse, soprattutto in animali come quelli appartenenti genere Eublepharis, che come differenza di classificazione hanno magari una squama sotto il mento e/o un dito diverso.
              Non voglio screditare tutto il lavoro degli allevatori, che hanno fatto selezioni ben precise e creato morph molto interessanti, ma voglio metterli in discusione, cercando di capire se è effettivamente tutta farina del loro sacco o se hanno avuto anche tanta fortuna, nel riscoprire geni recessivi persti nelle ibridazioni di specie e sottospecie.

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              • #8
                quello che dice stefano e' vero ma riguarda, nel caso delle morelia, una situazione molto diversa e anche meno ricca di spunti polemici, insomma un mercato anche meno esasperato.
                Inoltre entrambe i casi sono tecnicamente possibili, quindi nulla da dire.

                Sui leopardini c'è una situazione che è troppo lungo spiegare qui, ma che investe la politica stessa di alcune delle grandi catene di pet-shops, e scoprire una cosa del genere cambierebbe anche la destinazione di grosse cifre di denaro, ecco perchè gli allevatori stanno molto attenti a non sbagliare.

                Dato che la varietà giant è stata scoperta proprio da ron ne so quel che è possibile sapere perchè, invece di supporre dalla poltrona di casa, sono andato là e ci ho lavorato tutti i giorni.

                Un po' di fortuna c'è sempre in certe situazioni, ma la fortuna si crea, non ho mai visto un cinico o peggio ancora un frustrato essere baciato dalla fortuna, ma sempre l'umile e l'ottimista che si rompe la schiena di lavoro. Ron, e come lui molti altri, hanno ancora lo stesso apprezzamento per un geco normal, e lo stesso rispetto, che hanno per un giant o qualsiasi altro.

                Se poi glades, che io conosco per esperienza e ho visto più volte alla fiera di orlando e poi a daytona, che ha solo animali di cattura o quasi, vende i montanus e li promuocve perchè sono grandi, oppure tenta di cavalcare in maniera ambigua il mercato cercando di confondere le acque, oppure ancora di screditare, non importa.

                Come si dice in inglese, it's all jerking off.

                vogliamo parlare di pat boone? (tra l'altro nostro vicino di stand nel 2001 a daytona)

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                • #9
                  Penso che le due variabili "fatica selettiva" e "fortuna casuale" non siano così in antitesi da escludersi a vicenda dato che potrebbero figurarsi più semplicemente come momenti diversi di uno stesso continuum: dalla casualità fortuita sta poi alla bravura dell'allevatore "portare avanti" e sviluppare ulteriormente il morph, costituendo gruppi riproduttivi che andranno poi ad affacciarsi sul mercato.

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                  • #10
                    è proprio quello che intendevo dire: la fortuna esiste, ma si chiama in un certo modo e non in altri no?

                    a presto (PS: ti ho trovato bene ultimamente, mi spiace che non abbiamo parlato di più l'altro giorno!)

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                    • #11
                      Ho dato un'occhiata su google ai gechi che mi a consigliato Manu, ma non è nessuno di quelli. D'aspetto è pressochè identico, ma non ha niente di marrone! E' tutto nero e con i disegni della livrea neri un pò più ciari.
                      A me piace molto ma sinceramente prima di spendere 100 euro per un geco vorrei avere un pò di informazioni un più.
                      Ciao e grazie

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                      • #12
                        non avete una foto? non ne riesco a trovare..

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                        • #13
                          A questo punto se è così nero ha ragione Emilio, è un melanico, ma sei certo che sia un geco?
                          Non ricordi il nome anche comune dell'animale?

                          X Emilio:
                          Non credo che quelli di Glades herp cercassero di confondere le acque nel mercato prima ancora che Tremper divulgasse la notizia dei giant albino, è che effettivamente gli Eublepharis macularius montanus sono enormi, se riesco nei prossimi giorni scatto qualche foto a quello di un mio amico e te le mostro.

                          Un po' di fortuna c'è sempre in certe situazioni, ma la fortuna si crea, non ho mai visto un cinico o peggio ancora un frustrato essere baciato dalla fortuna, ma sempre l'umile e l'ottimista che si rompe la schiena di lavoro.
                          Su questo concordo e come ti dicevo non sono qui a screditare il lavoro di anni di allevatori come Ron o altri.

                          Dato che la varietà giant è stata scoperta proprio da ron ne so quel che è possibile sapere perchè, invece di supporre dalla poltrona di casa, sono andato là e ci ho lavorato tutti i giorni.
                          Lo so bene e onestamente ho grande stima sia per te che per Tremper, ho solo esposto valutazioni fatte osservando un po' l'andamento delle cose, informandomi e studiando per quanto mi sia possibile i leopardini. Che poi il gene che produce i giant di Tremper non c'entri un fico secco col gene degli E. m. montium non posso saperlo, non ho fatto esami del DNA che possano confermare o screditare la mia teoria
                          Quello che avrei sempre voluto capire è se effettivamente questa teoria sia considerabile o meno

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                          • #14
                            Fabio, ma non è che è semplicemente un Hemitheconyx caudicinctus?

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                            • #15
                              Per caso era questo ?

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