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Ripopolamento fauna selvatica.

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  • Ripopolamento fauna selvatica.

    Buongiorno. Credo di postare nella sezione corretta, se cosi non fosse prego di scusarmi. Ieri, dopo 20 anni, ho scoperto che': nel mio luogo di nascita (Pantelleria, isola del mediterraneo) vivono, allo stato selvatico, colonie di Testudo Graeca (si dice ci siano anche in Sardegna... Ma cito cio' che dice wikipedia: Colonie allo stato selvatico sono presenti a Pantelleria e in Sardegna. Gli esemplari sardi[2] hanno caratteristiche intermedie tra la T. graeca graeca e la T. graeca nabeulensis della Tunisia.) non avendole mai viste allo stato selvatico, e non avendo mai sentito parlare di "ritrovamenti" mi viene da credere che il numero si sia fortemente dimezzato. Volevo chiedere: è possibile effettuare un "programma" di ripopolazione? Magari mettendomi in contatto con forestale etc. Offrirei ben volentieri terreno e disponibilità per l allevameno. Mi interessava sapere anche se fosse possibile ricevere delle "convenzioni" per le spese riguardanti la costruzione di "recinti",per (se possibile) comprare esemplari di determinate età, gia riproduttivi insomma... In modo da "velocizzare" i tempi di ripopolazione, per le spese di attrezzatura come le varie attrezzature per monitorarle una volta rilasciate e delle assistenze da parte di un veterinario qualificato. Non so se sono stato molto chiaro nella spiegazione...Se cosi non fosse mi scuso. Comunque, cosa bisogna fare, cosa bisogna avere per effettuare un "programma" del genere? Mi piacerebbe veramente andare a fare una passeggiata in montagna e potere osservare questi magnifici animali, come avveniva decenni fa'... Immagino...Grazie a tutti per il tempo dedicatomi.

  • #2
    Il ripopolamento lo dovresti fare solo ed esclusivamente con esemplari del posto, vale a dire catturare sotto regolare autorizzazione alcuni riproduttori, metterli in riproduzione in cattività e liberare i giovani, il tutto sotto costante osservazione sanitaria da perte di personale veterinario esperto. Non ha senso comprare T. graca con patrimonio genetico completamente diverso e liberarle a Pantelleria.

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    • #3
      Il problema è che non ho la più pallida idea se ce ne siano ancora o meno... E se c'è ancora qualche esemplare, credo sia quasi impossibile riuscire a "scoprirlo". Mi sai dire qualcosa a riguardo delle autorizzazioni ? Lo so', va seguito tutto da un veterinario specializzato...Infatti chiedevo anche se ci fosse qualche "convenzione" anche per pagare chi "sorveglia" il progetto... Grazie per la risposta.

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      • #4
        Se c'è ancora qualche esemplare basta andare sull' isola per scoprirlo,magari puoi metterti in contatto con un WWF locale,che mi pare che esista,o qualche università siciliana.
        Poi io la riproduzione in cattività la farei stesso sull'isola non porterei gli esemplari al nord e poi riportare al sud i piccoli.
        Ma perchè credi che sia una popolazione in difficoltà,potrebbe anche esserci un buon numero di esemplari.

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        • #5
          Qualunque trasferimento è fonte di problemi, la cosa migliore è la conservazione in situ.

          Il problema è che non ho la più pallida idea se ce ne siano ancora o meno...
          Se sono estinte, o non si fa niente, oppure si deve cercare il genotipo più vicino a quello estinto e reintrodurre quello, roba da specialisti.

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          • #6
            Tra l'altro, non conosco la situazione delle graeca di Pantelleria, ma anche in questo caso le popolazioni devono essere state frutto di introduzioni nemmeno tanto antiche.
            NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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            • #7
              Originariamente inviato da Luca-VE Visualizza il messaggio
              Tra l'altro, non conosco la situazione delle graeca di Pantelleria, ma anche in questo caso le popolazioni devono essere state frutto di introduzioni nemmeno tanto antiche.
              Delle mie vecchie zie in Puglia (prov. Lecce) hanno delle graeca che si riproducono e sono almeno 20-25 anni, se non di più, che le hanno perchè io me le ricordo da quando ero piccolo. Ora non ho la minima idea se la specie può essere endemica del Sud Italia, ma se le hanno introdotte in Puglia è molto probabile che lo abbiano fatto anche a Pantelleria.
              A te, FALLOMARMOCCHIO, che esasperi le retine col tuo usar "cmq", "nn" et similia, verrai esposto al pubblico ludibrio in adamitico paludamento et punito con millanta vergate!

              Brutal Murder

              Amici degli animali di Minitalia-Leolandia TI.MA.COM ONLUS

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              • #8
                Le uniche autoctone italiane sono le Testudo hermanni
                Poi c'e' stata l'introduzione in epoca storica di Testudo marginata in Sardegna, che ha dato il via a una popolazione acclimatata e numerosa (ovviamente prima che cominciassero a fregarsele...).
                Per quanto riguarda invece Testudo graeca, ci sono ancora in Sardegna popolazioni di nabeulensis (spesso ibridate, non ricordo se con graeca graeca o con graeca ibera) piu altre piccole popolazioni o esemplari sparuti frutto di introduzioni casuali (leggi, animali catturati in nordafrica e introdotti illegalmente qua e la...).
                Questo e' probabilmente il caso di Pantelleria, della Puglia e credo anche di quelle delle tue zie.
                In effetti, credo che nel sud Italia non abbiano problemi, climaticamente parlando, a prosperare tutte le specie nordafricane.
                Io comunque non le reintrodurrei, se fosse possibile.
                Sicuramente dedicherei le risorse a Testudo hermanni.
                NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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                • #9
                  AdamSirtalis, Vivo qui a Carpi (Saltuariamente) più o meno da 1 anno. La maggior parte del tempo lo passo a Pantelleria e non ne ho mai viste... Ahimé no, non c'è un"associazione" wwf locale, ed è un peccato! (Ricordo che molti anni fa trovai un gheppio ferito e fu' un "casino" consegnarlo al wwf... Ma questo è un altro discorso! ) non le vorrei "allevare" qui e poi portare a Pantelleria... Farei tutto sull'isola.

                  cardisomacarnifex, infatti chiedevo informazioni!

                  Seth, Luca-VE, sicuramente sono state introdotte... solo che leggendo ho visto che sono a "rischio" e l unico posto in europa in cui vivono allo stato selvatico è Pantelleria mi sarebbe piaciuto "ripopolare". Comunque, ringrazio con le risposte e cercherò di informarmi maggiormente. Magari chiedendo alla forestale del luogo... Grazie ancora.

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                  • #10
                    Unico posto in Europa e' impossibile, dato che ci sono in Sardegna, Grecia, Macedonia,Bulgaria e in molti altri stati.
                    NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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                    • #11
                      Ops. Mi correggo: in Italia. In Sardegna, come ho gia' citato, quello che dice wikipedia è: Gli esemplari sardi[2] hanno caratteristiche intermedie tra la T. graeca graeca e la T. graeca nabeulensis della Tunisia.

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                      • #12
                        Ho letto anch'io.
                        Wiki pero' non cita la sottospecie di quelle presenti a Pantelleria...dovrei consultare qualche testo, ma quasi certamente sono, come per quelle sarde, riconducibili a sottospecie o ibridi di provenienza nordafricana, portate e rilasciate sull'isola nel corso di diversi decenni.
                        NON rispondo a messaggi privati relativi ad allevamento ecc, usate il FORUM!

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                        • #13
                          Bah, comunque visto quanto detto
                          Originariamente inviato da Luca-VE
                          esemplari sparuti frutto di introduzioni casuali (leggi, animali catturati in nordafrica e introdotti illegalmente qua e la...).
                          Questo e' probabilmente il caso di Pantelleria, della Puglia
                          mi sa che sarà impossibile trovare qualcuno che finanzi un progetto di reintroduzione, semplicemente perchè non c'è nulla da reintrodurre!
                          A te, FALLOMARMOCCHIO, che esasperi le retine col tuo usar "cmq", "nn" et similia, verrai esposto al pubblico ludibrio in adamitico paludamento et punito con millanta vergate!

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                          • #14
                            Infatti, trattandosi di specie non autoctona, non ha senso spendere soldi per un progetto di ripopolamento, che invece potrebbe dare buoni risultati se applicato a T. hermanni.

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                            • #15
                              Non conoscendo la T.Hermanni non so dire quanti buoni risultati possa dare non conoscendo le varie "caratteristiche". Ne approfitto per fare una domanda: le tartarughe terrestri (parlando in generale) hanno bisogno di uno "stagno" o qualcosa di simile per abbeverarsi ho riescono ad abbeverarsi "semplicemente" sfruttando l'umidità depositata sulle piante, la linfa etc.?

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