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Curiosità liberazione tarte.

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  • Curiosità liberazione tarte.

    Salve...

    Ho letto più e più volte su questo forum la "battaglia" contro chi lbera la prorpia tarta divenuta ingombrante in un laghetto o simile...

    Mi chiedo, è proprio così dannoso???

    Cioè, ok, contrasti con la fauna locale ecc... però in una realtà circoscritta non credo possa provocare danni... al massimo si riempe un lago di tartarughe che altrimenti sarebbero vissute in una vaschetta con la palma...

    Non datemi dello sc*mo, mi sembra una domanda lecita, da pirla che sono...

    Salut...

    Anton.

  • #2
    Il problema è quello dell'inquinamento delle specie...certo che starebbero meglio in un lagheto piuttosto che nella vaschetta con la tristissima palmetta, ma poi alle specie di pesci che popolano il laghetto chi le protegge?
    ci sono precedenti nella mia zona che hanno dell'incredibile: in un lago molto pescoso delle marche sono stati "introdotti" dei siluri, non autoctoni quindi, per solo e puro gusto sportivo. Ora quel lago conta una popolazione di siluri enorme e le altre specie sono state definitivamente estinte (in quello specifico specchio di acqua).
    Da un po la provincia ha ordinato di non rilasciare quella specie.

    Perchè bisogna arrivare a tanto?
    Gli esseri umani non dovrebbero permettre tali squilibri in natura, proprio perchè pensanti ed intelligenti.
    ora rilasciare una tarta "americana" in una laghetto italiano cosa ci sta a fare?

    Non voglio fare retorica ma io di solito mi batto contro tali comportamenti!

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    • #3
      Siamo d'accordo, io pure non mi sognerei mai di abbandonare una tarta (già il vocabolo abbondono mi è estraneo).

      Qui a Bologna c'è un grande lago all'interno dei giardini più grandi e belli della città che da generazioni viene usato come "libertà" per tarte e pesci rossi...

      Ora, ci sono tarte con carapace di 40-50 cm e Carpe (pesci rossi cresciuti) di 60 e passa (molto passa) cm...

      E non mi sembra che abbia creato un danno ambientale... certo, le specie autoctone ne risentono, ma in un laghetto artificiale...

      SIA CHIARO CHE NON SONO PRO QUESTA PRATICA...

      Saluti.

      Anotn.

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      • #4
        A mio parere sono discorsi diversi.

        Creare un laghetto artificiale in cui le persone liberano i propri pesci rossi e tartarughe e diverso che liberarli in un"circolo" di cui non fanno parte.
        Nel laghetto non danno disturbo a specie autoctone o almeno credo.

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        • #5
          si ma di città così ce ne sono "poche" in italia e la realta provinciale non ti mette a disposizione lagheti artificiali dove "abbandonare" il proprio animale...bensì innumerevoli stagni e laghetti naturali (o creati per irrigazione/cave che ormai possono considerarsi tali) dove la gente fa quel che vuole...
          non condivido e non giustifico!
          In italia (paese mediterraneo) ci sono persone che comprano cani da slitta...

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          • #6
            Certo l'immissione di specie estranee ha i suoi rischi ma in Italia sono state introdotte dall'uomo fin dai tempi antichi: le marginata, le graeca, l'istrice ecc e tra le piante, ulivo, pino (da pinoli) cipresso, pesco, susino, mandorlo, ciliegio, agrumi ecc, ecc, ecc....vi immaginate la Puglia senza ulivi o la Toscana senza cipressi, la Sicilia o la Campania senza agrumi? ecc.ecc...
            Pare che in Puglia ci siano dei camaleonti inselvatichiti......
            Ciao Max

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            • #7
              Ciao Kimido
              Beh l 'Italia non ha proprio un clima mediterraneo...( almeno non da tutte le parti) . Comunque un certo equilibrio per l 'ecosistema prima o poi l 'ambiente lo ritrova. Non condivido l 'abbandono perchè brutale ed irresponsabile, però meglio dare una possibilità in più alla vita per gli animali piuttosto che eliminarli come purtroppo spesso succede. Una percentuale più alta in denaro al momento dell' acquisto delle specie con un fondo per le associazioni che si occupano di recupero animali ingombranti (scusate il termine) potrebbe rivelarsi utile. Conoscendo però la comodità delle persone ci sarebbe di bisogno di un corriere veloce per il ritiro dell' esemplare che lo spossato proprietario ha deciso di abbandonare al suo destino... Inutile cercare di fermare il vento con le mani... abbandonare una tarta o qualunque altro animale in natura è questione di meno di due secondi. Cogliere sul fatto e punire questi personaggi è utopia , trovare alternative utili come lo possono essere centri di recupero animali la vedo tutt'ora oggi come ieri l 'unica strada.


              Amichevolmente Patrick & Leila

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              • #8
                ho parlato con un ricercatore che ha "aperto", per vedere cosa mangia, una di queste tartarughe alloctone che popolano uno stagno nel canton Ginevra ed ha scoperto che in verità da adulta si nutre solo di vegetali... mentre in cattività sono tendenzialmente carnivore, perché così abituate...
                mah!

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                • #9
                  ho parlato con un ricercatore che ha "aperto", per vedere cosa mangia, ................. adulta si nutre solo di vegetali... mentre in cattività sono tendenzialmente carnivore, perché così abituate...
                  mah!
                  magari non v'era altro da mangiare...

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Anton
                    Qui a Bologna c'è un grande lago all'interno dei giardini più grandi e belli della città che da generazioni viene usato come "libertà" per tarte e pesci rossi...
                    Quel laghetto è ben recintato???

                    Siamo sicuri che nemmeno una di quelle tarta possano andarsene da li e finire in un altro laghetto o corso d'acqua naturale??? Possono spostarsi di molti kilometri...

                    Ciao
                    Robfrons

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                    • #11
                      Piccolo OT, scusate...
                      Originariamente inviato da kimiko
                      ...ci sono precedenti nella mia zona che hanno dell'incredibile: in un lago molto pescoso delle marche...
                      Kimiko, sei marchigiano?
                      Di dove?

                      Ciao
                      Robfrons

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                      • #12
                        no Joseuan, quel laghetto è il più ricco della svizzera romanda, ci sono tantissimi anfibi, tartarughe acquatiche (Emys -introdotte anche da privati a partire da individui venuti dall'Est- e americane), pesci, eccc..
                        la ricerca di questo scientifico dimostra che le tartarughe tipo Trachemys consumano qualitativamente e quantitativamente quello che consuma un'anatra, o qualche cosa del genere (me l'ha detto alcuni anni fa). d'altronde è probabile... solo adesso si afferma con convinzione che le iguane sono prettamente fitofaghe, qualche anno fa si diceva onnivore...

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                        • #13
                          Verso i 5 anni le varie trachemys diventano prettamente vegetariane, cioa Max

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                          • #14
                            ho presente il laghetto di Bologna a cui si fa riferimento.è in piena città,e il parco è circondato da strade ad alta densità.qui a Firenze tanta gente ha liberato trachemys in Arno cosa gravissima,perchè mettono a repentaglio le Emys orbicularis di tutto l'areale.secondo me resta cosa grave la liberazione di specie nn autoctone in natura.diverso il discorso in altre situazioni.al parco zoo di Etnaland c'è un grosso laghetto abitato da parecchie trachemys,che però è accuratamente recintato ed io stesso conosco per via indiretta di un ragazzo che avendo un appezzamento di campagna vi accoglie tantissime trachemys abbandonate,dalle ultime notizie credo che ne abbia una sessantina.ripeto nn abbandonate specie nn autoctone in Italia!

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                            • #15
                              Originariamente inviato da emysurbis
                              Certo l'immissione di specie estranee ha i suoi rischi ma in Italia sono state introdotte dall'uomo fin dai tempi antichi: le marginata, le graeca, l'istrice ecc e tra le piante, ulivo, pino (da pinoli) cipresso, pesco, susino, mandorlo, ciliegio, agrumi ecc, ecc, ecc....vi immaginate la Puglia senza ulivi o la Toscana senza cipressi, la Sicilia o la Campania senza agrumi? ecc.ecc...
                              Pare che in Puglia ci siano dei camaleonti inselvatichiti......
                              Ciao Max
                              tutto preciso, ma fuori luogo, perchè le specie che menzioni tu, sono state introdotte per fini migliorativi, economici e/o altro ma in tempi mooootlo remoti.
                              chi abbandona una tarta OGGI semplicemente perchè non può tenerla più non mi sembra la stessa cosa.

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                              Sto operando...
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