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gli opistoglifi detenibili in Italia

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  • gli opistoglifi detenibili in Italia

    Ciao,mi permetto di intromettermi in questa discussione per non aprire discussioni inutili e banali...
    Quali sono i serpenti velenosi detenibili in italia?Per velenosi intendo non pericolosi,come ad esempio l'Heterodon Nasicus.
    tnx
    Continua qua.....
    Cogliamo lo spunto di Jackass

  • #2
    RE: gli opistoglifi detenibili in Italia

    boiga Cyanea
    boiga dendrophila



    altri ora non me ne vengono....

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    • #3
      RE: gli opistoglifi detenibili in Italia

      i serpenti "frustino" tipo Ahaetulla nasuta

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      • #4
        Ecco i generi opistoglifi detenibili che mi vengono in mente
        Boiga
        Philodryas (olfersii, e patagagonensis, hanno un veleno molto attivo)
        Hydrodynastes
        Heterodon
        Leioheterodon
        Ahaetulla
        Thelotornis (solo il capensis) (veleno molto attivo)
        Lystrophis
        Clelia (magari trovarne mezzo)
        Herpeton
        Malpolon (ovviamente con documento Budep)
        Telescopus (idem con patatine)
        Coluber algirus

        Altri generi sono praticamente impossibile da trovare in commercio.
        saluti
        EMa

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        • #5
          Emanuele serio e conciso ! serviva anche a me questa informazione....

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          • #6
            ma sono tutti velenosi?

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            • #7
              si, sono tutti opistoglifi, hanno cioŔ denti veleniferi posti posteriormene rispetto agli altri, solitamente pi¨ piccoli e con un solco poco svilippato; hanno un tipo di predazione diversa rispetto ai proteroglifi e solenoglifi e in Italia sono detenibili; il veleno solitamente ha effetti ,meno tossici per l'uomo rispetto alle altre tipologie di serpenti ed Ŕ relativamente pi¨ "difficile" farsi mordere

              ...giusto per ....

              emanuele hai fatto una bella lista; se il pitone reale non Ŕ opistoglifo allora non ne vengono in mente altri!!

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              • #8
                Ragioniamo un attimo su veleno e serpenti.
                Le ghiandole velenifere derivano da una modificazione delle ghiandole salivari.
                Questo Ŕ osservabile in diverse specie di serpenti AGLIFI, cioŔ privi di denti veleniferi.
                Il genere Coronella (ad esempio) , presenta una saliva tossica, che presenta il massimo della sua tossicitÓ nei confronti degli anellidi (sic!!) e degli urodeli.
                La ghiandola salivare non si presenta specializzata, ma la via al veleno Ŕ etologicamente aperta.
                Lo step successivo Ŕ rappresentato dai serpenti opistoglifi.
                Sono il tema del post.
                Sono intanti tutti colubridae, con ghiandole velenifere giÓ differenziate
                ed apparato dentale modificato. In particolare presentano nella parte posteriore uno o due coppie di denti scanalati con il dotto velenifero che permette al veleno di penetrare nel corpo della preda in seguito a morso profondo, portato "a mo di masticazione".
                Il veleno pare si sia evoluto come antidoto.....
                ANTIDOTO.....al veleno cutaneo delle prede, in particolare alle tossine degli anuri (rospi in particolare) e da qui abbia acquistato una valenza in primo luogo digestiva, poi raffinandosi, una valenza etologica relativa alla caccia ed all'uccisione della preda.
                Negli step pi¨ evoluti (proteroglifi, come i cobra, solenoglifi come i crotali..) il veleno stesso Ŕ fondamentale nell'uccisione della preda (vi Ŕ la perdita della capacitÓ costrittrice in contemporanea) e nel fenomeno della predigestione.
                Anche la difesa diviene uno dei compiti (secondari) del veleno stesso.
                La miscellanea degli enzimi dapprima Ŕ di tipo litico (lipolitico, emolitico ecc..) , con numerosi enzimi coinvolti, poi compaiono anche neurotossine in grado di inibire la placca neuromuscolare, paralizzando i centri regolatori dei battiti cardiaci e del respiro. Il veleno diviene uno strumento di uccisione sempre pi¨ raffinato.
                Si assiste ad una "corsa agli armamenti" che prende direzioni diverse a seconda del continente coinvolto.
                In Europa, in Africa e in America si evolvono i solenoglifi (vipere e crotali..) che hanno nella sofisticazione dell'apparato velenifero l'arma in pi¨....osso mascellare mobile, denti del veleno molto sviluppati, ghiandole velenifere enormi (vedere per credere l'armamentario di una Bitis gabonica....), veleno potentemente emotossico e proteolitico.....tutti i solenoglifi sono considerati pericolosi e vietati dalla legge 150......in realtÓ la potenza del veleno Ŕ in molti casi relativa, privilegiando l'evoluzione la precisione del morso e dell'iniezione del veleno stesso.
                Animali molto specializzati, i solenoglifi sono spesso animali pigri, lenti (non nell'attacco.....) e pi¨ di un genere Ŕ stato proposto come candidato ad una parziale o totale liberalizzazuione...fino ad ora invano.
                In Australia l'evoluzione ha preso una strada diversa....non esistono solenoglifi, ma i proteroglifi (molto imparentati coi colubridi, con denti veleniferi fissi anteriori, ma molti pi¨ piccoli che nelle vipere....) hanno sviluppatop i veleni pi¨ potenti conosciuti fra i rettili in natura
                I serpenti col veleno pi¨ potente sono tutti proteroglifi australiani........
                Tutti i proteroglifi sono proibiti.
                La potenza del loro veleno, neurotossico , ha portato molti esperti a considerarli i pi¨ pericolosi in assoluto....agilitÓ, velocitÓ, sono molto spesso caratteristiche dei proteroglifi.
                I soli opistoglifi proibiti, sono il Dispholidus Typhus (boomslang) ed il Thelotornis kirtlandii.., altri (Thelotornis capensis, Philodryas...) hanno un veleno sicuramente attivo e probabilmente , pur non essendo compresi nella lista dei pericolosi, non dovrebbero essere tenuti senza grandi precauzioni....
                Generi come il Malpolon (chissÓ se lý'ho scritto bene stavolta.-...), l'Ahetullia, Hydropdynastes, Boiga, hanno un veleno di relativa potenza, ma grossi esemplari, in letteratura, sono stati causa di intossicazione da morso anche rilevanti.
                Spesso, infatti, pi¨ che la potenza del veleno (meno "evoluto" che negli step pi¨ "moderni"...), Ŕ proprio la posizione dei denti, posteriori, che rendono difficile l'iniezione del veleno nell'uomo.
                Gli esemplari pi¨ piccoli , hanno poi nelle dimensioni, un handicap maggiore.
                C'Ŕ poi da dire che un opistoglifo, normalmente ha un atteggiamento molto diverso fra morso di difesa( veloce, portato con forza ma non trattenuto) e l'attacco alla preda, portato con un morso lungo, trattenuto propri per lasciare al veleno il tempo di essere iniettato ed agire...
                Insomma, con gli opistoglifi, prudenza sempre, ma tranne pochi generi, pericoli reali modesti.
                Troppo lungo.....ma mi interessava inquadrare un p˛ il problema veleno...
                Ultime tre righe.....reazioni allergiche.
                Sono sempre possibili, e non sono in relazione col tipo di veleno.
                Nessuno pu˛ prevederle....motivo in pi¨ per avere precauzioni da morso se si allevano specie anche poco velenose.......e se si Ŕ poliallergici, prudenza doppia....Ah...le reazioni avverse avvengono al SECONDO morso, non al primo.....quindi .....evitate il primo e , soprattutto, il secondo......
                Ciao.

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                • #9
                  pi¨ chiaro e completo di cosi
                  saluti
                  EMa

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                  • #10
                    Grande Sab¨!

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                    • #11
                      Grazie a tutti per i chiarimenti.
                      Sab¨ non ti smentisci mai,grazie.

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                      • #12
                        ok sab¨, mi faccio un bel "copia e incolla" perchŔ Ŕ davvero splendido!!!!

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                        Sto operando...
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