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Clima di provenienza dei leopardini

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  • Clima di provenienza dei leopardini

    Avendo notato molte differenze su come noi alleviamo i nostri gechi leopardini relativamente alle temperature invernali, mi sono fatto una ricerchina sul clima della zona di origine di questi simpatici amici. Ve ne riporto una minima parte tradotta. Per maggiori info consultate la pagina:
    http://www.worldwildlife.org/wildwor...1313_full.html

    "il plateau centrale e le limitrofe montagne presentano un clima di tipo desertico-continentale con temperature estreme. Mentre la temperatura media annua varia da 15 a 18 gradi centigradi, la massima temperatura rilevabile può raggiungere i 42° e la minima può scendere sino a -20°. Nella maggior parte della regione le piogge non suoperano i 200 mm e in buona parte non arrivano neanche a 100 mm".

    Pertanto, ritengo che nelle nostre case i leopardini stiano come papi!

  • #2
    Pertanto, ritengo che nelle nostre case i leopardini stiano come papi!
    E' per questo che la gente che si preoccupa troppo mi stupisce ...ok che i nostri gechi debbano vivere e non soppravvivere in terrario, ma a tutto c'è un limite

    Però è anche vero che selezioni genetiche create in cattività sono sicuramente più deboli dei cari vecchi ancestrali o dei WC

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    • #3
      Manu, stai confermando che in natura sopportano temperature sotto lo 0 ??

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      • #4
        Originariamente inviato da LsK_Lele
        Manu, stai confermando che in natura sopportano temperature sotto lo 0 ??
        sicuramente nelle tane dove si rifugiano gli animali non si arriverà mai a temperature prossime allo 0....succede anche per i nostrani...

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        • #5
          Originariamente inviato da andrea70
          Originariamente inviato da LsK_Lele
          Manu, stai confermando che in natura sopportano temperature sotto lo 0 ??
          sicuramente nelle tane dove si rifugiano gli animali non si arriverà mai a temperature prossime allo 0....succede anche per i nostrani...
          Ma se le temperatura esterna è -15°, anche scavando un metro sotto terra non penso si arrivi a +15 ... no ?

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          • #6
            Allora, prima di tutto c'è da dire che -20°C è una temperatura record per quei posti(ci sono accenni a record di -21°C in Gennaio), la media stagionale parla di minime con -3°/7°C nel mese di Gennaio.
            Questo conferma chiaramente ciò che dice Andrea, un geco interrarto difficilmente sarà esposto a temperature sotto i 10°C.

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            • #7
              ...non bisogna poi dimenticare che le ondate di freddo eccezionale mietono molte vittime tra gli animali in ibernazione;
              ...nel posto dove vivo il termometro scende sotto lo zero solo per pochi giorni all' anno (quest'anno solo un giorno, per ora); tre anni fa', invece, c'è stato un freddo anomalo che ha portato temperature sotto lo zero (con picchi di -10°C) per oltre 30gg; ebbene ho notato, in primavera, che la normale popolazione di Podarcis e di Tarentola si era notevolmente ridotta, quasi decimata; soltanto quest'anno siamo quasi tornati alla normalità....sicuramente quell' ondata di freddo ha colto impreparati un notevole numero di esemplari che magari erano abituati a svernare in posti poco riparati ed ha selezionato esemplari che avevano scelto locazioni piu' appropriate...

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              • #8
                Hai detto benissimo Andrea...selezione!

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                • #9
                  Il mio post serviva a non far preoccupare i "neofiti" per la temperatura.
                  In fondo, la coda dei leopradini che incamera sostanze nutritive (tipo la gobba dei cammelli) qualcosa sulle loro necessità dovrebbe insegnarci.

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                  • #10
                    Beh, la coda non ha esattamente la funzione di far sopportare meglio il freddo, ma di fornire le sostanze necessarie quando è impossibile per il geco procurarsi le prede ... i periodi freddi sono una delle occasioni in cui questi animali sono impossibilitati ad andare a caccia

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                    • #11
                      quello che vuole dire (Credo) è che essendo dotati della coda quale contenitore di sostanze nutritive avranno sviluppato qualche sistema per sopportare il freddo come la fame.

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                      • #12
                        Ok, avevo capito male

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                        • #13
                          ...le riserve di grasso nella coda non hanno niente a che vedere con il letargo: in questo periodo, infatti, il metabolismo è talmente rallentato che la perdita di peso (e quindi il consumo energetico) è pressochè nulla; in effetti le riserve energetiche della coda servono in momenti di scarsità di cibo, dovuti all' alternanza stagionale di periodi con grande disponibilità di prede ad altri di carestia...

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                          • #14
                            Andrea quindi il periodo di brumazione è paragonabile ad un vero e proprio letargo allora?

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                            • #15
                              ...non proprio, infatti in questa condizione il geco è comunque attivo,
                              ...anche se metabolicamente rallentato un consumo energetico c'è comunque; se lasciato a digiuno in questo periodo un calo di peso, anche se minimo c'è: per questo è sempre meglio continuare ad alimentare comunque...anche se certamente il geco mangerà pochissimo e saltuariamente...

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