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Cryptosporidium

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  • Cryptosporidium

    ...volevo fare una domanda...come funziona la crypto?
    intendo..un animale sano....poi inizia a dimagrire ecc ecc...
    ma come avviene? genetica e rimane in incubazione oppure a seguito di un'infezione?

  • #2
    Cryptosporidium spp.
    A differenza degli altri membri della famiglia Eimeriida (Coccidi) questo organismo non penetra nelle cellule intestinali dell'ospite ed privo di specie-specificit.
    Il ciclo vitale simile a quello degli altri coccidi intestinali, anche se la sporulazione (divisione dello zigote contenuto nell'oocisti in sporoblasti che poi divengono sporocisti, contenenti sporozoiti che una volta parassitate le cellule prendono il nome di trofozoiti) avviene all'interno dell'ospite. Ha oocisti minuscole, 4-4,5 micron le quali contengono 4 sporozoiti e vengono espulse con le feci. Una volta ingerite le oocisti, gli sporozoiti invadono il bordo dei microvillidegli enterociti, dove i trofozoiti si trasformano in schizonti contenenti 4-8 merozoiti. Questa era la fase asessuata, chiamata schizogonia. Dopo una o due generazioni di schizonti (quindi ancora ciclo asessuato, appunto schizogonia), segue la gametogonia (fase sessuata, in cui gli schizonti dell'ultima generazione invadono nuove cellule divenendo microgametociti (maschi) e macrogametociti (femmine); successivamente i microgametociti si mobilitano e fecondano le femmine producendo zigoti che poi diverranno oocisti) e vengono prodotte nuove oocisti nel giro di 72 ore; le oocisti sono di due tipi: il primo tipo (la maggior parte) ha parete spessa e viene espulso con le feci; il secondo tipo ha parete sottile e rilasciagli sporozoiti direttamente all'interno dell'intestino, provocando autoinfezione.
    Schizonti e gametociti si sviluppano all'interno di una vescicola che deriva dai microvilli intestinali; sebbene non ci siano rotture cellulari come per gli altri coccidi si osservano alterazioni della mucosa, con riduzione dei villi, rigonfiamento ed eventuale fusione degli stessi...tutto ci pu portare ad alterazione della funzionalit di enzimi di membrana.
    Non chiarissimo ma ci ho provato..

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    • #3
      come si debella?
      diciamo che se lo prende un leopardino facile che lo mischi anche agli altri!?
      io ho un amico che ha due leop cosi...rischio anche io, casomai andassi in contatto coi miei gechi
      dopo aver toccato i suoi???

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      • #4
        Bella spiegazione Gdspeed, aggiungo solo un paio di cose

        Come ha spiegato Gdspeed il Cryptosporidium un parassita, per cui NON geneticamente trasmissibile. Si era discusso in precednza che probailmente la smodata selezione genetica ha portato alcuni esemplari di alcuni allevamenti ad essere pi o meno soggetti all'apparassitaggio da parte del Cryptosporidium.

        Alla domanda che fa Lucas la risposta , s toccando esemplari apparassitati possibile essere veicolo del parassita.

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        • #5
          per toccare gli esemplari malati sarebbe meglio usare dei guanti in lattice (cosa che mi ha suggerito Manu)........

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          • #6
            ma una cosa non ho ancora capito:come lo introduciamo nel nostro terrario se non siamo stati a contatto con animali malati?
            ciao

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            • #7
              Originariamente inviato da uromastyx
              ma una cosa non ho ancora capito:come lo introduciamo nel nostro terrario se non siamo stati a contatto con animali malati?
              ciao
              Poco igene, oppure l'inserimento di un nuovo esemplare apparassitato ma che non da segni di malessere, ricordo che in molti casi prima che gli animali mostrino i sintomi causati dal Cryptosoridium possono passare anche anni.

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              • #8
                grazie manu, ma col cibo non pu essere? Grilli, tarme infette, esiste questa possibilita?

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                • #9
                  Originariamente inviato da Manu

                  Come ha spiegato Gdspeed il Cryptosporidium un parassita, per cui NON geneticamente trasmissibile.
                  Giustissimo, il Cryptosporidium un protozoo parassita, quindi non trasmissibile geneticamente..

                  Per quanto riguarda la cura so solamente che, parlando di mammiferi comunque, pare non ci sia una cura veramente efficace, anche se l'uso di spiramicina sembra dare un qualche segno positivo (ma ripeto: pare non ci sia un trattamento veramente efficace).
                  Aggiungerei che l'infezione molto difficile da controllare, in quanto le oocisti espulse con le feci dall'animale, grazie anche al fatto di avere una parete spessa, sono molto resistenti alla maggior parte dei disinfettanti, tranne alla formalina e all'ammoniaca.

                  Per la questione dell'infestazione tramite il cibo credo che un grillo, una camola o altro possa essere veicolo del parassita, ma solo se venuto materialmente a contatto con feci provenienti da un animale infetto, e quindi con le oocisti contenute in esso.

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                  • #10
                    Ma possibile che il cibo sia portatore di altri parassiti?

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Oscar
                      Ma possibile che il cibo sia portatore di altri parassiti?
                      SE parli degli insetti l'ha gi spiegato Gdspeed

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                      Sto operando...
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